L’Angolo delle Recensioni: L’Accademia di Anjur – Il numero Trentuno (F. Petroni)

Buongiorno Lettori del mio cuore!
Come sopravvivete a questo caldo infernale? Io a fatica, ma non demordo mai ❤ Torno sul blog dopo una lunga (e spero definitivamente archiviata) assenza per raccontarvi la mia ultima lettura: L’Accademia di Anjur – Il numero Trentuno di Federica Petroni. Portato in libreria dal super team de La Corte Editore, questo romanzo ci trasporta in un mondo lontano, saturo di magia e intrighi, dove la strada verso la pace è più incerta che mai.

L’Accademia di Anjur
Il numero Trentuno


L’Accademia di Anjur, la più grande e antica istituzione dello Stato, è arrivata a fare le selezioni nel piccolo paese dove vive Shani. Entrare in Accademia è un sogno di molti, ma solo pochi eletti possono accedervi. Inizialmente esclusa, Shani riuscirà invece a conquistare il suo posto nell’Accademia dopo aver scoperto, a sorpresa, di avere il Dono e poter controllare l’Archean. Shani lascerà così il suo paesino per entrare nell’Accademia e iniziare l’avventura più grande della sua vita. Ma all’Accademia le regole sono ferree e i pericoli sono tanti e Shani, che rischia di essere espulsa, verrà coinvolta in un complotto che rischia di portare alla guerra civile.
Di chi potrà fidarsi? Ma soprattutto, riuscirà proprio lei, così derisa da tutti, a fermare la guerra prima che inizi e a riguadagnarsi il suo posto all’Accademia per l’anno successivo?

Titolo: L’Accademia di Anjur – Il numero Trentuno
Autore: Federica Petroni
Prezzo: €5,99 ebook – €16,90 cartaceo
Pagine: 397
Pubblicazione: 15 giugno 2017
Editore: La Corte Editore

la-mia-recensione

Quante volte ci viene detto che non siamo abbastanza o all’altezza? Quante altre ci ritroviamo i bastoni fra le ruote e la strada sbarrata da chi non vuole il nostro successo? E se cadiamo, se ci fermiamo, siamo abbastanza forti da rialzarci più consapevoli e determinati di prima?
Sono queste le domande che L’Accademia di Anjur – Il numero Trentuno ha fatto scaturire nella mia mente. Martellanti e incisive, mi accompagnavano pagina dopo pagina, mentre la giovane Shani cambiava a piccoli passi le sorti del suo regno.

«Allora? Che volevano?» le chiese?
Shani passò lo sguardo sulla sua mano e poi sul suo viso. Improvvisamente non aveva più fame.
«Shani che ti prende?» domandò Valentia, avvicinandosi e posandole una mano sul braccio.
«Mi… mi hanno presa» rispose in un sussurro.
«Cosa? Non ho capito.»
Shani balbettò qualcos’altro prima di riuscire a mettere insieme la frase completa.
«Sono stata ammessa all’Accademia» buttò fuori a mezza voce.

Shaniara Teville viene da Fainort, un piccolo villaggio nella remota provincia di Falund, eppure è grande il destino che porta sulle spalle. Lo capiamo dal primo momento, quando stupisce la commissione dell’Accademia con il suo inaspettato Dono. La “montanara” che alle prime prove aveva fatto un disastro dopo l’altro, la ragazza da cui nessuno si sarebbe aspettato nulla, proprio lei porta un così raro gioiello nel cuore: la capacità di manipolare l’Archean. Sarà questo Dono a farla accedere di diritto all’Accademia di Anjour, la scuola (per archenomisti e non solo) fondata per chiunque aspiri ad un grande futuro.

Per Shani non sarà un’esperienza facile, così lontana dalla sua famiglia quando tante forze avverse si scagliano contro di lei (siano esse il gruppo di ricchi bulletti senza scrupoli o i più oscuri intrighi di potere che il Regno abbia mai visto). Le prove da affrontare avranno un grnde peso per la giovane Archenomista, ma essere forti d’animo vuol dire non lasciarsi spezzare dalle intemperie. E se hai alle spalle amici che ti sostengono da vicino, fin quasi a rischiare la vita, allora tutte le carte per vincere sono nelle tue mani.

Il vento prese a soffiare con meno intensità e il mantello la strattonò con meno forza. Guardò in basso, sulla superficie dell’acqua a pochi metri sotto di loro. Immobile.
Un fiotto caldo le scivolò dal naso, scorrendo sulle labbra e sul collo. Poi le dita che la tenevano si allentarono, mentre la sua mente perdeva lucidità e precipitarono nell’acqua che si chiuse su di loro in un abbraccio gelido e scuro.

Suspance, colpi di scena, inaspettati incontri e sentimenti importanti: la storia di Shani regala al lettore un’avventura dal multiforme aspetto, adatta a chi cerca legami sinceri di affetto, respiri e battiti mancati, sguardi intensi e corse contro il tempo.

Ho apprezzato molto questo primo libro di Federica Petroni, dallo stile forse ancora un pelo acerbo, ma che di pagina in pagina respira e acquisisce maggiore scioltezza e magnetismo. Il cast di personaggi è senza dubbio il punto di forza del romanzo, perché dona alla protagonista, di conseguenza alla storia intera, un ampio spettro d’azione. Amicizia, avventura e un pizzico di romanticismo danzano nel teatro della guerra, dove giochi politici, sotterfugi e tradimenti si intrecciano lontano dal sole.

Il finale non lascia dubbio sul potenziale che la storia di Shani possa avere nei prossimi capitoli della saga. A noi lettori non resta che aspettare con occhi curiosi e dita incrociate.

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