L’Angolo delle Recensioni: I Lunghi Giorni della Arctic Sea (M. Sfaradi)

RECENSIONICiao a tutti, cari Lettori!
Eccoci alla prima delle numerose recensioni da pubblicare in questi giorni! Preparatevi perchè ce ne saranno molte… ma soffermiamoci su quella di oggi, dedicata ad un romanzo veramente unico che conisglio a tutti!!! 😀

I lunghi giorni della Arctic Sea

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Il 23 Luglio 2009 la Arctic Sea, cargo battente bandiera maltese, salpa dal porto finlandese di Pietarsaari con un carico di assi di abete destinati in Algeria, ma cosa c’era nelle stive? Tratto da un fatto di cronaca realmente accaduto fra il luglio e l’agosto del 2009 questo romanzo basato su informazioni in possesso dell’autore che come giornalista seguì il caso, racconta i retroscena della vicenda e come, ipoteticamente, le cose sarebbero potute andare. Negli ambienti giornalistici girava forte il sospetto che oltre al carico di legno finlandese la Arctic Sea trasportasse anche sistemi missilistici di fabbricazione russa di ultima generazione come gli S300 e gli N55 destinati all’Iran. Ancora oggi sono in molti sono pronti a giurare che dietro la sparizione della Arctic Sea ci fosse stata la lunga mano del MOSSAD, i servizi segreti israeliani, che agirono al fine di bloccare la possibilità che la repubblica islamica si dotasse di sistemi missilistici che avrebbero impedito a Israele di agire militarmente per fermare la minaccia che si nasconde dietro il nucleare iraniano.

***Cover a cura di Rosj Domini

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Arctic Sea” è un nome che non può non stimolare i nostri ricordi! Probabilmente alcuni di voi in questo momento stanno provando una strana sensazione sulla punta della lingua, quella che assicura di avere la risposta che si cerca in qualche cassetto della memoria, nonostante continui a sfuggirci… Niente paura, rispolveriamo subito!
La nave cargo Arctic Sea è quella famosa imbarcazione mercantile scomparsa dai radar nell’estate del 2009, ritrovata poi a 300 miglia a nord di Capo Verde, ben lontana dalla sua destinazione finale. arcticSeaShip_1461429cA livello ufficiale, la nave trasportava un carico di legname finlandese diretto in Algeria, del valore di un milione e mezzo di euro circa. Ma quanti misteri hanno avvolto (e lo fanno tuttora) la storia di questa nave?

E’ proprio a partire dagli enormi buchi neri nei resoconti ufficiali di cronaca che Michael Sfaradi, giornalista e scrittore della Tel Aviv Journalist Association, crea un romanzo appassionante e autentico per provare a dare una (seppur romanzata) risposta a tutte quelle domande che non hanno ancora trovato una risoluzione, e forse non la troveranno mai… Michael, che all’epoca seguì direttamente la saga di questa nave fantasma per il quotidiano Liberal, costruisce una storia avvincente e ben strutturata, che calamita il lettore alle sue pagine fino a quando ogni pezzo del puzzle non è tornato a posto.

Protagonista di questa avventura è David Liv, agente tattico del MOSSAD sotto copertura all’ambasciata di Helsinki, dove la mattina del 22 giugno arriva un messaggio cifrato con ordini precisi sul da farsi direttamente dal Memuneh, il capo dei servizi segreti Israeliani.

“Da MOSSAD Q.G. Comandante In Capo
A Agente ambasciata di Helsinki
Individuare i porti finlandesi che hanno linee navali con la Russia e ispezionare in maniera riservata documenti di bordo STOP Ispezionare ponti e stive delle navi dirette verso TUTTI i paesi arabi o fiancheggiatori dell’Iran STOP Attendo rapporto in cifra ogni 48 ore […] Confermare – Cecchino”

Da quel primo messaggio parte un turbinio di eventi ben al di sopra della preparazione e delle possibilità dell’agente Liv, che nonostante questo si dimostra abile, furbo e sì, anche fortunato! Incontri con le persone giuste, qualche mazzetta passata sotto banco, una copertura convincente (anche se non sempre) e David riesce ad ottenere quella fondamentale informazione che farà scattare una delle più complesse, folli e meglio riuscite imprese di spionaggio che abbia mai letto in un romanzo!

«Ci sono mille euro per me?»
«Facciamo cinquecento»
«Facciamo ottocento»
«Ok andata»
«Il manifesto di bordo dice che il cargo è vuoto e deve imbarcare del legname sul ponte, ma io l’ho visto dal faro mentre si avvicinava al porto e ha la linea di galleggiamento piuttosto bassa. La pancia di quella nave è piena come un uovo»
David vide materializzare davanti a sé tutti i suoi timori, ma prima di lasciarsi prendere dal panico aveva bisogno di un ultima informazione.
«Come si chiama il cargo?»
«Arctic Sea»

Non intendo svelarvi nessuna delle intricate ed appassionanti macchinazioni che la penna di Sfaradi è riuscita a creare, ma ci tengo in particolar modo a lodare la qualità di ciò che è stato scritto.
10582916_10203691337937310_5415077116210499554_oMichael ha strutturato un romanzo fantastico: la trama, intensa ed elettrizzante, è supportata da un parterre di personaggi costruiti alla perfezione, tutti ben strutturati a partire dalla comparsa di una o due pagine, sino alle colonne portanti della storia. Il romanzo alla fine viene donato al lettore come un mix equilibrato e impeccabile di azione e tensione, condito con una psicologia realistica dietro ogni scelta dei personaggi ed una spolverata d’amore che non guasta affatto, anzi… Più sfogliamo le pagine e più la voglia di conoscere la verità lotta con il desiderio di restare in compagnia di David, Inka, il Cecchino, Eithan, Timo, Bascheli e tutti gli altri.

Credo non ci sia miglior metro di giudizio se non il desiderio del lettore che il romanzo duri ancora, ancora e ancora… <3

QUESTO ROMANZO MERITA:

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