SPECIALE: Man Booker Prize 2017

Buongiorno miei cari Lettori!
Anche quest’anno torna sul blog l’immancabile appuntamento con il celebre Man Booker Prize, riconoscimento letterario assegnato ogni anno al miglior romanzo scritto in inglese e pubblicato nel Regno Unito.

Proprio questa sera nella Guildhall a Londra verrà celebrato il vincitore fra i sei finalisti del premio e devo ammettere di essere (forse per la prima volta) parecchio indecisa su chi sarà a trionfare.
Già la shortlist aveva stupito in molti, non solo per la presenza di tre autori di nazionalità americana, ma ancor di più per quella di ben tre romanzi d’esordio nella sestina.

Personalmente sono molto contenta dei sei titoli di quest’anno. Nelle mie previsioni sui finalisti uno dei tre esordienti era sicuramente sostituito da “La Ferrovia Sotterranea” di Colson Whitehead, nominato fra i tredici semifinalisti e già vincitore di Pulitzer e National Book Award, ma la scelta dei giudici ha preferito dare spazio alle novità dell’ultimo anno editoriale (cosa che ho comunque apprezzato moltissimo). Ma ora basta chiacchiere e vediamo quali sono i sei titoli in gara 😉
Possiamo ritenerci particolarmente fortunati visto che il 2017 ci ha donato tre traduzioni italiane fra i sei titoli in gara: quindi niente scuse, tutti a leggere! ♥

4321 di Paul Auster, edito Einaudi, è il mastodontico volume nato dopo il lungo silenzio editoriale dell’autore a partire dal 2010. Auster torna in libreria con una storia forte e appassionante: è Archie Ferguson il protagonista di 4321, o meglio…Archie è i protagonisti. Perché alla domanda: “Che vita avrei avuto se avessi fatto scelte diverse?” Archie risponde con quattro storie, quattro percorsi narrativi nati da scelte differenti, quattro vite come romanzi nel romanzo, accomunate dalla sola presenza dell’affascinante Amy Schneidermann, “l’indispensabile altro che abitava nella sua pelle” (anche se non sempre nella stessa veste).


History of Wolves di Emily Fridlund, ancora inedito in Italia, è uno dei tre esordi candidati alla vittoria. Il romanzo si concentra sulla vita di Linda, quattordicenne americana del Nord Minnesota, e sui suoi percorsi di crescita, soprattutto a livello emotivo-sociale. Il lettore segue questo viaggio andando avanti e indietro nel tempo, fra una Linda adolescente e una ormai adulta. Nata e cresciuta nell’ultimo baluardo di una antica comunità e per questo vista a scuola come una straniera, Linda si trova ad affrontare la vita e le conseguenze del non capire ogni cosa che intorno le accade con la giusta maturità, limitata da scelte e situazioni non sempre sotto il suo controllo.


Exit West di Mohsin Hamid (anche questo edito Einaudi), è una breve, ma intensa opera a cavallo fra fantascienza e denuncia sociale, che porta al lettore la storia di Saeed e Nadia, due giovani innamorati costretti a scappare da una terribile guerra civile in una mai nominata città del Medio Oriente. Una storia che parte dai drammi dell’immigrazione all’ordine del giorno e si tinge di incredibile, quando a permettere il viaggio dei protagonisti in giro per il mondo non sono barconi carichi di profughi, ma porte magiche, spuntate all’improvviso nel bel mezzo della loro corsa.


Elmet di Fiona Mozley, secondo volume ancora inedito e anch’esso romanzo d’esordio in lista per il Booker, si concentra sulla vita di Daniel, sua sorella Cathy e suo padre detto Daddy, un nucleo familiare ai margini della società contemporanea. L’esordio della Mozley si fa notare per il netto contrasto tra l’ambientazione rurale e la penna squisitamente lirica, tinta di noir quando l’animo umano viene spinto fino e oltre ogni limite.


Lincoln nel Bardo di George Saunders, edito in Italia da Feltrinelli, è la commovente storia di Abraham Lincoln e di suo figlio Willie, venuto a mancare a soli undici anni. Innovativo nello stile, tanto quanto nella storia, il chiaccherato esordio di Saunders ferma momentaneamente il tempo nella vita di entrambi i Lincoln, il primo incatenato dal dolore della perdita del suo bambino, il secondo intrappolato in un limbo in cui neppure sa di trovarsi, e per una notte lascia che siano accompagnati da tre spiriti dal sapore Dantesco sospesi tra una vita ormai conclusa e una nuova da iniziare.


Autumn di Ali Smith (autrice di cui Sur è il nuovo editore italiano), è il primo libro di un quartetto dedicato alle stagioni. Storie autoconclusive, ma al contempo interconnesse e cicliche, così come lo sono le quattro parti dell’anno. Da riflessioni post-Brexit a più filosofici pensieri sul tempo che passa e che fu, la Smith tratteggia, con salti avanti e indietro nella storia e un percorso narrativo tutt’altro che lineare, un quadro emotivo sul nostro presente (in qualunque periodo storico esso sia) e su come possa dilatarsi e restringersi in base a come lo percepiamo.

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Chi sarà il vincitore? Anche volendo azzardare delle ipotesi, mi rendo conto di quanto ognuno di questi romanzi abbia qualcosa di davvero speciale che potrebbe farlo emergere sugli altri. Abbiamo riflessioni su temi importanti (come pedofilia, immigrazione, cambiamenti politico-sociali), abbiamo innovazione stilistica e narrativa di altissima qualità, abbiamo viaggi introspettivi nelle profontità dell’animo umano: la shortlist di quest’anno presenta un ventaglio di romanzi da cui sarà stato davvero difficile prendere un solo vincitore.

Io questa sera incrocerò le dita per George Saunders e il suo Lincoln nel Bardo (anche se difficilmente verrà assegnato il premio nuovamente ad un autore americano, dopo la vittoria di Paul Beatty lo scorso anno). Voi avete qualche preferenza? Conoscevate i titoli in gara?

Vi aspetto domani mattina per commentare il libro vincitore delle £50.000!

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