SEGNALAZIONE: “I Giardini dell’Altrove” finalmente in eBook (+Intervista)

Bentornati miei cari Lettori!
Oggi vi porto una segnalazione che mi sta molto a cuore. Parliamo del primo romanzo di Loredana La Puma per l’editore pugliese Les Flaneurs, I Giardini dell’Altrove, e in questo momento non potrei sentirmi più “a casa” di così. Conosco Loredana da oltre un anno e ho avuto il piacere di affiancarla nella presentazione ufficiale del romanzo presso la sua libreria Il Paiolo Magico.
Ho amato profondamente I Giardini dell’Altrove in ogni sua pagina, nel suo raccontare e emozionare senza essere mai sfrontato o sopra le righe… motivo per cui sono felicissima di dirvi che potete finalmente trovarlo in formato eBook sulle principali piattaforme online ❤

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Due settimane a Natale. Sara Brera, ventitreenne che ha lasciato la famiglia per cercare la propria strada, si licenzia dall’ultimo di una lunga lista di lavoretti precari e indegni delle sue reali aspirazioni. Sull’orlo della disperazione e con gli ultimi spiccioli in tasca, si ritrova casualmente davanti a una vetrina polverosa: è L’Antro di Leo, libreria dall’aria antiquata che sembra quasi materializzarsi lì per lei. La ragazza si fa coraggio e chiede un lavoro al proprietario Ismaele, uno strambo vecchietto che la accoglie e la accetta in prova fino alla vigilia; con sommo disappunto dell’altro commesso, lo scontroso Gabriel. La ragazza sente finalmente di aver trovato il suo posto, ma da quel momento in poi iniziano a susseguirsi una serie di avvenimenti inspiegabili di cui l’Antro sembra essere il fulcro: l’invalicabile porta della cantina, quello scampanellio che sembra fermare il tempo e infine l’incontro con il piccolo Marco e la sua storia inquietante. Cos’è accaduto nelle ultime ore? Cosa nascondono i due librai? Sara sta per scoprire una realtà più grande di lei che la precipita nel bel mezzo di un’indagine investigativa a tinte sovrannaturali. E sta per compiere una scelta: sarà in grado di rinunciare ai suoi sogni in nome di un bene superiore?

Prezzo: €22,00 cartaceo – €4,99 eBook
Pagine: 464
Pubblicazione: 26 giugno 2017
Editore: Les Flaneurs Edizioni


Vi lascio anche un paio delle domande fatte in fase di presentazione, sono certa che stuzzicheranno la vostra curiosità 😉

Uno degli aspetti più particolari del romanzo è il suo vasto cast di  personaggi. Qual è quello che ti ha stimolata di più a livello di scrittura e fantasia?
Loredana: Un personaggio che mi è piaciuto tantissimo scrivere è certamente Ismaele, questo libraio un po’ misterioso e dal carattere non sempre facile, con la sua brutta abitudine di non raccontare sempre le cose davvero come stanno, ma dando solo mezze verità. Fra lui e la protagonista non ci sarà un costante rapporto idilliaco. A livello di fantasia mi ha stimolato moltissimo, nel suo essere un tipico “personaggio da fiaba” (sa tutto, esperto in tutto, con un negozio alle spalle da tanto tempo, ammantato da un’aura di mistero, perfetto come mentore) che lascia poi a lettura conclusa ancora qualche segreto da svelare… 😉

Per chi ti conosce già come autrice, una delle prime cose che salta all’occhio è la differenza di genere fra questo romanzo e i tuoi precedenti lavori. Sei passata dall’Urban Fantasy al Mistery (aggiungendo quel pizzico di magia che per te non deve mai mancare). Come mai questo cambiamento?
Loredana: I gialli mi hanno sempre affascinato, non solo a livello letterario, ma specialmente dal punto di vista cinematografico e televisivo. Mi piaceva l’idea di cominciare qualcosa che riprendesse questo elemento. Come tutte le storie che mi capita di scrivere è venuta un po’ da sé: ho avuto un’idea, ho cominciato a buttarla giù e a quel punto si è scatenata una voglia incredibile di proseguire, quasi si stesse scrivendo da sola. Un grande aiuto me lo ha dato aprire la mia libreria Il Paiolo Magico, che con L’Antro di Leo ha un fattore fondamentale in comune: sono luoghi unici che hanno una vita propria, data dalle persone che la frequentano.

Quanto c’è di Loredana in questo romanzo?
Loredana: Chi mi conosce lo sa, io detesto i romanzi programmati a tavolino dove l’autore prende una penna in mano solo per scrivere di un determinato tema X qualsiasi. Della serie “Devo far passare questo messaggio importantissimo!”, stop. A livello artistico trovo queste opere un po’ fasulle e artificiose. Quando un opera è spontanea, tutto quello in cui l’autore crede e ha vissuto inevitabilmente finisce fra le sue pagine.
Man mano che scrivevo I Giardini dell’Altrove, mi sono resa conto che una delle tematiche più ricorrenti era il rapporto genitori-figli. È diventato un filo conduttore di tutta la storia senza che me ne rendessi conto. Tanto i protagonisti quanto i personaggi secondari hanno qualcosa da raccontare sui loro legami familiari: questo rispecchia ovviamente quanto l’argomento mi stia a cuore ❤

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Mi raccomando, non lasciatevi sfuggire l’occasione di leggere questa storia… non ve ne pentirete 😀

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Blog Tour “Far West” di Sonia Morganti – APPROFONDIMENTO: i treni a vapore

Buongiorno miei cari Lettori!
Diamo il via alla settimana con la quinta tappa del blog tour dedicato a Far West, il nuovo romanzo di Sonia Morganti per la Leone Editore 🙂 Ringrazio di cuore la Casa Editrice per avermi convolta in questa bellissima iniziativa in compagnia di colleghe “scribacchine” che personalmente adoro (troverete alla fine dell’articolo tutti i link alle altre tappe e ai blog partecipanti) ❤

Il secondo romanzo della Morganti sceglie di guardare al futuro, dove la Terra e i suoi abitanti stanno soccombendo a una crisi energetica senza precedenti. Nella tappa di oggi daremo uno sguardo a un particolare davvero interessante che incontrerete nel corso della storia: i treni a vapore. Buona lettura 😉

Far West


2060. Dennis, un nativo americano che ha lasciato la riserva per studiare in una delle più prestigiose università del paese, sta per laurearsi in ingegneria. Ma mentre si trova alla festa di laurea del suo migliore amico Frederick, viene sorpreso da una notizia sconcertante: si è esaurito il petrolio a livello mondiale, e nessuno dei paesi civilizzati è preparato a fronteggiare l’emergenza. Dennis, prevedendo lo scatenarsi del panico, decide di tornare dalla sua famiglia nella riserva, per affrontare così le conseguenze della crisi energetica, che rendono presto le città sempre più invivibili. Maniaci assetati di potere, intrighi politici e separatisti pronti a tutto sono solo alcuni dei pericoli di questo nuovo mondo, un far west in cui la legge del più forte sembra poter soffocare persino quella, eterna, dell’amore.

Titolo: Far West
Autore: Sonia Morganti
Prezzo: €12,90 cartaceo
Pagine: 296
Pubblicazione: 19 ottobre 2017
Editore: Leone Editore

 

Come in un film, treni a vapore solcano tutt’oggi le grandi pianure e i deserti aridi nel cuore degli Stati Uniti. Solo che sono riservate ai turisti, alle famiglie in gita e ai curiosi giunti da molto lontano, come me… La ferrovia Durango-Silverton sembra uscita da un film: la stazione è in puro stile far west, il treno attraversa, sbuffando, scenari spettacolari. Non a caso questa linea ferroviaria appare spesso sul grande schermo. Nel 1882 serviva a trasportare minerali e minatori, oggi trasporta i turisti che possono permettersi questa escursione costosa ma molto affascinante – va da sé, io mi sono limitata a godere della vista di quella stupenda macchina dall’esterno – nel romanzo, invece, recupera la sua funzione originaria su idea di Dennis: trasportare materiali e soccorritori in maniera più rapida e su più grandi distanze. Lo dice lui stesso, approssimandosi a quel luogo straniante, nel quale ripone però immense speranze.

Durango era stata una cittadina ricca, graziosa e ridente; le descrizioni su siti e locandine ne elogiavano la «vocazione turistica». Nessuno l’avrebbe detto oggi percorrendo la lunga strada d’ingresso con l’asfalto divelto dalle piante e scavato dal ghiaccio e dalle piogge, tra case con i tetti sfondati e le finestre inesistenti. Ma la loro destinazione, l’obiettivo di quel viaggio, era chiara: la ferrovia storica che caratterizzava Durango era stata vista in funzione da vari testimoni, segno della presenza di una comunità organizzata. In cuor suo Dennis sperava di poter avere l’aiuto della popolazione per raggiungere luoghi più distanti, con cui commerciare per velocizzare soccorsi e ricostruzione.

Storicamente, infatti, il treno ha sempre segnato una linea di demarcazione tra un prima e un dopo, un passato e un futuro, grazie alla sua rapidità e alla sua efficienza.
Per chi ama questo mezzo di trasporto, la locomotiva a vapore è una vera gioia per gli occhi. Negli Stati Uniti ci sono parecchie linee servite da treni storici di questo tipo, che viaggiano su tratte dalla bellezza mozzafiato, ricche di suggestioni storiche e cinematografiche.
Nemmeno i superstiti della Grande Crisi, nel romanzo, sono immuni dal fascino della locomotiva.

Senza smontare da cavallo, Micheal si avvicinò alla locomotiva con gli occhi brillanti e golosi di un bambino. «Spettacolare!» scandì, bussando sul corpo di metallo luci- do di quella bestia dormiente. La accarezzò con la deferenza e l’ammirazione che si devono a un cavallo di razza. «Pensate che, quando ero piccolo, ci ho fatto anche un giro!»
«Schiacciato tra i turisti, immagino!»
«Già!» rise. «Sembra incredibile che ora questo treno sia in uso veramente.»

Il lettore è un gran sognatore | Once Upon A Time A Book |
Diario di un sogno | Il mondo di sopra
Il Bianco e il Nero. Emozioni di una musa | Rosypuntoevirgola

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L’Angolo delle Recensioni: La ladra di neve (D. Paige)

Ben ritrovati miei cari Lettori!
Abbiamo vissuto insieme un brutto periodo in cui non pubblicavo per settimane, mentre adesso riesco a scrivervi anche due volte al giorno… non potete neanche lontanamente immaginare quanto questo mi riempia il cuore di gioia! Ritorno sul blog per parlarvi di un romanzo uscito ieri per la DeA Planeta Libri, La ladra di neve di Danielle Paige.
Già famosa a livello internazionale per la sua serie Dorothy Must Die, affascinante retelling del celeberrimo romanzo Il mago di Oz di Baum, l’autrice americana sbarca in Italia con una nuova fiaba rivisitata, tingendola di romanticismo e crescita personale. Vi lascio alla recensione ❤

La ladra di neve


Snow vive nell’istituto psichiatrico di massima sicurezza di Whittaker da quando è solo una bambina. Ora ha sedici anni e un’unica certezza: lei non è pazza. È prigioniera. Lo sente nel suo cuore, nei suoi sogni, e ne è più che sicura quando guarda negli occhi Bale, il miglior compagno di sventure che le potesse capitare. Nel momento in cui Snow lo bacia, però, accade qualcosa di terribile: Bale cade in stato catatonico e scompare all’interno di uno specchio stregato. Senza di lui Snow non ha più certezze, né motivi per restare. Aiutata da un’amica, fugge dalla sua prigione. Più veloce che può, più lontano che può, oltre i cancelli dell’ospedale. Qui incontra Jagger, un ragazzo misterioso che promette di aiutarla a salvare Bale. Snow accetta di seguirlo e in quell’istante il mondo attorno a lei cambia. Sotto i suoi piedi il terreno si trasforma in ghiaccio, e tutto diventa neve e magia. Jagger l’ha portata ad Algid, un regno incantato sul cui trono siede un tiranno sanguinario. Così, in un mondo condannato a un eterno inverno, Snow si troverà a combattere per l’amore e la giustizia. Diventerà ladra, strega e spia, disposta a tutto pur di trovare una risposta alla domanda che più la spaventa: chi è lei davvero?

Titolo: La ladra di neve
Autore: Danielle Paige
Prezzo: €6,99 ebook – €14,90 cartaceo
Pagine: 437
Pubblicazione: 17 ottobre 2017
Editore: DeA Planeta Libri

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“A volte i primi baci risvegliano le principesse addormentate, annullano incantesimi e introducono il lieto fine. Il mio spezzò Bale”

È difficile vivere come Snow. Se da bambina voleva a tutti i costi attraversare la “porta magica” nascosta in uno specchio, adesso è rinchiusa in un istituto psichiatrico proprio a causa di questo episodio. È difficile vivere non avendo la più pallida idea di chi si è veramente, costretti dalle pillole a sotterrare la propria natura.
Snow vive così. Lontana da sua madre, lontana dalla normalità, lontana da Bale, un altro paziente dell’istituto, il suo primo amore, il suo primo bacio. Eppure quel bacio non era stato magico come qualunque diciassettenne si aspetterebbe.

Gli diedi una spintarella affettuosa.
«Ora ho capito che cosa sei» continuò, poi mi afferrò la mano e la strinse con un po’ troppa forza.
«Bale…» Qualcosa mi schioccò nel palmo e un dolore acuto corse su per il polso e il braccio. Lanciai un grido, ma lui continuava a fissarmi, la presa e lo sguardo improvvisamente freddi e inflessibili.
Per niente da principe.
Ci vollero tre infermieri per costringerlo a lasciarmi andare il polso, che in seguito seppi essersi rotto in due punti.

Non importava cosa fosse successo o perché Bale avesse reagito in quel modo. Lui era importante per Snow. E sarà proprio per lui che la nostra protagonista riuscirà a superare il muro di paure e debolezze che anni di pillole le avevano costruito attorno.

Dopo una serie di suggestive e assurde nottate, governate da sogni di uno strano ragazzo che la chiama Principessa e le dice di fuggire per raggiungere “l’Albero” che da sempre vedeva nei suoi incubi, quando Bale inspiegabilmente scompare  attraverso una porta-specchio (proprio come quella in cui Snow aveva creduto di poter entrare da bambina e che l’aveva imprigionata nell’istituto Whittaker) la giovane riesce davvero a scappare e a raggiungere l’innevato e gelido regno di Algid.

Rialzai nuovamente la testa e a un tratto davanti a me vidi il bosco, luminoso come in pieno giorno. Il che era impossibile, visto che era notte fonda. O lo era stata. Quello però non sembrava il bosco in cui mi trovavo fino a un secondo prima, e gli alberi che mi circondavano non erano normali… Erano alti, così alti che anche allungando il collo non riuscivo a vederne la cima. Ed erano azzurri, dell’azzurro pallido delle pervinche. Nonostante quel colore insolito, sembravano fatti di vero legno. Quello fu per me il primo indizio che non mi trovavo più a New York.

Non voglio raccontarvi di più della trama, né citarvi i personaggi e le atmosfere che incontreremo nel mondo di Algid. Ma vorrei fare alcune riflessioni sulle scelte applicate dall’autrice.

Ho apprezzato moltissimo il voler mescolare la famosa fiaba di Andersen La Regina delle Nevi, filone fantasy principale del romanzo, con altri riferimenti sparsi a grandi classici della letteratura per ragazzi, come Le cronache di Narnia o Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Lo stile ricalca quello della letteratura per i più giovani: semplice, lineare e di facile comprensione, con descrizioni tutt’altro che prolisse, ridotte a ciò che serve per creare visivamente setting e impianto narrativo.

È una storia pubblicizzata come YA, ma personalmente credo sarebbe meglio indirizzarla verso un target ancora più giovane. Le avventure di Snow, soprattutto nella seconda parte del romanzo in cui la lettura prende una piega decisamente romance, si lasciano apprezzare  molto più facilmente da un lettore giovane e con poca “esperienza”. Gli appassionati di fantasy più grandicelli e con numerosi romanzi alle spalle potrebbero rimanere delusi, dopo le premesse di una prima parte ricca di azione.

Sono fortemente incuriosita dal vedere se nel secondo (e credo anche conclusivo) romanzo della serie ci sarà una ripresa e una più forte spinta a livello di pathos e colpi di scena. Sarebbe il gran finale che la giovane Snow sicuramente merita.

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SPECIALE: George Saunders trionfa al Man Booker Prize 2017 con “Lincoln nel Bardo”

Buongiorno miei cari Lettori
Il mio radar dei vincitori ha fatto di nuovo centro: proprio come avevo scritto (e sperato fortemente) nell’articolo di ieri, è stato proprio George Saunders a vincere l’ambito Man Booker per il 2017 con il suo capolavoro Lincoln nel Bardo!

Alla presenza di Camilla, Duchessa di Cornovaglia, e della giuria d’eccellenza presieduta dalla Baronessa Lola Young (già docente di Studi Culturali presso la Middlesex University e Presidente della Greater London Authority), Saunders è diventato il secondo autore di nazionalità americana a vincere il più importante premio britannico per la letteratura contemporanea.

La Baronessa Lola Young ha elogiato Lincoln nel Bardo con parole di grande peso: “The form and style of this utterly original novel, reveals a witty, intelligent, and deeply moving narrative” (La forma e lo stile di questo originale romanzo rivelano una narrazione spiritosa, intelligente e profondamente commovente). Il libro è spiccato sugli altri cinque finalisti per l’innovazione stilistica, che a primo impatto può quasi destabilizzare il lettore, e la sua incredibile forza emotiva.

In una precedente intervista al TIME Magazine, Saunders aveva affermato che scrivere di Lincoln (mostro sacro per il popolo americano) non era mai stato nei suoi piani, ma la leggenda secondo cui il Presidente avesse lasciato tutti i suoi impegni politici alle porte della guerra di secessione pur di entrare nella cripta di suo figlio Willie e abbracciarlo un’ultima volta, lo aveva affascinato a tal punto che “I thought of the book as a way of trying to instil the same reaction I’d had all those years ago” (Ho pensato a questo libro come il tentativo di instillare la stessa reazione che ebbi io tanti anni fa).

Pubblicato in originale da Bloomsbury e portato in Italia da Feltrinelli, Lincoln nel Bardo rappresenta sicuramente un coraggioso e affascinante “salto nel vuoto” per letteratura odierna: strutturato quasi come un testo teatrale, con alternanza di voci e sentimenti, difficilmente lascia indifferente chi legge. Il mio più grande consiglio è di correre in libreria e divorarlo in una notte, proprio come sotto la luce di una sola luna è ambientata la storia dei due Lincoln.

 

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SPECIALE: Man Booker Prize 2017

Buongiorno miei cari Lettori!
Anche quest’anno torna sul blog l’immancabile appuntamento con il celebre Man Booker Prize, riconoscimento letterario assegnato ogni anno al miglior romanzo scritto in inglese e pubblicato nel Regno Unito.

Proprio questa sera nella Guildhall a Londra verrà celebrato il vincitore fra i sei finalisti del premio e devo ammettere di essere (forse per la prima volta) parecchio indecisa su chi sarà a trionfare.
Già la shortlist aveva stupito in molti, non solo per la presenza di tre autori di nazionalità americana, ma ancor di più per quella di ben tre romanzi d’esordio nella sestina.

Personalmente sono molto contenta dei sei titoli di quest’anno. Nelle mie previsioni sui finalisti uno dei tre esordienti era sicuramente sostituito da “La Ferrovia Sotterranea” di Colson Whitehead, nominato fra i tredici semifinalisti e già vincitore di Pulitzer e National Book Award, ma la scelta dei giudici ha preferito dare spazio alle novità dell’ultimo anno editoriale (cosa che ho comunque apprezzato moltissimo). Ma ora basta chiacchiere e vediamo quali sono i sei titoli in gara 😉
Possiamo ritenerci particolarmente fortunati visto che il 2017 ci ha donato tre traduzioni italiane fra i sei titoli in gara: quindi niente scuse, tutti a leggere! ♥

4321 di Paul Auster, edito Einaudi, è il mastodontico volume nato dopo il lungo silenzio editoriale dell’autore a partire dal 2010. Auster torna in libreria con una storia forte e appassionante: è Archie Ferguson il protagonista di 4321, o meglio…Archie è i protagonisti. Perché alla domanda: “Che vita avrei avuto se avessi fatto scelte diverse?” Archie risponde con quattro storie, quattro percorsi narrativi nati da scelte differenti, quattro vite come romanzi nel romanzo, accomunate dalla sola presenza dell’affascinante Amy Schneidermann, “l’indispensabile altro che abitava nella sua pelle” (anche se non sempre nella stessa veste).


History of Wolves di Emily Fridlund, ancora inedito in Italia, è uno dei tre esordi candidati alla vittoria. Il romanzo si concentra sulla vita di Linda, quattordicenne americana del Nord Minnesota, e sui suoi percorsi di crescita, soprattutto a livello emotivo-sociale. Il lettore segue questo viaggio andando avanti e indietro nel tempo, fra una Linda adolescente e una ormai adulta. Nata e cresciuta nell’ultimo baluardo di una antica comunità e per questo vista a scuola come una straniera, Linda si trova ad affrontare la vita e le conseguenze del non capire ogni cosa che intorno le accade con la giusta maturità, limitata da scelte e situazioni non sempre sotto il suo controllo.


Exit West di Mohsin Hamid (anche questo edito Einaudi), è una breve, ma intensa opera a cavallo fra fantascienza e denuncia sociale, che porta al lettore la storia di Saeed e Nadia, due giovani innamorati costretti a scappare da una terribile guerra civile in una mai nominata città del Medio Oriente. Una storia che parte dai drammi dell’immigrazione all’ordine del giorno e si tinge di incredibile, quando a permettere il viaggio dei protagonisti in giro per il mondo non sono barconi carichi di profughi, ma porte magiche, spuntate all’improvviso nel bel mezzo della loro corsa.


Elmet di Fiona Mozley, secondo volume ancora inedito e anch’esso romanzo d’esordio in lista per il Booker, si concentra sulla vita di Daniel, sua sorella Cathy e suo padre detto Daddy, un nucleo familiare ai margini della società contemporanea. L’esordio della Mozley si fa notare per il netto contrasto tra l’ambientazione rurale e la penna squisitamente lirica, tinta di noir quando l’animo umano viene spinto fino e oltre ogni limite.


Lincoln nel Bardo di George Saunders, edito in Italia da Feltrinelli, è la commovente storia di Abraham Lincoln e di suo figlio Willie, venuto a mancare a soli undici anni. Innovativo nello stile, tanto quanto nella storia, il chiaccherato esordio di Saunders ferma momentaneamente il tempo nella vita di entrambi i Lincoln, il primo incatenato dal dolore della perdita del suo bambino, il secondo intrappolato in un limbo in cui neppure sa di trovarsi, e per una notte lascia che siano accompagnati da tre spiriti dal sapore Dantesco sospesi tra una vita ormai conclusa e una nuova da iniziare.


Autumn di Ali Smith (autrice di cui Sur è il nuovo editore italiano), è il primo libro di un quartetto dedicato alle stagioni. Storie autoconclusive, ma al contempo interconnesse e cicliche, così come lo sono le quattro parti dell’anno. Da riflessioni post-Brexit a più filosofici pensieri sul tempo che passa e che fu, la Smith tratteggia, con salti avanti e indietro nella storia e un percorso narrativo tutt’altro che lineare, un quadro emotivo sul nostro presente (in qualunque periodo storico esso sia) e su come possa dilatarsi e restringersi in base a come lo percepiamo.

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Chi sarà il vincitore? Anche volendo azzardare delle ipotesi, mi rendo conto di quanto ognuno di questi romanzi abbia qualcosa di davvero speciale che potrebbe farlo emergere sugli altri. Abbiamo riflessioni su temi importanti (come pedofilia, immigrazione, cambiamenti politico-sociali), abbiamo innovazione stilistica e narrativa di altissima qualità, abbiamo viaggi introspettivi nelle profontità dell’animo umano: la shortlist di quest’anno presenta un ventaglio di romanzi da cui sarà stato davvero difficile prendere un solo vincitore.

Io questa sera incrocerò le dita per George Saunders e il suo Lincoln nel Bardo (anche se difficilmente verrà assegnato il premio nuovamente ad un autore americano, dopo la vittoria di Paul Beatty lo scorso anno). Voi avete qualche preferenza? Conoscevate i titoli in gara?

Vi aspetto domani mattina per commentare il libro vincitore delle £50.000!

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W…W…W… Wednesdays (in ritardo) #11

Buongiorno miei dolci Lettori!
Come procede la settimana? Io sono super impegnata come sempre, ma ci tenevo a riprendere con costanza la scrittura qui sul blog (quindi fate finta insieme a me che oggi sia ancora mercoledì eheheh) ♥

Ritorna dopo svariate settimane la rubrica degli aggiornamenti libreschi. Lo ammetto, il mio morale è abbastanza a terra ultimamente… i problemi avuti durante l’estate hanno praticamente distrutto ogni speranza di completare la challenge di quest’anno *bye bye 65 libri in in anno 👋🏻 eravate un bel sogno, chissà se nel 2018 diverrete realtà!*

Ma basta piangere sul latte versato e pensiamo a quanto riuscirò a fare nei prossimi mesi. Come negli altri episodi della rubrica, vi lascio le tre domande di rito:

∗ What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

∗ What did you recently finish reading? (Qual è il libro che hai appena finito?)

∗ What do you think you’ll read next? (Quale sarà la tua prossima lettura?)

Cosa stai leggendo?

Mi sto godendo in anteprima la lettura di Midnight Jewel, secondo capitolo della nuova trilogia di Richelle Mead The Glittering Court. Lo staff  della LSWR Edizioni è stato come sempre stra-gentile nell’inviarmi il romanzo, non vedo l’ora di potervene parlare 😍♥ in libreria uscirà ufficialmente per metà ottobre, manca pochissimo!!!

Qual è il libro che hai appena finito?

Spero vi siate già fermati a leggerla, ma nel caso vi rimando all’ultima recensione che ho scritto, dedicata a Mirror Mirror, romanzo d’esordio della famosissima Cara Delevigne (qui il link). Quello fra me e questo romanzo è stato un amore decisamente inaspettato, ma alla fine è scattata quella magica scintilla e ne consiglio caldamente la lettura 😉

Quale sarà la tua prossima lettura?

Vorrei finalmente recuperare una delle tantissime novità uscite di recente. E qui tocchiamo il solito tasto dolente della mia perenne indecisione. Ora, tenendo presente che molti romanzi non sono ancora in mio possesso, direi che l’ambarabà ciccì coccò saltellerà fra: Origin di Dan Brown, Tartarughe all’infinito di John Green (nella speranza che non mi deluda come Città di carta), E poi ci sono io di Kathleen Glasgow e Cuore Oscuro di Naomi Novik.

Mi raccomando, datemi un consiglio per l’ultimo punto e fatemi sapere cosa state leggendo voi in queste fresche sere autunnali 🍁🍂

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: Mirror, Mirror (C. Delevigne)

Buongiorno Lettori!
È con immenso piacere che vi porto oggi la recensione in anteprima del romanzo Mirror, Mirror scritto dalla famosissima modella e attrice Cara Delevigne. Ci tengo a ringraziare la DeA Planeta Libri per avermi permesso di leggere il romanzo con grande anticipo rispetto alla sua pubblicazione. Insieme a pochissime altre blogger, ho potuto immergermi nel debutto editoriale della celebre star, scoprendo un storia intensa e avvincente che non potete assolutamente perdere.

Il romanzo sarà disponibile in libreria a partire da domani 10 ottobre! Vi lascio alla mia recensione, buona lettura ❤

Mirror, Mirror

 

AMICI. AMANTI. VITTIME. TRADITORI.
QUANDO VI GUARDATE ALLO SPECCHIO CHE COSA VEDETE?

Niente è come sembra. La verità dello specchio è sempre capovolta.

Red, Leo, Naomi e Rose. Quattro ragazzi diversi ma uniti da un’unica passione: la musica. È stata la musica a renderli non solo una band, i Mirror Mirror, ma anche una famiglia. Inseparabili.
Almeno fino al giorno in cui Naomi è scomparsa nel nulla e la polizia l’ha ritrovata in condizioni disperate sulle rive del Tamigi.  Da quel momento niente è più stato come prima: uno specchio si è rotto e un pezzo si è perso per sempre nelle vite di Red, Leo e Rose. Perché Naomi era la più solare di tutti, l’amica migliore del mondo.
Ma in fondo al cuore nascondeva un segreto… Un segreto inconfessabile che nemmeno Red aveva fiutato e che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. E mentre Rose si abbandona agli eccessi e Leo si chiude in se stesso, Red non accetta il destino dell’amica: ha bisogno di sapere, di capire. Che cosa ha ridotto Naomi in quello stato? Può davvero trattarsi di un tentato suicidio come crede la polizia?
Per scoprire la verità Red dovrà trovare la forza di guardarsi allo specchio, conoscersi e imparare ad amarsi per quello che è. Perché, a volte, bisogna accettare che niente è ciò che sembra e che la realtà può essere capovolta.
L’esordio nella narrativa della top model e attrice di fama mondiale Cara Delevingne, un romanzo dal ritmo serrato e dal finale mozzafiato. Una storia potente, provocatoria e indimenticabile che parla di amicizia e identità, ma soprattutto dell’insolubile conflitto tra quello che si è e quello che si finge di essere.

Titolo: Mirror, Mirror
Autore: Cara Delevigne (con Rowan Coleman)
Prezzo: €16,90 cartaceo – 9,99 ebook
Pagine: 356
Pubblicazione: 10 ottobre 2017
Editore: DeA

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 Abbiamo continuato a cercarla noi, Naomi, a lungo, anche dopo che tutti avevano smesso. Abbiamo guardato ovunque.
Ma lei non era da nessuna parte.
L’unica cosa che abbiamo trovato erano i posti che frequentava.

Naomi è scomparsa.
Era già successo in passato, ma non come questa volta.
Mai così a lungo, mai senza poi tornare.
Red, Leo e Rose sono più preoccupati che mai. Loro, quel gruppo di amici che sfidava ogni regola e convenzione: così diversi, ma ormai legati e inseparabili. La musica come collante: la loro band, i Mirror Mirror, una vera famiglia su cui poter sempre contare.

Tutti credono che quella di Nai sia la solita bravata adolescenziale: andare via di casa senza dare notizie di sé non è cosa di cui preoccuparsi troppo per una come lei, abituata a farlo. Qualcosa finalmente cambia quando il corpo della ragazza, in fin di vita, viene trovato poco distante dal Westminster Bridge.

Qualcosa cambia, è vero, ma non quanto dovrebbe.
Saranno Red e la sorella di Naomi, Ashira, a sentir puzza di bruciato, più di chiunque altro.

La vita va avanti. Ma è una balla, perché la notte in cui Naomi è sparita ha premuto il tasto PAUSA per tutti noi. I giorni passano, e anche le settimane e le stagioni e qualsiasi altra cavolata, ma il resto no. Per niente. È come se vivessimo in apnea da otto settimane.

Per coloro che amiamo (o che crediamo di amare) siamo risposti a rischiare ogni cosa, a superare limiti che nessuno dovrebbe passare. Dove questo possa portarci, ma soprattutto dove porterà i protagonisti di questa storia lo lascio scoprire a voi.

Quando ho cominciato a leggere Mirror Mirror non ero sicura di cosa avrei trovato fra le sue pagine. Un YA come tanti altri? Uno psicodramma adolescenziale con poca profondità e tanti cliché? Un piatto tentativo della famosa Cara Delevigne di inserirsi nel panorama editoriale contemporaneo?

Avevo tanti dubbi, ma anche moltissime aspettative. E sono state proprio queste ultime a non rimanere deluse.

La Delevigne, in collaborazione con Rowan Coleman, tesse abilmente una storia intricata e complessa, che combina le più classiche problematiche adolescenziali ad un ben più difficile e doloroso mistero. Pagina dopo pagina, gli occhi di Red proiettano ogni istante nella mente del Lettore e le sue emozioni vanno lentamente a fondersi con le paure di chi, ormai rapito da Mirror Mirror, sente come proprie le vicende dei giovani protagonisti.

«Non mi importa da dove vengono le persone, di che colore hanno la pelle o quanti soldi hanno, se preferiscono i maschi o le femmine, o… o tutta quella merda. Perché le persone non possono essere persone e basta?»

Lo stile è asciutto, diretto e incisivo. Arriva con facilità e colpisce con veemenza, lasciandoci quasi tramortiti. È un libro che può affascinare tanto i giovani quanto gli adulti.

Mostra un quadro realistico (e, a tratti, molto difficile da digerire) di quanto l’adolescenza nell’oggi dei social, dell’apparenza prima di tutto e delle amicizie troppo spesso inconsistenti sia più complessa che mai. Crediamo di condividere la nostra persona sul web e di poter conoscere gli altri grazie a ciò che leggiamo online… ma in pochi colgono quanto sia filtrato e impoverito il reale quadro che rappresenta ognuno di noi.

Creare amicizie dovrebbe voler dire andare oltre quel velo digitale, approfondire e scoprire. E anche quando si è convinti di conoscere tutto dell’altra persona, allora quello è il momento di scavare ancora più a fondo, perché l’anima ha infinite camere ricche di tesori.

Imparare ad essere ciò che siamo davvero è la più ardua sfida dell’adolescenza. Crescere e maturare significa amarci nei nostri pregi e difetti, vivere in armonia con noi stessi (anche se il resto del mondo ci vede sbagliati) e scoprire che i sentimenti veri non hanno bisogno di sovrastrutture e respirano solo se lontani dalle catene dell’ipocrisia.

Specchio specchio delle mie brame, mostrami così come sono.
E lascia che tutti mi vedano. Solo io, senza maschere.
Perché è così che sono davvero la più bella di tutto il reame.

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