Review Party ~ “Forse la felicità” di Egidio Mariella

Buongiorno Lettori!
Interrompiamo la serie dei #7daysofAutumn per parlare di un romanzo d’esordio molto particolare. Come tutti i primi figli d’inchiostro ha qualche pecca, ma nulla che non si possa perdonare… Egidio Mariella e il suo Forse la felicità ci fa interrogare su quale sia il miglior modo di affrontare la vita, senza però dare una risposta definitiva e inconfutabile. Perché la scelta, alla fine, è sempre nelle nostre mani.

“Non è il primo uomo che ha avuto paura di essere felice e non sarà l’ultimo”

Immaginate che un amico vi si avvicini e ammetta qualcosa di impensabile: «Ho paura di essere felice».

Non è cherofobico, non si fa prendere dall’ansia alla sola idea di divertirsi, né tantomeno si isola dal mondo per evitare che un’eventuale felicità possa fare del male a qualcuno… in quel caso non sarebbe neanche seduto lì davanti a voi, col cuore in mano a rivelarvi ciò che prova.

È solo intimorito all’idea di non riconoscere la vera felicità, di non saperla gestire, di rovinare un’occasione unica con un gesto fuori luogo o una parola sbagliata. Non per psicosi (fidatevi, può succedere, ma non è questo il caso). Per semplice umanità, per incertezza o per quella fragilità che fa parte di noi.

Forse la felicità, romanzo d’esordio di Egidio Mariella, ruota tutto intorno a questo. Ai modi in cui diverse persone possono approcciarsi alla vita, all’amore, a quella parola che è tanto difficile da descrivere, altrettanto complicata da afferrare, ma incredibile da sperimentare sulla propria pelle: la felicità.

Tutto si svolge a Milano, dove Alessio e Luca, amici da una vita, condividono un micro appartamento in zona Bovisa. Stessa casa, stessi sogni di un futuro felice e soddisfacente, ma modi di vivere questa attesa diametralmente opposti. Luca è il romantico per eccellenza, che nonostante le delusioni continua a credere nella possibilità di trovare la “principessa” perfetta per lui. Alessio è molto più cinico, vive le sue giornate certo che l’amore sia solo un’illusione passeggera nata per mascherare i bisogni primari dell’uomo, accoppiarsi e riprodursi.
Insieme alle loro amiche Chiara, Federica e Sara (quest’ultima ex fidanzata di Alessio), vivono la quotidianità e tutto ciò che essa comporta per dei trentenni: il lavoro, gli impegni, le serate in compagnia, le nuove conoscenze e la riscoperta di se stessi e degli altri in un mondo che ormai li riconosce come adulti.

“La persona giusta è quella con cui puoi esprimere tutte le tue debolezze, senza sentire il bisogno di dimostrarti forte. Senza dimostrarle nulla, senza paura di sbagliare”

Il romanzo alterna piccole scene d’azione a tanta riflessione. Le lunghe chiacchierate fra i vari personaggi occupano una fetta consistente del libro, lasciando spazio ridotto alla storia effettiva e al suo evolversi.  Qui si insidia il difetto maggiore del libro: questo stile narrativo può non piacere, risultando ripetitivo, noioso e a tratti forzato. I personaggi tendono a ribadire i medesimi concetti, esprimendoli semplicemente con parole o metafore diverse.
Alessio e Luca in particolare risultano molto fermi nelle loro opinioni: tutto è bianco o nero, senza possibilità di sfumature o riflessioni nuove. Questo dà vita a numerosi diverbi senza un punto d’incontro fra le due mentalità e troppo simili fra loro nei contenuti. Nel corso del libro si cambia idea solo prendendo uno scossone o un palo in faccia. È un modo di pensare (forse) troppo per estremi e che non tutti riuscirebbero a condividere.

Avere davanti una rosa di mentalità ben diversificate permette al lettore di trovare almeno un personaggio con cui immedesimarsi. Il problema è che nessuno di noi è solo luce o solo buio. Abbiamo tutti un Dark Side of the Moon (che gli appassionati di Pink Floyd ameranno ricordare)… questo aspetto viene, secondo me, tralasciato per una parte troppo ampia del romanzo.

Forse la felicità scorre molto bene. La penna di Egidio Mariella è fluida e piacevole, rende la lettura molto veloce. Probabilmente le riflessioni scaturite portano via più tempo di quello speso in compagnia del romanzo stesso. È un esordio che promette bei libri per il futuro, con un po’ di elasticità e qualche pagina di movimento in più 😉

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