Lucinda e i suoi pensieri: Jane Austen

Capita spesso di dedicarsi a certe letture piuttosto che ad altre e, nel farlo, quasi dimentichiamo che determinati romanzi sono alla base della letteratura odierna. Mi riferisco ai classici.

A partire da grandi nomi come Erodoto, Epicuro ed Apuleio (tanto per citare alcuni degli autori a noi più lontani sulla linea del tempo), fino ad arrivare a personaggi un po’ più recenti, come Victor Hugo o le autrici dell’Ottocento inglese, la grande Letteratura del passato ci ha fornito storie indimenticabili. Ed è proprio di una incredibile figura femminile inglese e dei suoi romanzi che voglio parlarvi. Sto parlando di Jane Austen.

received_10208300727827904Non che non li conoscessi, ho avuto una formazione umanistica, a scuola ho studiato Inglese e Francese, con relativa letteratura; quindi ho avuto modo di studiare questa scrittrice, ma (come spesso succede a scuola) avevo letto solo alcuni brani tratti dai suoi romanzi. Ma da qui a leggere degli interi romanzi ce ne corre!
Così, a distanza di tanti anni (mi sono diplomata nel lontano 1994) , ho deciso di colmare questa lacuna. Risultato: me ne sono innamorata! Anche se non nego di averne trovato uno, tra i sei letti finora, un po’ più ostico: sto parlando di Orgoglio e pregiudizio.
Ma non voglio soffermarmi su questo romanzo in particolare, che forse – tra tutti – è il più conosciuto: quello vorrei  consigliarvi è la lettura di questa autrice.
Giusto per dare un senso di completezza a quanto sto scrivendo, si potrebbe iniziare a dire quali siano i romanzi di Jane Austen, posto che – come è stato già detto – sono sei:

 Ragione e sentimento (1811)
Orgoglio e pregiudizio (1813)
Mansfield Park (1814)
Emma (1815)
L’abbazia di Northanger (1818 – postumo)
Persuasione (1818 – postumo)

È stato seguendo le date di pubblicazione che ho sistemato i romanzi in libreria, piuttosto che (come avevo fatto all’inizio) seguendo l’ordine di acquisto. In ciascuno di quelli che ho letto finora (mi manca solo L’abbazia di Northanger), la Austen, usando uno stile molto descrittivo, sa fornire molta emozione. Trovo che siano molto belle le descrizioni naturalistiche che, se da un punto di vista possono sembrare talvolta lugubri, in realtà denotano lo stato d’animo del tempo. Non dimentichiamoci, infatti, che siamo in pieno Romanticismo, un periodo in cui, dopo molto oscurantismo, i sentimenti hanno la meglio sull’animo umano e trionfano nella letteratura dell’epoca. È probabile che per capire queste lunghe descrizioni occorra essere predisposti, ed avere un animo romantico, questo non so dirlo; resta il fatto, comunque che zia Jane non delude i lettori; anzi, li rende parte della storia che narra.

Nessun incanto è pari
alla tenerezza del cuore
(Emma – Jane Austen)