L’Angolo delle Recensioni: Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’Universo (B.A. Saenz)

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Buongiorno miei dolci Lettori!
Avevo promesso delle recensioni e… eccoci qua con la prima di una lunga lunghissima serie! L’articolo di oggi è dedicato ad uno dei più bei romanzi che abbia mai letto *non scherzo, non lo farei mai!* Ecco perchè sarà cento volte più difficile trasportare nero su bianco i miei pensieri, ma ci proviamo! Buona lettura 😀

Aristotele e Dante scoprono
i segreti dell’Universo


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Di solito i romanzi parlano di protagonisti “normali” che vivono avventure straordinarie. Questo è un romanzo al contrario, che ci rivela quanto è normale la vita di due ragazzi “speciali”: Aristotele e Dante. Dall’estate del 1987, nella città di El Paso, in Texas, seguiremo la più sensazionale delle scoperte umane: la crescita. Dal microcosmo della famiglia – con le sue regole, i suoi silenzi e le sue rigidità – al ring della scuola, fino allo sconfinato orizzonte della “vita di fuori”, quella che attende tutti tra aspettative e paure. Aristotele e Dante scopriranno i segreti dell’universo dentro se stessi, e finalmente accetteranno di amarsi.

Titolo: Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’Universo
Autore: Benjamin Alire Saenz
Prezzo: €12,20 cartaceo
Pagine: 320
Pubblicazione: 30 aprile 2015
Editore: Loescher Editore

 

la-mia-recensione

Tornai a casa e cercai la parola “imperscrutabile” nel dizionario.
Significava “qualcosa che non si può indagare, comprendere, conoscere”. Scrissi tutti i sinonimi nel mio diario: oscuro, insondabile, misterioso, enigmatico.
Quel pomeriggio imparai due nuove parole: imperscrutabile e amico.
Le parole sono come nuove quando le vivi dentro di te.

Non capita spesso di incontrare un romanzo che sa di vita vera.
Siamo abituati a imprese epiche, saghe fantastiche, amori impossibili, emozioni incontrollabili… ma è raro ormai “avventurarsi” in una storia semplice, pulita, gentile, delicata. Una trama che si lascia ornare solo da ciò che il lettore le dona in cambio:  una lacrima, un battito mancato, un sorriso.

Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo sceglie di uscire fuori dagli schemi. Lo fa in silenzio, a piccoli passi. Accarezza il cuore del lettore e gli parla di amicizia, di amore, di perdono, di paura, di errori e di conquiste. Racconta la storia di due ragazzi, una storia che potrebbe essere la nostra, o quella di un nostro amico… perchè é pura, reale: parla di crescita, di cambiamento, di quanto sia difficile accettarsi e accettare chi è diverso da te.

«Il corpo è una cosa meravigliosa» mi aveva detto una volta la zia. Nessuno mi aveva mai detto una cosa simile. Chissà se un giorno avrei pensato al mio corpo come a qualcosa di meraviglioso. Sicuramente zia Ofelia aveva già risolto buona parte dei misteri dell’universo. Io invece nemmeno uno.
Neppure il mistero del mio stesso corpo.

Aristotele Mendoza e Dante Quintana non potrebbero essere più diversi, ma al contempo più simili: Ari vive in un mondo fatto di silenzi, di amore inespresso e non capito, di una guerra che da anni riempie il cuore del papà, di un fratello dimenticato che lacera quello della mamma, di verità cercate negli occhi degli altri, nella timida speranza di trovare in realtà le proprie. Dante invece pulsa d’amore, di baci e abbracci sentiti e mai risparmiati, di arte, di poesia, di vita assaporata a pieno. Entrambi però preferiscono stare da soli piuttosto che in compagnia, finchè non si incontrano e la loro amicizia riempie ogni cosa.

E se nella tradizione letteraria nostrana Dante è colui che si lascia guidare da Virgilio nel viaggio verso la diritta via ormai smarrita, Saenz capovolge i ruoli, assegnando al giovane Quintana il compito di portare il suo amico Aristotele sulla lunga e tortuosa strada verso i segreti dell’universo.

Perchè c’è tutto il firmamento nella vita di Aristotele.
La stella polare, pronta a mostrargli il cammino, incastonata negli occhi dei suoi genitori.
Costellazioni sconosciute, nascoste in fondo ad un cassetto o nel cuore di chi lo ama, solo per proteggerlo. Foto, racconti, fratelli rinchiusi in una busta ma che bruciano come tizzoni ardenti sulla pelle.
Buchi neri, affascinanti e carichi di mistero, storie che nessuno racconta. Amori non condivisi, segreti, affossati dalle silenti leggi del pregiudizio.
Interi pianeti racchiusi in un disegno. Uno schizzo veloce che racconta verità profonde, colte solo da chi guarda con occhi d’amore.

Il sole non fa per tipi come me. Quelli come me appartengono alla pioggia.

Il viaggio è questo. Crescere, cercare, cercarsi. Trovare tutto l’universo a portata di mano. In chi ci è stato accanto, ci ha amato in silenzio e poi è espolo come una supernova. E potergli dire alla fine: «Non mi serve la pioggia. Mi basti tu.»

QUESTO ROMANZO MERITA:

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