#2017ReadingChallenge

Buongiorno Lettori!
Oggi sono super felice e onorata di presentarvi finalmente la prima Reading Challenge Annuale del nostro angolino letterario ❤ questo progetto è nato in collaborazione con Rebecca, la founder del blog Diario di una Lettrice Sognatrice e prevede la lettura nel corso del 2017 di romanzi/graphic novel/manga/racconti/non fiction (in pratica qualunque cosa vogliate) aderenti alle varie categorie che abbiamo selezionato insieme. Tranquilli, le tipologie scelte sono semplici e molto ampie, facilmente collegabili a un’infinità di libri…

Qualche piccola regola per organizzare l’evento nel corso dell’anno 😉

Iscriversi ai blog organizzatori della challenge
e cliccare mi piace alle pagine Facebook

Un gesto dolce (senza olio di palma) per fare gruppo e tenerci compagnia durante l’anno
Le Parole Segrete dei Libri || Diario di una Lettrice Sognatrice

Dare conferma della partecipazione
sul gruppo Facebook (qui)
Per capire quanti siamo e come organizzarci al meglio

Condividere il Gruppo Facebook
sulla propria bacheca o pagina fan
Cerchiamo di diffondere il più possibile il progetto… più siamo, meglio è!

Fare un post/video/foto di aggiornamento ogni tre mesi
con l’hashtag #2017ReadingChallenge
Condividere le nostre letture è l’aspetto più bello e divertente della Challenge 

Com’è logico che sia, non dovete stilare una TBR sin dall’inizio, ma comunicherete nel corso dell’anno quali letture hanno completato i vari punti negli aggiornamenti. Non è obbligatorio completare tutte le challenge, leggere deve essere un piacere, non scatenare il panico!!!
Ma ora *rullo di tamburi* le challenge da completare nel corso del 2017. Per qualunque domanda non esitate a scrivere un commento qui sotto o sul gruppo facebook 😀

Buone letture a tutti!

5 — “Everyone should love” #christmasiscoming

1480967840876

Tutti dovrebbero avere qualcuno da abbracciare il giorno di Natale. Siamo nati per condividere, per donare, per ricevere. Per rendere più bello ogni giorno insieme a chi ci vuole bene.

Tutti dovrebbero avere qualcuno da baciare sotto il vischio. Un bacio d’amore, di gioia e d’affetto, da ricordare nel tempo e sognare a occhi aperti.

Tutti dovrebbero avere un sorriso da far sbocciare sul proprio volto, pronto a contagiarne un altro e un altro ancora. Una catena senza fine, senza tempo e senza spazio.

Tutti dovrebbero avere un desiderio. Un futuro meraviglioso da rendere reale, quando la mezzanotte scatta e una nuova strada si apre davanti ai propri occhi.

Tutti dovrebbero amare. Amare se stessi e non solo gli altri.
Tutti dovrebbero amare. Nessuno escluso, nessuno solo.
Tutti dovrebbero amare e essere amati ❤

#christmasiscoming

4 — “To be read, to be lived” #christmasiscoming

1480864935267

Non c’è cosa più bella di svegliarsi al mattino con un piano per la giornata e arrivare a sera contenti di ciò che si è fatto. Poco o tanto non importa, conta fare e metterci impegno.

Per noi Lettori, infinitamente intrappolati in mondi vicini e lontani che profumano d’inchiostro, la questione è ahimè un po’ più complicata.

Noi ci alziamo ogni giorno con la voglia di fare tutto e anche di più, di lavorare, studiare, pulire, spuntare ogni casella della lunga lista di servizi in programma per le successive 18 ore non-stop, mantenere almeno una certa apparenza di vita sociale (se possibile) intrattenendo relazioni che non siano di natura esclusiva con il nostro cuscino e il fidato tazzone caffè fumante e, alla fine, coricarci stanchi morti per poi ricominciare al mattino dopo… il piano è davvero quello, lo giuro! Croce sul cuore!

Il problema è che siamo Lettori, ci piace tanto, ma davvero tanto tanto tanto leggere. Il semplice atto di aprire un libro è indispensabile per la sanità mentale del 99,9% degli esemplari aderenti alla nostra specie. E dato che nessun libro verrà mai solo aperto, ma sarà sempre (e sottolineo sempre) accompagnato da una sessione minima di lettura (un capitolo potrebbe apparire sufficiente, ma è preferibile – per la vostra sicurezza – non soffermarvi troppo sulla durata del succitato incontro di amorosi sensi fra il soggetto e la attuale “preda” letteraria) è ovvio e facilmente deducibile che una buona parte del tempo in origine programmato per altro verrà trascorso in compagnia di un romanzo.

Mi rendo conto sia molto difficile, per chi non appartiene al gruppo appena descritto, capire il discorso che sto facendo. Che senso può mai avere dedicare così tanto tempo a delle stupide parole buttate lì, una accanto all’altra, su un foglio bianco?

Beh, provare per credere. Leggiamo perché pensare unicamente alla nostra vita non ci è sufficiente: abbiamo bisogno di addormentarci preoccupati per la sorte del nostro protagonista, e di svegliarci al mattino sapendo che a breve potremo stargli accanto e condividere le sue avventure. È così per ogni lettura che intraprendiamo, per quelle che riescono a rubarci il cuore e sanno trattenerlo fra le loro pagine fino alla fatidica fine (che non vorremo mai leggere, fidatevi). Sarà così per sempre, finché ci saranno storie da raccontare e orecchie pronte ad ascoltarle ❤

Quali romanzi accompagneranno le vostre feste?
#christmasiscoming

3 — “Something from the Future” #christmasiscoming

1480513324516

Cara me stessa,
Se stai leggendo questa lettera significa che una mente eccelsa è stata in grado di dare vita a un sogno, di creare la macchina del tempo.
So che hai appena riletto questa prima frase almeno dieci volte, quindi ora siediti e va avanti.
Bene, fammi il favore (se ti è possibile, ovvio) di respirare e soprattutto di non iniziare a sbraitare col mondo intero perché credi di essere la sfortunata vittima di uno scherzo. Sono proprio io, o meglio sono te… oh insomma, siamo noi due e stiamo parlando! Non ci credi? Pazienza, forse un domani lo farai.

D’altronde, mica ho fatto ogni cosa in mio potere per far giungere questa lettera nelle tue mani, assolutamente… quindi ora, che ti piaccia oppure no, mi ascolti. E non alzare gli occhi al cielo, signorinella. Non sarò lì, ma ti vedo benissimo 😜

L’importante è che tu legga queste parole e che ne tragga qualche buona lezione. Il fatto che le metterai in pratica probabilmente fra molti anni conta poco… sia chiaro, meglio prima che dopo, eh! Ma prenditi tutto il tempo necessario per sbagliare e sbattere la testa contro il muro (lo faccio ancora io, quindi figurati se posso giudicare eheheh) 😂

Non ti dirò in quale anno del tuo futuro sto vivendo, nè tantomeno a che punto della nostra vita mi trovo, figuriamoci se sto a raccontare per filo e per segno quello che mi è successo. Tuttavia ci sono dei principi che devi necessariamente capire.

Primo: le cose non vanno mai come vorresti. Hanno addirittura creato un hashtag appositamente per te, si scrive #maiunagioia, è parecchio in voga online. Lo so che non hai la più pallida idea di cosa sia un hashtag, ma tu sappi che sei famosa in tutto il globo per questo 😉 (ops, forse questo non dovevo dirlo…)

Secondo: la tua vita è nelle TUE mani, se desideri qualcosa e ti impegni per ottenerla sarà tua. Contraddittorio con il primo punto? Mah, forse… ma è la cosa più vera che ho imparato. Non importa quanto dura sia la scalata, quanto faranno male mani, piedi, braccia e gambe: tu puoi farcela!

Terzo (e questo è molto molto importante): tappati le orecchie e va’ avanti per la tua strada. Scegli ciò che ti piace, vivi secondo i tuoi gusti. Gli altri ti ridono dietro, ti allontanano e ti lasciano sola? Bene, fa un male cane (lo so, lo so), ma bene! È gente inconsistente, che trascorre ore e ore senza colore e spessore, mentre le tue giornate sono e saranno fuochi d’artificio senza fine.

Quarto e poi, giuro, la smetto: sii buona e gentile, non con tutti (come diceva la mamma di cenerentola, pace all’anima sua), ma con coloro che davvero meritano il tuo affetto. Capirai chi sono, non preoccuparti. Il resto è solo gente di passaggio.

Ora ti saluto, perché qui il Natale si avvicina e sai bene che in casa nostra è sempre festa grande. Ho una lista di cose da fare talmente lunga che perfino Babbo Natale mi guarda con ammirazione.
Comportati al meglio, mi raccomando.

Buona fortuna,
Gaia

#christmasiscoming

Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima di essere accaduto.
(Rainer Marie Rilke)

2 — “Something from the Present” #christmasiscoming

1480512840231

Ho fatto un sogno alquanto bizzarro.
Non è certo una novità, sia chiaro, ma devo ammettere che questa notte è stata davvero insolita.

Ero sola, in una lunga distesa di buio e silenzio. Mi giravo da una parte all’altra, sperando di trovare qualcosa, qualunque cosa potesse rendere in qualche modo reale ciò che stavo vivendo. Per mia fortuna niente mostri in agguato, né tantomeno l’uomo nero pronto ad aggredirmi. Le premesse per un incubo coi fiocchi c’erano tutte in verità, ma qualcosa ha girato per il verso “giusto”, se così possiamo definirlo.

Un gigantesco specchio è spuntato alle mie spalle: così, dal nulla e senza fare alcun rumore. Era alto e imponente, intarsiato e decorato come quelli delle più dolci fiabe, ma non rifletteva nulla. Cercavo di guardare, di guardarmi, ma la superficie catturava solo il vuoto intorno a me, quell’infinito oscuro che iniziava piano piano a starmi stretto. Provavo e riprovavo a passarci davanti, a fare boccacce, a gesticolare nel più assurdo dei modi, ma niente. Il buio era l’unico a potersi osservare in quel magnificente splendore, a potersi studiare in ogni suo più piccolo atomo.
Ho pensato subito ad un messaggio del mio inconscio, del genere “Non hai il coraggio di guardarti dentro, cara mia!”, ma in realtà sono un libro aperto, una di quelle persone che non riesce a nascondere nulla al mondo, figuriamoci a se stessa.

A quel punto mi sono svegliata, ritrovando intorno a me lo stesso silenzio del sogno e quasi lo stesso buio. Ad occhi aperti però ne ho apprezzato il valore, la serenità. Ho assaporato quella pace, quella sensazione di libertà che nel sogno mi ero negata. A volte dimentichiamo quanto il rumore assordante della realtà nasconda tanta magia sopita negli angoli silenti del mondo. Nel freddo inverno che rende più caldo un abbraccio, negli occhi dei bambini incantati davanti a una bella vetrina, nelle rughe di un sorriso, nelle mani che lavorano o che si scaldano, sfregandosi fra loro. Nelle parole non dette, perché spesso sono quelle con maggior valore.

Forse era questo lo specchio. Un velo tra silenzio e rumore, e io ne ho goduto per un istante. Il vostro Natale come sarà? Ricco e chiassoso o sereno e rilassante? Magari, a cavallo fra i due estremi, potrebbe celarsi il miglior compromesso ❤🎄

Lo scopriremo nei giorni a venire.
#christmasiscoming

In un atteggiamento di silenzio l’anima trova il percorso in una luce più chiara, e ciò che è sfuggente e ingannevole si risolve in un cristallo di chiarezza.
(Gandhi)

1 — “Something from the Past” #christmasiscoming

1480512510750

Mi hanno detto che il passato va ricordato. Chi saremmo senza la nostra storia, i nostri ricordi? Cosa ci renderebbe ontologicamente persone se non avessimo qualcosa a cui appigliarci per spiegarlo?

Mi hanno detto che il passato va dimenticato. Cosa potremmo mai diventare se rimanessimo attaccati a ciò che eravamo ieri? Cosa potrebbe spingerci a migliorare noi stessi, se non fossimo prima in grado di archiviare un vecchio io, per crearne uno tutto nuovo?

Forse passato, presente e futuro possono coesistere insieme, per quanto assurdo e forse impossibile sia in apparenza. Un secondo è appena trascorso, batti le palpebre e un altro vola via… ciò che eri in quell’istante non potrai più recuperarlo, ma stai già per diventare un altro ancora. Eccolo, un nuovo secondo è passato. Ecco un nuovo te, una nuova me. Un nuovo noi.
Tempo, spazio, evoluzione e emozione in un solo punto. Siamo questo, siamo magia e realtà, anime in viaggio in cerca di noi stessi. Quel noi stessi che già siamo, che basta scavare a fondo per trovare, per trovarci. Siamo perché siamo stati e saremo perché siamo. Molto più facile da vivere che da spiegare, questo è sicuro…

Natale è anche questo. Scoprire e riscoprirsi in un ciclo che ogni anno si ripete. Guardare ancora quel luccichio che a volte si nasconde dietro un velo di amarezza. Scaldare il cuore, farlo davvero. Provare a sentire ancora e ancora e ancora quel Natale che ieri è stato, che oggi è, che domani potrà essere.

Buona attesa 🎄
#christmasiscoming

Il presente non contiene altro che il passato; così, ciò che si scopre nell’effetto si trovava già nella causa.
(Henri Louis Bergson)

Speciale MAN BOOKER PRIZE 2016 – Paul Beatty vince con “Lo Schiavista”

Buongiorno miei dolci Lettori!
È proprio vero, con i premi letterari non sai mai quanto puoi rimanere sorpreso… con mio grande piacere ieri, in diretta su BBC News, ho visto trionfare al Man Booker Prize Paul Beatty e il suo romanzo The Sellout (tradotto in Italia da Fazi con il titolo Lo Schiavista). È stata una vittoria assolutamente inaspettata, tanto per noi lettori quanto per l’autore stesso che, in preda ad una grande commozione, è salito sul palco per ricevere il premio. Una dolcezza incredibile che si è accompagnata ad una immensa gratitudine verso i suoi cari e il suo team da parte di Beatty, il primo scrittore americano in assoluto ad aver vinto questo prestigioso premio letterario.

man-booker-2016

Il cinquantaquattrenne afroamericano, nato a Los Angeles nel ’62, si è aggiudicato, oltre alla notorietà e al primato nella sua categoria, il premio in denaro di £50.000. Parlando del suo The Sellout, Beatty ha detto “readers might find it a difficult book to digest” (i lettori potrebbero considerarlo un libro difficile da digerire), ma forse è proprio la sua durezza, ben delineata da un ironia incredibilmente spassosa e una satira pungente, che lo ha reso il candidato perfetto per la vittoria.

Un grande successo per il piccolo editore Oneworld, che per il secondo anno di fila (dopo Breve storia di sette omicidi di Marlon James, vincitore dello scorso Man Booker) vede un suo romanzo premiato nella suggestiva Guildhall di Londra. Un mio personale complimento e ringraziamento va alla Fazi, che ci ha permesso di godere della storia di Bonbon nella nostra bella penisola.

ap_16299789746078_wide-50a021e1f2708e4353f740eed9124fb9f88e2aa6-s900-c85

Da un’iniziale lista di 155 libri, scesi poi a tredici e infine uteriormente selezionati nella rosa dei sei finalisti, Lo Schiavista ha sorpreso tutti. Adesso non ci resta che farlo entrare nelle nostre librerie (se ancora non lo avete fatto) e godere della sua piacevole e preziosa compagnia.

firma

Parole in musica #9 – Antoine, Ulisse e il dolore…

Bentrovati cari Lettori!
Il protagonista del romanzo di oggi è Antoine, figlio unico di genitori separati. La storia raccontata nel romanzo Tre giorni e una vita di Pierre Lemaitre è un crescendo di emozioni.

Alla fine di dicembre del 1999, una serie singolare di fatti tragici si abbatté su Beauval, il più terribile dei quali fu la scomparsa del piccolo Rémi Desmedt.

Antoine vive con la madre e ha come migliore amico Ulisse, il cane del suo vicino di casa. Un giorno Desmedt, il padrone di Ulisse, lo uccide dopo che era stato investito da un pirata della strada. Antoine sconvolto dalla rabbia compie un atto che lo segnerà per sempre. Vivrà giorni angoscianti, ma alla fine un colpo di scena metterà tutto in gioco.

Il suo dolore era così grande che la sera non trovò la forza di parlarne con la madre, a cui in ogni caso l’episodio era sfuggito. Con un nodo in gola, un macigno sul cuore, rivedeva la scena senza sosta: il fucile, il muso di Ulisse, gli occhi in particolare, la sagoma massiccia del signor Desmedt… Incapace di esprimersi e persino di mangiare, finge di non stare bene, salì in camera e pianse a lungo.

Un brano che può accompagnare molto bene la lettura di questo bel romanzo è Daniel di Elton John.

♫♪♫ Oh, Daniel, fratello mio,
Tu sei più vecchio di me
Senti ancora il dolore
Delle ferite che non vogliono chiudersi?
I tuoi occhi sono morti, ma tu vedi più di me.
Daniel sei una stella sul viso del cielo.

Daniel sta viaggiando in aereo questa sera
Posso vedere le luci rosse della coda
che vanno verso la Spagna
E vedo Daniel che saluta con la mano,
Dio, sembra Daniel,
forse sono le nuvole nei miei occhi.
Dio, sembra Daniel,
forse sono le nuvole nei miei occhi♫♪♫ 

Quando ci si trova in momenti dove non si vede via d’uscita, si possono commettere errori irreparabili. Il dolore istiga alla guerra, finché non viene digerito per rafforzare l’anima.

51ylgy5db2l

IMG_2206

Blog Tour “Fangirl” di Rainbow Rowell – Recensione

fangirl-banner

Buongiorno miei dolci Lettori!
Spero abbiate fatto un’abbondante colazione questa mattina, perchè dopo aver letto la recensione di oggi non perderete un solo secondo prima di correre in libreria a recuperare la vostra copia di Fangirl! Sì sì, avete letto benissimo… Parlo proprio del dolcissimo romanzo di Rainbow Rowell, finalmente in Italia grazie alla Piemme (per acquistarlo, cliccate qui) *lo sentite il coro degli angeli, vero??*
Se avete per caso perso una delle tappe del nostro blog tour ufficiale, vi rimando ai simpaticissimi articoli dei miei colleghi sui blog Devilishly Stylish, Bookish Advisor, Reading at Tiffany, Oh ma che ansia e Everpop.

Fangirl


fangirl

Approdata all’università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fan fiction di cui migliaia di fan attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con un ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fan fiction siano solo un plagio e un compagno bellissimo che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita.

Titolo: Fangirl
Autore: Rainbow Rowell
Prezzo: €17,00
Pagine: 516
Pubblicazione: 18 ottobre 2016
Editore: Piemme

la-mia-recensione

“Perché scrivo?” Cath provò a pensare a una risposta profonda, sapendo che non avrebbe mai parlato, nemmeno se l’avesse trovata.
«Per esplorare nuovi mondi» disse qualcuno.
«Per esplorarne di vecchi» intervenne qualcun altro.
“Per essere altrove” pensò Cath.
[…] «Per condividere una verità» disse una ragazza. Un altro paio di Ray-Ban.
Cath scosse la testa.
«Perchè scriviamo narrativa?» chiese la professoressa Piper.
Cath abbassò lo sguardo sul quaderno.
“Per sparire.”

Quanto può essere difficile affrontare ciò che per noi è nuovo?
Tutti, presto o tardi, ci troviamo davanti alla soglia dell’oscura e inquietante novità: quella che da un lato inevitabilmente ci attira col suo manto di mistero e dall’altro ci allontana, ricordandoci quanto il nostro presente sia sicuro, senza alcuna necessità di essere modificato.
Ma se, come per Cath, il cambiamento proprio non si può evitare, eccoci lì, armati di (in)sano pessimismo e totale assenza di entusiasmo, non così tanto pronti a farci sconvolgere la vita… *aiuto!*

Continua a leggere

Speciale MAN BOOKER PRIZE 2016 – La Shortlist

manbookerprize2016_shortlist

Buongiorno miei dolci Lettori!
Ebbene sì, anche quest’anno è arrivato il momento di parlare del Man Booker Prize! Sapete benissimo che, ormai da un paio di edizioni a questa parte, mi piace seguire lo sviluppo (dalla longlist, fino alla cerchia dei sei finalisti) di questo importante premio letterario inglese.

Amanda Foreman, presidente di giuria di quest’anno, ha dichiarato: “The final six reflect the centrality of the novel in modern culture – in its ability to champion the unconventional, to explore the unfamiliar, and to tackle difficult subjects” (I sei finalisti riflettono ciò che è centrale nel romanzo moderno – la sua capacità di difendere ciò che non è convenzionale, di esplorare l’ignoro e di affrontare tematiche spinose). La rosa dei libri candidati alla vittoria, devo ammettere, non è stata una grande sorpresa, se non per la mancanza di un paio di titoli che in molti davano per possibili vincitori.

Ma passiamo a scoprire quali romanzi potrebbero aggiudicarsi il Man Booker 2016. La cerimonia di premiazione si terrà il 25 ottobre, quindi abbiamo un po’ di tempo per leggere qualcosa e fare le nostre ipotesi sul vincitore. Ahimè uno solo dei sei romanzi è stato già tradotto, mentre tutti gli altri sono reperibili in lingua inglese: proprio ieri, infatti, Lo schiavista di Paul Beatty  ha fatto il suo debutto nelle librerie italiane grazie alla Fazi, non lasciatevelo scappare.

5103

E partiamo il nostro percorso proprio da Lo schiavista (The Sellout) di Paul Beatty.
Una storia pungente e irriverente, che parla di razza, vita urbana e giustizia sociale. Un romanzo che si pone l’obiettivo di stravolgere l’ordine naturale delle cose, rimettendo in piedi modi di vivere ormai grazie al cielo superati come la schiavitù e la segregazione nei ghetti.

schiavista-light-675x1024“So che detto da un nero è difficile da credere, ma non ho mai rubato niente. Non ho mai evaso le tasse, non ho mai barato a carte. Non sono mai entrato al cinema a scrocco, non ho mai mancato di ridare indietro il resto in eccesso a un cassiere di supermercato, incurante delle regole del mercantilismo e delle prospettive di salario minimo. Non ho mai svaligiato una casa, né rapinato un negozio di alcolici. Non mi sono mai seduto in un posto riservato agli anziani su un autobus o su un vagone della metropolitana strapieni, per poi tirare fuori il mio pene gigantesco e masturbarmi fino all’orgasmo con un’espressione depravata e un po’ avvilita sul volto. Eppure eccomi qui, nelle cupe sale della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, con l’auto, quasi per ironia della sorte, parcheggiata in divieto di sosta su Constitution Avenue, le mani ammanettate dietro la schiena, il diritto di restare in silenzio che mi ha detto addio da un bel pezzo; seduto su una sedia dall’imbottitura spessa che, proprio come questo paese, non è affatto comoda come sembra.

Sono stato convocato tramite una busta dall’aria ufficiale col timbro «IMPORTANTE!» in grossi caratteri rossi, come l’avviso di una vincita alla lotteria, e da quando sono arrivato in questa città non ho mai smesso di stare sulle spine”

divider_zpsae4d5737

Il secondo libro in gara è Hot Milk di Deborah Levy.
Non ho ancora avuto il piacere di leggerlo, ma in molti si aspettavano di trovarlo fra i finalisti. Questo nuovo romanzo della Levy racconta la storia di due donne, madre e figlia, che in qualche modo svolgono i loro ruoli al contrario. Sophie si trova costretta a ipotecare la sua stessa casa pur di portare sua madre Rose in una misteriosa clinica spagnola per curare l’inspiegabile paralisi che affligge la donna. Ma ahimè le due non trovano le risposte che cercano e rimangono coinvolte in un nuovo mondo che le costringe ad affrontare il loro complicato rapporto, fino a testare quel fatidico punto di rottura da cui difficilmente si ritorna indietro.

Continua a leggere