A CHRISTMAS CAROL [seconda parte]

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un racconto ad otto mani, scritto da

Lettrice Segreta
Vittorio Tatti ChiaraG
UmanoAlieno

Benvenuti alla seconda parte del nostro racconto ^_^ Siamo davvero felicissimi che la prima parte vi sia piaciuta! <3
Speriamo con tutto il cuore che anche le prossime siano altrettanto gradite. Buona Lettura 😀

La storia che segue, nonostante numerosi riferimenti
a luoghi, persone e cose realmente esistenti,
è ovviamente una storia di fantasia,
e come tale va considerata.

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II
Il primo dei tre spiriti

Erano passate alcune ore da quella strana apparizione, se così vogliamo definirla, e Lettrice non era ancora riuscita a trovare una spiegazione razionale a ciò che aveva appena vissuto. Le ipotesi erano molte, una meno probabile dell’altra.
Appena quella luce accecante era svanita, nel panico più totale e ben conscia di non poter lavorare con la mente in un tale subbuglio, Lettrice aveva chiamato il suo ufficio, chiedendo alla segretaria di disdire qualsiasi appuntamento preso fino a Natale: «Spostali tutti dopo il 25, ok? Non prima, neppure sotto tortura, chiaro?! Ho decisamente lavorato troppo negli ultimi tempi, necessito di una pausa!»

Troppo stanca anche solo per provare a formulare nuove ipotesi, la nostra protagonista decise di tornare in camera da letto. Abbassò le tapparelle e si sdraiò sotto le coperte, sperando che qualche ora di riposo potesse farle bene. Impostò la sveglia per le quattro e mezza del pomeriggio, con l’idea di fare una passeggiata intorno alle cinque, e poi chiuse gli occhi.
Ci volle un po’ prima che il sonno la raggiungesse. Sicura fra le soffici coperte, pensò che forse era il caso di smetterla con la tisana ai fiori orientali che le aveva consigliato una collega: era sicuramente stato quell’intruglio a provocarle sogni agitati e visioni alquanto bizzarre. Poteva riservarla magari per i momenti di scrittura, occasioni in cui c’è davvero bisogno di far galoppare la fantasia. Ignara di ciò che intorno a lei stesse per accadere, si fece cullare da quei rassicuranti pensieri e si addormentò.

Il tempo è un amico dal fare misterioso e, se tre spiriti ci mettono lo zampino, possiamo star certi che lo scorrere infinito di secondi giocherà di sicuro qualche scherzo a chi si affida a lui.
Il riposo di Lettrice, infatti, non durò quanto avrebbe sperato. Un fastidioso suono di campanelline la svegliò pochi minuti dopo aver chiuso gli occhi. Si rigirò sul cuscino e non fece in tempo a rimboccarsi le coperte che ecco di nuovo una musichetta, fatta di voci di bambini in festa e campane. Più cercava di non farci caso più quel suono incrementava il suo volume.
Si mise a sedere sul letto e aprì il cassetto del comodino per prendere e controllare il cellulare: magari era partita inavvertitamente una telefonata e quei rumori irritanti provenivano da lì.
«Mai che si possa riposare tranquilli… Ma che?!» il telefono segnava le ore 00:59 «Magnifico, ora si è anche rotto il cellulare!»
Si buttò all’indietro sul letto, in un gesto di teatrale sconfitta, quando… «Buuuuuuuu»
Lettrice saltò in aria alla vista di quell’esserino. Per dieci secondi si guardarono negli occhi. Poi la ragazza, sotto shock, corse in bagno. «Sonnambulismo! Si, è solo sonnambulismo» continuava a ripetere freneticamente mentre davanti al lavabo si gettava acqua sul viso.
Si asciugò e tornò in camera. Lo spirito era ancora lì.

spirito passato«Nonna mi aveva avvertita che non mi avresti accolta a braccia aperte, ma io ti abbraccio lo stesso» e con quella vocina corse a cingerle le gambe, piccolina com’era.
Tre anni, ricciolini d’oro, occhi chiari e profondi, labbra aristocratiche e sottili, quasi disegnate: il riflesso di Lettrice bambina.
«Non parli? Aspetta di vedere lo spirito del Natale presente. Lui si che fa paura» disse mentre giocava con una bambola che aveva fatto apparire dal nulla.
«Pur ammettendo che tutta questa storia sia vera, cosa potrebbe fare uno scricciolo come te? » disse spavalda Lettrice.
«Non farti ingannare dalle dimensioni, son piccola ma sono sempre uno spirito, lo Spirito del Natale passato» pronunciò orgogliosa muovendo quella testolina piena di riccioli.
«Ok, bene ti ho conosciuta. È stato un piacere. Sparisci. Ciao» tagliò spazientita Lettrice.
Lo spirito si voltò, posò la bambola, gli occhi si fecero lucidi, il labbrino tremulo e fu un attimo che scoppiò in un pianto fragoroso.
«Non vuoi stare con me» urlava fra un singhiozzo e l’altro.
«No no no, non fare così. Sveglierai tutto il vicinato. Starò con te. Te lo prometto» la rassicurò Lettrice. Asciugandosi le lacrime, il piccolo spirito si calmò e con un sorrisino malizioso disse: «Tieniti forte, ci sarà un po’ di turbolenza»
«In che sens…aaaaaa» Lettrice si sentì vorticare, le girava la testa e in men che non si dica si trovò su una soffice poltrona.
«Come diamine hai fatto?» disse riprendendosi.
«Facile, mi basta un battito di ciglia per andare dove voglio nel tempo e nello spazio. Ma ora…shhh» e le indicò la scena davanti a lei.
Era casa di sua nonna allestita a festa. C’erano tutti, allegri e spensierati. Si respirava aria di amore. Fra dolci tipici e regali, c’erano solo sguardi felici. Da quanto tempo non si sentiva così. Un lieve sorriso le si accennò sul volto. Un’espressione di gioia che sparì subito quando, voltandosi, vide suo padre.
Lo spirito riccioluto la prese per mano, aprendo il pugno di rabbia che Lettrice aveva stretto a quella vista. La portò via con sé, scostando una porticina. E lo scenario cambiò.

Un grande albero occupava gran parte della stanza dalle volte alte. Questa volta riconobbe subito il luogo: era nell’appartamento di sua mamma, quello che fino all’anno scorso aveva sempre chiamato “casa”.
AlberoUn dolcissimo ricordo, risalente a qualche anno prima. Lo spirito si era dissolto, forse per farglielo assaporare a pieno.
«Mamma, ci sono troppe palline qui!» Lettrice ammoniva dolcemente sua madre.
«A me piace carico e colorato, mette allegria» disse sorridendole.
«Ma è sbilanciato, sembra la torre di Pisa! Vedi, bisogna fare spazio qui». Aveva calcolato male la distanza fra la scala e le scatole piene di decorazioni. Finì a terra sommersa da stelle filanti e luci.
Risero come non facevano da tempo, in un’intimità tutta loro, imperturbabile e perfetta. Il loro primo Natale da sole. Bastavano l’una per l’altra. Vivevano l’una per l’altra.
E mentre una lacrima stava per scendere, una manina le si posò sulla spalla.
«Ora dobbiamo andare» le disse il piccolo spirito.

Non ebbe il tempo di riprendersi, che lo spirito riccioluto aprì un’altra porticina verso un ricordo differente. Un grande auditorium con poltrone imbottite era ben illuminato. Come poteva dimenticarlo. Si era iscritta a quel concorso di scrittura per gioco e si trovava lì per consegnare il manoscritto. Daniela, l’amica fidata di sempre, le aveva detto che non poteva accompagnarla a causa di un impegno del quale in realtà Lettrice aveva capito ben poco.
«Spacca tutto e tutti. Sei forte!» le aveva detto per telefono un’ora prima.
Quella mattina fu intensa e sul treno del ritorno non aspettava altro che raccontare tutto alla sua amica. Stranamente il telefono di Daniela non sembrava dare segni di vita. Decise di chiamarla a casa.
«Signora salve, cercavo Daniela»
Con la voce affaticata dal tempo, la madre rispose: «Ciao cara, Daniela è uscita da stamattina. Pensavo fossi con lei».
«Ehm…no. Oggi c’era il concorso in provincia. Dove posso trovarla?» chiese incuriosita.

«È con Stefano e gli altri in campagna, per preparare la serata natalizia che fate ogni anno. Le dico che la cerchi se vuoi?» disse angelicamente.
«Oh…capisco, non si preoccupi signora» e riattaccò.
Da mesi il gruppo non era più lo stesso. Erano freddi, lontani, soprattutto da quando il suo sito giornalistico era decollato sul web. Daniela però, non poteva essere come gli altri. Almeno non avrebbe dovuto esserlo.
L’amarezza nello sguardo di Lettrice raccontava molto del suo passato. La vita le aveva riservato nel corso tempo sorprese tutt’altro che piacevoli: se persino suo padre l’aveva ferita e delusa, un’amica poteva tranquillamente farlo.
lettrice solaAnche Daniela, la sua compagna di avventure da sempre, aveva scelto di voltarle le spalle, proprio nel momento in cui la vita aveva finalmente deciso di regalare a Lettrice qualche briciola di felicità. La rabbia e la delusione si fecero sentire.

«Portami a casa! Ora!» tuonò allo spirito.

Un battito di ciglia e tornarono nella sua camera.
«Ora che mi hai fatto ricordare tutto ciò sei più serena?» disse allo spettro.
«No, anzi. Era necessario per questa notte, peró!» le rispose.
Dopo una breve esitazione, continuó: «In passato hai conosciuto la cattiveria, ma hai dimenticato di aver conosciuto anche l’amore…».
«Che ne puoi sapere tu. Sparisci!» disse Lettrice con tutta la rabbia che aveva nel cuore.
Schivato il peluche che le aveva scagliato contro, lo spirito svanì.

to be continued…

0 Pensieri su &Idquo;A CHRISTMAS CAROL [seconda parte]

  1. Reblogged this on A zonzo fra le pagine and commented:
    Ecco la seconda parte della rivisitazione di Christmas Carol. Arriva il primo dei tre spiriti. Lo spirito del natale passato. Voglio spendere due paroline in più perchè è la parte che mi è stata assegnata. Era la prima volta che mi cimentavo in un “racconto” ed è stata un’esperienza indimenticabile ^_^

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