Misteriosa… mente #3

MISTERIOSA-MENTE

Buongiorno a tutti!
Voglio condividere con voi una riflessione, nata dal ricordo, ahimè non proprio piacevole,  di un episodio tratto dalla mia fanciullezza. Frequentavo ancora la scuola media, (aaaaahhh… che brutto periodo!!!) Alla mia prof di italiano piaceva ficcanasare fra le letture dei suoi alunni, me compresa, affinchè diventassimo tutti studenti modello, assidui ed appassionati lettori dei grandi classici italiani e stranieri – dico io, ma sti discorsi li dovevi fare proprio a dei ragazzini di 12 anni?!? mah!

All’epoca non ero esattamente il prototipo della book addicted, anzi… per me i libri erano solo degli inutili soprammobili da spolverare (che bambina sciocchina). Mi limitavo a sfogliare ogni tanto i romanzi gialli, perchè erano gli unici che non mi causavano una forte sonnolenza improvvisa (mi avvalgo della facoltà di tornare indietro e picchiarmi, qualora la macchina del tempo venisse inventata).
Un giorno, proprio a causa della mia limitata passione per la lettura, alla domanda della prof «Che genere ti piace leggere?» io prontamente risposi «Leggo quasi sempre romanzi gialli». La reazione dell’insegnante fu una faccia a metà fra lo schifato e il deluso. Tornata a casa, dopo aver riferito l’episodio alla mia dolcissima mamma, ebbi come risposta una simile alla seguente: «Sai tesoro, i gialli non sono esattamente considerati dei romanzi di qualità… spesso vengono visti come di categoria B, inferiori al resto delle possibili letture, a volte anche dei romanzi rosa (all’epoca Moccia andava alla grande) che tanto piacciono alle tue compagne».

ma… stiamo scherzando?!?

Ditemi che stava scherzando, ve ne prego! Come si può pensare che questi romanzi siano inferiori alle magnifiche creazioni di un Federico Moccia dei miei stivali?!? Questa è pura IGNORANZA: si parla a vanvera quando non si conosce il grande lavoro che c’è dietro ad un prodotto, di qualsiasi genere sia!
La complessità dei romanzi gialli ci viene spiegata alla perfezione dal Decalogo di Knox, un elenco di punti che descrivono cosa deve avere un romanzo per essere un buon giallo:

1. Il colpevole dev’essere un personaggio che compare nella storia fin dalle prime pagine; il lettore non deve poter seguire nel corso della storia i pensieri del colpevole.
2. Tutti gli interventi soprannaturali o paranormali sono esclusi dalla storia.
3. Al massimo è consentita solo una stanza segreta o un passaggio segreto.
4. Non possono essere impiegati veleni sconosciuti; inoltre non può essere impiegato uno strumento per il quale occorra una lunga spiegazione scientifica alla fine della storia.
5. Non ci dev’essere nessun personaggio cinese nella storia.
6. Nessun evento casuale dev’essere di aiuto all’investigatore e neppure lui può avere un’inspiegabile intuizione che alla fine si dimostra esatta.
7. L’investigatore non può essere il colpevole.
8. L’investigatore non può scoprire alcun indizio che non sia istantaneamente presentato anche al lettore.
9. L’amico stupido dell’investigatore, il suo dottor Watson non deve nascondere alcun pensiero che gli passa per la testa: la sua intelligenza dev’essere impalpabile, al di sotto di quella del lettore medio.
10. Non ci devono essere né fratelli gemelli né sosia, a meno che non siano stati presentati correttamente fin dall’inizio della storia.

Mettendo da parte la regola 5 – insererita da Konx perchè, all’epoca della pubblicazione (1929), i romanzi gialli si erano riempiti di un’infinita serie di personaggi orientali (è bello notare come lo scrittore puntasse a delle pubblicazioni lontane dalla massa e dall’omologazione) – il Decalogo propone dieci consigli per evitare che venga scritto un romanzo scadente e banale. Ma facciamoci una domanda: la banalità la ritroviamo solo nei romanzi gialli? Io direi proprio di no…

Voi cosa ne pensate?
Sono curiosa di sentire la vostra opinione in proposito! Detto ciò, voglio proporvi un meraviglioso romanzo, una storia avvincente ed emozionante, un classico in fatto di Gialli:

Assassinio sull’Orient-Express

Agatha Christie

images_79d76c4d4b557dbd3d64b24c26170079Erano circa le 5 di una mattina d’inverno, in Siria. Lungo il marciapiede della stazione d’Aleppo era già formato il treno che gli orari ferroviari internazionali indicavano pomposamente col nome di Tuarus Express, e che consisteva in due vetture ordinarie, un vagone-letto e un vagone-ristorante con annesso cucinino.
Vicino alla scaletta di uno degli sportelli del vagone-letto, un giovane tenente francese, splendido nella sua uniforme, conversava con un omino imbacuccato fino alle orecchie e del quale erano visibili solo il naso arrossato e le punte di un paio di baffi arricciati all’insù.

Penso abbiate capito che sono una grande fan della Christie! Trovo i suoi colpi di scena senza pari, in assoluto i migliori (pensate al romanzo L’ assassinio di Roger Ackroyd, se l’avete letto capirete a cosa mi riferisco)! Questo famosissimo “assassinio” non è da meno! Una storia fantastica, un finale pazzesco e un Poirot geniale come sempre… Se non l’avete letto, fatelo assolutamente 😉

A presto

firmaPS: vi invito a votare in questo articolo per la scelta del romanzo in vista di un Gruppo di lettura primaverile. Vorrei che partecipaste in tantiiiiissimi, perchè più siamo e più sarà divertente il confronto e il dialogo in proposito 🙂

0 Pensieri su &Idquo;Misteriosa… mente #3

  1. Quelli che definisco banale un genere, magari senza quasi conoscerlo, sono degli ignoranti oppure dei qualunquisti, spesso le due cose insieme. La banalità, in realtà, si può riscontrare ovunque, anche un testo di filosofia potrebbe contenere delle banalità, se paragonato ad altri che hanno cose più interessanti da esporre. Ti può, al limite, non piacere un genere (a me, ad esempio, non attira in modo particolare la fantascienza o il fantasy), ma non ti puoi permettere di catalogare come “banali” delle cose che non leggi e che quindi non conosci. Prima ci metti il naso (in questo caso gli occhi) e le approfondisci, e poi caso mai emetti un giudizio, a casa mia funziona così… 😉 Personalmente non leggo molti gialli, ma sfido chiunque a considerare banale Agatha Christie, che ha scritto veramente dei capolavori, come ad esempio Dieci piccoli indiani (per citarne solo uno). Non preoccuparti della reazione della prof, lasciamola nel suo brodo.

  2. Ahahah, mi fa fatto sorridere questo articolo: il mondo è pieno di gente strana.
    A parte ciò, davvero i gialli sono considerati di serie B?
    Per quanto mi riguarda, se sono scritti bene, sono alla pari di tanti bei libri, no?!

  3. Pingback: Clock rewinders 2014 (week12) #7 | Le Parole Segrete dei Libri

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