ANTEPRIMA: Tutta colpa del mare di Chiara Parenti

Buongiorno a tutti e buon inizio settimana!
Oggi ho l’onore di presentarvi il primo romanzo di Chiara Parenti scelto dalla Rizzoli per la loro nuova collana digitale YouFeel, una storia romantica e divertente, da leggere sotto l’ombrellone!

Tutta colpa del mare
(e anche un po’ di un mojito)

tutta-colpa-del-mare-chiara-parentiTitolo: Tutta colpa del mare
Autrice: Chiara Parenti
Editore: Rizzoli
Genere: Romantico – Ironico
Prezzo: €2,49

Sinossi:
La vita di Maia Marini procede a vele spiegate verso la felicità: un fidanzato appartenente a una prestigiosa famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide con cui trascorrere il weekend per festeggiare l’addio al nubilato di Diana, la futura cognata! Peccato che la meta prescelta sia la Versilia, dove Maia ha passato le vacanze fino all’estate dei 16 anni. Ritornare nei luoghi in cui ha lasciato il cuore e rivedere Marco, il primo amore, la manda in tilt. Così decide che qualche mojito non potrà farle male… e anzi l’aiuterà. Il mattino dopo, però, Maia non ricorda niente. Non ha idea di cosa abbia combinato durante quel folle venerdì notte. In compenso, però, lo sanno i suoi 768 amici di Facebook. Cercando di ricucire una situazione compromettente e compromessa in ogni settore della sua vita, Maia si troverà a porsi una domanda fondamentale: e se invece che la fine di tutto, fosse solo un nuovo inizio? Perché se è vero che l’alcol fa fare pazzie, è altrettanto vero che a volte aiuta a fare la cosa giusta!

Incipit

(un regalo di Chiara per Le Parole Segrete dei Libri)

«Raga, devo fare la pipì.»

Siamo in macchina da nemmeno un’ora quando Gaia implora un’altra sosta. Non ho ancora ben capito dove siamo dirette, ma di questo passo non arriveremo mai.

Diana per fortuna la ignora, intenta a sorpassare una station wagon stracarica. È la tipica auto della famiglia media italiana che parte per le vacanze. Ci sono tutti: padre, madre, due bambini, nonna e cane in bauliera, incastrato tra valigie, fagotti, ombrellone e borsa frigo. Il tettuccio è occupato da una specie di cassa da morto che, a giudicare dalle dimensioni, probabilmente contiene il nonno.

«Oh, ma che palle! E fatti controllare ‘sta vescica!» aggiunge Margherita dal sedile posteriore, che rimbrotta la cugina di Diana con i suoi soliti modi Oxford-style.

«Dai, al prossimo autogrill ci fermiamo!» Diana lancia un’occhiata dallo specchietto retrovisore e soffia via dal viso i ciuffi di tulle bianco che le penzolano sulla testa come un velo. Li fisso e mi accorgo che fanno pendant con l’esplosione di cuoricini luccicanti che formano la scritta «Keep calm and marry on!» della maglietta che indossa, regalo di Gaia prima di partire.

Tra poco meno di un mese la mia migliore amica sposerà Luca, il figlio del custode del suo palazzo, con cui pare sia sbocciato un amore improvviso e travolgente otto mesi fa. Secondo Margherita, è nato solo per fare un dispetto a sua madre, con la quale Diana non ha un buon rapporto. In effetti lei è sempre stata un po’ ribelle. A diciotto anni se n’è andata di casa per girare l’Europa alla ricerca di se stessa, senza riuscirci, ovvio. Dopo un anno è tornata a Milano.

Di colpo mi scruta dubbiosa, i capelli biondi sono corti, le punte sparate. «Guarda, Maia Marini, che poi devi mettere anche tu la maglietta con la scritta “Amica della sposa”, eh!»

Scuoto la testa inorridita. «Scordatelo, io non mi metterò mai quella roba!» esclamo buttando un’occhiata alla sua come se fosse fatta di bava di lumaca.

Okay, io non sono fatta per queste cose. Insomma, non abbiamo più diciassette anni. A trentadue devi pensare a costruirti un’immagine credibile, seria, professionale. Non puoi perdere due giorni di lavoro per andare a ballare o a fare un po’ di casino, non so bene dove. E poi, se mi vedesse Lapo con quella maglietta indosso gli verrebbe un colpo. Se mi vedesse sua madre, poi, la incendierebbe con il raggio laser che ha in dotazione al posto degli occhi.

Atena Salvi Chiurazzi è la madre di Lapo, mio fidanzato da cinque anni, e di Diana. «Madre», come l’abbiamo soprannominata io e lei, è l’erede delle famose Industrie Chiurazzi, che producono riso e tutti i suoi derivati: piatti pronti a base di riso, snack di riso, prodotti da forno a base di riso, condimenti di riso. Diana non ha mai voluto saperne di occuparsi dell’azienda di famiglia, così suo fratello, subito dopo la laurea in Economia, ha preso in mano le redini delle Industrie Chiurazzi, che oggi conduce insieme al padre Enzo e allo zio Paolo, il marito di Selene Salvi, madre di Gaia e sorella di Atena.

Sì, lo so, sembra di essere in Beautiful alla Forrester Creations! E sì, esatto, tutte le donne della famiglia Salvi, a partire dalla mitica nonna Olimpia, un goblin nel corpo della tenera nonnina di Gatto Silvestro, portano il nome di una dea della mitologia greco-romana. Atena, Selene, Gaia e Diana. Probabilmente, se mai un giorno io e Lapo dovessimo avere una figlia, la chiameremo Minerva. E partorirò gridando: «Grifondoro!».

«Pensi di andare avanti così per tutto il giorno?» Il rimprovero di Diana, che mi scruta con un sopracciglio sollevato, mi riporta al presente. Non capisco perché mi guardi in quel modo, voglio dire: che male c’è a sfruttare i tempi morti come un viaggio in macchina portandosi avanti con il lavoro. Insomma, ormai nessuno fa più una cosa per volta. C’è chi twitta mentre invia un fax o chi manda una email mentre beve un caffè, o chi va in bagno mentre parla al cellulare. Okay, questo forse sarebbe meglio evitarlo, ma adesso non venite a dirmi che non lo avete mai fatto.

Insomma, siamo tutti multitasking: questa è la verità. Ottimizzare il tempo a disposizione oggi è una questione di pura sopravvivenza. Per esempio, al momento io sto mandando una email dall’iPad per coordinare il servizio fotografico per l’inaugurazione del nuovo autosalone fissata per mercoledì, con l’altra mano sto rispondendo a un sms di mia madre che mi domanda, curiosa, se sono ancora viva, e con l’altra mano ancora sto parlando al telefono con il mio capo.

Okay, scherzo! Ho l’auricolare. Quando però Gaia minaccia di fare la pipì in macchina se non ci fermiamo, riduco a icona i miei pensieri e scendo nel parcheggio dell’autogrill, insieme ad altre tre o quattrocentomila persone che hanno avuto la stessa idea geniale delle mie amiche.

Book Trailer

L’Autrice

3 A parlarvi è Chiara in persona:

“Sono arrivata sul vostro pianeta 34 anni fa e ci sto molto volentieri. Sono giornalista e addetta stampa, ma lavoro anche con i libri che mi piacciono tantissimo. Abito a Carraia-County, una spolverata di casine tra i campi e l’A11, in provincia di Lucca. Sono brava a fare la raccolta differenziata, adoro contare gli scalini, odio il cetriolo che si ostinano a mettere dentro il Big Mac e stramaledico le pulizie di primavera. La settimana in cui ho lavorato come rappresentante di aspirapolvere è stata la più terrificante della mia vita.
Dotata di almeno 45 personalità diverse che albergano allegramente nella mia testa, adoro scrivere storie, per poter dar voce a ognuna di esse. Ho un Topino Adorato, una Lady Gaga come gatto, e scrivo cose buffe su un blogghino che si chiama Il Giardino d’estate, che aggiorno con una cadenza giornaliera. Cioè settimanale. No, forse quindicinale. Insomma, ogni volta che me lo dicono le vocine nella mia testa”

 

Io mi sono ufficialmente innamorata di questa autrice, e voi?
firma

3 Pensieri su &Idquo;ANTEPRIMA: Tutta colpa del mare di Chiara Parenti

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