The Man Booker Prize 2015 » La Shortlist

man-booker-prizeBuongiorno Lettori e buon lunedì!
Oggi per voi un articolo un po’ diverso dal solito! Qualche giorno fa è stata pubblicata la shortlist ufficiale del Man Booker Prize. Ahimè solo due dei sei romanzi finalisti  sono attualmente editi in Italia, ma ovviamente in questo articolo tradurrò le trame mancanti e… chissà, magari riuscirò a leggere un paio di titoli prima del 13 ottobre, giorno in cui verrà annunciato il vincitore.
Il Man Booker Prize è un premio letterario davvero importante, che ogni anno nomina il miglior romanzo scritto in lingua inglese. La lista iniziale aveva ben tredici candidati. Titoli molto interessanti fra i quali certamente pescherò alcune delle mie prossime letture ^_^ ma non perdiamoci ulteriormente in chiacchiere e passiamo alla lista dei romanzi finalisti 🙂

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Vicina al reggae, eppure così distante dalla rivoluzione pacifista auspicata dalla religione rastafari, nel 1976 la Giamaica trabocca di proiettili, miseria, stupri, droga, mafia, servizi segreti e poliziotti corrotti. Il 3 dicembre, alla vigilia delle elezioni politiche, e a due soli giorni dal grande «concerto per la pacificazione», organizzato da Bob Marley («il Cantante») per attenuare le tensioni che dilaniano l’isola e la sua disperata capitale, sette uomini armati irrompono nella villa di Marley, e feriscono lui, la moglie, il manager e molte altre persone. È un episodio storicamente accertato, del quale pubblicamente si è detto pochissimo, mentre moltissimo è stato raccontato, sussurrato e cantato per le strade di West Kingston. Chi erano gli attentatori? Che fine hanno fatto? Chi li aveva mandati? Breve storia di sette omicidi – oltre a essere un romanzo che colpisce per lo stile complesso, vario e seducente – è il racconto, epico e polifonico di questa vicenda, e di questi uomini. Un ambizioso e compiuto ritratto del lato oscuro della Giamaica, e non solo, dagli anni Settanta agli anni Novanta. Un poema lungo vent’anni, nel quale si intrecciano i destini di decine di personaggi le cui vite sono state irrimediabilmente segnate dagli eventi del 1976: chi impegnato semplicemente a sopravvivere, chi a nascondersi, chi a prendersi tutto. E anche quando l’azione si sposterà principalmente negli Stati Uniti, il fantasma di quei giorni giamaicani continuerà ad aleggiare su ognuno di loro.

» Edito in Italia da Frassinelli (689 pg. – €24,50)


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“A Little Life” di Hanya Yanagihara è un romanzo immensamente potente e straziante sull’amore fraterno e i limiti della sopportazione umana. Quando quattro laureati provenienti da un piccolo college del Massachusetts si trasferiscono a New York alla ricerca del successo, sono distrutti, alla deriva, e sorretti dalla sola forza della loro amicizia e ambizione. C’è il gentile e affascinante Willem, un aspirante attore; JB, un arguto, talvolta crudele pittore nato a Brooklyn che cerca di farsi strada nel mondo dell’arte; Malcolm, un architetto frustrato che trova lavoro presso un importante studio; e infine il brillante ed enigmatico Jude, che rappresenta il loro centro di gravità. Nel corso dei decenni, le loro relazioni si incupiscono e offuscano, tingendosi di dipendenza, trionfi e orgoglio. Eppure, la loro più grande sfida, ognuno se ne rende conto, è Jude se stesso, ormai di mezza età, con una terribile inclinazione alla collera e ancora adesso distrutto dentro, la sua mente e il corpo segnati da un’infanzia indicibile, e ossessionato da ciò che egli teme sia un trauma che non potrà mai essere in grado di superare – ma che definirà la sua vita per sempre.

» Inedito in Italia


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“Era uno splendido pomeriggio tutto giallo e verde…” Sempre con queste parole Abby Whitshank inizia a raccontare di quel giorno, nel lontano luglio del 1959, in cui si innamorò di Red, sotto il grande portico di legno che occupa tutta la facciata della casa dove avrebbero cresciuto i loro quattro figli. La casa di famiglia, orgoglio del padre di Red, arrivato a Baltimora negli anni Venti per poi fare carriera come costruttore, ha visto avvicendarsi quattro generazioni di Whitshank e conserva tra le pareti l’eco delle loro storie. Perché ogni famiglia ha le sue storie, che la definiscono e che si tramandano sempre uguali, e i Whitshank sono – o sono convinti di essere – una famiglia speciale, di quelle che irradiano un’invidiabile sensazione di unità. Il loro è un legame indissolubile, fatto di tavolate domenicali, di vacanze tutti insieme da trent’anni nella stessa villa al mare, di piccole tradizioni introdotte da Abby per i bambini e trasmesse ai nipoti. Un legame fatto anche di segreti e mezze verità, di risentimenti stratificati per decenni, di invidie fraterne e aspettative disattese. Con quella capacità di raccontare i suoi personaggi mescolando affetto e ironia, profondità e delicatezza, Anne Tyler riesce in questo suo nuovo romanzo a renderci partecipi delle loro gioie e dei loro fallimenti, a farci ridere e commuovere, a restituire tutta la complessità emotiva della vita vera.

» Edito in Italia da Guanda (391 pg. – €18,50)


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Quando incontriamo per la prima volta U., il nostro narratore, sta aspettando nell’areoporto di Torino a causa di un ritardo. Vagando attraverso corridoi di curiosità sul suo computer portatile “inciampa” in una serie di nozioni sulla Sacra Sindone esposta a Torino – ed è colpito dalla misura in cui il nostro accesso alla verità è sempre mediato da una serie di veli o schermi, e di come qualsiasi mondo sia costruito su quelle verità intrinsecamente instabili. In qualità di “etnografo aziendale”, U. ha il compito di scrivere il “Great Report”, un documento che si prefigge di riassumere la nostra epoca. Eppure puntualmente egli si sente sopraffatto dall’onnipresenza dei dati, si perde in zone cuscinetto, vagando in una folla di apparizioni. Madison, la donna che sta vedendo, è sempre più sfuggente, proprio come i particolari riguardanti il recente caso della morte di un paracadutista da cui U. è ossessionato. Aggiungete a ciò la sua ossessione di lunga data per le navi cargo nel Sud Pacifico e la sua evoluzione, l’interesse inspiegabile per le perdite di petrolio. Mentre comincia a chiedersi se il Great Report rimarrà una massa plasmatica informe e melmosa, i suoi sensi vengono assaliti dal sogno di un apocalittico scenario.
In “Satin Island”, Tom McCarthy coglie – come solo lui sa fare – il modo in cui sperimentiamo il nostro mondo, i nostri sforzi per trovarne significato (o semplicemente per rimanere svegli) e distinguere i resoconti che noi pensiamo da ciò che la nostra vita realmente è.

» Inedito in Italia


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Narrato dal punto di vista del piccolo Benjamin di nove anni, il più giovane di quattro fratelli, “The Fishermen” è un indimenticabile racconto d’infanzia ambientato in Nigeria, nella piccola città di Akure, sullo schema della celebre storia di Caino e Abele. Quando il loro severo padre è costretto ad allontanarsi dalla città per lavoro, i fratelli approfittano della sua prolungata assenza per saltare la scuola e andare a pescare. Presso il vicino fiume, minaccioso e proibito, incontrano un pericoloso malato di mente del luogo che riesce a convincere il più grande dei ragazzi ad uccidere uno dei fratelli perchè scritto nel suo destino.
Quello che succede dopo è un evento quasi mitico il cui impatto, tanto tragico quanto catartico, trascenderà la vita e l’immaginazione dei suoi personaggi e dei suoi lettori.
“The Fishermen” non abbandona mai la città di Akune, ma la storia che racconta trascende i confini e ha un enorme fascino universale. Visto attraverso il prisma del destino di una famiglia, questo è un romanzo essenziale sull’Africa, con tutte le sue contraddizioni economiche, politiche e religiose e sull’epica bellezza della sua cultura.
Con questo coraggioso debutto, Chigozie Obioma si presenta come una delle più originali voci della letteratura Africana moderna, che riecheggia le magistrali narrazioni delle passate generazioni e gli dona valore e intenti contemporanei

» Inedito in Italia


Sunjeev Sahota-The Year Of The Runaways

“The Year of the Runaways” racconta i sogni audaci e le lotte quotidiane di un’improbabile famiglia messa insieme dalle circostanze. Tredici giovani vivono in una casa a Sheffield, ciascuno in viaggio dall’India alla disperata ricerca di una nuova vita. Tarlochan, ex conducente di risciò, non dirà nulla del suo passato nel Bihar; e Avtar ha un segreto che lo costringe a proteggere il confuso Randeep. Randeep, a sua volta, ha una moglie, che gli permette di avere il visto, in un appartamento dall’altra parte della città: una, donna devota, intelligente i cui armadi sono pieni di vestiti del marito, nel caso in cui gli addetti all’immigrazione la sorprendano con una chiamata.
A cavallo tra India e Inghilterra, e tra l’infanzia e oggi, il romanzo indimenticabile di Sunjeev Sahota è una storia di dignità di fronte alle avversità e del trionfo finale dello spirito umano.

» Inedito in Italia

Ho già qualche piccolo sentore su chi sarà il vincitore di quest’anno, ma preferisco non sbilanciarmi (non ancora, perlomeno)! Di certo non riuscirò a leggerli tutti entro la premiazione, ma mi riprometto di dedicarmi a questi sei titoli nel tempo e dirvi cosa ne penso 🙂

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