L’Angolo delle Recensioni: Odio l’amore, ma forse no (L. Ottelli)

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Buongiorno miei dolci Lettori!
Sono incredibilmente sorpresa dalla puntualità con cui sto scrivendo tutti gli articoli che mi sono prefissata in questi giorni *Santa Filofax prega per noi!!!* I miei buoni propositi da brava scribacchina virtuale stanno andando davvero bene e mi auguro di mantenere sempre questo ritmo!
L’articolo di oggi, come avrete intuito dal titolo, è dedicato al mio personale giudizio su Odio l’amore, ma forse no, romanzo nato nel mondo self dalla penna di Lidia Ottelli, autrice e blogger bresciana (qui il suo sito Il Rumore dei Libri).
Avendo conosciuto Lidia attraverso questo spettacolare mondo social libresco, ho acquistato e letto il romanzo praticamente a scatola chiusa… ma ahimè fra me e la protagonista è nato un reciproco rapporto di profonda antipatia e il romanzo non mi ha convinto. A voi la mia recensione 😉

Odio l’amore, ma forse no


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Samantha è una donna singolare: autonoma, indipendente, detesta le storie serie. Incontri fugaci e “basta che sia bello”. Alessia, la sua amica, la rimprovera spesso per questo. Le cose prendono una strana piega quando Alessandro, il fratello di Alessia, ricompare dall’Inghilterra. Lui e Helen, la sua fidanzata inglese, si sono lasciati. All’improvviso, quasi come fosse ossessionato da Samantha, Alessandro comincia a farle una corte spietata. Lei resiste per un po’, poi cede. Ma non può dire nulla all’amica. Un tempo, da piccoli, le aveva promesso che non si sarebbe mai messa con suo fratello. Pena la fine della loro amicizia…

Titolo: Odio l’amore, ma forse no
Autore: Lidia Ottelli
Prezzo: €2,99 solo ebook
Pagine: 252
Pubblicazione: 18 dicembre 2015
Editore: Newton Compton Editori

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È mai capitato anche a voi di iniziare un libro sperando di rimanere totalmente rapiti dalla sua storia e travolti dalle emozioni in essa racchiuse?
Con Odio l’amore, ma forse no, romanzo d’esordio dell’autrice (nonché collega blogger) Lidia Ottelli, è andata più o meno in questo modo: qualche sera fa ho acceso l’ereader, ho aperto il file del romanzo, i miei occhi hanno cominciato a scorrere da sinistra a destra attraverso le prime battute della storia… e ahimè quelle poche frasi sono riuscite a tacitare una schiera di neuroni esultanti che non speravano altro che di amare questo romanzo.

Non so se sia la pillola o il fatto che più s’invecchia più si diventa perverse, ma io adoro il sesso senza complicazioni.
«Continua, ci sono quasi».
Niente male questo Enrico, oppure è Luca o Roberto… mmm, sono una frana con i nomi.
Questa testa nera che si muove tra le mie cosce l’ho incontrata in palestra. Tutto muscoli e poco cervello, l’ideale per una notte.
No problemi.
No fidanzato.
No famiglia.
No matrimonio.
Sì scopatina mordi e fuggi.
«Vengo! Sì!».

Non è sempre facile dover ammettere che un romanzo non piace, soprattutto quando ci sono grandi aspettative, tanto dai lettori quando dallo stesso autore. Sarebbe stato mille volte più semplice unirmi al folto gruppo di donzelle che ha sommerso il romanzo di ottime recensioni, ma essere ipocrita non è da me, lo sapete. Sono una pecorella nera.

Sia chiaro, non sto dicendo che il romanzo è brutto, nè tantomeno che non dobbiate leggerlo se la trama vi intriga. È ben scritto, scorrevole e ci sono scene davvero simpatiche, ma appartiene a una tipologia di storie che decisamente non rientrano nelle mie personali preferenze…

Sarò all’antica, una vecchia zitella inacidita che non concepisce i modi delle ragazze moderne, ma queste protagoniste tutto sesso e poco cuore non fanno per me. Proviamo ad essere sinceri: davvero riuscireste a chiacchierare con una donna che reputa il resto del mondo un vibratore che respira e usa qualunque esemplare di genere maschile letteralmente come “tappa buchi” a convenienza, senza prenderla a sberle ogni due secondi?!
Io no, che volete farci…  *più tardi andrò in chiesa a farmi dare tonaca e velo nero, promesso!* 😉

Lasciami sognare e se sto dormendo, non svegliarmi perché voglio camminare con te a fianco, voglio sentirmi per sempre così. Anche se non ho la voce, dentro di me sto urlando, urlando di gioia, perché grazie a te, non sono più fragile. Perché mi stai insegnando una cosa nuova. Ad amare.
Quando ci stacchiamo, i suoi occhi sono immersi nei miei, ancora più belli e brillanti di un attimo prima.
«Questo bacio vale più di mille parole».
Annuisco e sorrido. Spero di essere stata chiara!

Sì, è vero. Samantha, la protagonista, compie in qualche modo un percorso di evoluzione lungo la storia. Partiamo da un modernissimo modello “Scrooge dal cuore di pietra”, passando per una versione rivisitata della “triste Karenina abbandonata dal suo grande amore”, per poi arrivare all’ultimo aggiornamento del server: “Principessa sul pisello con principe azzurro e castello luccicante” *e non osate ridere, già vi vedo a sghignazzare sul verde ortaggio con cui sua altezza si diletta*

Io lo giuro, croce sul cuore. Avevo tutta la buona volontà di impazzire per Odio l’amore, ma forse no e non potete immaginare quanto mi dispiaccia non poterne parlare bene. La domanda che sorge spontanea è «Perchè mai ho letto questo romanzo, se fa parte di un genere che non mi appartiene? Puro masochismo o atto di fiducia?». È molto semplice, perché speravo di sbagliarmi e di ricredermi…
A volte capita, a volte no. Questa volta no, ma non smetterò mai di tentare 😉

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