L’Angolo delle Recensioni: Lo strano caso dell’apprendista libraia (D. Meyler)

RECENSIONIBuona sera Lettori!
Ormai lo studio mi ha completamente travolto e riesco ad aprire WordPress solo la sera. Questo tuttavia non mi impedisce di leggere e recensire romanzi per voi. Eccomi quindi oggi con una recensione davvero speciale per un romanzo appena uscito in libreria, edito Garzanti.

10689547_10152317830562322_7512181655987058723_nDESCRIZIONE:

Esme ama ogni angolo di New York, e soprattutto quello che considera il suo posto speciale: La Civetta, una piccola libreria nell’Upper West Side. Un luogo magico in cui si narra che Pynchon ami passare i pomeriggi d’inverno e che nasconde insoliti tesori, come una prima edizione del Vecchio e il mare di Hemingway. Ed è lì che il destino decide di sorriderle quando sulla vetrina della libreria vede appeso un cartello: cercasi libraia. È l’occasione che aspettava, il lavoro di cui ha tanto bisogno. Perché a soli ventitré anni è incinta e non sa cosa fare: il fidanzato Mitchell l’ha lasciata prima che potesse parlargli del bambino. Ma Esme non ha nessuna idea di come funzioni una libreria. Per fortuna ad aiutarla ci saranno i suoi curiosi colleghi.
E proprio quando Esme riesce di nuovo a guardare al futuro con fiducia, la vita la sorprende ancora: Mitchell viene a sapere del bambino…

*Sinossi ridotta al fine di evitare spoiler.
Per sinossi completa cliccare QUI*

Titolo originale: The Bookstore
Editore: Garzanti
Prezzo: 14,90 €
Pagine: 360

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Sull’altro lato della strada, schiacciata fra un negozio di Staples e uno di Gap, c’è la Civetta, la libreria dove vado sempre a farmi un giretto. Alcune copie del «National Geographic» traboccano sul marciapiede di fronte alla vetrina, come piccoli tesori gialli che promettono altre ricchezze all’interno. Forse perché sembra così insignificante, la Civetta riesce a rimanere una vecchia libreria sgangherata. Staples e Gap, accecati dal loro stesso splendore, non si accorgono quasi della sua esistenza, esattamente come gli altri giganti a caccia di una sede adatta. Ma in realtà brilla come un gioiello scuro in una strada luccicante.

Un piccolo angolo di paradiso, un luogo dove la “Signora Tecnologia” non ha ancora messo il suo zampino… una libreria dimenticata da tutti che, nel suo piccolo, riuscirà a cambiare una vita.

Esme Garland è una giovane studentessa di Storia dell’arte, trasferitasi dall’Inghilterra a New York per frequentare la prestigiosa università della Columbia. Quanti di voi stanno provando un forte senso di invidia in questo momento? Studiare in America, un sogno! 😀

E se vi dicessi che in pochi mesi la nostra Esme ha anche trovato l’amore? Ebbene sì, lui si chiama Mitchell van Leuven. E’ un uomo meraviglioso, affascinante, di successo, ricco sfondato e grandissimo str*pardon!* Diciamo che non è esattamente il fidanzato fedele e amorevole che tutte noi donne sognamo di trovare.
La povera Esme si accorgerà di avere accanto la persona meno adatta a lei proprio nel momento peggiore: quando scopre di essere incinta! Non fa neppure in tempo a dirgli di aspettare un bambino, dato  che il “gentile” Mitchell la pianta in asso all’improvviso, inventando una serie di scuse davvero terribili.

«Esme, è da un po’ che usciamo insieme… qualche settimana.»
«Sì.»
«E mi piaci davvero, è una gioia stare con te.»
Sembra totalmente sprovvisto
di gioia.
«Ma secondo me lo sappiamo entrambi che tra noi due non funziona. Sessualmente, intendo, non è proprio una meraviglia, no?»”

Esme vede tutto il mondo crollarle addosso e sente il terreno sgretolarsi lentamente sotto i piedi, lasciandola priva di ogni tipo di sostegno. Cosa le rimane adesso? La famiglia abita dall’altra parte del mondo e lei ha troppa paura di raccontare ai suoi genitori la verità; la sua migliore amica sta finalmente avendo dei successi lavorativi e di certo non vorrà sobbarcarsi un problema come questo; non ha lavoro e per legge non puo trovarne uno, vivendo negli Stati Uniti grazie ad un visto per studenti… l’unica soluzione è liberarsi per sempre di questo bambino!

imagesMa l’amore di una madre per il proprio figlio, anche se all’inizio è solo “un grappolo di cellule”, è un legame troppo forte da poter spezzare!
Una nuova speranza: un cartello CERCASI AIUTO davanti alla libreria La Civetta, un piccolo negozietto pieno di tesori nascosti dove ad Esme piace spesso passare per dare un occhiata!

Prendo un respiro profondo. «Il cartello in vetrina… CERCASI AIUTO…?»
«Sì?»
«Mi chiedevo se seguite regole rigide.»
Gli dico che non ho esperienza. Gli dico che anche se risiedo in America legalmente perché studio alla Columbia, per me sarebbe illegale trovare lavoro al di fuori dell’università, e che se lui mi assumesse violerebbe la legge insieme a me. «E in più», dico, «sono incinta.»

La risposta di George, proprietario della Civetta, la lascio scoprire a voi 😉

sidebardividerDevo dire con sincerità che questo romanzo è stato una vera lotta! Il mio amore incondizionato per La Civetta e la mia curiosità (per fortuna) hanno vinto sulla voglia di buttare conto il muro il libro ogni qual volta la faccia di Mitchell usciva fuori. L’ho odiato dal primo istante fino all’ultima parola da lui pronunciata, e ancora di più il mio istinto di Lettrice Omicida si scagliava pesantemente contro Esme che, nonostante tutto ciò che aveva subito, continuava ad essere innamorata di lui, a sentirne la mancanza..

Tuttavia la mancanza della “nuova storia d’amore”, clichè tipico di questo genere di romanzi, mi ha fatto davvero innamorare di questo libro. E’ un romanzo molto più sofferto di quanto la dolce e sfiziosa copertina faccia intendere: la deliziosa libreria in cui Esme iniza a lavorare diventa il cuore della sua rinascita, dove trova affetto sincero, amicizia e lealtà, il luogo dove forse riuscirà ad aprire gli occhi, un nuovo inizio di un qualcosa che non ci è davvero dato di sapere <3

Lasciatevi dire che ho riscoperto con questo romanzo la bellezza del poter immaginare come continua una storia, quella sensazione che fino ad ora solo La Storia infinita con il suo “Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta” mi aveva fatto provare. Meravigliosa.

QUESTO ROMANZO MERITA:

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Se Deborah Meyler dovesse, un domani, scrivere ancora di Esme, Geroge, Luke e tutti gli altri della Civetta sarei davvero felice di leggerla!

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