L’Angolo delle Recensioni: Le affinità alchemiche (G. Coltorti)

RECENSIONI

Le affinità alchemiche
Gaia Coltorti

Buon lunedì Amici Lettori!
Oggi voglio cominciare la settimana con una recensione. Parliamo del romanzo d’esordio, e si vede, della giovanissima,  e si vede pure questo, scrittrice marchigiana Gaia Coltorti. Come avrete intuito dalle poche, ma significative, parole cancellate di quest’ultima frase, il libro non mi è piaciuto moltissimo. Ma andiamo per ordine e poi passiamo alle mie personali opinioni!

le affinità alchemicheDESCRIZIONE:

Giovanni ha diciotto anni, trascorsi quasi tutti a Verona, dove è nato. Una vita tranquilla, qualche amico e, ogni giorno, i lunghi allenamenti in piscina per prepararsi alle gare. Anche a casa regna la quiete: Giovanni vive solo con suo padre, notaio, in quel genere di grande appartamento abitato da due uomini che ogni donna può immaginarsi. Selvaggia ha diciotto anni, molte amiche e diversi spasimanti, vive sul mare e assapora l’estate appena iniziata quando sua madre le sconvolge la vita: si trasferiranno per ragioni di lavoro. Selvaggia cambierà scuola, dovrà ricominciare tutto da capo e lo dovrà fare a Verona, la città dove è nata e da cui proprio la mamma, tanti anni prima, l’aveva portata via, separandola dal padre e dal fratello gemello. Quando Selvaggia varca per la prima volta la soglia della nuova casa, Giovanni è rintanato in camera sua. Gli basta la voce di lei per capire che nulla sarà più come prima. Giovanni scopre quella voce come un regalo, ma al tempo stesso la riconosce, è un suono che vive da sempre dentro di lui: Selvaggia, la sorella perduta, è tornata nella sua vita, per sempre. Lei a Verona non conosce nessuno: solo Johnny – come lo ha subito ribattezzato – può farle da guida e tenerle compagnia nei tre lunghi mesi che devono trascorrere prima della ripresa scolastica. Selvaggia è bellissima, piena di fascino ma anche capricciosa fino allo sfinimento, croce e delizia per il fratello ritrovato. Presto tra i due si sprigiona un’elettricità, un magnetismo, un’affinità…

la-mia-recensione

Quando ho iniziato a leggere questo romanzo ho evitato, come faccio ogni tanto, di leggere recensioni in proposito. Avevo tante aspettative perchè non mi era mai capitato di leggere una storia con un argomento simile… insomma: ero molto ben predisposta verso questo romanzo! Peccato che mi abbia deluso su tutti i fronti, dalla trama, ai personaggi e allo stile. Giusto per rendere il tutto più ordinato e fruibile dividerò questa recensione in parti, inserendo l’avviso SPOILER, che mi è necessario inserire, per farvi capire fino a che punto sia da evitare cotale esemplare di romanzo.

**TRAMA e PERSONAGGI**

La storia che questa autrice sceglie di affrontare non è di certo facile: due adolescenti, Giovanni e Selvaggia, gemelli cresciuti separati fin da bambini a causa del divorzio dei genitori, che si ritrovano una volta liceali in seguito al riavvicinamento sentimentale dei “parents” (come li chiama Giovanni). Tutto sarebbe andato liscio se non fosse che questi due ragazzi, nella loro rispettiva solitudine (determinata da una serie di circostanze che li travolgono), trovano la loro parte mancante, quella che spesso definiamo anima gemella, nel rispettivo fratello, innamorandosene.
Allora… l’incesto (essendo conunque un romanzo, una storia di fantasia) ci poteva anche stare, il brutto sta in come è stato trattato. Noi seguiamo principalmente il modo di pensare di Giovanni, guardiamo la storia quasi sempre con i suoi occhi, occhi che sin dal primo incontro rimangono affascinati dalla sorella Selvaggia. Di nome e di fatto, mi viene da dire… una ragazza falsa, ipocrita, anche un po’ putt*nella, ops! libertina, stupida, infantile, egoista ed egocentrica, odiosa in tutto il suo essere, fino alla fine! I due, inizialmnte impauriti del sentimento che provano nei confronti del rispettivo gemello, alla fine cedono alla passione e all’amore. Questo si trasforma in un continuo ripetersi di atti sessuali (fortunatamente non particolarmente descritti) e momenti dal romanticismo stucchevole e poco realistico.bed-black-and-white-couple-cuddle-love-favim-com-48340

**SPOILER** Una fine tragica alla Romeo e Giulietta attende i nostri due fratellini: dopo un malessere di Selvaggia, la dottoressa scopre che la ragazza è incinta. I genitori, furibondi le chiederanno chi è il padre e Giovanni se ne uscirà fuori con la grande battutta del secolo “Sono io il padre! Il padre del bambino sono io!“. L’unico capitolo in cui il povero gemello di Selvaggia mostra un po’ di carattere, beh… lo fa al momento sbagliato!
Ovviamente il lato egoista della ragazza esce nuovamente fuori: LEI non vuole il bambino, LEI non vuole vivere in un mondo dove LEI non può stare con Giovanni. Quest’ultimo tenta di farla ragionare, ma alla fine (da uomo senza spina dorsale per cui si dimostra durante tutto il romanzo) si lascia convincere dalla sorella/amante a suicidarsi insieme a lei **FINE SPOILER**

**STILE**

Vi riporto un brevissimo stralcio del romanzo, per farvi capire il modo in cui scrive questa ragazza:

A tratti divenivi cosciente di quanto anormale dovesse considerarsi uno psicodramma del genere; lo stesso non potevi fare a meno di pensarla, neanche quando ti rimproveravi e, dentro di te, con fermezza risolvevi di lasciarla perdere e lasciarla in pace, ché lei non era, né avrebbe potuto essere mai, destinata a te. E poi, non scherziamo: l’avevi incontrata sì e no tre volte, di certo non potevi aver perso la testa  per una che nemmeno conoscevi. O forse non volevi ammettere di aver maturato nei suoi confronti questo tuo debole realmente malatissimo e tremendo?
Un pochino meno esagerato e pazzo, per piacere?
O anche solo leggermente meno foderato di stronzate ultraliceali e romantiche, graaazie?
Invece, niente. Eri proprio pazzo, cazzo.
E i discorsi importanti con lei? Ne avevate fatti? No. Manco mezzo! Però tu già sapevi, eh già, come il Giovane Paragnosta di Verona avvertivi che i suoi pensieri erano sulla stessa lunghezza d’onda dei tuoi! Nonostante lei possedesse tutt’altro carattere, rispetto al tuo, e tutt’altro modo di fare, certo. Eppure, a causa di qualche miracolosa e struggente alchimia, lei già ti capiva molto più di qualunque altra ragazza con cui avevi affrontato dei discorsi davvero importanti o avuto – Dio ce ne scampi e liberi! – una relazione seria – Dio! –, a proposito delle quali dovevi riconoscere che non erano state altrettanto brave a saperti ascoltare e comprenderti!
Almanaccavi, riflettevi, congetturavi.
Be’, eri pazzo, cazzo.

Ho scelto questo stralcio tratto dal 10° capitolo, perchè penso rappresenti parte dello stile della scrittrice: un’ostentata ed inutile accozzaglia di parole ricercate alla “io sono ricca di cultura e voi no” unita al senso di appartenenza al gruppo di neo adulti (la Coltorti ha 20 anni) che manifesta con parole come cazzo e ‘fanculo e onomatopee (come gulp! spesso presente) non sempre in linea con ciò che descive.Certamente la Coltorti è una ragazza che ha studiato, non c’è dubbio: ma perchè lo deve far capire a tutti?!? mah…
Tutto questo accompagnato al fatto che per abituarmi ad una voce narrante in seconda persona ci ho messo davvero parecchio: durante un’intervista la Coltorti ha affermato di aver usato il Tu, questa voce narrante esterna che si rivolge a Giovanni, perchè avrebbe dovuto rappresentare una sorta di coscienza, di razionalità! A mio parere non fa altro che rallentare la lettura che non ne guadagna nulla da essa. In fin dei conti questo narratore non dà particolari giudizi sulla storia, ma riporta in modo “indiretto” i pensieri di Giovanni.

**CONCLUSIONI FINALI**

Il libro aveva avuto un buon inizio, diciamo… ma poi si è perso strada strada in un burrone senza fondo! Come romanzo d’esordio non è stato granchè: un domani non so se comprerei qualcos’altro scritto da questa autrice. Nonostante ciò il libro è stato tradotto in tantissime lingue in tutto il mondo! Ora mi chiedo: basta solo scrivere una storia un po’ più forte a livello tematico che subito ne vengono comprati i diritti? Alla qualità dello scritto non si guarda? Mah.

QUESTO LIBRO MERITA:

stella

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