A CHRISTMAS CAROL [terza parte]

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un racconto ad otto mani, scritto da

Lettrice Segreta
Vittorio Tatti ChiaraG
UmanoAlieno

Buongiorno Lettori e, soprattutto, Buona Vigilia!!!! <3
Pronti a scoprire cosa succederà questa notte alla nostra protagonista?

La storia che segue, nonostante numerosi riferimenti
a luoghi, persone e cose realmente esistenti,
è ovviamente una storia di fantasia,
e come tale va considerata.

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III
Il secondo dei tre spiriti

Lettrice era esausta, come se avesse lavorato per ore ed ore e non dormisse da giorni. In realtà era rimasta a letto, sin da quando il primo spirito era scomparso nel nulla.
Si era imposta di non muoversi da lì, qualunque cosa fosse accaduta, e con lei anche le normali funzioni fisiche si erano stranamente ed inspiegabilmente fermate. Niente fame, niente sete, neppure il bagno. Nulla.

Solo dormire e tenere gli occhi chiusi, pregando tutte le possibili divinità esistenti sulla faccia del pianeta affinché quell’incubo finisse.

Le tapparelle erano ancora abbassate, nessun indizio esterno riusciva a entrare fra le mura di quella camera. Lettrice aprì gli occhi e si girò di fianco, volgendo lo sguardo verso la porta. Quanto tempo poteva essere passato da quello strano primo incontro?
Le bastò un momento, dopo essersi svegliata, per capire quanto poco mancasse all’arrivo del secondo spirito. Esattamente come la sera prima, il telefono segnava le ore 00:59 e nel preciso istante in cui scoccò l’una, una tenue luce bluastra iniziò a filtrare da sotto la porta della sua camera. Ormai le danze erano state aperte e a Lettrice non restava altra scelta che mettersi a ballare. Si alzò dal letto, indossò la vestaglia e si avvicinò alla porta.

Non aveva fatto neppure in tempo a mettere la mano sul pomello, che subito la luce si fece più intensa. La paura per cosa potesse trovarsi dall’altra parte fece tentennare Lettrice per qualche istante, ma la sua mano, quasi fosse sotto ipnosi, cominciò a girare la maniglia. Spalancò la porta e, con gran stupore, si trovò davanti una stanza sconosciuta.

A prima occhiata poteva assomigliare ad un enorme studio, ma più passavano i secondi, più si rendeva conto di essere in una moderna sala dei giochi. Le pareti erano coperte da scaffali e mensole colme di fumetti, libri e giocattoli di ogni genere. La televisione (uno di quegli schermi talmente grandi dove puoi vedere anche i nei degli attori), era spenta, posta in un angolo in fondo alla stanza. Accanto ad essa, due pile di console. Proprio di fronte a lei, appena varcata la soglia, c’era una grande scrivania. Il monitor di un computer, posto sopra al tavolo, le impediva di vedere chi stesse battendo alla tastiera. Era un digitare strano e confuso.
Da dietro lo schermo spuntavano due enormi orecchie. «Dannati intrugli orientali! Adesso perfino un animale che gioca al computer mi dovevo sognare…» pensò Lettrice, osservando la scena!
Erano due grandissime orecchie, nere e pelose. Quale razza di animale poteva possedere tali estremità?

«C’è qualche spirito?» chiese Lettrice, a gran voce. Le orecchie si rizzarono sull’attenti ed il digitare si arrestò.
«Ehilà?» continuò, ridendo sotto i baffi per quelle buffe orecchie ed i loro movimenti.
«Non si bussa più?!» commentò una voce maschile, alquanto seccata. La ragazza fece un balzo al suono di quella voce, convinta non ci fosse anima viva lì. «Chiudi la porta alle tue spalle, altrimenti esce tutta l’aria calda!»
Lettrice tornò indietro e chiuse la porta con estrema lentezza, prendendosi qualche attimo per riflettere. Forse lo spirito era invisibile! Si girò in fretta e tornò dov’era, non volendo essere ulteriormente sgridata.
«Dove sei, spirito?» chiese, sperando in una risposta.
«Davanti a te» le rispose «non è che ti sei scordata gli occhiali in camera tua, vero?»
Davanti a Lettrice non c’era nulla: se era di fronte a lei, allora voleva dire che lo spirito non si era ancora materializzato ai suoi occhi.
«Renditi visibile, per favore» lo pregò.
Spirito presenteLo spirito sospirò, seriamente seccato. Due mani pelose afferrarono da dietro il monitor e lo spostarono di una decina di centimetri, affinché la ragazza potesse vedere cosa nascondeva. Lettrice rimase a bocca aperta. Sì, si aspettava di tutto… ma, di certo, non quel coso!
«Che c’è?» chiese l’essere davanti a lei, con sguardo interrogativo «Non hai mai visto un furry? Eppure ne ho parlato sul mio blog…» concluse, muovendo velocemente le orecchie, nettamente sproporzionate per il muso che aveva.

Lettrice non riuscì più a trattenere le risate
«Immagino tu non abbia mai visto un fennec» l’ammonì seccato. «Tzè! Razzisti, questi umani…» concluse, ritornando a guardare lo schermo. La ragazza continuava a ridere, senza contegno. Quel mostriciattolo era troppo buffo per riuscire a trattenere le risate!
«Lettrì, un poco di rispetto, ti ricordo di essere al cospetto dello spirito del Natale presente!» disse, poco convinto.
«TU, uno spirito!?» riuscì a dire, tra le varie risate.
«Lo dice il contratto, mica io!» le rispose, mostrandole un plico di fogli accatastati sulla scrivania. «Te hai il sonno pesante, lo sapevi?! Ti sto aspettando da ore» provò a cambiare argomento, dirottando l’attenzione sulla ragazza.
«Contr…?»
«Non importa, ok?» la interruppe «Vieni qua, ‘orso solitario’, ti faccio vedere Facebook»
Lettrice si avvicinò e, estremamente dubbiosa, cominciò a fissare lo schermo.
«Guarda: tutti, e sottolineo tutti, ti stanno cercando sul tuo profilo» commentò, mentre scorreva la pagina, permettendone la lettura. «E ti dirò di più! Dopo il tuo ultimo post, quello dove mandavi a quel paese ogni essere vivente nell’intero universo, nessuno ha smesso di scriverti, anzi! Guarda qua: ondate di amici sempre lì, a preoccuparsi per te e ad augurarti “Buon Natale”».

La ragazza era incredula: alcune settimane fa, in un raptus di rabbia, aveva scritto le peggior cose a tutti i suoi amici!
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Nonostante questo tante persone avevano continuato a pensare a lei, a scriverle ogni giorno… Era convinta di aver allontanato chiunque, dopo tutto il fango che aveva gettato addosso al mondo intero!
«Bene, basta così» disse lo spirito, alzandosi all’improvviso. Da sotto il tavolo, tirò fuori due giacche. Una era proprio quella di Lettrice.
«Ma quella è mia!» protestò la ragazza
«Lo so. Di certo non ho l’abitudine di vestirmi da donna» le rispose, lanciandogliela. Mentre Lettrice indossava il soprabito, lo spirito si mise in posizione, attendendo che la ragazza lo prendesse a braccetto «Forza! Non abbiamo mica tutta la notte!»
Non sembrava particolarmente entusiasta all’idea di viaggiare così un’altra volta…
«Preferisci che ti trascini io per le orecchie!?» propose sarcasticamente lo spirito.
La ragazza si convinse. Appena sfioratogli il braccio, la scena davanti ai loro occhi cambiò. Si trovarono in una piazza affollata. Abeti, bancarelle, profumo di spezie e caldarroste… tutto parlava di festa. Lettrice si strinse allo spirito, come terrorizzata.
«Non ci vedono, tranquilla» commentò lo strano essere, liberandosi gentilmente da quella presa «Poi, scusa se te lo chiedo, ma di cosa hai paura? Dai, giriamo un po’» esclamò lui, sorridendo con gli occhi.

bancarelleCorse via, con la coda scodinzolante. A Lettrice non rimase che seguirlo, ma nel giro di un attimo lo perse di vista.
Cominciò a cercarlo tra la folla, ma il suo sguardo fu attirato, come per magia, da quel magnifico scenario intorno a lei: bancarelle, stelle di Natale, luci colorate, volti sorridenti ovunque, tanti bambini felici e le loro famiglie in festa… in quel momento tutti i cattivi pensieri erano volati via, e per una strana e inspiegabile ragione, Lettrice si sentiva più leggera.
«A quanto pare potrò fare domanda per il posto da ‘Grinch’ anche quest’anno!» commentò lo spirito, spuntato dietro di lei «Non sei credibile con quel sorrisetto, sai? Andiamo, ti porto in un altro posto!»
Non appena si sfiorarono furono catapultati in un salotto.

«Conosco questa stanza! E’ casa mia, o meglio… casa di mia madre. Sai, mi ci ha già portato Riccioli d’oro!» disse immediatamente la ragazza.
«Chi!?»
«Ehm… Il primo spirito!»
Stavano ancora parlando, quando un rumoroso abbaiare li interruppe. Pochi secondi e un piccolo cagnolino bianco spuntò ai piedi di Lettrice.
«Ci percepisce, ma non può vederci» le spiegò lo spirito con voce, ormai, non più severa «Del resto, sei e sarai sempre la sua padrona, no!?» La creaturina, infatti, rimase loro accanto, visibilmente felice.
«Non ti abbaia, strano…» commentò Lettrice, con un ritrovato senso dell’umorismo.
«Si vede che non sono così malvagio, alla fine! E poi, tra animali ci si capisce!» concluse, dirigendosi in un’altra stanza.
C’era molto brusio, oltre che un buon profumo. Sembrava esserci tanta gente. E, infatti, la cucina si rivelò piena di persone a tavola.

«Parenti ed amici, eh?» chiese lui, guardandola negli occhi.
«Già…» gli rispose, triste.
«Quello accanto a tua madre dev’essere il tuo posto» indicò una sedia vuota con accanto i soli piatti puliti in tutta la tavolata.

cena natale«È un vero peccato che non ci sia tua figlia; si sarebbe divertita» disse l’uomo seduto a capotavola.
«Non ha risposto, oggi» rispose amareggiata la madre «Volevo che fosse la prima a ricevere i miei auguri»
«Lo so cara, anche noi avremmo voluto farglieli» le disse una signora anziana dall’altra parte del tavolo.
«Ehi!» li interruppe un bambino nel bel mezzo della conversazione «perché non urliamo? Magari ci sente! »
«Amore di zia, non funziona cos…»
«AUGURI LETTRICE!!!!» e tutti a ruota lo seguirono, divertiti dalla dolcissima ingenuità del piccolo. Urlando a squarciagola, augurarono Buon Natale a quell’unico membro mancante della famiglia. Pure il cane abbaiò!

«Io direi che hai sentito… vero?» commentò sorridente lo spirito, mentre si teneva le grandi orecchie coperte per non diventare sordo.
La ragazza rimase in silenzio, facendosi cullare da quelle voci. La festa durò fino a sera, tra risate, tombolate, e brindisi vari. E Lettrice sembrava contenta, come non lo era da tanto tempo.

«Dobbiamo andare, non posso lasciarti qui, mi spiace…» disse lui improvvisamente, con il viso carico di tristezza.
«Non ti diverti ad osservarli di nascosto?» chiese dolcemente Lettrice.
«Non è quello, anzi… Ma dobbiamo andare!» concluse prendendola per mano.
Appena tornati nella camera da letto della giovane, Lettrice rabbrividì alla vista di quell’essere che a poco a poco svaniva davanti ai suoi occhi.
«Se ricordi la storia, capirai che è quasi scaduto il mio tempo a disposizione» disse lo spirito, con quel poco di forza rimastagli.
«Stai morendo, ma perché non me l’hai detto prima?»
«Non importa, sei tu quella importante! Non essere triste, ok? E, per favore, ricorda: la gente ti vuo…»

Lo spirito sparì, senza concludere quella frase così importante.

to be continued…

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