Blog Tour “L’inganno delle tenebre” di Jean-Christophe Grangé – Recensione

Buongiorno Lettori!
Come avevo annunciato qualche giorno fa, oggi parliamo ancora una volta di Jean-Christophe Grangé e della sua ultima pubblicazione qui in Italia, L’inganno delle tenebre.

Probabilmente lo avrete capito dalla precedente tappa che ho scritto, questa dualogia thriller mi totalmente stregato e non posso che consigliarla. Ma andiamo un po’ più nel dettaglio e vediamo cosa c’è da dire in proposito. Buona lettura ❤

L’inganno delle tenebre


Con fatica Erwan scende la scaletta dell’aereo che lo ha portato a Lubumbashi. Non riesce a respirare: la polvere gli si appiccica in gola. Rossa, come il sangue che impregna quella terra. Il sangue che l’Uomo Chiodo ha versato quarant’anni prima. E che ancora non ha smesso di scorrere.
Sulle tracce del diabolico serial killer, Erwan, comandante della prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, è ritornato in Congo, nel cuore della terra che ha fatto la fortuna della sua famiglia, i Morvan. Erwan e Grégoire, padre e figlio, sono determinati a mettere la parola fine alla spirale di tenebre che da decenni sembra perseguitarli e destinarli alla perdizione: ancora una volta passato e presente, lontano e vicino, si confondono in un incubo di macabri rituali e lugubri rivelazioni. Ma per Erwan scoprire la verità sull’Uomo Chiodo significa soprattutto fare luce sulla storia della propria famiglia e sulla sua stessa identità. Che cosa lega Grégoire alla morte della donna che per ultima, quarant’anni prima, ha conosciuto la follia omicida dell’Uomo Chiodo? Come ha fatto suo padre a fermarlo? Come si è arricchito? Chi è veramente? E mentre l’Africa rifiuta ostinatamente di appagare la sete di verità di Erwan, per la terza volta l’Uomo Chiodo ritorna a colpire, a migliaia di chilometri di distanza. In Francia. E questa volta il suo obiettivo è più chiaro che mai: sterminare i Morvan.

Dopo lo straordinario successo del Rituale del male, tradotto in trenta lingue e per settimane in testa alle classifiche dei bestseller, Jean-Christophe Grangé torna a ridare vita all’Uomo Chiodo, uno dei suoi personaggi insieme più inquietanti e avvincenti. E, questa volta, si tratta di una sfida senza via d’uscita. Dal cuore tenebroso dell’Africa fino alle piovose prospettive parigine, la lotta per la sopravvivenza dei Morvan è iniziata.

Titolo: Il Rituale del Male
Autore: Jean-Christophe Grangé
Prezzo: €19,90
Pagine: 704
Pubblicazione: 5 ottobre 2017
Editore: Garzanti

la-mia-recensione

Con sguardo febbrile, strinse istintivamente la borsa a sé con entrambe le mani. «Non le dirò altro», sibilò. «Per oggi può bastare.»
«Comunque il nostro tempo è finito.»
Sempre l’ultima parola. […] Avrebbe potuto aggiungere che la storia dell’Uomo Chiodo non era ancora finita del tutto, che la sua identità e i suoi moventi non erano stati completamente chiariti, che Erwan era andato in Africa per risolvere un mistero legato all’inchiesta. “Tieniti qualche colpo per il prossimo appuntamento.” Aveva già deciso di ricominciare la terapia.

Essere un membro della famiglia Morvan non è mai stato semplice.
Lo è ancora meno adesso, che Erwan è tornato in Africa in cerca di risposte.

Se qualche tempo prima la Francia era stata teatro delle atrocità del serial killer noto a tutti come l’Uomo Chiodo, ora è il Congo a fare da sfondo alla caccia del figlio maggiore di Grégoire Morvan. Una caccia alla verità, quella che per anni i suoi genitori gli hanno taciuto.
Un mistero avvolge la settima vittima di quarant’anni fa, Catherine Fontana: un’incongruenza temporale che scuote le certezze di Erwan sull’operato di suo padre, che all’epoca si occupava del caso. Se il principale sospettato (e successivamente condannato) Thierry Pharabot non era a Lontano la sera di quell’ennesimo brutale omicidio, chi aveva scelto di coprire le proprie tracce copiando il modus operandi del seriale?

Nessuno conosceva l’Uomo Chiodo come suo padre. Nessuno avrebbe potuto emulare quella folle mano meglio di lui. E se fosse stato proprio Grégoire Morvan? E perchè mai lo avrebbe fatto? Ecco i dubbi e le pericolose domande che si insinuano costantemente nei pensieri di Erwan.

Per qualche secondo si sforzò di ricordare il volto dell’Uomo Chiodo da quell’unica foto segnaletica: un viso angelico, l’aria timida, lo sguardo assente, troppo spento…

Grangé conclude la storia con un romanzo perfettamente all’altezza del primo. Intenso, crudo, disarmante, con la giusta carica di pathos e colpi di scena che catturano l’attenzione del lettore sin dalle primissime pagine. Così come Il rituale del male, anche L’inganno delle tenebre tocca le settecento pagine, ma in entrambi i casi si è talmente coinvolti nelle avventure dei Morvan che difficilmente si fa caso alla loro lunghezza. Lo stile di Grangè non appesantisce, nè stufa. Ogni pagina ha ragion d’essere, in un quadro complesso e brutale che a piccoli passi si compone sotto i nostri occhi vigili. La vita di tutti i personaggi compie un’interessante evoluzione dal primo al secondo volume, rendendo più varia e meno banale la lettura.

Questa dualogia sulla famiglia Morvan è sicuramente uno dei thriller più accattivanti che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni, perchè non si limita alla risoluzione di un mistero, ma scava a fondo in quello che è il più grande interrogativo dell’uomo, la vita stessa, che con le sue infinite ed intricate braccia ci pone davanti a situazioni inimmaginabili e ci lascia lì ad affrontarle, a volte disarmati e impreparati, altre con le giuste carte in mano da giocare.

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Blog Tour “L’inganno delle tenebre” di Jean-Christophe Grangé – Parla Maggie Morvan

Buongiorno Lettori!
Sono onorata di darvi il benvenuto nella quarta tappa del blogtour dedicato a L’inganno delle tenebre di Jean-Christophe Grangé, secondo e conclusivo capitolo della dualogia dedicata alla singolare famiglia Morvan. Questi due thriller, intensi e coinvolgenti, accompagnano il lettore in un lungo e complesso viaggio nel cuore della vera oscurità, dove l’uomo diventa puro male indecifrabile.


Se nel tour di presentazione del primo romanzo vi abbiamo fatto scoprire le strutture fondamentali della storia, questa volta abbiamo organizzato qualcosa di unico. Non saremo noi a parlare, ma le creature di Grangé: sei personaggi che attraverso noi blogger prendono nuova vita per stimolare la vostra curiosità. Alla mia penna si è affidata Maggie Morvan, moglie di Grégoire (conosciuto qui) e madre di Erwan (qui), Gaelle (qui) e Loic (che conoscerete nei prossimi giorni).

Se amate immergervi in storie che non fanno sconti, che tengono incollati i lettori alle pagine fino a tarda notte pur di conoscere la verità nascosta sotto cumuli di macerie e bugie, allora Il rituale del male e il nuovo arrivato i libreria L’inganno delle tenebre fanno assolutamente al caso vostro. Buona lettura 🙂

L’inganno delle tenebre


Con fatica Erwan scende la scaletta dell’aereo che lo ha portato a Lubumbashi. Non riesce a respirare: la polvere gli si appiccica in gola. Rossa, come il sangue che impregna quella terra. Il sangue che l’Uomo Chiodo ha versato quarant’anni prima. E che ancora non ha smesso di scorrere.
Sulle tracce del diabolico serial killer, Erwan, comandante della prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, è ritornato in Congo, nel cuore della terra che ha fatto la fortuna della sua famiglia, i Morvan. Erwan e Grégoire, padre e figlio, sono determinati a mettere la parola fine alla spirale di tenebre che da decenni sembra perseguitarli e destinarli alla perdizione: ancora una volta passato e presente, lontano e vicino, si confondono in un incubo di macabri rituali e lugubri rivelazioni. Ma per Erwan scoprire la verità sull’Uomo Chiodo significa soprattutto fare luce sulla storia della propria famiglia e sulla sua stessa identità. Che cosa lega Grégoire alla morte della donna che per ultima, quarant’anni prima, ha conosciuto la follia omicida dell’Uomo Chiodo? Come ha fatto suo padre a fermarlo? Come si è arricchito? Chi è veramente? E mentre l’Africa rifiuta ostinatamente di appagare la sete di verità di Erwan, per la terza volta l’Uomo Chiodo ritorna a colpire, a migliaia di chilometri di distanza. In Francia. E questa volta il suo obiettivo è più chiaro che mai: sterminare i Morvan.

Dopo lo straordinario successo del Rituale del male, tradotto in trenta lingue e per settimane in testa alle classifiche dei bestseller, Jean-Christophe Grangé torna a ridare vita all’Uomo Chiodo, uno dei suoi personaggi insieme più inquietanti e avvincenti. E, questa volta, si tratta di una sfida senza via d’uscita. Dal cuore tenebroso dell’Africa fino alle piovose prospettive parigine, la lotta per la sopravvivenza dei Morvan è iniziata.

Titolo: Il Rituale del Male
Autore: Jean-Christophe Grangé
Prezzo: €19,90
Pagine: 704
Pubblicazione: 5 ottobre 2017
Editore: Garzanti

Parla…

Quando ho aperto gli occhi questa mattina ho pensato una cosa sola: ad Erwan, a quanto si stia dimostrando sempre più il figlio di suo padre. Testardo, orgoglioso, determinato, pronto a tutto. Ma stupisce ognuno di noi con quel senso di innata giustizia che al mio Grégoire spesso è mancato. Mi porto sulla pelle la rabbia di mio marito da così tanti anni che è diventata mia.
O forse lo è sempre stata. Sì, quel veleno è sempre stato anche mio. E adesso Erwan sta per scoprirlo. E io non sono pronta a sopportarne il dolore ancora una volta.

Ora che ha lasciato tutto per tornare di nuovo in Africa…

Capirà ogni cosa, metterà insieme i punti e ci distruggerà. È troppo intelligente e caparbio per lascarsi sfuggire i dettagli. Sono passati tanti anni, ma la verità lascia sempre delle tracce. Grégoire crede di poter controllare tutto e tutti, idiota. La nostra famiglia è come un albero che affonda le sue radici nel fango e nel sangue: Erwan sta per strapparlo via a mani nude, col dolore e la fatica che questo comporterà.

Credevamo di aver abbandonato e sotterrato per sempre il marcio del passato a Lontano, che lo spettro dell’Uomo Chiodo non sarebbe mai più tornato a perseguitarci, e invece la vita dei Morvan è un incubo da cui non ci si può svegliare.
I nostri errori, miei e di Grégoire, sono un cancro che non guarisce, ma instancabile infetta ogni cosa che tocca. Siamo stati in grado di rovinare la vita dei nostri figli, l’abbiamo contorta e distorta ed ecco cosa abbiamo ottenuto: solo e soltanto dolore. E non finirà qui, il dolore continuerà. Si moltiplicherà.
Erwan crede di chiudere questo capitolo mettendo un punto alle menzogne. Ma non capisce, non può capire… la verità per i Morvan è un vaso di Pandora alla fine del quale neppure la speranza può restare sul fondo. La sua caccia ci rovinerà tutti, per sempre.

lo avevo detto a Grégoire: «Abbiamo fatto un patto col diavolo, a essere in gioco è la nostra anima, non i nostri quattrini». Forse non sono mai stata più saggia di così. Erwan ci perderà tutti, pezzo dopo pezzo, vedrà la sua famiglia scivolare via.

Non è mai stato perfetto, ma il clan dei Morvan è ciò che abbiamo. Lo perderemo, non saremo più li stessi quando mio figlio tornerà a casa.
Tanti sacrifici, tante sofferenze per nulla.
Tanto sangue, tante lacrime per nulla.
Tutto quanto per nulla.
Erwan, cosa ci sai facendo?

Il Tour

Viaggiatrice Pigra | Liberi di scrivere | The Mad Otter
Il Mondo di sopra | Nali’s Shelter

Vi aspetto qui sul blog
il 19 novembre
per la recensione finale del romanzo!

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Review Party ~ “Dark Room – La camera oscura” di Jonathan Moore

Buongiorno Lettori!
Sono felicissima di prendere parte oggi al Review Party dedicato a Dark Room di Jonathan Moore. Non avevo mai letto nulla di questo autore e sono rimasta davvero colpita dal suo stile e dalle capacità narrative che ha dimostrato. Ci tengo a ringraziare di vero cuore la Leone Editore per avermi coinvolta in questa iniziativa ❤
Vi lascio alla recensione, buona lettura 💕

Dark Room
La camera oscura


L’ispettore Gavin Cain e il suo collega Grassley ricevono un video inquietante: un uomo, malato terminale di cancro, decide in punto di morte di confessare i suoi peccati e invita la polizia a esumare le spoglie di Christopher Hanley, un ragazzo morto nel 1985, per scoprire un terribile segreto. Quando il corpo sta per essere disseppellito, Cain viene riassegnato con la massima priorità a un altro caso: Harry Castelli, il sindaco di San Francisco, ha ricevuto una minacciosa lettera che lo invita a uccidersi per tenere celato uno scandalo legato al suo passato, con tanto di fotografie allegate che ritraggono una splendida ragazza incosciente e legata nuda a un letto. Il sindaco sostiene di ignorare chi sia la ragazza, ma Cain sospetta che gli stia nascondendo qualcosa e inizia a indagare sulla vita del primo cittadino. La caccia al ricattatore condurrà Cain in un intricato labirinto di segreti, che si dipana dietro l’apparente normalità dell’esistenza di Castelli e della sua famiglia.

Titolo: Dark Room – La camera oscura
Autore: Jonathan Moore
Prezzo: €14,90 cartaceo
Pagine: 416
Pubblicazione: 19 ottobre 2017
Editore: Leone Editore

la-mia-recensione

Il sindaco si sporse in avanti. Aveva l’aria esausta, ma quando parlò la sua voce risuonò profonda, ogni parola era come un affondo.
«Voglio essere assolutamente chiaro su un punto.»
«Sì.»
Castelli riprese di nuovo la busta, tenendola in mano senza aprirla.
«Io non so che cosa sia questo» disse Castelli. «E non ho nulla da nascondere.»
«Okay.»
«Siamo d’accordo?»
«Ho sentito» disse Cain.
Di norma, la prima cosa a uscire dalla bocca di un testimone era una bugia. Non era certo un buon inizio per il sindaco.

Click. Una fotografia.
Click. L’istante che si congela.
Click. Il momento che diventa eterno.
Click. Segreti silenti racchiusi in una mano.

Quattro foto, diapositive inquietanti, e in pochi istanti la vita del sindaco di San Francisco, Harry Castelli, sembra barcollare su un impalpabile filo sospeso senza alcuna protezione. È la paura a fare brutti scherzi: spinge la mente umana a cavallo fra presente e passato, in un turbinio di ricordi e tremori che non lascia scampo ad alcuna speranza sul futuro.

L’ispettore Gavin Cain, giunto finalmente a un punto di svolta per l’indagine su Chris Hanley che da molto tempo riempie le sue giornate, è costretto ad abbandonare il caso in favore di un personaggio di spicco, il Sindaco di San Francisco, coinvolto in un oscuro scherzo del destino.
Accusato da un anonimo “amico” di penna di aver ucciso la misteriosa ragazza protagonista delle diapositive allegate alla lettera, il primo cittadino viene invitato dall’autore al suicidio, come unica alternativa alla diffusione di altre fotografie e della verità sull’accaduto.

Sin dal loro primo incontro, le affermazioni del sindaco Castelli non convincono affatto Cain della sua innocenza. L’ispettore decide, quindi, di seguire il suo intuito, iniziando non solo a scoprire indizi e sconcertanti rivelazioni su Castelli e la sua famiglia, ma a collegare la storia della ragazza nelle fotografie con i corpi riesumati per il caso Hanley a cui stava precedentemente lavorando.

Jonathan Moore scrive un thriller classico, di stampo investigativo, e lo impreziosisce con una trama coinvolgente e mai noiosa, di grande impatto anche sui “divoratori seriali” del genere. Il ritmo è incalzante sin dalle prime pagine, e accompagna il lettore alla scoperta dei lati più instabili e pericolosi dell’animo umano. L’aspetto più affascinante è senza dubbio la molteplicità di trame e livelli di cui si compone Dark Room. L’autore sceglie non solo di presentarci due indagini parallele destinate ad incrociarsi in fase di ricerca, ma ne stratifica la lettura, affrontando con disinvoltura e naturalezza ogni aspetto della vita dei personaggi. Moore cede abilmente la lente d’ingrandimento al lettore, che di capitolo in capitolo coglie piccoli indizi e scene (magari innocue all’apparenza) che solo alla fine daranno vita al quadro completo.

Se cercate una lettura che possa tenervi incollati alle sue pagine fino alla fine, Dark Room non è lì per deludervi.

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