RECENSIONE IN ANTEPRIMA: Il profumo del mosto e dei ricordi (A. Coppola)

Bentornati Lettori!
Sono davvero emozionata nel presentarvi la recensione in anteprima del romanzo, uscito oggi per Newton Compton, Il profumo del mosto e dei ricordi di Alessia Coppola. I fedelissimi del blog conosceranno sicuramente Alessia, autrice (e amica) che seguo e leggo con piacere da molti anni. Un suo grande sogno si realizza oggi e non potrei essere più felice nel festeggiarlo con lei ❤ Buona lettura!

Il profumo del mosto
e dei ricordi


Lavinia vive a Firenze con la madre e lavora come restauratrice. È una ragazza schiva: poche parole e pochi legami. Quando un giorno un telegramma annuncia la morte del nonno, con il quale la madre aveva interrotto i rapporti da anni, sarà lei a doversi recare in Puglia a valutare l’entità dell’eredità ricevuta. Al suo arrivo trova un’antica masseria da ristrutturare, terre e vigneti. Ma trova anche una grande famiglia ad accoglierla: i dipendenti del nonno. Lavinia, ragazza di città, si sente a disagio in quell’ambiente rustico, mentre quegli uomini e quelle donne la accudiscono con grande affetto, convinti che Lavinia sia venuta per risollevare le sorti della tenuta. Invece lei è pronta a vendere, anche se non ha il coraggio di dirlo. E quel viaggio ha delle sorprese in serbo per lei. Alessandro, il giovane agronomo che lavorava al fianco del nonno, le fa conoscere ogni angolo della proprietà, per svelarle i segreti nascosti dietro i silenzi di sua madre. Ripercorrere quel passato avvolto dal mistero le farà cambiare idea su tante cose…

Titolo: Il profumo del mosto e dei ricordi
Autore: Alessia Coppola
Prezzo: ebook €5,99 – cartaceo €10,00
Pagine: 320
Pubblicazione: 29 marzo 2018
Editore: Newton Compton

la-mia-recensione

Affrontare il proprio passato non è mai facile.
Guardarsi indietro, rileggere pagine e pagine già scritte che ormai nessuno è in grado di cambiare, può rivelarsi più complicato di quanto si immagini.

E quando si crede di non avere alcun passato? Perchè nessuno te lo ha mai raccontato, rimasto da sempre avvolto in un manto di mistero e silenzio… e poi tutto insieme ti crolla sulle spalle. Perchè un passato c’è sempre, anche quando non si vede.
Questo accade a Lavinia, giovane restauratrice fiorentina dalle origini pugliesi, che scopre all’improvviso di avere nel tacco d’Italia molto più che parte di DNA.

«Prima che venda senza darti la possibilità di visitare la tenuta, fallo. Hai diritto di conoscere la nostra eredità», disse implorandomi con lo sguardo.
Averi, eredità, terra? Di che diamine parlava?
Non potevo credere a quanto mi stava dicendo.
«Non fai sul serio».
«Sono seria, Lavinia. Va’ a vedere ciò che ci ha lasciato. Sarà tuo, non lo voglio. Potrai bruciarlo, venderlo, farne ciò che vorrai».

Quando suo nonno Umberto viene a mancare, Lavinia decide di andare a Santa Cesarea, dove l’aspetta la tenuta che lei e sua madre hanno avuto in eredità. E lì, nella Masseria Rosa Bianca, ci sono Anna, Sergio, Amalia, Sabrina, Lorenzo e suo figlio Alessandro, pronti a mostrare alla giovane cosa le ha lasciato in dono quel nonno che non ha mai conosciuto.
Tutti a Santa Cesarea si aspettano che lei prenda il posto del tanto amato e rispettato Umberto e che possa riportare la tenuta al suo vecchio splendore. Peccato che i piani della ragazza siano totalmente diversi, almeno al suo arrivo in Salento. Una visita di ricognizione, poche foto prima della vendita, un luogo che non fa parte di lei pur essendo una sua proprietà.

«Prendi un respiro e non pensare a niente. Tanto ti conduco io. Ti fidi di me?»
Lo guardai accigliata. «Ma se nemmeno ti conosco!»
«Di quanto tempo hai bisogno per conoscere una persona?»
«Ah, boh… mesi, anni, decenni. Secoli!»
«Addirittura… Capisci all’istante quando puoi fidarti di qualcuno».

Eppure la vigna e il profumo di mare riescono ad accarezzare il cuore di Lavinia, insieme all’inaspettato e travolgente affetto di (quasi) tutti gli inquilini della masseria. A fare breccia nel suo cuore saranno i ricordi di una vita mai vissuta, il suo vino che aspetta solo di essere curato e amato e un ragazzo dagli “occhi d’inchiostro” che proverà in tutti i modi a farle cambiare idea sulla vendita.

Pian piano tutto acquistava un senso, i fili smarriti del mio passato e quello di mia madre si legavano di nuovo insieme, tramite le parole di Alessandro che mi restituivano l’immagine di mio nonno. Stavo imparando a conoscerlo come non mi sarei mai aspettata. Lui non c’era più, ma era quasi vivo attraverso il ragazzo che avevo di fronte.

Anche questa volta la penna di Alessia Coppola non delude… anzi, ci stupisce e affascina l’elasticità con cui la sua poesia si adatta perfettamente alla narrativa contemporanea. Con Alessia siamo abituati a leggere di magia e paranormale, ma chi conosce i suoi precedenti lavori sa bene quanto i sentimenti e le emozioni siano importanti nelle sue storie. Questa volta ci immergiamo nella nostra realtà e lasciamo che siano i rapporti familiari, i ricordi e i sentimenti a creare l’incantesimo più bello.
Quando l’anima è messa a nudo sul foglio bianco, le emozioni liberate dal tratto nero dell’inchiostro colpiscono dritti dove batte il cuore. La voce di Lavinia fa centro più e più volte, nonostante il suo iniziale distacco e la difficoltà a lasciarsi andare. È una protagonista vera, sincera nel bene e nel male, che fatica a dimenticare numerose cicatrici che porta sulla pelle, ma che per la prima volta nella vita prova a mettere radici dove si sente amata.

Che questo nuova storia possa portarti dove meriti, cara Alessia, e che le tue parole possano toccare tanti, tantissimi lettori.
Buon viaggio a te e a tutti coloro che sfoglieranno le pagine di questo romanzo

firma

RECENSIONE IN ANTEPRIMA: I Figli del Male (A. Lanzetta)

Ben ritrovati miei dolci Lettori!

Sono felicissima di portarvi sul blog la recensione del nuovo romanzo di Antonio Lanzetta, uscito oggi per La Corte Editore, I Figli del Male. Lo scrittore salernitano si immerge nuovamente nel mondo thriller, mettendo un nuovo tassello alle vicende cominciate con Il buio dentro.
Ringrazio di cuore la Casa Editrice per avermi mandato il romanzo in anteprima e Antonio per la fiducia ❤ è stato un piacere immmenso!

I Figli del Male


È ancora notte quando Damiano Valente viene svegliato da una telefonata e in pochi minuti si ritrova sulla scena di un crimine atroce e inspiegabile: davanti ai suoi occhi un uomo con la gola tagliata, riverso in un’auto su una spiaggia vicino Castellaccio. Sporco di sangue e conficcato nella ferita, un biglietto con un messaggio contenente solo due parole: Lui vede.
Damiano, lo Sciacallo, uno scrittore diventato famoso ricostruendo i casi di cronaca nera nei suoi libri, aveva promesso di non farsi più coinvolgere, di non scrivere più. Per dimenticare. Per sfuggire a un passato di morte e sangue che invece continua a tormentarlo.
Ma gli incubi non sono finiti e lui non può tirarsi indietro. Anche perché il suo amico Flavio viene inghiottito dal buio, mentre cerca di aiutare una paziente della clinica psichiatrica in cui lavora.
Quale può essere il collegamento?
Per scoprire la verità Damiano dovrà tornare indietro fino al 1950, nel suo Sud profondamente segnato dalla guerra e dal regime fascista.
Sono gli anni del giovane Mimì e del suo amore per Teresa. Gli anni del piccolo Tommaso e del pomeriggio in cui ritrova il corpo martoriato di un bambino sulla riva di un fiume.
Gli anni in cui tutto ebbe inizio

Titolo: I Figli del Male
Autore: Antonio Lanzetta
Prezzo: ebook €9,99 – cartaceo €17,90
Pagine: 356
Pubblicazione: 15 marzo 2018
Editore: La Corte Editore

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Cos’è il male?
Da dove nasce? Cosa lo scatena?
Come cresce nel cuore dell’uomo?
Può essere fermato?

Se per Darwin la natura di un individuo è scritta nel suo sangue, stampata quasi totalmente in ogni minuscolo filamento di DNA, per il filosofo seicentesco Locke sono le esperienze a determinare ciò che siamo, a formare la persona nel suo essere più profondo.
Una disputa che va avanti da secoli, sul bordo della quale Antonio Lanzetta sceglie di camminare per dare nuovamente vita ai suoi personaggi Damiano, Flavio e Stefano nel thriller fresco di pubblicazione I Figli del Male.

Aveva promesso a se stesso che non si sarebbe fatto trascinare in una nuova indagine, non più. Niente più libri, niente più morte. Il commissario però era suo amico e Damiano gli doveva un favore. Era riuscito a mettere le cose a posto anche grazie a lui.

Un mistero color sangue viene portato all’attenzione dello Sciacallo, lo scrittore Damiano Valente, di nuovo in gioco dopo silenzio editoriale sul caso dell’Uomo del Salice che lo aveva visto coinvolto tempo prima. Ancora una volta la polizia si rivolge al suo occhio attento e alla sua mente brillante per riuscire a sciogliere i nodi di questo omicidio. Un uomo con la gola tagliata e un biglietto lasciato in quella ferita mortale con sopra scritto due sole parole: “Lui vede“.

Anche quando le parole non ci sono, mangiate dal trauma e dal terrore, fanno rumore. Come per Fabio e la sua paziente numero 68 nella clinica La Quiete, chiusa in un mondo senza suoni e senza emozioni, una bolla da cui fatica ad uscire e che spinge il medico a fare il possibile per aiutarla.

È da qui che passato e presente si intrecciano, percorsi narrativi che convergono pagina dopo pagina in un solo destino che non farà sconti a nessuno: il 1987 quando Flavio viene preso in affido da una famiglia di Salerno dopo la morte del nonno, l’estate del ’50 a Castellaccio quando il piccolo Tommaso ritrova il corpo dilaniato di un bambino, e il presente che porta addosso le profonde cicatrici di domande a cui mai è stata data risposta.

Tornò a guardarsi allo specchio, gocce d’acqua impigliate alla barba screziata di grigio, poi abbassò gli occhi sulla mano e accarezzò quel vecchio taglio con un dito. Un movimento lento e cadenzato.
Il primo, si disse. Il primo di tutto.

Non ho ancora avuto il piacere di leggere i romanzi fantasy precedenti a Il buio dentro, ma con la sua penna noir Antonio Lanzetta mi ha conquistata. La trama complessa e mai scontata si poggia su uno stile narrativo di alto livello, senza nulla da invidiare ai grandi nomi del thriller internazionale. La punta di diamante sono i personaggi e la loro affascinante (e, a volte, inquietante) psicologia, che colpisce, coinvolge e sconvolge in quel gioco di luci e ombre che è insito nella natura umana, perfino nella più spezzata e lacerata.

Una lettura imperdibile per tutti gli amanti del genere e per chi vorrebbe scoprirsi tale.

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