Blog Tour “Odisseo – La forza dell’Amore” di Leonardo Marini ~ Miti e leggende a confronto col libro

Buongiorno Lettori e benvenuti ad una nuova tappa del tour dedicato a Odisseo – la forza dell’amore di Leonardo Marini.
L’articolo di oggi è dedicato a tutti i grandi amanti del mito e della letteratura greca. Buona lettura ♥

Odisseo
La forza dell’amore

A tutti è stata narrata almeno una volta la storia di Odisseo, grande eroe Greco. Le sue gesta sono state simbolo di ingegno, d’intelligenza e di scaltrezza. Cantate da cantastorie, raccontate da narratori, sono giunte infine alle orecchie di Omero, il quale, secondo la tradizione, le ha riportate nero su bianco, facendo sì che l’eco di quelle avventure potesse arrivare fino ai giorni nostri. Ma siamo davvero sicuri che, quella che sappiamo, sia la vera storia di Odisseo? Possiamo affidarci completamente alle parole di Omero? E se la realtà fosse stata un’altra? Sapete cosa vi dico? È così. Odisseo era un diciassettenne scaltro e intelligente e, come tutti i giovani, sognava una vita ricca di gioie e successo. Egli, però, non aveva fatto i conti con il più crudele degli ostacoli: il Destino. Il labirinto di Cnosso ha scelto lui, e un combattente tale non può sottrarsi a una sfida del genere. Tra intrighi, profezie e rivelazioni, il prode Greco si ritroverà catapultato in una impresa ben più grande di lui.

Miti e leggende

ἄνδρα μοι ἔννεπε, μοῦσα, πολύτροπον , ὃς μάλα πολλὰ
πλάγχθη, ἐπεὶ Τροίης ἱερὸν πτολίεθρον ἔπερσεν

Narrami, o musa, dell’eroe dal multiforme ingegno, che tanto vagò, dopo che distrusse la rocca sacra di Troia.

È con queste parole che Omero apre il lungo, tormentato e magico viaggio dell’Odissea. Un viaggio che la penna di Leonardo Marini ha deciso di cambiare totalmente, dalla A alla Z.

Se nella tradizione mitologica era il Re di Itaca disposto a tutto pur di tornare a casa… per Marini Odisseo si trasforma in un diciassettenne ateniese molto intelligente, ma impulsivo e dalla lingua schietta, che non ha mai sentito parlare dell’isola greca di nome Itaca.

Una storia che nessuno si aspetta, questo è sicuro.

Tutti conosciamo le gesta di Odisseo (o Ulisse alla latina): il suo cavallo di legno che dopo dieci anni di guerra espugnò Troia, il “Nessuno” che accecò Polifemo, le sirene al cui canto furbamente sfuggì, la magia di Circe che riuscì a ingannare e infine la freccia scoccata attraverso dodici scuri sotto lo sguardo incredulo dei tracotanti Proci.

Quello che l’autore Leonardo Marini ci presenta nel suo esordio è lontanissimo da tutto questo. A Odisseo viene affidata una leggenda che di tradizione non è affatto sua. Affrontare il Minotauro attraverso il celebre labirinto e rubare il cuore della bella Arianna è l’impresa che spetterebbe a Teseo, o almeno così ci racconta il mito…
Il  ben noto Principe Ateniese, figlio di Egeo, diventa sotto la penna di Marini solo uno sfortunato prescelto fra quattordici offerte per il Minotauro, costretto a raggiungere Creta come sacrificio per la grave offesa recata a Minosse anni prima, l’uccisione di suo figlio Androgeo.

Teseo diventa quindi marginale e assume un ruolo del tutto diverso, lasciando campo libero al nostro giovane Odisseo, le cui vere origini sono ciò che di più lontano gli appassionati di mitologia (come la sottoscritta) si aspetterebbero di leggere.

Raccontarvi altro potrebbe rovinare la lettura a chi di voi è stato colpito o magari incuriosito dalle mie parole. La storia originale del mito e quella di questo romanzo trovano davvero pochi punti d’incontro, forse troppo pochi.

Il mito ci racconta di come Teseo si offrì volontario per sconfiggere il famigerato Minotauro, stanco di vedere la sua gente offerta come carne da macello ad un mostro senza cuore. Ci narra dell’amore inaspettato fra i figli di due rivali, il principe Ateniese Teseo e la principessa Cretese Arianna, e di come lei lo aiutò a uccidere il fratellastro metà uomo e metà toro. O infine di come per Odisseo e Teseo fosse impossibile incontrarsi, perché le loro storie si svolgono in periodi totalmente diversi, con situazioni storiche, politiche e mitologiche che non sono sovrapponibili.

La bellezza delle riscritture risiede nella capacità di modellare un intreccio con le proprie mani, adattandolo alla penna di chi scrive ma lasciandone intatta l’essenza.
Quando parliamo di retelling esiste una linea estremamente sottile fra l’omaggio ad una storia già raccontata e l’ahimè irrispettoso atto di stravolgerla totalmente, sperando di essere originali. Con mio dispiacere credo che l’ago della bilancia si spinga verso il secondo punto, ma lascio a voi lettori e al vostro insindacabile giudizio la scelta in merito 😉

Il Tour

Vi aspetto di nuovo qui il 25 per il review party!
Nell’attesa non perdetevi le altre tappe del tour 😊

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