Parole in musica #5 – “Il profumo” dell’Inferno

Bentrovati cari Lettori!
Questa settimana vi parlo di un romanzo che a tratti può sembrare – anzi è – macabro e pungente, a tratti inverosimile, ma vi invito a leggerlo considerandolo come un’opera d’arte a sé. L’argomento non è piacevole, ma lo stile, la costruzione della trama e l’idea di fondo lo sono.

Il profumo di Patrick Suskind, tra mito e storia,  ci racconta la vita di Jean-Baptiste Grenouille: geniale e scellerato personaggio del Diciottesimo secolo. Nato da una madre deprecabile che lo abbandona sotto un banco del pesce, dove ha partorito di nascosto, il piccolo viene affidato ad una balia che lo ripudierà, a causa della sua enorme voracità e della totale mancanza di odore, entrambi segni, secondo la donna, di possessione demoniaca.

Ciò che aveva sempre agognato, e cioè che gli uomini lo amassero, nel momento del suo successo gli era intollerabile, perché lui stesso non li amava, li odiava. E d’un tratto seppe che non avrebbe mai tratto soddisfazione dell’amore, bensì sempre e soltanto dall’odio, dall’odiare e dall’essere odiato.

In contrasto con la mancanza di odore, il piccolo ha la straordinaria capacità di cogliere ogni più piccola sfumatura di fetore o fragranza del mondo e in poco tempo si costruirà una mappa mentale della città attraverso l’olfatto.

Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c’è modo di opporvisi.

Si accorge, preso come aiutante in una profumeria di Parigi, di non possedere un odore e per questo non essere mai esistito. Sempre più ossessionato dalla creazione del profumo ideale, cioè quello che può far innamorare gli uomini e quindi gestirne la volontà, si spinge a compiere azioni estreme.

Centinaia di migliaia di odori sembravano non valere più nulla di fronte a quest’unico odore. Questo solo era il principio superiore secondo il quale si dovevano classificare gli altri profumi. Era pura bellezza.

L’abbinamento ideale con Il profumo è la fantastica Highway to Hell degli AC/DC. Un testo forte e profondo, dai toni aspri come il romanzo di Suskind.

 

♫♪♫ Sono sull’autostrada per l’inferno
Non ci sono segnali di stop
O limiti di velocità
Nessuno riuscirà a farmi rallentare
Lo farò girare come una ruota
Nessuno mi rovinerà i piani

Sono sull’autostrada per l’inferno
Non fermarmi
E sto andando giù, per tutta la strada
Sono sull’autostrada per l’inferno ♫♪♫

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Se avete voglia di emozioni forti e di confrontarvi con queste due opere d’arte, vi consiglio di farlo senza pregiudizi riguardo i temi borderline. Buon divertimento!

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2 Pensieri su &Idquo;Parole in musica #5 – “Il profumo” dell’Inferno

  1. Ho letto da ragazzina il romanzo e ne rimasi un po’ sconvolta, ma affascinata poi, per l’acume dell’olfatto sviluppato da Grenouille, tanto da farlo arrivare lontano. E’ un romanzo che non lascia indifferenti. Mi piace molto l’accostamento musicale che hai proposto.

    • Ciao Lucinda, grazie. Hai ragione è sconvolgente, ma ti lascia qualcosa che va al di là della storia. Puoi “annusare” tutte le parole scelte con genialità e grande potere comunicativo.

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