Blog Tour “Far West” di Sonia Morganti – APPROFONDIMENTO: i treni a vapore

Buongiorno miei cari Lettori!
Diamo il via alla settimana con la quinta tappa del blog tour dedicato a Far West, il nuovo romanzo di Sonia Morganti per la Leone Editore 🙂 Ringrazio di cuore la Casa Editrice per avermi convolta in questa bellissima iniziativa in compagnia di colleghe “scribacchine” che personalmente adoro (troverete alla fine dell’articolo tutti i link alle altre tappe e ai blog partecipanti) ❤

Il secondo romanzo della Morganti sceglie di guardare al futuro, dove la Terra e i suoi abitanti stanno soccombendo a una crisi energetica senza precedenti. Nella tappa di oggi daremo uno sguardo a un particolare davvero interessante che incontrerete nel corso della storia: i treni a vapore. Buona lettura 😉

Far West


2060. Dennis, un nativo americano che ha lasciato la riserva per studiare in una delle più prestigiose università del paese, sta per laurearsi in ingegneria. Ma mentre si trova alla festa di laurea del suo migliore amico Frederick, viene sorpreso da una notizia sconcertante: si è esaurito il petrolio a livello mondiale, e nessuno dei paesi civilizzati è preparato a fronteggiare l’emergenza. Dennis, prevedendo lo scatenarsi del panico, decide di tornare dalla sua famiglia nella riserva, per affrontare così le conseguenze della crisi energetica, che rendono presto le città sempre più invivibili. Maniaci assetati di potere, intrighi politici e separatisti pronti a tutto sono solo alcuni dei pericoli di questo nuovo mondo, un far west in cui la legge del più forte sembra poter soffocare persino quella, eterna, dell’amore.

Titolo: Far West
Autore: Sonia Morganti
Prezzo: €12,90 cartaceo
Pagine: 296
Pubblicazione: 19 ottobre 2017
Editore: Leone Editore

 

Come in un film, treni a vapore solcano tutt’oggi le grandi pianure e i deserti aridi nel cuore degli Stati Uniti. Solo che sono riservate ai turisti, alle famiglie in gita e ai curiosi giunti da molto lontano, come me… La ferrovia Durango-Silverton sembra uscita da un film: la stazione è in puro stile far west, il treno attraversa, sbuffando, scenari spettacolari. Non a caso questa linea ferroviaria appare spesso sul grande schermo. Nel 1882 serviva a trasportare minerali e minatori, oggi trasporta i turisti che possono permettersi questa escursione costosa ma molto affascinante – va da sé, io mi sono limitata a godere della vista di quella stupenda macchina dall’esterno – nel romanzo, invece, recupera la sua funzione originaria su idea di Dennis: trasportare materiali e soccorritori in maniera più rapida e su più grandi distanze. Lo dice lui stesso, approssimandosi a quel luogo straniante, nel quale ripone però immense speranze.

Durango era stata una cittadina ricca, graziosa e ridente; le descrizioni su siti e locandine ne elogiavano la «vocazione turistica». Nessuno l’avrebbe detto oggi percorrendo la lunga strada d’ingresso con l’asfalto divelto dalle piante e scavato dal ghiaccio e dalle piogge, tra case con i tetti sfondati e le finestre inesistenti. Ma la loro destinazione, l’obiettivo di quel viaggio, era chiara: la ferrovia storica che caratterizzava Durango era stata vista in funzione da vari testimoni, segno della presenza di una comunità organizzata. In cuor suo Dennis sperava di poter avere l’aiuto della popolazione per raggiungere luoghi più distanti, con cui commerciare per velocizzare soccorsi e ricostruzione.

Storicamente, infatti, il treno ha sempre segnato una linea di demarcazione tra un prima e un dopo, un passato e un futuro, grazie alla sua rapidità e alla sua efficienza.
Per chi ama questo mezzo di trasporto, la locomotiva a vapore è una vera gioia per gli occhi. Negli Stati Uniti ci sono parecchie linee servite da treni storici di questo tipo, che viaggiano su tratte dalla bellezza mozzafiato, ricche di suggestioni storiche e cinematografiche.
Nemmeno i superstiti della Grande Crisi, nel romanzo, sono immuni dal fascino della locomotiva.

Senza smontare da cavallo, Micheal si avvicinò alla locomotiva con gli occhi brillanti e golosi di un bambino. «Spettacolare!» scandì, bussando sul corpo di metallo luci- do di quella bestia dormiente. La accarezzò con la deferenza e l’ammirazione che si devono a un cavallo di razza. «Pensate che, quando ero piccolo, ci ho fatto anche un giro!»
«Schiacciato tra i turisti, immagino!»
«Già!» rise. «Sembra incredibile che ora questo treno sia in uso veramente.»

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