L’Angolo delle Recensioni: Il cuore buio (P. Varriale)

Buon pomeriggio Lettori!
Dopo avervi presentato le mie nuove compagne di avventura (qui), torniamo alla normale routine del blog con una recensione. Sapete che cerco di essere sempre obiettiva di fronte a un romanzo, che si riveli un capolavoro tanto quanto una delusione. In questo caso, ahimè, non posso che condividere con voi un parere negativo sul romanzo di apertura della nuova collana “Strade per crescere” della Edizioni Cento Autori, Il cuore buio di Pina Varriale, curatrice della collana stessa. Le premesse del romanzo erano più che buone, ma ahimè il risultato finale non si rivela all’altezza delle aspettative del lettore. Buona lettura 😉

Il cuore buio


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Dopo la morte del nonno, la diciassettenne Alice decide di restare a Montelupo da sola. Non ha nessuna intenzione di seguire la madre a Milano né di andare a stabilirsi dal padre che ormai vive con un’altra donna. Alice è una ragazza introversa, a scuola non ottiene risultati brillanti e se non fosse per l’aiuto del prof. Giorgio Tancredi, spesso si metterebbe a rischio di essere allontanata. Durante il suo solitario soggiorno, Alice conosce Roby, un ventenne che suona in un pub a Montelupo. Roby alza spesso il gomito, si comporta da ribelle ma esercita una forte fascino sulla ragazza. Alice pensa di esserne innamorata ma non è certa di essere ricambiata. Il prof. Tancredi, con cui la ragazza si confida, non approva quell’amicizia perché pensa che Roby abbia una cattiva influenza su di lei. Roby, infatti, trascina Alice in un grosso guaio. Alla fine la ragazza riuscirà ad uscirne fuori e sarà per lei il momento di seppellire alcuni mostri del suo passato e voltare pagina, guardando al futuro con occhi nuovi.

Titolo: Il cuore buio
Autore: Pina Varriale
Prezzo: €10,00 cartaceo
Pagine: 208
Pubblicazione: 14 aprile 2016
Editore: Cento Autori

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Stavolta non è l’incubo a farmi svegliare di soprassalto. È un’idea che si è infilata nei sogni e, sgusciando come un serpente, si è insinuata fino a quella parte della mente che non dorme mai.

La vita degli adolescenti è molto più che semplicemente “complicata”. Mettere i primi passi in un mondo che è brutale come mai ci si aspetterebbe sconvolge ognuno di noi, senza eccezioni. C’è chi è più fortunato e trova braccia forti, pronte a sostenerlo. C’è chi invece è costretto ad attraversare il ponte sospeso verso l’età adulta da solo, perdendo costantemente l’equilibrio col rischio di cadere nel vuoto.

Alice potrebbe tranquillamente appartenere alla prima categoria. Ha entrambi i genitori, anche se separati e con le loro vite da ricostruire, eppure sceglie di rimanere da sola nella casa del nonno, venuto a mancare da poco. Ha un anno scolastico da recuperare, la propria anima da mettere in piedi tassello dopo tassello e un passato particolare che, misteriosamente, non le lascia tregua.
Una volta sola, la giovane protagonista incontra Roby, un ragazzo complicato e poco raccomandabile che, in qualche modo, riesce a fare colpo su Alice, sconvolgendone la vita. La parola d’ordine è: guai in vista.

“Sono la tua ombra, non puoi più scappare”
Il biglietto è attaccato con un magnete alla porta del frigo. Ma stavolta c’è qualcosa di diverso. La scrittura è incerta, i tratti confusi. Faccio fatica a decifrare le lettere. In un angolo c’è l’impronta di un dito. Un pollice, credo. Un pollice sporco di sangue.

Le premesse per un romanzo profondo e ricco di introspezione c’erano davvero tutte. L’idea di un libro per ragazzi con tematiche importanti è sempre bella e interessante, peccato che che l’editore abbia scelto di rivolgere la storia a un pubblico di tenera età (su Amazon si riporta 1o anni come età di lettura consigliata) e questo inevitabilmente comporta delle conseguenze direi quasi tragiche per la riuscita del romanzo. Innanzi tutto perchè ritengo estremamente prematuro parlare di alcol, spacciatori e violenza ad un target così giovane o, almeno, non nei termini in cui la Varriale sceglie di farlo. Ma soprattutto perchè l’intero romanzo, una volta concluso, rimane solo un mix male articolato di tante e forse troppe tematiche poco approfondite e analizzate, trattate in maniera superficiale e a volte forzata tanto per fare trama.

La storia di Alice, a cavallo tra passato e presente, è segnata da un ventaglio di pesanti difficoltà che, se fossero state approfondite a dovere, avrebbero senza dubbio colpito anche il più piccolo lettore, spingendolo a riflettere su tanti dei mali che affliggono la nostra società. Gli incubi della protagonista e il mistero che li avvolge non sono di certo un’idea innovativa rispetto alla letteratura di questo genere, ma rimangono probabilmente l’unico punto di forza del romanzo: trattegiano, pagina dopo pagina, una linea di ricordi oscuri che difficilmente lasciano indifferente chi ne segue l’intreccio. Alla fine però, quando è il momento di dare ossigeno alle piccole fiammelle accese nella mente di Alice, ecco che l’autrice liquida in poche parole la questione, soffermandosi poco e niente sul cuore pulsante di un grande male come la violenza sui bambini.

Mi trovo quindi, ahimè, a non poter consigliare la lettura di questo romanzo, per quanto mi sarebbe davvero piaciuto farlo.

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3 Pensieri su &Idquo;L’Angolo delle Recensioni: Il cuore buio (P. Varriale)

  1. Non sempre e non tutto ciò che si legge può piacere, ma bisogna fare oltremodo attenzione a chi è diretta la lettura di un libro… I bimbi sono una tabula rasa su cui è necessario scrivere la cosa giusta, perchè loro è il futuro!!! Se le tematiche, che oggi o domani li vedranno coinvolti, vengono affrontate superficialmente non potremo pretendere da loro soluzioni profonde!!!

  2. Mi consenti un commento? Trovo che tutte le critiche debbano essere prese in considerazione poichè aiutano l’autore a comprendere i punti deboli del proprio lavoro. Considero che sia assolutamente normale che un testo non possa e non debba piacere a tutti, ma se ti scrivo è soltanto per correggere una inesattezza che sta facendo il giro del web: il testo è per young adult e non per i bambini! I lettori a cui si rivolge la collana sono gli adolescenti dai 15 anni in su. Ci saranno ancora molti altri testi (e questo romanzo non è neppure di apertura della collana, il primo romanzo è di Massimo Carlotto) e le tematiche trattate saranno sempre quelle pensate per i giovani dai 15 ai 20 anni. Grazie per l’attenzione e per il tempo che mi hai dedicato.

    • Mi fa più che piacere poter parlare direttamente con lei. I commenti, siano miei o di chiunque altro, se fatti con i modi giusti, sono sempre graditi.

      La cosiddetta “inesattezza” riguardo il target a cui il romanzo si rivolge è dovuta ad un errore che non dipende da chi recensisce il suo romanzo, ma da chi ne fornisce le informazioni. Se un qualunque lettore fosse andato su Amazon e avesse letto “Età di lettura: 10 anni” (che ora, come si vede dal sito, è stato aggiornato a 13 anni) e poi si fosse addentrato nelle pagine del suo romanzo, a mio modesto parere sarebbe rimasto sconcertato com’è capitato a me.
      Se poi mi dice che addirittura si parla della fascia adolescenziale, non so quanto questo deponga del tutto a suo favore. Perchè la pecca maggiore del romanzo è la mancanza di approfondimento, il fatto che le fila narrative della storia si chiudano in poche pagine, quando tematiche importanti come le violenze sui bambini, i rapporti con i genitori, le conoscenze discutibili e le conseguenze negative di tutto questo sui ragazzi meriterebbero molte più parole spese e non situazioni assurde come finte morti o chat poco profonde. Ma, ovviamente, questo rimane il mio personale parere.

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