ANTEPRIMA: La Magiara di Alessio Fabbri

Buongiorno Lettori!
Più tardi pubblicherò la prima delle due recensioni più votate sul mio profilo facebook, ma nell’attesa, vi lascio con qualche anteprima singola, tutte rigorosamente Made in Italy 😉 La prima è dedicata ad Alessio Fabbri e al suo romanzo d’esordio La Magiara!

La Magiara

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Titolo: La Magiara
Autore: Alessio Fabbri
Pagine: 170
Prezzo: 16.00€ cartaceo
Editore: Sillabe di Sale
Pubblicazione: 10 maggio su Sillabe di Sale www.sillabedisale.it
disponibile su Amazon nella seconda metà di maggio
(ma già preordinabile)

Agnese Mallasz è una giovane e tormentata ragazza di Venezia. Dopo aver perso la madre, ella viene a conoscenza dell’esistenza di una famiglia aristocratica a cui è legata, rappresentata dal suo fratellastro Luigi Alfonso Salisbeni che, volente o nolente, la invita a ricongiungersi al suo vero luogo d’appartenenza. Ad attenderla, con aspettative del tutto differenti, vi sono anche la gelida sorellastra Giuliana e la timida, ma inquieta nipote Sibilla, figlia di Luigi Alfonso.

Costretta da esigenze finanziarie e dalle dolorose conseguenze della fine di un amore illusorio, Agnese adotta Ferrara come sua nuova dimora e destinazione della sua fuga, ritrovandosi però combattuta fra necessità di sopravvivenza e desiderio di rivolta. Scoprendosi sempre più femminista e ribelle, esplora l’emancipazione della donna attraverso mezzi inconsueti ed ingiustificati come la violenza o le armi: unica risposta al disequilibrio delle sue emozioni è l’involontaria e casuale adozione dell’identità della Magiara, lato della personalità della ragazza che tende sempre più a creare scompiglio nella cerchia dei Salisbeni e nell’aristocrazia ferrarese degli anni ‘20. Circondata dai segreti che rendono i suoi nuovi parenti vittime e carnefici di loro stessi, ella intraprende un percorso di dolorosa passione, giungendo sull’orlo dell’abisso, in un viaggio apparentemente senza ritorno.

 

Estratto

Entrai nell’atrio della scuola, lasciando Sibilla a conversare con una amabile mamma ed una carissima nonna di qualche scolaro, e sentii accuse riprovevoli che variavano nel tono in cui venivano espresse. Un passo solo, e a sinistra la porta semi aperta mi mostrò il direttore mentre premeva sé stesso contro Domenica, mettendole una mano sulla bocca. Non dissi nulla per qualche istante e poi, sbottai: “Maledetto! Che stai facendo?”, urlai senza ritegno. Lui si girò, indemoniato, e con lo sguardo animalesco di un lupo in affanno. “Chi diavolo siete voi? Andatevene da questo istituto!”
Le sue parole stridevano con la posizione nella quale s’era trovato costretto a restare: “Vi farò denunziare alle autorità, se non ve ne andate!”
Io risi, spavalda. Domenica, appoggiata al muro di quell’aula, non faceva che strofinarsi la bocca e guardare in terra. “La porta è aperta, signore. Non ho violato alcuna legge. Voi, piuttosto …”
Si scostò da Domenica, si stirò i vestiti con le mani per riportarli in piega e si diresse verso di me, agguerrito. Vidi arrivare le mani molto prima della sua intera figura, e mi presentò i suoi occhi neri come la pece.
Mi ritrovai a spingerlo via, a calciare come un’ossessa, e lo resi impacciato, esagitante, blasfemo. Il calcio fatale lo stese a terra, con le mani tese a custodire i gioielli danneggiati. Piangeva come un bambino, ed io ridevo, di quelle risate nervose che partono senza controllo. Domenica invece piangeva, con le mani al volto, accovacciata contro quella parete. Mi avvicinai, dicendole con la voce più dolce del mondo che era stata liberata da un male che credeva incurabile. Le venne fatto sapere che, come donna, aveva una voce e che mostri come quello potevano essere combattuti. Ma lei, dietro a quelle mani, mi presentò un lago di lacrime ed un’espressione contrita, disgustata. “Come farò, eh? Voi non avete la benché minima idea del guaio in cui m’avete cacciato. Voi non lo capite! Ma da dove diamine siete uscita fuori? Con quei calci, quel modo di fare. Voi sì che siete un mostro, una creatura strana.”
Mi rialzai, interrompendo ogni comunicazione con quella schiava consenziente, e lasciai quei poveri diavoli al loro inferno perfetto.

L’Autore

alessiofabbrifotoAlessio Fabbri nasce a Lugo (Ra) nel 1981. Laureato in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Ferrara, svolge la professione di docente di Lingua Inglese da diversi anni. Ama la letteratura, in particolare i romanzi inglesi ed americani del periodo modernista, e considera Virginia Woolf e Francis Scott Fitzgerald come sue principali influenze artistiche. La scrittura gli concede l’opportunità di esplorare luoghi e personaggi che vogliono raccontare una storia, che cercano una voce d’espressione.
Ambientato nella Ferrara degli anni ‘20, “La Magiara” è la sua prima esperienza letteraria.

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2 Pensieri su &Idquo;ANTEPRIMA: La Magiara di Alessio Fabbri

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