Blog Tour “Il Rituale del Male” di Jean-Christophe Grangé – Audiolettura

Buongiorno miei dolci Lettori!
Benvenuti alla quattordicesima tappa del blogtour di Il Rituale del Male, il nuovo romanzo dello scrittore francese Jean-Christophe Grangé. Parliamo di un thriller dalle forti sfumature noir che di certo non lascia indifferente il lettore: un romanzo che scuote dall’interno, in un viaggio tra passato e presente dove tutto è incerto e la paura di sprofondare nel più oscuro baratro è sempre dietro l’angolo.

Alla mia voce si affida una parte del decimo capitolo, una lettura che spero possa accendere la vostra curiosità e mostrarvi un piccolo sneak peek del singolare protagonista Erwan Morvan, comandante della Omicidi di Parigi. Buon ascolto ❤

Il Rituale del Male


L’aria è malvagia sull’isola di Sirling, al largo della costa bretone. Un’aria salmastra, appiccicosa, in cui l’odore del mare si mescola alle immagini di un macabro rituale, al ricordo di un uomo, uno spietato serial killer dalla firma inconfondibile. L’Uomo Chiodo, però, ha smesso di colpire da più di quarant’anni. Nel 1971. A Lontano, nel cuore del Congo. Ma i segni di quei terribili omicidi emergono ora dal limbo del tempo in una base militare di fulgida tradizione. Il corpo di un giovane cadetto, dilaniato da un’esplosione, viene ritrovato all’interno di un bunker. I rilievi del medico legale non lasciano dubbi: il corpo è stato trafitto da centinaia di chiodi arrugginiti, gli organi asportati, gli arti orrendamente mutilati. A occuparsi del caso, stranamente, non è la polizia militare, ma la prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, guidata dal comandante Erwan Morvan. Erwan è figlio di quel Grégoire Morvan che, proprio a Lontano, aveva messo fine alla scia di sangue dell’Uomo Chiodo, quello che sulle risorse minerarie del Congo ha costruito la propria fortuna e che ora, da una posizione defilata, comanda le leve della polizia francese. E mentre le vittime si moltiplicano e gli indizi si fanno via via più evanescenti, il fantasma dell’Uomo Chiodo torna a braccare i Morvan e a scuotere dalle fondamenta il buon nome di una famiglia in apparenza inattaccabile. Ben presto l’indagine costringe Erwan sulle tracce delle più oscure gesta di suo padre in Africa, trasformandosi in una sfida che oltrepassa le leggi dello spazio e del tempo, in cui nessuno è senza colpa e nessuno conosce la verità. Una corsa sfrenata per salvare chi ama, che condurrà Erwan lontano dalla Francia, nel cuore del Congo oscuro e sanguinoso che ha tenuto a battesimo la sua stessa esistenza.

Titolo: Il Rituale del Male
Autore: Jean-Christophe Grangé
Prezzo: €19,90
Pagine: 751
Pubblicazione: 20 ottobre 2016
Editore: Garzanti

Audiolettura

Il Tour

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+11 — “Only if you really want it” #christmasiscoming

Sto imparando una cosa.
C’è tanto che vorrei.
Talmente tanto che fa quasi paura contarlo.

Non per forza oggetti. Non per forza doni.
Ma attimi, momenti, istanti.
Piccole gocce che insieme sono oceano.

Vorrei un secondo, lo vorrei davvero.
Un nuovo sorriso, uno sguardo che brilla.
Vorrei viverlo fino in fondo…

Ma solo se lo voglio davvero, sarà mio.

Sto imparando una cosa.
Non sempre volere è potere.
Ma provarci, quello sì.

Quale desiderio esprimerete per Natale?
#christmasiscoming

#2017ReadingChallenge

Buongiorno Lettori!
Oggi sono super felice e onorata di presentarvi finalmente la prima Reading Challenge Annuale del nostro angolino letterario ❤ questo progetto è nato in collaborazione con Rebecca, la founder del blog Diario di una Lettrice Sognatrice e prevede la lettura nel corso del 2017 di romanzi/graphic novel/manga/racconti/non fiction (in pratica qualunque cosa vogliate) aderenti alle varie categorie che abbiamo selezionato insieme. Tranquilli, le tipologie scelte sono semplici e molto ampie, facilmente collegabili a un’infinità di libri…

Qualche piccola regola per organizzare l’evento nel corso dell’anno 😉

Iscriversi ai blog organizzatori della challenge
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Un gesto dolce (senza olio di palma) per fare gruppo e tenerci compagnia durante l’anno
Le Parole Segrete dei Libri || Diario di una Lettrice Sognatrice

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Cerchiamo di diffondere il più possibile il progetto… più siamo, meglio è!

Fare un post/video/foto di aggiornamento ogni tre mesi
con l’hashtag #2017ReadingChallenge
Condividere le nostre letture è l’aspetto più bello e divertente della Challenge 

Com’è logico che sia, non dovete stilare una TBR sin dall’inizio, ma comunicherete nel corso dell’anno quali letture hanno completato i vari punti negli aggiornamenti. Non è obbligatorio completare tutte le challenge, leggere deve essere un piacere, non scatenare il panico!!!
Ma ora *rullo di tamburi* le challenge da completare nel corso del 2017. Per qualunque domanda non esitate a scrivere un commento qui sotto o sul gruppo facebook 😀

Buone letture a tutti!

5 — “Everyone should love” #christmasiscoming

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Tutti dovrebbero avere qualcuno da abbracciare il giorno di Natale. Siamo nati per condividere, per donare, per ricevere. Per rendere più bello ogni giorno insieme a chi ci vuole bene.

Tutti dovrebbero avere qualcuno da baciare sotto il vischio. Un bacio d’amore, di gioia e d’affetto, da ricordare nel tempo e sognare a occhi aperti.

Tutti dovrebbero avere un sorriso da far sbocciare sul proprio volto, pronto a contagiarne un altro e un altro ancora. Una catena senza fine, senza tempo e senza spazio.

Tutti dovrebbero avere un desiderio. Un futuro meraviglioso da rendere reale, quando la mezzanotte scatta e una nuova strada si apre davanti ai propri occhi.

Tutti dovrebbero amare. Amare se stessi e non solo gli altri.
Tutti dovrebbero amare. Nessuno escluso, nessuno solo.
Tutti dovrebbero amare e essere amati ❤

#christmasiscoming

4 — “To be read, to be lived” #christmasiscoming

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Non c’è cosa più bella di svegliarsi al mattino con un piano per la giornata e arrivare a sera contenti di ciò che si è fatto. Poco o tanto non importa, conta fare e metterci impegno.

Per noi Lettori, infinitamente intrappolati in mondi vicini e lontani che profumano d’inchiostro, la questione è ahimè un po’ più complicata.

Noi ci alziamo ogni giorno con la voglia di fare tutto e anche di più, di lavorare, studiare, pulire, spuntare ogni casella della lunga lista di servizi in programma per le successive 18 ore non-stop, mantenere almeno una certa apparenza di vita sociale (se possibile) intrattenendo relazioni che non siano di natura esclusiva con il nostro cuscino e il fidato tazzone caffè fumante e, alla fine, coricarci stanchi morti per poi ricominciare al mattino dopo… il piano è davvero quello, lo giuro! Croce sul cuore!

Il problema è che siamo Lettori, ci piace tanto, ma davvero tanto tanto tanto leggere. Il semplice atto di aprire un libro è indispensabile per la sanità mentale del 99,9% degli esemplari aderenti alla nostra specie. E dato che nessun libro verrà mai solo aperto, ma sarà sempre (e sottolineo sempre) accompagnato da una sessione minima di lettura (un capitolo potrebbe apparire sufficiente, ma è preferibile – per la vostra sicurezza – non soffermarvi troppo sulla durata del succitato incontro di amorosi sensi fra il soggetto e la attuale “preda” letteraria) è ovvio e facilmente deducibile che una buona parte del tempo in origine programmato per altro verrà trascorso in compagnia di un romanzo.

Mi rendo conto sia molto difficile, per chi non appartiene al gruppo appena descritto, capire il discorso che sto facendo. Che senso può mai avere dedicare così tanto tempo a delle stupide parole buttate lì, una accanto all’altra, su un foglio bianco?

Beh, provare per credere. Leggiamo perché pensare unicamente alla nostra vita non ci è sufficiente: abbiamo bisogno di addormentarci preoccupati per la sorte del nostro protagonista, e di svegliarci al mattino sapendo che a breve potremo stargli accanto e condividere le sue avventure. È così per ogni lettura che intraprendiamo, per quelle che riescono a rubarci il cuore e sanno trattenerlo fra le loro pagine fino alla fatidica fine (che non vorremo mai leggere, fidatevi). Sarà così per sempre, finché ci saranno storie da raccontare e orecchie pronte ad ascoltarle ❤

Quali romanzi accompagneranno le vostre feste?
#christmasiscoming

3 — “Something from the Future” #christmasiscoming

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Cara me stessa,
Se stai leggendo questa lettera significa che una mente eccelsa è stata in grado di dare vita a un sogno, di creare la macchina del tempo.
So che hai appena riletto questa prima frase almeno dieci volte, quindi ora siediti e va avanti.
Bene, fammi il favore (se ti è possibile, ovvio) di respirare e soprattutto di non iniziare a sbraitare col mondo intero perché credi di essere la sfortunata vittima di uno scherzo. Sono proprio io, o meglio sono te… oh insomma, siamo noi due e stiamo parlando! Non ci credi? Pazienza, forse un domani lo farai.

D’altronde, mica ho fatto ogni cosa in mio potere per far giungere questa lettera nelle tue mani, assolutamente… quindi ora, che ti piaccia oppure no, mi ascolti. E non alzare gli occhi al cielo, signorinella. Non sarò lì, ma ti vedo benissimo 😜

L’importante è che tu legga queste parole e che ne tragga qualche buona lezione. Il fatto che le metterai in pratica probabilmente fra molti anni conta poco… sia chiaro, meglio prima che dopo, eh! Ma prenditi tutto il tempo necessario per sbagliare e sbattere la testa contro il muro (lo faccio ancora io, quindi figurati se posso giudicare eheheh) 😂

Non ti dirò in quale anno del tuo futuro sto vivendo, nè tantomeno a che punto della nostra vita mi trovo, figuriamoci se sto a raccontare per filo e per segno quello che mi è successo. Tuttavia ci sono dei principi che devi necessariamente capire.

Primo: le cose non vanno mai come vorresti. Hanno addirittura creato un hashtag appositamente per te, si scrive #maiunagioia, è parecchio in voga online. Lo so che non hai la più pallida idea di cosa sia un hashtag, ma tu sappi che sei famosa in tutto il globo per questo 😉 (ops, forse questo non dovevo dirlo…)

Secondo: la tua vita è nelle TUE mani, se desideri qualcosa e ti impegni per ottenerla sarà tua. Contraddittorio con il primo punto? Mah, forse… ma è la cosa più vera che ho imparato. Non importa quanto dura sia la scalata, quanto faranno male mani, piedi, braccia e gambe: tu puoi farcela!

Terzo (e questo è molto molto importante): tappati le orecchie e va’ avanti per la tua strada. Scegli ciò che ti piace, vivi secondo i tuoi gusti. Gli altri ti ridono dietro, ti allontanano e ti lasciano sola? Bene, fa un male cane (lo so, lo so), ma bene! È gente inconsistente, che trascorre ore e ore senza colore e spessore, mentre le tue giornate sono e saranno fuochi d’artificio senza fine.

Quarto e poi, giuro, la smetto: sii buona e gentile, non con tutti (come diceva la mamma di cenerentola, pace all’anima sua), ma con coloro che davvero meritano il tuo affetto. Capirai chi sono, non preoccuparti. Il resto è solo gente di passaggio.

Ora ti saluto, perché qui il Natale si avvicina e sai bene che in casa nostra è sempre festa grande. Ho una lista di cose da fare talmente lunga che perfino Babbo Natale mi guarda con ammirazione.
Comportati al meglio, mi raccomando.

Buona fortuna,
Gaia

#christmasiscoming

Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima di essere accaduto.
(Rainer Marie Rilke)

2 — “Something from the Present” #christmasiscoming

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Ho fatto un sogno alquanto bizzarro.
Non è certo una novità, sia chiaro, ma devo ammettere che questa notte è stata davvero insolita.

Ero sola, in una lunga distesa di buio e silenzio. Mi giravo da una parte all’altra, sperando di trovare qualcosa, qualunque cosa potesse rendere in qualche modo reale ciò che stavo vivendo. Per mia fortuna niente mostri in agguato, né tantomeno l’uomo nero pronto ad aggredirmi. Le premesse per un incubo coi fiocchi c’erano tutte in verità, ma qualcosa ha girato per il verso “giusto”, se così possiamo definirlo.

Un gigantesco specchio è spuntato alle mie spalle: così, dal nulla e senza fare alcun rumore. Era alto e imponente, intarsiato e decorato come quelli delle più dolci fiabe, ma non rifletteva nulla. Cercavo di guardare, di guardarmi, ma la superficie catturava solo il vuoto intorno a me, quell’infinito oscuro che iniziava piano piano a starmi stretto. Provavo e riprovavo a passarci davanti, a fare boccacce, a gesticolare nel più assurdo dei modi, ma niente. Il buio era l’unico a potersi osservare in quel magnificente splendore, a potersi studiare in ogni suo più piccolo atomo.
Ho pensato subito ad un messaggio del mio inconscio, del genere “Non hai il coraggio di guardarti dentro, cara mia!”, ma in realtà sono un libro aperto, una di quelle persone che non riesce a nascondere nulla al mondo, figuriamoci a se stessa.

A quel punto mi sono svegliata, ritrovando intorno a me lo stesso silenzio del sogno e quasi lo stesso buio. Ad occhi aperti però ne ho apprezzato il valore, la serenità. Ho assaporato quella pace, quella sensazione di libertà che nel sogno mi ero negata. A volte dimentichiamo quanto il rumore assordante della realtà nasconda tanta magia sopita negli angoli silenti del mondo. Nel freddo inverno che rende più caldo un abbraccio, negli occhi dei bambini incantati davanti a una bella vetrina, nelle rughe di un sorriso, nelle mani che lavorano o che si scaldano, sfregandosi fra loro. Nelle parole non dette, perché spesso sono quelle con maggior valore.

Forse era questo lo specchio. Un velo tra silenzio e rumore, e io ne ho goduto per un istante. Il vostro Natale come sarà? Ricco e chiassoso o sereno e rilassante? Magari, a cavallo fra i due estremi, potrebbe celarsi il miglior compromesso ❤🎄

Lo scopriremo nei giorni a venire.
#christmasiscoming

In un atteggiamento di silenzio l’anima trova il percorso in una luce più chiara, e ciò che è sfuggente e ingannevole si risolve in un cristallo di chiarezza.
(Gandhi)

1 — “Something from the Past” #christmasiscoming

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Mi hanno detto che il passato va ricordato. Chi saremmo senza la nostra storia, i nostri ricordi? Cosa ci renderebbe ontologicamente persone se non avessimo qualcosa a cui appigliarci per spiegarlo?

Mi hanno detto che il passato va dimenticato. Cosa potremmo mai diventare se rimanessimo attaccati a ciò che eravamo ieri? Cosa potrebbe spingerci a migliorare noi stessi, se non fossimo prima in grado di archiviare un vecchio io, per crearne uno tutto nuovo?

Forse passato, presente e futuro possono coesistere insieme, per quanto assurdo e forse impossibile sia in apparenza. Un secondo è appena trascorso, batti le palpebre e un altro vola via… ciò che eri in quell’istante non potrai più recuperarlo, ma stai già per diventare un altro ancora. Eccolo, un nuovo secondo è passato. Ecco un nuovo te, una nuova me. Un nuovo noi.
Tempo, spazio, evoluzione e emozione in un solo punto. Siamo questo, siamo magia e realtà, anime in viaggio in cerca di noi stessi. Quel noi stessi che già siamo, che basta scavare a fondo per trovare, per trovarci. Siamo perché siamo stati e saremo perché siamo. Molto più facile da vivere che da spiegare, questo è sicuro…

Natale è anche questo. Scoprire e riscoprirsi in un ciclo che ogni anno si ripete. Guardare ancora quel luccichio che a volte si nasconde dietro un velo di amarezza. Scaldare il cuore, farlo davvero. Provare a sentire ancora e ancora e ancora quel Natale che ieri è stato, che oggi è, che domani potrà essere.

Buona attesa 🎄
#christmasiscoming

Il presente non contiene altro che il passato; così, ciò che si scopre nell’effetto si trovava già nella causa.
(Henri Louis Bergson)

Speciale MAN BOOKER PRIZE 2016 – Paul Beatty vince con “Lo Schiavista”

Buongiorno miei dolci Lettori!
È proprio vero, con i premi letterari non sai mai quanto puoi rimanere sorpreso… con mio grande piacere ieri, in diretta su BBC News, ho visto trionfare al Man Booker Prize Paul Beatty e il suo romanzo The Sellout (tradotto in Italia da Fazi con il titolo Lo Schiavista). È stata una vittoria assolutamente inaspettata, tanto per noi lettori quanto per l’autore stesso che, in preda ad una grande commozione, è salito sul palco per ricevere il premio. Una dolcezza incredibile che si è accompagnata ad una immensa gratitudine verso i suoi cari e il suo team da parte di Beatty, il primo scrittore americano in assoluto ad aver vinto questo prestigioso premio letterario.

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Il cinquantaquattrenne afroamericano, nato a Los Angeles nel ’62, si è aggiudicato, oltre alla notorietà e al primato nella sua categoria, il premio in denaro di £50.000. Parlando del suo The Sellout, Beatty ha detto “readers might find it a difficult book to digest” (i lettori potrebbero considerarlo un libro difficile da digerire), ma forse è proprio la sua durezza, ben delineata da un ironia incredibilmente spassosa e una satira pungente, che lo ha reso il candidato perfetto per la vittoria.

Un grande successo per il piccolo editore Oneworld, che per il secondo anno di fila (dopo Breve storia di sette omicidi di Marlon James, vincitore dello scorso Man Booker) vede un suo romanzo premiato nella suggestiva Guildhall di Londra. Un mio personale complimento e ringraziamento va alla Fazi, che ci ha permesso di godere della storia di Bonbon nella nostra bella penisola.

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Da un’iniziale lista di 155 libri, scesi poi a tredici e infine uteriormente selezionati nella rosa dei sei finalisti, Lo Schiavista ha sorpreso tutti. Adesso non ci resta che farlo entrare nelle nostre librerie (se ancora non lo avete fatto) e godere della sua piacevole e preziosa compagnia.

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Parole in musica #9 – Antoine, Ulisse e il dolore…

Bentrovati cari Lettori!
Il protagonista del romanzo di oggi è Antoine, figlio unico di genitori separati. La storia raccontata nel romanzo Tre giorni e una vita di Pierre Lemaitre è un crescendo di emozioni.

Alla fine di dicembre del 1999, una serie singolare di fatti tragici si abbatté su Beauval, il più terribile dei quali fu la scomparsa del piccolo Rémi Desmedt.

Antoine vive con la madre e ha come migliore amico Ulisse, il cane del suo vicino di casa. Un giorno Desmedt, il padrone di Ulisse, lo uccide dopo che era stato investito da un pirata della strada. Antoine sconvolto dalla rabbia compie un atto che lo segnerà per sempre. Vivrà giorni angoscianti, ma alla fine un colpo di scena metterà tutto in gioco.

Il suo dolore era così grande che la sera non trovò la forza di parlarne con la madre, a cui in ogni caso l’episodio era sfuggito. Con un nodo in gola, un macigno sul cuore, rivedeva la scena senza sosta: il fucile, il muso di Ulisse, gli occhi in particolare, la sagoma massiccia del signor Desmedt… Incapace di esprimersi e persino di mangiare, finge di non stare bene, salì in camera e pianse a lungo.

Un brano che può accompagnare molto bene la lettura di questo bel romanzo è Daniel di Elton John.

♫♪♫ Oh, Daniel, fratello mio,
Tu sei più vecchio di me
Senti ancora il dolore
Delle ferite che non vogliono chiudersi?
I tuoi occhi sono morti, ma tu vedi più di me.
Daniel sei una stella sul viso del cielo.

Daniel sta viaggiando in aereo questa sera
Posso vedere le luci rosse della coda
che vanno verso la Spagna
E vedo Daniel che saluta con la mano,
Dio, sembra Daniel,
forse sono le nuvole nei miei occhi.
Dio, sembra Daniel,
forse sono le nuvole nei miei occhi♫♪♫ 

Quando ci si trova in momenti dove non si vede via d’uscita, si possono commettere errori irreparabili. Il dolore istiga alla guerra, finché non viene digerito per rafforzare l’anima.

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