L’Angolo delle Recensioni: L’universo nei tuoi occhi (J. Niven)

Buongiorno miei dolci Lettori!
Oggi parliamo di un romanzo abbastanza chiacchierato online sin dalla sua pubblicazione in lingua originale: L’universo nei tuoi occhi di Jennifer Niven. Già conosciuta al pubblico per All the bright places (tradotto in italiano come Raccontami di un giorno perfetto), la Niven sceglie ancora una volta di addentrarsi in un oscuro angolo dell’esistenza umana, il bullismo.
Quando ho la possibilità di leggere romanzi su questo tema cerco sempre di farlo. È troppo importante capirne sempre di più, anche se solo da un libro di narrativa. Vi lascio ai miei pensieri in merito, buona lettura ❤

L’universo nei tuoi occhi


Affascinante. Divertente. Distaccato. Ecco le tre parole d’ordine di Jack Masselin, diciassette anni e un segreto ben custodito: Jack non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi genitori, o quello dei suoi fratelli. Per questo si è dovuto impegnare molto per diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni nell’impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. E finora è riuscito a cavarsela. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell’universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per poter essere accettata dai suoi compagni di scuola. Un giorno, per non sfigurare davanti agli amici, Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due caratteri più diversi dei loro. Eppure… più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.
Dopo il clamoroso successo di Raccontami di un giorno perfetto, Jennifer Niven torna con un nuovo, straordinario romanzo che parla del potere salvifico dell’amore e del momento magico in cui incontriamo qualcuno capace di vederci – e di accettarci – per come siamo: imperfetti, fragili, veri.

Titolo: Il fabbricante di giocattoli
Autore: Jennifer Niven
Prezzo: €6,99 ebook – €14,90 cartaceo
Pagine: 416
Pubblicazione: 21 marzo 2017
Editore: DEA

la-mia-recensione

A chiunque leggerà questo libro:
Tu non sei un mostro.
Sei desiderato.
Sei indispensabile.
Sei unico e irripetibile.
Non aver paura di uscire dal castello.
Il mondo è un posto meraviglioso.

Diversità.
Una parola che divide dal resto del mondo. Una di quelle che fa paura. C’è chi maschera la propria diversità, chi la zittisce per adeguarsi agli altri. Come Jack. C’è, invece, chi questo proprio non può farlo. Come Libby.

Jack Masselin senza ombra di dubbio è uno dei ragazzi più popolari della scuola, ma dietro il suo sguardo deciso e forte si nasconde un grande mistero che nessuno conosce, neppure la sua famiglia: è affetto da prosopagnosia, non riconosce i volti delle persone. Chiunque si trovi a passargli davanti è un perfetto sconosciuto, sempre.
Libby Strout è la nuova arrivata. Non ha messo piede in una scuola pubblica per anni. O meglio, non ha messo il naso fuori di casa per molto, moltissimo tempo. Non perché fosse costretta da qualche insensato genitore a restare imprigionata fra quattro mura. Lei si era imprigionata nel suo stesso corpo, tanto da non potersi più muovere per il troppo peso, tanto da finire in tv come fenomeno da baraccone mentre una gru la tirava fuori da un buco nel tetto.

Probabilmente le vite di questi due giovani non si sarebbero mai incrociate. Cosa potrebbero mai avere in comune la sfigata e il bello, la grassona e l’atletico? In verità sono queste sciocche e vuote definizioni ad unirli, quel velo di cattiveria che spesso tocca le labbra degli adolescenti e li trasforma in bulli senza cuore. Una scommessa, una “cavalcata in groppa alla cicciona di turno” ed ecco che i due ragazzi si ritrovano faccia a faccia. Se la reciproca diffidenza si trasformerà in una dolce conoscenza lo lascio scoprire a voi lettori.

E a tutte le altre dico: siete desiderate e desiderabili. Grasse e magre, alte e basse, carine o bruttine, estroverse o timide. Non permettete a nessuno di sostenere il contrario. Nemmeno a voi stesse. Soprattutto a voi stesse.

La narrazione con il doppio punto di vista permette al lettore di esplorare a pieno le vite dei protagonisti, addentrandosi nei loro segreti, in quei desideri mai espressi, nei meravigliosi sogni che vorrebbero realizzare. Ho preferito sicuramente la voce di Jack, più vera e in linea con il suo personaggio, a quella di Libby, a tratti troppo sopra le righe pur di passare a tutti i costi un messaggio che, per quanto mi riguarda, non necessitava di ulteriori sottolineature. Spesso, quando si scrive un romanzo con la volontà di lasciare una determinata traccia nel cuore del lettore, si tende ad esagerare: le carezze più belle sono quelle che arrivano fra una pagina e l’altra senza neppure accorgersi che ci siano.

Quella scritta da Jennifer Niven è una storia a tratti difficile da digerire perché profuma di speranza, ma anche di irrealtà. Da ragazza che non troppi anni fa passeggiava ogni mattina fra i corridoi del liceo, trovo alquanto difficile (forse per esperienza personale) pensare che i ragazzini sappiano andare oltre l’aspetto esteriore e riescano a cogliere la profondità dell’animo umano. Forse vorrebbero, ma a diciassette anni è nettamente più facile unirsi alla massa, stare dalla parte dei “forti” e ridere di chi non ha altrettanti amici o “non è abbastanza” per entrare nel loro giro.
Romanzi come L’universo nei tuoi occhi dovrebbero essere letti da qualunque studente (e non solo) perché mostrano ciò che tutti noi indistintamente siamo: DIVERSI. Ognuno ha qualcosa che lo rende speciale, che lo distingue dall’altro. Spesso tendiamo a vederla come una debolezza, ma questo è il più grande torto che potremmo mai farci. Se solo imparassimo ad apprezzarci davvero, riusciremmo certamente a vivere meglio, con noi stessi e con gli altri. Sorridiamo per noi, tutto il resto verrà da sè 😉

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