Blogtour “Con un poco di zucchero” – 7ª TAPPA

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Buongiorno Cincilettori!
Benvenuti alla settima tappa del Blogtour dedicato a CON UN POCO DI ZUCCHERO della dolcissima e simpaticissima Chiara Parenti!

La tappa di oggi è veramente speciale, perchè è dedicata alla Cinciartista più cincillosa che ci sia! Evelyn, che ha realizzato le illustrazioni non solo per questo romanzo, ma anche per la bellissima storia di Tonno e Apetta, Tutta colpa del mare!

Tappe:

7 novembre – 1° TAPPA – Presentazione Blogtour + Apertura Giveaway + Estratto
Insaziabili Letture
14 novembre – 2° TAPPA – Presentazione Dream Cast
Alla scoperta di libri
21 novembre – 3° TAPPA – Intervista all’autrice
Un lettore è un gran sognatore
28 novembre – 4° TAPPA – Recensione
Leggere Romanticamente
5 dicembre – 5° TAPPA – Le ricette di Tata Katie
Gilly in Booksland
12 dicembre – 6° – Recensione
Le passioni di Brully
17 dicembre – 7° TAPPA – Il romanzo a disegni
Le parole segrete dei libri
19 dicembre – 8° TAPPA – Le borse di Tata Katie e vincitore del giveaway
Dragonflywings

Regole per partecipare:

Dovete inviare un selfie originale, una foto o un’immagine che ritragga scene o personaggi del libro: insomma, che comunque richiami in qualche modo la storia di Katie Baker e Matteo Gallo.
La foto dovrà contenere il titolo del libro!
Postate le vostre fotine tra i commenti dei blog che partecipano al blogtour oppure su Facebook nella pagina dell’Evento dedicata: gli hashtag da utilizzare sono quello del romanzo #CUPDZ e quello della collana #YouFeel.
Avete tempo fino al 18 dicembre.

Con un poco di zucchero
IL ROMANZO A DISEGNI

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Ciao Evelyn, benvenuta fra Le Parole Segrete dei Libri! Partiamo con una domanda semplice 😉 Quando e com’è nata questa passione per il disegno?

hjcolpafefndrttxtÈ nata quando avevo circa tre anni e da allora ho sempre coltivato questa passione: man mano che io cresco, di riflesso si evolve il mio modo di disegnare. Ho iniziato da piccolissima, disegnando tutto ciò che inventavo con la fantasia. Le prime due volte che ho disegnato sono state: con la penna rossa sui mobili della cucina laccati di bianco e poi sulla testata del mio letto. Disegnavo davvero ovunque! Dopo, mi ricordo che guardando i cartoni animati, avevo deciso che volevo disegnare anche io le storie che inventato. Poi ho iniziato la scuola e sin dalle elementari i miei compagni di scuola mi chiedevano “Mi fai un disegno?”: tutti ne volevano uno fatto da me! In ogni classe che ho frequentato sono sempre stata “la disegnatrice”, la voce si spargeva in fretta anche le mie insegnanti lo sapevano e fortunatamente apprezzavano i miei disegni. Quando giocavo facevo finta di avere un canale tv dove andavano in onda le storie che inventavo. Mi sono appassionata di fumetti, in particolare W.i.t.c.h. (Disney) e di manga giapponesi, guardavo i classici Disney, i cartoni animati giapponesi ma anche Art attack e la Melevisione. A 11 è cambiato il modo di disegnare le mie storie: ho iniziato a creare delle vere e proprie tavole, complete di vignette e nuvolette con i dialoghi; così ho cominciato a creare fumetti. I miei compagni di scuola si facevano addirittura le fotocopie! Alle medie, la mia professoressa di disegno, ci aveva assegnato come compito di fare un disegno riguardante una poesia a nostra scelta dell’antologia di Spoon River e io ne ho fatto un fumetto; lei ha voluto esporlo alla mostra della scuola, dicendo che era “un capolavoro”. Parallelamente al fumetto, ho sempre fatto anche disegni di persone, occhi, animali e tutto ciò che mi veniva in mente di disegnare senza mai smettere! Fino alla terza media, trasformavo i quaderni in vere e proprie riviste con tutte le rubriche: i miei fumetti, le pubblicità, gli articoli, le notizie, i test. Sono andata alle superiori. All’età di 16 anni alcuni di questi disegni sono stati pubblicati nella posta di Lupo Alberto: mi aveva fatto piacere il fatto che proprio Silver, il “padre” di Lupo Alberto, avesse visto e commentato i miei disegni! Sempre alla stessa età, ero appassionata della saga Twilight di Stephenie Meyer. La casa editrice della serie, la Fazi editore, aveva organizzato, in occasione dell’uscita del terzo libro, un concorso a cui ho partecipato nella categoria “fan art”. Secondo il regolamento, i migliori disegni sarebbero stati esposti sia al Teatro Palladium di Roma sia sul sito, ed è proprio quello che era successo alla mia opera in gara! A 18 anni, su richiesta, ho scoperto anche un altro modo di disegnare diverso da come ero abituata a fare: prima disegnavo esclusivamente a mano libera, seguendo sempre il mio istinto, dopo ho iniziato e continuo a disegnare anche ritratti quindi in modo molto più razionale, seguendo delle linee ben precise e reali, basandomi sulle foto sia di persone che me li chiedono, sia di personaggi famosi che piacciono a me. Sempre alle superiori, l’insegnante di religione ci aveva fatto fare dei disegni natalizi per un asilo. Mi ero iscritta per un breve periodo al sito di DeAgostini Passion, dove i maestri dell’Accademia Disney davano suggerimenti agli aspiranti disegnatori e fumettisti.

Avevo caricato qualche lavoro per farli vedere a uno dei tutor, lo sceneggiatore Disney Alessandro Sisti, mi illuminò con i suoi consigli, dicendomi cioè che i miei disegni sono interessanti, espressivi e intensi e mi consiglió i leggere le graphic novel di alto livello, poiché è il romanzo a fumetti il genere delle mie storie; quando gli ho chiesto come si fa gavetta nel mondo dell’arte, mi ha risposto che ci sono tanti mondi ancora inesplorati dall’arte dove poter mettere in mostra i propri lavori. Ne ho fatto tesoro e l’ho proprio preso in parola! Pochi mesi prima della quinta superiore ho cominciato a creare il fumetto L’incubo di Biancaneve, terminato e pubblicato su Youtube nel 2013. Mi sono diplomata nel 2012.

Qualche mese dopo il diploma, ho iniziato a pubblicare e promuovere la mia arte sui social network e su YouTube. Sono nate tantissime collaborazioni e devo dire un enorme GRAZIE sia a chi offre la possibilità di una collaborazione sia a tutte le persone che mi seguono. Non ho mai fatto corsi/scuole di disegno, non ho fatto il liceo artistico, sono un’autodidatta. L’arte è nel DNA di famiglia ma ho costruito passo dopo passo il mio percorso da sola e in totale indipendenza, guidata dal mio grande amore per la creatività e la ricerca della bellezza. Questa è la mia strada!

Dove trovi l’ispirazione per le tue opere?

La vita è piena di cose che mi danno l’ispirazione! Una di queste è sicuramente la musica, perché mi evoca delle immagini: quando ascolto una canzone, immagino delle scene; quello che immagino lo traduco in disegni, poi creo i video con questi disegni. E’ così che nascono i miei videoclip musicali per i cantanti con cui ho collaborato e collaboreró. Questi video li carico poi nel mio canale YouTube!
Per fare un altro esempio, il mio fumetto Stella (che si trova sempre su YouTube, diviso in episodi) è proprio una storia sulla musica: la protagonista studia in un’accademia e il suo amico Theo è un aspirante rapper. Per disegnarli mi sono ispirata ai cantanti che vanno di moda attualmente. Inoltre l’idea per questo fumetto mi è venuta ascoltando “Per me per sempre” di Eros Ramazzotti, la canzone che dedicò a sua figlia, e io ho immaginato che fosse una canzone regalata da un padre alla figlia (Stella, appunto) rimasta orfana.
Oltre alla musica, trovo ispirazione proprio nelle persone, a volte anche da me stessa: osservo le espressioni, i modi di fare, gli stati d’animo, l’abbigliamento.
Anche i libri, i profumi, le foto delle pubblicità sulle riviste, sono tutte cose che mi permettono di far viaggiare la mente.
Sicuramente, i manga e gli anime giapponesi hanno influenzato profondamente il mio stile!
L’ispirazione si manifesta come un forte bisogno di creare qualcosa e arriva all’improvviso, non puoi programmarla ma puoi gestirla, come io sto imparando a fare.

Che tecniche usi per disegnare?

Solitamente uso la matita 2B, la matita a carboncino e la penna nera ma non necessariamente in quest’ordine.
Negli ultimi anni ho usato tutte e tre queste cose insieme e mi trovo bene.
Dopo aver scannerizzato i disegni, li coloro usando il computer.
In passato spesso disegnavo solo a matita o solo a penna e avevo anche sperimentato varie tecniche: i pastelli, i pennarelli, i pastelli a cera, gli acquerelli, le tempere ecc.

Come nasce l’idea di abbinare la fase digitale al disegno tradizionale?

Nasce per caso! La colorazione digitale è usata in campo professionale per la grafica da molti anni, i fumetti stessi, i cartoni animati e non solo, sono colorati col computer. Ho deciso di colorare anche io col computer quando ho trovato su Internet delle opere di altri artisti con colori pazzeschi ed effetti di luce molto particolari e volevo scoprire come facevano ad ottenerli! Facendo una ricerca, avevo trovato un tutorial dove era spiegato come un disegno in bianco simile al mio, sarebbe poi diventato a colori grazie alla colorazione digitale e quindi me li sono procurati. Inoltre, leggendo le offerte di lavoro nell’ambito artistico, tra i requisiti richiesti fondamentali ci sono sempre proprio la conoscenza di questi software!
I programmi per la colorazione digitale hanno talmente tante funzioni che ci vuole molto tempo per imparare ad usarle tutte ma ne vale veramente la pena! Mi diverte colorare con questi software e posso ottenere degli effetti inaspettati! Mi piace molto l’idea che tradizione e innovazione non siano in conflitto ma in armonia.

Cosa significa per te tradurre storie in immagini?

Significa tutto! Sin da bambina, le persone che guardavano i miei disegni dicevano che sembravano “vivi”, come se si muovessero. Il compito di un artista è proprio quello di trasmettere tutta la sua interiorità, ed è il massimo quando le persone che guardano i miei disegni mi dicono di essersi immedesimati ed emozionati perché ho ottenuto proprio quello che volevo!

Che cosa hai più amato di “Con un poco di zucchero” e come hai deciso di farne delle illustrazioni? E di “Tutta colpa del mare”?

Li adoro entrambi! Tutti e due hanno uno stile moderno e fresco ma al tempo stesso romantico. Come me, la scrittrice ha un’anima da sognatrice!
I personaggi hanno un carattere ben costruito e definito, e non è una cosa scontata perché spesso nei libri ci sono personaggi che sono solo “nomi”. E sia nel primo che nel secondo romanzo, l’inizio è tranquillo, poi accade un evento che ribalta completamente le carte in tavola e da lì inizia la svolta, in meglio!
Di Con un poco di zucchero mi è piaciuta la trasformazione del protagonista, Matteo; stava vivendo un periodo di crisi ma poi è arrivata la magnetica Tata Katie che giorno dopo giorno, senza che lui se ne accorgesse, lo ha trascinato nel suo mondo, facendogli ritrovare l’equilibrio interiore.
Di Tutta colpa del mare ho amato il modo di ragionare della protagonista, davvero interessante; in apparenza può sembrare felice: è una donna realizzata con un lavoro che le permette di guadagnare bene, un fidanzato ricco, cosa può volere di più? In realtà non ha il coraggio di ammettere che non è la vita che fa per lei, fino a che non esagera col Mojito, durante una vacanza con le amiche in Versilia: l’alcool la inibisce e quindi riesce ad essere se stessa e a dire ciò che pensa. In più, incontra il suo primo amore per cui prova ancora qualcosa e i suoi sentimenti sono ricambiati! Quando torna a Milano, non è più la stessa persona di prima perché vede la sua vita in modo diverso e ognuno si dimostra per chi è davvero: il suo capo le offre un contratto a tempo indeterminato non per merito ma per comprare il suo silenzio riguardo alla sua avventura extraconiugale, poi scopre che il suo fidanzato non la ama. A quel punto prende la decisione più radicale della sua vita!
L’autrice stessa, dopo aver visto i miei lavori, mi ha chiesto di fare delle illustrazioni che rispecchiassero lo stile dei suoi due romanzi.

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Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno principale è sempre stato quello di fare della mia arte un lavoro e pian piano sta diventando realtà. Non ho mai tenuto nel cassetto questo sogno, anzi! E chiunque abbia visto i miei disegni mi ha sempre incoraggiata a mostrarli e a confrontarmi. Credo profondamente in me stessa e da un paio di anni, più che sognare, cerco di ragionare per obiettivi: ne ho tanti, sia piccoli che grandi. Li ho scritti su un foglietto e sono sicura che con i tempi giusti li depenneró uno ad uno. “Thoughts become things” (= “I pensieri diventano cose”) è il mio motto. Chi vivrà, vedrà!

Evelyn è presente su:

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