RECENSIONE IN ANTEPRIMA: La notte che ho dipinto il cielo (E. Laure)

Buongiorno miei dolci Lettori e buon lunedì!
Spero abbiate trascorso un weekend felice e, soprattutto, ricco d’amore (in qualsiasi forma lo vogliate intendere) ♥ Oggi inauguriamo la nostra settimana librosa con una recensione in anteprima davvero speciale. La De Agostini, che ringrazio infinitamente, mi ha inviato qualche settimana fa questo immenso meraviglioso romanzo, La notte che ho dipinto il cielo di Estelle Laure, e ahimè non ho potuto parlarvene fino ad oggi.
Ma ora, finalmente, il sipario si è alzato e non resta altro che mettere in scena le mie emozioni. Buona lettura 🙂

La notte che ho dipinto il cielo


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Per Lucille, diciassette anni e una passione per l’arte, l’amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo, Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n’è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrennie sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l’una dall’altra. Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l’amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un’altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì? L’unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi…

Titolo: La notte che ho dipinto il cielo
Autore: Estelle Laure
Prezzo: €14,90
Pagine: 315
Pubblicazione: 16 febbraio 2016
Editore: De Agostini

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Quando ho finito mi ritrovo davanti a un tornado di colori. Sono sicura al cento per cento che artisticamente sia una schifezza.
Ma so il significato di quel rosso, dell’arancione, del giallo. Sono io, sono io che brucio. E l’azzurro, il verde, il viola? Quello è Digby.

Amore è una parola complicata… molto rara e estremamente complessa.
Chi lo dice? Nella mia poca esperienza, oso farlo io. Sia chiaro, ho timbrato il cartellino del “cuore che batte” decisamente poche volte nella mia vita e non posso ritenermi ancora una veterana di questo genere di battaglie, ma credo che quel poco mi sia stato comunque sufficiente per iniziare a delineare un’idea personale di amore.

Sapete una cosa? Ho trovato un romanzo che racchiude tutto quello in cui credo e che ho vissuto, tutto ciò che sento vibrarmi dentro e riempirmi l’anima. Il suo titolo è La notte che ho dipinto il cielo e, se in questi anni avete imparato a fidarvi un po’ dei miei giudizi, dovete necessariamente correre alla prima occasione in libreria e recuperare questa piccola grande perla.

Era come se non ci vedesse, come se fossimo dei fantasmi. Ma ormai lei era solo un guscio vuoto. La mamma che conoscevo non c’era più, se n’era andata da un pezzo. Quindi, più che salutarla, abbiamo lasciato andare ciò che restava di qualcosa che era comunque un ricordo sbiadito.
Non ci ha mai telefonato.

Nessuno dovrebbe crescere così in fretta. C’è chi rimane bambino tutta la vita e chi invece è costretto a maturare in poco tempo, a farsi spazio nel mondo adulto quando ancora il suo involucro parla agli altri di gioventù, spensieratezza e ingenuità. Questa è la vita di Lucille Bennett, un susseguirsi di giornate in cui il vero adulto si è lasciato offuscare da una nebbia impenetrabile, mentre lei ha dovuto grattare via i colori dell’arcobaleno e tornare con i piedi per terra.

Ma per quanto la vita possa costringerti ad essere diverso, certe cose non cambiano mai. L‘amore, ad esempio, che impertinente spalanca la porta senza che gli venga accordato alcun permesso. E tu, impassibile, accogli quel soffice abbraccio come se avessi scritto a mano un invito formale. Perchè rimane e sarà sempre la forza più potente al mondo, quella che crea magia dove la realtà opprime e porta un sorriso dove le lacrime rigano le guance.

Queste sono tutte cose che mamma faceva senza che se ne accorgesse nessuno. Ora invece me ne accorgo. Me ne accorgo perché lei non c’è. Me ne accorgo perché lei non le fa. Vorrei stuzzicare Wren, capire come mai non mi chiede dov’è sua madre il primo giorno di scuola, perché non è qui.
Forse perché in fondo sa che prima o poi sarebbe successo, che tutto è iniziato la sera che è venuta da noi la polizia e che questa non è altro che la necessaria, inevitabile conclusione?
Certe volte le cose si sanno e basta.

Per Lucille ogni giorno è una lotta continua da quando il suo papà ha perso il lume della ragione e la sua mamma ha abbandonato lei e Wren. Ci sono le bollette da pagare, la scuola da frequentare, un vuoto immenso da colmare e un mare di occhi puntati addosso da eludere. Se mai qualcuno dovesse scoprire che lei e la piccola Wrenny vivono da sole, gli assistenti sociali potrebbero dividerle e questo Lucille non può accettarlo. Rimboccarsi le maniche è l’unico modo per andare avanti!

Lei e Wren, sole. Questa è la realtà… o forse non è davvero così! Perchè quando la vita toglie, in qualche modo ridà indietro e l’amore non fa eccezione. Amore come amicizia, come sostegno, come sorprese, inaspettate e disarmanti che prendono per mano queste due sorelle e a piccoli tasselli ne ricorstruiscono la vita. Degli angeli custodi dalle ali invisibili, forse più reali e vicini di quando Lucille possa mai immaginare.

Che senso ha vivere, se non sei disposto a lottare per ciò che di vero hai nel cuore, se non sei disposto a rischiare qualche ferita?

ThisRagingLight_hresNulla è facile, soprattutto a diciassette anni, quando l’adolescenza e i suoi drammi ti sembrano un muro insormontabile. Se poi devi farti carico di problemi ancora più grandi, allora sì che la parola “facile” si cancella dal tuo vocabolario. E se per amore ci fosse il rischio di perdere altro amore? Perchè magari ti sei innamorata di Digby, il fratello della tua migliore amica Eden, e non vuoi che questo interferisca con il vostro legame. Eden è l’unica persona di cui Lucille possa fidarsi, lei sa tutto, è sempre dalla sua parte, pronta ad aiutarla. La partita, però, non si è ancora chiusa e le carte in tavola possono cambiare da un momento all’altro.

Sì, miei cari. Dimenticate le storie semplici e lisce come l’olio quando inzierete a sfogliare questo meraviglioso romanzo d’esordio. Lasciate che le sue pagine vi entrino dentro, vi prendano per mano e vi mostrino ogni angolo, luminoso o oscuro che sia, di questa impresa titanica che ci piace chiamare vita. Estelle Laure ha conquistato il mio cuore dalla prima all’ultima emozione, mi ha ricordato quanto le difficoltà possano in qualche modo sorprenderci, ma soprattutto quanto ci si possa rivelare forti e determinate, anche a soli diciassette anni.

Non ripensavo alla mia adolescenza col sorriso sulle labbra da molto tempo… poi ho letto le parole di Estelle Laure e, nonostante qualche lacrima, mi sono guardata indietro e non ho visto solo il buio. Questo è un regalo che non potrò mai ripagare ♥

firma

3 Pensieri su &Idquo;RECENSIONE IN ANTEPRIMA: La notte che ho dipinto il cielo (E. Laure)

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