Parole in musica #8 – Angelica, Tommaso, Bruce… una rinascita tra buio e luce

Bentrovati cari lettori!
Oggi vi parlo di un romanzo molto interessante di un’autrice italiana: Non aspettare la notte di Valentina d’Urbano.

L’autrice ci regala una storia che sembra all’inizio infelice, ma in realtà lo è solo in parte. Ci racconta di due ragazzi colpiti dalla sventura in tenera età. Tommaso, affetto da una malattia che lo porterà alla cecità e Angelica che da bambina è stata vittima di un grave incidente nel quale ha perso la madre.

Da sette anni, alle tre del mattino, Angelica si svegliava. Non importava dove fosse, non importava a che ora fosse andata a letto o a che ora avrebbe dovuto svegliarsi il giorno dopo. Alle tre in punto il suo orologio interno la obbligava ad aprire gli occhi. E Angelica li apriva, con la sensazione di soffocare e cadere insieme. Dopo, per un po’ non riusciva a addormentarsi.

Angelica è chiusa in se stessa, si copre con vestiti lunghi e un cappello a tesa larga per non far vedere le cicatrici che hanno deturpato il suo corpo. Tommaso se ne innamora e la contagia con la sua allegria… non voglio dire altro.

Il problema era che certe volte di punto in bianco diventava completamente cieco, e gli occhiali non servivano a nulla. Inforcò le lenti, attento a non ficcarsi le stanghette negli occhi, e sbattè le palpebre un paio di volte.
Adesso al posto del nero c’erano delle ombre vaghe, avevano la forma dei mobili della sua stanza. Ma mancavano i particolari e non c’erano colori.

Questa storia può essere vista come una metafora della vita, dove capitano avvenimenti traumatizzanti, ci si chiude, non si vuole più comunicare col mondo… ma poi succede qualcosa, si incontra qualcuno e si comincia a rinascere.

Per questo ho pensato che l’abbinamento ideale sia con The Rising di Bruce Springsteen

♫♪♫ Non riesco a vedere niente davanti a me
Non riesco a vedere niente arrivare da dietro
Mi faccio strada attraverso questa oscurità
Non sento niente, a parte questa catena che mi tiene
Ho perso il conto di quanto sono andato lontano
Quanto sono andato lontano, quando sono salito in alto
Sulla mia schiena una pietra da sessanta libbre
Sulla mia spalla una corda di mezzo miglio

Vieni su per la rinascita
Vieni su, metti le tue mani nelle mie
Vieni su per la rinascita
Vieni su per la rinascita stasera

Sono uscito di casa stamattina
Il suono degli allarmi riempiva l’aria
Portavo la croce della mia chiamata
Su scale di fuoco sono arrivato quaggiù barcollando ♫♪♫ 

Non vorremmo mai vivere momenti tristi e devastanti, ma senza il buio non capiremmo la luce. Sembra banale, ma è così.

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