Blog Tour “L’inganno delle tenebre” di Jean-Christophe Grangé – Recensione

Buongiorno Lettori!
Come avevo annunciato qualche giorno fa, oggi parliamo ancora una volta di Jean-Christophe Grangé e della sua ultima pubblicazione qui in Italia, L’inganno delle tenebre.

Probabilmente lo avrete capito dalla precedente tappa che ho scritto, questa dualogia thriller mi totalmente stregato e non posso che consigliarla. Ma andiamo un po’ più nel dettaglio e vediamo cosa c’è da dire in proposito. Buona lettura ❤

L’inganno delle tenebre


Con fatica Erwan scende la scaletta dell’aereo che lo ha portato a Lubumbashi. Non riesce a respirare: la polvere gli si appiccica in gola. Rossa, come il sangue che impregna quella terra. Il sangue che l’Uomo Chiodo ha versato quarant’anni prima. E che ancora non ha smesso di scorrere.
Sulle tracce del diabolico serial killer, Erwan, comandante della prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, è ritornato in Congo, nel cuore della terra che ha fatto la fortuna della sua famiglia, i Morvan. Erwan e Grégoire, padre e figlio, sono determinati a mettere la parola fine alla spirale di tenebre che da decenni sembra perseguitarli e destinarli alla perdizione: ancora una volta passato e presente, lontano e vicino, si confondono in un incubo di macabri rituali e lugubri rivelazioni. Ma per Erwan scoprire la verità sull’Uomo Chiodo significa soprattutto fare luce sulla storia della propria famiglia e sulla sua stessa identità. Che cosa lega Grégoire alla morte della donna che per ultima, quarant’anni prima, ha conosciuto la follia omicida dell’Uomo Chiodo? Come ha fatto suo padre a fermarlo? Come si è arricchito? Chi è veramente? E mentre l’Africa rifiuta ostinatamente di appagare la sete di verità di Erwan, per la terza volta l’Uomo Chiodo ritorna a colpire, a migliaia di chilometri di distanza. In Francia. E questa volta il suo obiettivo è più chiaro che mai: sterminare i Morvan.

Dopo lo straordinario successo del Rituale del male, tradotto in trenta lingue e per settimane in testa alle classifiche dei bestseller, Jean-Christophe Grangé torna a ridare vita all’Uomo Chiodo, uno dei suoi personaggi insieme più inquietanti e avvincenti. E, questa volta, si tratta di una sfida senza via d’uscita. Dal cuore tenebroso dell’Africa fino alle piovose prospettive parigine, la lotta per la sopravvivenza dei Morvan è iniziata.

Titolo: Il Rituale del Male
Autore: Jean-Christophe Grangé
Prezzo: €19,90
Pagine: 704
Pubblicazione: 5 ottobre 2017
Editore: Garzanti

la-mia-recensione

Con sguardo febbrile, strinse istintivamente la borsa a sé con entrambe le mani. «Non le dirò altro», sibilò. «Per oggi può bastare.»
«Comunque il nostro tempo è finito.»
Sempre l’ultima parola. […] Avrebbe potuto aggiungere che la storia dell’Uomo Chiodo non era ancora finita del tutto, che la sua identità e i suoi moventi non erano stati completamente chiariti, che Erwan era andato in Africa per risolvere un mistero legato all’inchiesta. “Tieniti qualche colpo per il prossimo appuntamento.” Aveva già deciso di ricominciare la terapia.

Essere un membro della famiglia Morvan non è mai stato semplice.
Lo è ancora meno adesso, che Erwan è tornato in Africa in cerca di risposte.

Se qualche tempo prima la Francia era stata teatro delle atrocità del serial killer noto a tutti come l’Uomo Chiodo, ora è il Congo a fare da sfondo alla caccia del figlio maggiore di Grégoire Morvan. Una caccia alla verità, quella che per anni i suoi genitori gli hanno taciuto.
Un mistero avvolge la settima vittima di quarant’anni fa, Catherine Fontana: un’incongruenza temporale che scuote le certezze di Erwan sull’operato di suo padre, che all’epoca si occupava del caso. Se il principale sospettato (e successivamente condannato) Thierry Pharabot non era a Lontano la sera di quell’ennesimo brutale omicidio, chi aveva scelto di coprire le proprie tracce copiando il modus operandi del seriale?

Nessuno conosceva l’Uomo Chiodo come suo padre. Nessuno avrebbe potuto emulare quella folle mano meglio di lui. E se fosse stato proprio Grégoire Morvan? E perchè mai lo avrebbe fatto? Ecco i dubbi e le pericolose domande che si insinuano costantemente nei pensieri di Erwan.

Per qualche secondo si sforzò di ricordare il volto dell’Uomo Chiodo da quell’unica foto segnaletica: un viso angelico, l’aria timida, lo sguardo assente, troppo spento…

Grangé conclude la storia con un romanzo perfettamente all’altezza del primo. Intenso, crudo, disarmante, con la giusta carica di pathos e colpi di scena che catturano l’attenzione del lettore sin dalle primissime pagine. Così come Il rituale del male, anche L’inganno delle tenebre tocca le settecento pagine, ma in entrambi i casi si è talmente coinvolti nelle avventure dei Morvan che difficilmente si fa caso alla loro lunghezza. Lo stile di Grangè non appesantisce, nè stufa. Ogni pagina ha ragion d’essere, in un quadro complesso e brutale che a piccoli passi si compone sotto i nostri occhi vigili. La vita di tutti i personaggi compie un’interessante evoluzione dal primo al secondo volume, rendendo più varia e meno banale la lettura.

Questa dualogia sulla famiglia Morvan è sicuramente uno dei thriller più accattivanti che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni, perchè non si limita alla risoluzione di un mistero, ma scava a fondo in quello che è il più grande interrogativo dell’uomo, la vita stessa, che con le sue infinite ed intricate braccia ci pone davanti a situazioni inimmaginabili e ci lascia lì ad affrontarle, a volte disarmati e impreparati, altre con le giuste carte in mano da giocare.

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Blog Tour “L’inganno delle tenebre” di Jean-Christophe Grangé – Parla Maggie Morvan

Buongiorno Lettori!
Sono onorata di darvi il benvenuto nella quarta tappa del blogtour dedicato a L’inganno delle tenebre di Jean-Christophe Grangé, secondo e conclusivo capitolo della dualogia dedicata alla singolare famiglia Morvan. Questi due thriller, intensi e coinvolgenti, accompagnano il lettore in un lungo e complesso viaggio nel cuore della vera oscurità, dove l’uomo diventa puro male indecifrabile.


Se nel tour di presentazione del primo romanzo vi abbiamo fatto scoprire le strutture fondamentali della storia, questa volta abbiamo organizzato qualcosa di unico. Non saremo noi a parlare, ma le creature di Grangé: sei personaggi che attraverso noi blogger prendono nuova vita per stimolare la vostra curiosità. Alla mia penna si è affidata Maggie Morvan, moglie di Grégoire (conosciuto qui) e madre di Erwan (qui), Gaelle (qui) e Loic (che conoscerete nei prossimi giorni).

Se amate immergervi in storie che non fanno sconti, che tengono incollati i lettori alle pagine fino a tarda notte pur di conoscere la verità nascosta sotto cumuli di macerie e bugie, allora Il rituale del male e il nuovo arrivato i libreria L’inganno delle tenebre fanno assolutamente al caso vostro. Buona lettura 🙂

L’inganno delle tenebre


Con fatica Erwan scende la scaletta dell’aereo che lo ha portato a Lubumbashi. Non riesce a respirare: la polvere gli si appiccica in gola. Rossa, come il sangue che impregna quella terra. Il sangue che l’Uomo Chiodo ha versato quarant’anni prima. E che ancora non ha smesso di scorrere.
Sulle tracce del diabolico serial killer, Erwan, comandante della prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, è ritornato in Congo, nel cuore della terra che ha fatto la fortuna della sua famiglia, i Morvan. Erwan e Grégoire, padre e figlio, sono determinati a mettere la parola fine alla spirale di tenebre che da decenni sembra perseguitarli e destinarli alla perdizione: ancora una volta passato e presente, lontano e vicino, si confondono in un incubo di macabri rituali e lugubri rivelazioni. Ma per Erwan scoprire la verità sull’Uomo Chiodo significa soprattutto fare luce sulla storia della propria famiglia e sulla sua stessa identità. Che cosa lega Grégoire alla morte della donna che per ultima, quarant’anni prima, ha conosciuto la follia omicida dell’Uomo Chiodo? Come ha fatto suo padre a fermarlo? Come si è arricchito? Chi è veramente? E mentre l’Africa rifiuta ostinatamente di appagare la sete di verità di Erwan, per la terza volta l’Uomo Chiodo ritorna a colpire, a migliaia di chilometri di distanza. In Francia. E questa volta il suo obiettivo è più chiaro che mai: sterminare i Morvan.

Dopo lo straordinario successo del Rituale del male, tradotto in trenta lingue e per settimane in testa alle classifiche dei bestseller, Jean-Christophe Grangé torna a ridare vita all’Uomo Chiodo, uno dei suoi personaggi insieme più inquietanti e avvincenti. E, questa volta, si tratta di una sfida senza via d’uscita. Dal cuore tenebroso dell’Africa fino alle piovose prospettive parigine, la lotta per la sopravvivenza dei Morvan è iniziata.

Titolo: Il Rituale del Male
Autore: Jean-Christophe Grangé
Prezzo: €19,90
Pagine: 704
Pubblicazione: 5 ottobre 2017
Editore: Garzanti

Parla…

Quando ho aperto gli occhi questa mattina ho pensato una cosa sola: ad Erwan, a quanto si stia dimostrando sempre più il figlio di suo padre. Testardo, orgoglioso, determinato, pronto a tutto. Ma stupisce ognuno di noi con quel senso di innata giustizia che al mio Grégoire spesso è mancato. Mi porto sulla pelle la rabbia di mio marito da così tanti anni che è diventata mia.
O forse lo è sempre stata. Sì, quel veleno è sempre stato anche mio. E adesso Erwan sta per scoprirlo. E io non sono pronta a sopportarne il dolore ancora una volta.

Ora che ha lasciato tutto per tornare di nuovo in Africa…

Capirà ogni cosa, metterà insieme i punti e ci distruggerà. È troppo intelligente e caparbio per lascarsi sfuggire i dettagli. Sono passati tanti anni, ma la verità lascia sempre delle tracce. Grégoire crede di poter controllare tutto e tutti, idiota. La nostra famiglia è come un albero che affonda le sue radici nel fango e nel sangue: Erwan sta per strapparlo via a mani nude, col dolore e la fatica che questo comporterà.

Credevamo di aver abbandonato e sotterrato per sempre il marcio del passato a Lontano, che lo spettro dell’Uomo Chiodo non sarebbe mai più tornato a perseguitarci, e invece la vita dei Morvan è un incubo da cui non ci si può svegliare.
I nostri errori, miei e di Grégoire, sono un cancro che non guarisce, ma instancabile infetta ogni cosa che tocca. Siamo stati in grado di rovinare la vita dei nostri figli, l’abbiamo contorta e distorta ed ecco cosa abbiamo ottenuto: solo e soltanto dolore. E non finirà qui, il dolore continuerà. Si moltiplicherà.
Erwan crede di chiudere questo capitolo mettendo un punto alle menzogne. Ma non capisce, non può capire… la verità per i Morvan è un vaso di Pandora alla fine del quale neppure la speranza può restare sul fondo. La sua caccia ci rovinerà tutti, per sempre.

lo avevo detto a Grégoire: «Abbiamo fatto un patto col diavolo, a essere in gioco è la nostra anima, non i nostri quattrini». Forse non sono mai stata più saggia di così. Erwan ci perderà tutti, pezzo dopo pezzo, vedrà la sua famiglia scivolare via.

Non è mai stato perfetto, ma il clan dei Morvan è ciò che abbiamo. Lo perderemo, non saremo più li stessi quando mio figlio tornerà a casa.
Tanti sacrifici, tante sofferenze per nulla.
Tanto sangue, tante lacrime per nulla.
Tutto quanto per nulla.
Erwan, cosa ci sai facendo?

Il Tour

Viaggiatrice Pigra | Liberi di scrivere | The Mad Otter
Il Mondo di sopra | Nali’s Shelter

Vi aspetto qui sul blog
il 19 novembre
per la recensione finale del romanzo!

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Review Party ~ “Dark Room – La camera oscura” di Jonathan Moore

Buongiorno Lettori!
Sono felicissima di prendere parte oggi al Review Party dedicato a Dark Room di Jonathan Moore. Non avevo mai letto nulla di questo autore e sono rimasta davvero colpita dal suo stile e dalle capacità narrative che ha dimostrato. Ci tengo a ringraziare di vero cuore la Leone Editore per avermi coinvolta in questa iniziativa ❤
Vi lascio alla recensione, buona lettura 💕

Dark Room
La camera oscura


L’ispettore Gavin Cain e il suo collega Grassley ricevono un video inquietante: un uomo, malato terminale di cancro, decide in punto di morte di confessare i suoi peccati e invita la polizia a esumare le spoglie di Christopher Hanley, un ragazzo morto nel 1985, per scoprire un terribile segreto. Quando il corpo sta per essere disseppellito, Cain viene riassegnato con la massima priorità a un altro caso: Harry Castelli, il sindaco di San Francisco, ha ricevuto una minacciosa lettera che lo invita a uccidersi per tenere celato uno scandalo legato al suo passato, con tanto di fotografie allegate che ritraggono una splendida ragazza incosciente e legata nuda a un letto. Il sindaco sostiene di ignorare chi sia la ragazza, ma Cain sospetta che gli stia nascondendo qualcosa e inizia a indagare sulla vita del primo cittadino. La caccia al ricattatore condurrà Cain in un intricato labirinto di segreti, che si dipana dietro l’apparente normalità dell’esistenza di Castelli e della sua famiglia.

Titolo: Dark Room – La camera oscura
Autore: Jonathan Moore
Prezzo: €14,90 cartaceo
Pagine: 416
Pubblicazione: 19 ottobre 2017
Editore: Leone Editore

la-mia-recensione

Il sindaco si sporse in avanti. Aveva l’aria esausta, ma quando parlò la sua voce risuonò profonda, ogni parola era come un affondo.
«Voglio essere assolutamente chiaro su un punto.»
«Sì.»
Castelli riprese di nuovo la busta, tenendola in mano senza aprirla.
«Io non so che cosa sia questo» disse Castelli. «E non ho nulla da nascondere.»
«Okay.»
«Siamo d’accordo?»
«Ho sentito» disse Cain.
Di norma, la prima cosa a uscire dalla bocca di un testimone era una bugia. Non era certo un buon inizio per il sindaco.

Click. Una fotografia.
Click. L’istante che si congela.
Click. Il momento che diventa eterno.
Click. Segreti silenti racchiusi in una mano.

Quattro foto, diapositive inquietanti, e in pochi istanti la vita del sindaco di San Francisco, Harry Castelli, sembra barcollare su un impalpabile filo sospeso senza alcuna protezione. È la paura a fare brutti scherzi: spinge la mente umana a cavallo fra presente e passato, in un turbinio di ricordi e tremori che non lascia scampo ad alcuna speranza sul futuro.

L’ispettore Gavin Cain, giunto finalmente a un punto di svolta per l’indagine su Chris Hanley che da molto tempo riempie le sue giornate, è costretto ad abbandonare il caso in favore di un personaggio di spicco, il Sindaco di San Francisco, coinvolto in un oscuro scherzo del destino.
Accusato da un anonimo “amico” di penna di aver ucciso la misteriosa ragazza protagonista delle diapositive allegate alla lettera, il primo cittadino viene invitato dall’autore al suicidio, come unica alternativa alla diffusione di altre fotografie e della verità sull’accaduto.

Sin dal loro primo incontro, le affermazioni del sindaco Castelli non convincono affatto Cain della sua innocenza. L’ispettore decide, quindi, di seguire il suo intuito, iniziando non solo a scoprire indizi e sconcertanti rivelazioni su Castelli e la sua famiglia, ma a collegare la storia della ragazza nelle fotografie con i corpi riesumati per il caso Hanley a cui stava precedentemente lavorando.

Jonathan Moore scrive un thriller classico, di stampo investigativo, e lo impreziosisce con una trama coinvolgente e mai noiosa, di grande impatto anche sui “divoratori seriali” del genere. Il ritmo è incalzante sin dalle prime pagine, e accompagna il lettore alla scoperta dei lati più instabili e pericolosi dell’animo umano. L’aspetto più affascinante è senza dubbio la molteplicità di trame e livelli di cui si compone Dark Room. L’autore sceglie non solo di presentarci due indagini parallele destinate ad incrociarsi in fase di ricerca, ma ne stratifica la lettura, affrontando con disinvoltura e naturalezza ogni aspetto della vita dei personaggi. Moore cede abilmente la lente d’ingrandimento al lettore, che di capitolo in capitolo coglie piccoli indizi e scene (magari innocue all’apparenza) che solo alla fine daranno vita al quadro completo.

Se cercate una lettura che possa tenervi incollati alle sue pagine fino alla fine, Dark Room non è lì per deludervi.

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SEGNALAZIONE: “I Giardini dell’Altrove” finalmente in eBook (+Intervista)

Bentornati miei cari Lettori!
Oggi vi porto una segnalazione che mi sta molto a cuore. Parliamo del primo romanzo di Loredana La Puma per l’editore pugliese Les Flaneurs, I Giardini dell’Altrove, e in questo momento non potrei sentirmi più “a casa” di così. Conosco Loredana da oltre un anno e ho avuto il piacere di affiancarla nella presentazione ufficiale del romanzo presso la sua libreria Il Paiolo Magico.
Ho amato profondamente I Giardini dell’Altrove in ogni sua pagina, nel suo raccontare e emozionare senza essere mai sfrontato o sopra le righe… motivo per cui sono felicissima di dirvi che potete finalmente trovarlo in formato eBook sulle principali piattaforme online ❤

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LES FLANEURS SHOP

Due settimane a Natale. Sara Brera, ventitreenne che ha lasciato la famiglia per cercare la propria strada, si licenzia dall’ultimo di una lunga lista di lavoretti precari e indegni delle sue reali aspirazioni. Sull’orlo della disperazione e con gli ultimi spiccioli in tasca, si ritrova casualmente davanti a una vetrina polverosa: è L’Antro di Leo, libreria dall’aria antiquata che sembra quasi materializzarsi lì per lei. La ragazza si fa coraggio e chiede un lavoro al proprietario Ismaele, uno strambo vecchietto che la accoglie e la accetta in prova fino alla vigilia; con sommo disappunto dell’altro commesso, lo scontroso Gabriel. La ragazza sente finalmente di aver trovato il suo posto, ma da quel momento in poi iniziano a susseguirsi una serie di avvenimenti inspiegabili di cui l’Antro sembra essere il fulcro: l’invalicabile porta della cantina, quello scampanellio che sembra fermare il tempo e infine l’incontro con il piccolo Marco e la sua storia inquietante. Cos’è accaduto nelle ultime ore? Cosa nascondono i due librai? Sara sta per scoprire una realtà più grande di lei che la precipita nel bel mezzo di un’indagine investigativa a tinte sovrannaturali. E sta per compiere una scelta: sarà in grado di rinunciare ai suoi sogni in nome di un bene superiore?

Prezzo: €22,00 cartaceo – €4,99 eBook
Pagine: 464
Pubblicazione: 26 giugno 2017
Editore: Les Flaneurs Edizioni


Vi lascio anche un paio delle domande fatte in fase di presentazione, sono certa che stuzzicheranno la vostra curiosità 😉

Uno degli aspetti più particolari del romanzo è il suo vasto cast di  personaggi. Qual è quello che ti ha stimolata di più a livello di scrittura e fantasia?
Loredana: Un personaggio che mi è piaciuto tantissimo scrivere è certamente Ismaele, questo libraio un po’ misterioso e dal carattere non sempre facile, con la sua brutta abitudine di non raccontare sempre le cose davvero come stanno, ma dando solo mezze verità. Fra lui e la protagonista non ci sarà un costante rapporto idilliaco. A livello di fantasia mi ha stimolato moltissimo, nel suo essere un tipico “personaggio da fiaba” (sa tutto, esperto in tutto, con un negozio alle spalle da tanto tempo, ammantato da un’aura di mistero, perfetto come mentore) che lascia poi a lettura conclusa ancora qualche segreto da svelare… 😉

Per chi ti conosce già come autrice, una delle prime cose che salta all’occhio è la differenza di genere fra questo romanzo e i tuoi precedenti lavori. Sei passata dall’Urban Fantasy al Mistery (aggiungendo quel pizzico di magia che per te non deve mai mancare). Come mai questo cambiamento?
Loredana: I gialli mi hanno sempre affascinato, non solo a livello letterario, ma specialmente dal punto di vista cinematografico e televisivo. Mi piaceva l’idea di cominciare qualcosa che riprendesse questo elemento. Come tutte le storie che mi capita di scrivere è venuta un po’ da sé: ho avuto un’idea, ho cominciato a buttarla giù e a quel punto si è scatenata una voglia incredibile di proseguire, quasi si stesse scrivendo da sola. Un grande aiuto me lo ha dato aprire la mia libreria Il Paiolo Magico, che con L’Antro di Leo ha un fattore fondamentale in comune: sono luoghi unici che hanno una vita propria, data dalle persone che la frequentano.

Quanto c’è di Loredana in questo romanzo?
Loredana: Chi mi conosce lo sa, io detesto i romanzi programmati a tavolino dove l’autore prende una penna in mano solo per scrivere di un determinato tema X qualsiasi. Della serie “Devo far passare questo messaggio importantissimo!”, stop. A livello artistico trovo queste opere un po’ fasulle e artificiose. Quando un opera è spontanea, tutto quello in cui l’autore crede e ha vissuto inevitabilmente finisce fra le sue pagine.
Man mano che scrivevo I Giardini dell’Altrove, mi sono resa conto che una delle tematiche più ricorrenti era il rapporto genitori-figli. È diventato un filo conduttore di tutta la storia senza che me ne rendessi conto. Tanto i protagonisti quanto i personaggi secondari hanno qualcosa da raccontare sui loro legami familiari: questo rispecchia ovviamente quanto l’argomento mi stia a cuore ❤

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Mi raccomando, non lasciatevi sfuggire l’occasione di leggere questa storia… non ve ne pentirete 😀

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Blog Tour “Far West” di Sonia Morganti – APPROFONDIMENTO: i treni a vapore

Buongiorno miei cari Lettori!
Diamo il via alla settimana con la quinta tappa del blog tour dedicato a Far West, il nuovo romanzo di Sonia Morganti per la Leone Editore 🙂 Ringrazio di cuore la Casa Editrice per avermi convolta in questa bellissima iniziativa in compagnia di colleghe “scribacchine” che personalmente adoro (troverete alla fine dell’articolo tutti i link alle altre tappe e ai blog partecipanti) ❤

Il secondo romanzo della Morganti sceglie di guardare al futuro, dove la Terra e i suoi abitanti stanno soccombendo a una crisi energetica senza precedenti. Nella tappa di oggi daremo uno sguardo a un particolare davvero interessante che incontrerete nel corso della storia: i treni a vapore. Buona lettura 😉

Far West


2060. Dennis, un nativo americano che ha lasciato la riserva per studiare in una delle più prestigiose università del paese, sta per laurearsi in ingegneria. Ma mentre si trova alla festa di laurea del suo migliore amico Frederick, viene sorpreso da una notizia sconcertante: si è esaurito il petrolio a livello mondiale, e nessuno dei paesi civilizzati è preparato a fronteggiare l’emergenza. Dennis, prevedendo lo scatenarsi del panico, decide di tornare dalla sua famiglia nella riserva, per affrontare così le conseguenze della crisi energetica, che rendono presto le città sempre più invivibili. Maniaci assetati di potere, intrighi politici e separatisti pronti a tutto sono solo alcuni dei pericoli di questo nuovo mondo, un far west in cui la legge del più forte sembra poter soffocare persino quella, eterna, dell’amore.

Titolo: Far West
Autore: Sonia Morganti
Prezzo: €12,90 cartaceo
Pagine: 296
Pubblicazione: 19 ottobre 2017
Editore: Leone Editore

 

Come in un film, treni a vapore solcano tutt’oggi le grandi pianure e i deserti aridi nel cuore degli Stati Uniti. Solo che sono riservate ai turisti, alle famiglie in gita e ai curiosi giunti da molto lontano, come me… La ferrovia Durango-Silverton sembra uscita da un film: la stazione è in puro stile far west, il treno attraversa, sbuffando, scenari spettacolari. Non a caso questa linea ferroviaria appare spesso sul grande schermo. Nel 1882 serviva a trasportare minerali e minatori, oggi trasporta i turisti che possono permettersi questa escursione costosa ma molto affascinante – va da sé, io mi sono limitata a godere della vista di quella stupenda macchina dall’esterno – nel romanzo, invece, recupera la sua funzione originaria su idea di Dennis: trasportare materiali e soccorritori in maniera più rapida e su più grandi distanze. Lo dice lui stesso, approssimandosi a quel luogo straniante, nel quale ripone però immense speranze.

Durango era stata una cittadina ricca, graziosa e ridente; le descrizioni su siti e locandine ne elogiavano la «vocazione turistica». Nessuno l’avrebbe detto oggi percorrendo la lunga strada d’ingresso con l’asfalto divelto dalle piante e scavato dal ghiaccio e dalle piogge, tra case con i tetti sfondati e le finestre inesistenti. Ma la loro destinazione, l’obiettivo di quel viaggio, era chiara: la ferrovia storica che caratterizzava Durango era stata vista in funzione da vari testimoni, segno della presenza di una comunità organizzata. In cuor suo Dennis sperava di poter avere l’aiuto della popolazione per raggiungere luoghi più distanti, con cui commerciare per velocizzare soccorsi e ricostruzione.

Storicamente, infatti, il treno ha sempre segnato una linea di demarcazione tra un prima e un dopo, un passato e un futuro, grazie alla sua rapidità e alla sua efficienza.
Per chi ama questo mezzo di trasporto, la locomotiva a vapore è una vera gioia per gli occhi. Negli Stati Uniti ci sono parecchie linee servite da treni storici di questo tipo, che viaggiano su tratte dalla bellezza mozzafiato, ricche di suggestioni storiche e cinematografiche.
Nemmeno i superstiti della Grande Crisi, nel romanzo, sono immuni dal fascino della locomotiva.

Senza smontare da cavallo, Micheal si avvicinò alla locomotiva con gli occhi brillanti e golosi di un bambino. «Spettacolare!» scandì, bussando sul corpo di metallo luci- do di quella bestia dormiente. La accarezzò con la deferenza e l’ammirazione che si devono a un cavallo di razza. «Pensate che, quando ero piccolo, ci ho fatto anche un giro!»
«Schiacciato tra i turisti, immagino!»
«Già!» rise. «Sembra incredibile che ora questo treno sia in uso veramente.»

Il lettore è un gran sognatore | Once Upon A Time A Book |
Diario di un sogno | Il mondo di sopra
Il Bianco e il Nero. Emozioni di una musa | Rosypuntoevirgola

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L’Angolo delle Recensioni: La ladra di neve (D. Paige)

Ben ritrovati miei cari Lettori!
Abbiamo vissuto insieme un brutto periodo in cui non pubblicavo per settimane, mentre adesso riesco a scrivervi anche due volte al giorno… non potete neanche lontanamente immaginare quanto questo mi riempia il cuore di gioia! Ritorno sul blog per parlarvi di un romanzo uscito ieri per la DeA Planeta Libri, La ladra di neve di Danielle Paige.
Già famosa a livello internazionale per la sua serie Dorothy Must Die, affascinante retelling del celeberrimo romanzo Il mago di Oz di Baum, l’autrice americana sbarca in Italia con una nuova fiaba rivisitata, tingendola di romanticismo e crescita personale. Vi lascio alla recensione ❤

La ladra di neve


Snow vive nell’istituto psichiatrico di massima sicurezza di Whittaker da quando è solo una bambina. Ora ha sedici anni e un’unica certezza: lei non è pazza. È prigioniera. Lo sente nel suo cuore, nei suoi sogni, e ne è più che sicura quando guarda negli occhi Bale, il miglior compagno di sventure che le potesse capitare. Nel momento in cui Snow lo bacia, però, accade qualcosa di terribile: Bale cade in stato catatonico e scompare all’interno di uno specchio stregato. Senza di lui Snow non ha più certezze, né motivi per restare. Aiutata da un’amica, fugge dalla sua prigione. Più veloce che può, più lontano che può, oltre i cancelli dell’ospedale. Qui incontra Jagger, un ragazzo misterioso che promette di aiutarla a salvare Bale. Snow accetta di seguirlo e in quell’istante il mondo attorno a lei cambia. Sotto i suoi piedi il terreno si trasforma in ghiaccio, e tutto diventa neve e magia. Jagger l’ha portata ad Algid, un regno incantato sul cui trono siede un tiranno sanguinario. Così, in un mondo condannato a un eterno inverno, Snow si troverà a combattere per l’amore e la giustizia. Diventerà ladra, strega e spia, disposta a tutto pur di trovare una risposta alla domanda che più la spaventa: chi è lei davvero?

Titolo: La ladra di neve
Autore: Danielle Paige
Prezzo: €6,99 ebook – €14,90 cartaceo
Pagine: 437
Pubblicazione: 17 ottobre 2017
Editore: DeA Planeta Libri

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“A volte i primi baci risvegliano le principesse addormentate, annullano incantesimi e introducono il lieto fine. Il mio spezzò Bale”

È difficile vivere come Snow. Se da bambina voleva a tutti i costi attraversare la “porta magica” nascosta in uno specchio, adesso è rinchiusa in un istituto psichiatrico proprio a causa di questo episodio. È difficile vivere non avendo la più pallida idea di chi si è veramente, costretti dalle pillole a sotterrare la propria natura.
Snow vive così. Lontana da sua madre, lontana dalla normalità, lontana da Bale, un altro paziente dell’istituto, il suo primo amore, il suo primo bacio. Eppure quel bacio non era stato magico come qualunque diciassettenne si aspetterebbe.

Gli diedi una spintarella affettuosa.
«Ora ho capito che cosa sei» continuò, poi mi afferrò la mano e la strinse con un po’ troppa forza.
«Bale…» Qualcosa mi schioccò nel palmo e un dolore acuto corse su per il polso e il braccio. Lanciai un grido, ma lui continuava a fissarmi, la presa e lo sguardo improvvisamente freddi e inflessibili.
Per niente da principe.
Ci vollero tre infermieri per costringerlo a lasciarmi andare il polso, che in seguito seppi essersi rotto in due punti.

Non importava cosa fosse successo o perché Bale avesse reagito in quel modo. Lui era importante per Snow. E sarà proprio per lui che la nostra protagonista riuscirà a superare il muro di paure e debolezze che anni di pillole le avevano costruito attorno.

Dopo una serie di suggestive e assurde nottate, governate da sogni di uno strano ragazzo che la chiama Principessa e le dice di fuggire per raggiungere “l’Albero” che da sempre vedeva nei suoi incubi, quando Bale inspiegabilmente scompare  attraverso una porta-specchio (proprio come quella in cui Snow aveva creduto di poter entrare da bambina e che l’aveva imprigionata nell’istituto Whittaker) la giovane riesce davvero a scappare e a raggiungere l’innevato e gelido regno di Algid.

Rialzai nuovamente la testa e a un tratto davanti a me vidi il bosco, luminoso come in pieno giorno. Il che era impossibile, visto che era notte fonda. O lo era stata. Quello però non sembrava il bosco in cui mi trovavo fino a un secondo prima, e gli alberi che mi circondavano non erano normali… Erano alti, così alti che anche allungando il collo non riuscivo a vederne la cima. Ed erano azzurri, dell’azzurro pallido delle pervinche. Nonostante quel colore insolito, sembravano fatti di vero legno. Quello fu per me il primo indizio che non mi trovavo più a New York.

Non voglio raccontarvi di più della trama, né citarvi i personaggi e le atmosfere che incontreremo nel mondo di Algid. Ma vorrei fare alcune riflessioni sulle scelte applicate dall’autrice.

Ho apprezzato moltissimo il voler mescolare la famosa fiaba di Andersen La Regina delle Nevi, filone fantasy principale del romanzo, con altri riferimenti sparsi a grandi classici della letteratura per ragazzi, come Le cronache di Narnia o Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Lo stile ricalca quello della letteratura per i più giovani: semplice, lineare e di facile comprensione, con descrizioni tutt’altro che prolisse, ridotte a ciò che serve per creare visivamente setting e impianto narrativo.

È una storia pubblicizzata come YA, ma personalmente credo sarebbe meglio indirizzarla verso un target ancora più giovane. Le avventure di Snow, soprattutto nella seconda parte del romanzo in cui la lettura prende una piega decisamente romance, si lasciano apprezzare  molto più facilmente da un lettore giovane e con poca “esperienza”. Gli appassionati di fantasy più grandicelli e con numerosi romanzi alle spalle potrebbero rimanere delusi, dopo le premesse di una prima parte ricca di azione.

Sono fortemente incuriosita dal vedere se nel secondo (e credo anche conclusivo) romanzo della serie ci sarà una ripresa e una più forte spinta a livello di pathos e colpi di scena. Sarebbe il gran finale che la giovane Snow sicuramente merita.

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SPECIALE: George Saunders trionfa al Man Booker Prize 2017 con “Lincoln nel Bardo”

Buongiorno miei cari Lettori
Il mio radar dei vincitori ha fatto di nuovo centro: proprio come avevo scritto (e sperato fortemente) nell’articolo di ieri, è stato proprio George Saunders a vincere l’ambito Man Booker per il 2017 con il suo capolavoro Lincoln nel Bardo!

Alla presenza di Camilla, Duchessa di Cornovaglia, e della giuria d’eccellenza presieduta dalla Baronessa Lola Young (già docente di Studi Culturali presso la Middlesex University e Presidente della Greater London Authority), Saunders è diventato il secondo autore di nazionalità americana a vincere il più importante premio britannico per la letteratura contemporanea.

La Baronessa Lola Young ha elogiato Lincoln nel Bardo con parole di grande peso: “The form and style of this utterly original novel, reveals a witty, intelligent, and deeply moving narrative” (La forma e lo stile di questo originale romanzo rivelano una narrazione spiritosa, intelligente e profondamente commovente). Il libro è spiccato sugli altri cinque finalisti per l’innovazione stilistica, che a primo impatto può quasi destabilizzare il lettore, e la sua incredibile forza emotiva.

In una precedente intervista al TIME Magazine, Saunders aveva affermato che scrivere di Lincoln (mostro sacro per il popolo americano) non era mai stato nei suoi piani, ma la leggenda secondo cui il Presidente avesse lasciato tutti i suoi impegni politici alle porte della guerra di secessione pur di entrare nella cripta di suo figlio Willie e abbracciarlo un’ultima volta, lo aveva affascinato a tal punto che “I thought of the book as a way of trying to instil the same reaction I’d had all those years ago” (Ho pensato a questo libro come il tentativo di instillare la stessa reazione che ebbi io tanti anni fa).

Pubblicato in originale da Bloomsbury e portato in Italia da Feltrinelli, Lincoln nel Bardo rappresenta sicuramente un coraggioso e affascinante “salto nel vuoto” per letteratura odierna: strutturato quasi come un testo teatrale, con alternanza di voci e sentimenti, difficilmente lascia indifferente chi legge. Il mio più grande consiglio è di correre in libreria e divorarlo in una notte, proprio come sotto la luce di una sola luna è ambientata la storia dei due Lincoln.

 

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SPECIALE: Man Booker Prize 2017

Buongiorno miei cari Lettori!
Anche quest’anno torna sul blog l’immancabile appuntamento con il celebre Man Booker Prize, riconoscimento letterario assegnato ogni anno al miglior romanzo scritto in inglese e pubblicato nel Regno Unito.

Proprio questa sera nella Guildhall a Londra verrà celebrato il vincitore fra i sei finalisti del premio e devo ammettere di essere (forse per la prima volta) parecchio indecisa su chi sarà a trionfare.
Già la shortlist aveva stupito in molti, non solo per la presenza di tre autori di nazionalità americana, ma ancor di più per quella di ben tre romanzi d’esordio nella sestina.

Personalmente sono molto contenta dei sei titoli di quest’anno. Nelle mie previsioni sui finalisti uno dei tre esordienti era sicuramente sostituito da “La Ferrovia Sotterranea” di Colson Whitehead, nominato fra i tredici semifinalisti e già vincitore di Pulitzer e National Book Award, ma la scelta dei giudici ha preferito dare spazio alle novità dell’ultimo anno editoriale (cosa che ho comunque apprezzato moltissimo). Ma ora basta chiacchiere e vediamo quali sono i sei titoli in gara 😉
Possiamo ritenerci particolarmente fortunati visto che il 2017 ci ha donato tre traduzioni italiane fra i sei titoli in gara: quindi niente scuse, tutti a leggere! ♥

4321 di Paul Auster, edito Einaudi, è il mastodontico volume nato dopo il lungo silenzio editoriale dell’autore a partire dal 2010. Auster torna in libreria con una storia forte e appassionante: è Archie Ferguson il protagonista di 4321, o meglio…Archie è i protagonisti. Perché alla domanda: “Che vita avrei avuto se avessi fatto scelte diverse?” Archie risponde con quattro storie, quattro percorsi narrativi nati da scelte differenti, quattro vite come romanzi nel romanzo, accomunate dalla sola presenza dell’affascinante Amy Schneidermann, “l’indispensabile altro che abitava nella sua pelle” (anche se non sempre nella stessa veste).


History of Wolves di Emily Fridlund, ancora inedito in Italia, è uno dei tre esordi candidati alla vittoria. Il romanzo si concentra sulla vita di Linda, quattordicenne americana del Nord Minnesota, e sui suoi percorsi di crescita, soprattutto a livello emotivo-sociale. Il lettore segue questo viaggio andando avanti e indietro nel tempo, fra una Linda adolescente e una ormai adulta. Nata e cresciuta nell’ultimo baluardo di una antica comunità e per questo vista a scuola come una straniera, Linda si trova ad affrontare la vita e le conseguenze del non capire ogni cosa che intorno le accade con la giusta maturità, limitata da scelte e situazioni non sempre sotto il suo controllo.


Exit West di Mohsin Hamid (anche questo edito Einaudi), è una breve, ma intensa opera a cavallo fra fantascienza e denuncia sociale, che porta al lettore la storia di Saeed e Nadia, due giovani innamorati costretti a scappare da una terribile guerra civile in una mai nominata città del Medio Oriente. Una storia che parte dai drammi dell’immigrazione all’ordine del giorno e si tinge di incredibile, quando a permettere il viaggio dei protagonisti in giro per il mondo non sono barconi carichi di profughi, ma porte magiche, spuntate all’improvviso nel bel mezzo della loro corsa.


Elmet di Fiona Mozley, secondo volume ancora inedito e anch’esso romanzo d’esordio in lista per il Booker, si concentra sulla vita di Daniel, sua sorella Cathy e suo padre detto Daddy, un nucleo familiare ai margini della società contemporanea. L’esordio della Mozley si fa notare per il netto contrasto tra l’ambientazione rurale e la penna squisitamente lirica, tinta di noir quando l’animo umano viene spinto fino e oltre ogni limite.


Lincoln nel Bardo di George Saunders, edito in Italia da Feltrinelli, è la commovente storia di Abraham Lincoln e di suo figlio Willie, venuto a mancare a soli undici anni. Innovativo nello stile, tanto quanto nella storia, il chiaccherato esordio di Saunders ferma momentaneamente il tempo nella vita di entrambi i Lincoln, il primo incatenato dal dolore della perdita del suo bambino, il secondo intrappolato in un limbo in cui neppure sa di trovarsi, e per una notte lascia che siano accompagnati da tre spiriti dal sapore Dantesco sospesi tra una vita ormai conclusa e una nuova da iniziare.


Autumn di Ali Smith (autrice di cui Sur è il nuovo editore italiano), è il primo libro di un quartetto dedicato alle stagioni. Storie autoconclusive, ma al contempo interconnesse e cicliche, così come lo sono le quattro parti dell’anno. Da riflessioni post-Brexit a più filosofici pensieri sul tempo che passa e che fu, la Smith tratteggia, con salti avanti e indietro nella storia e un percorso narrativo tutt’altro che lineare, un quadro emotivo sul nostro presente (in qualunque periodo storico esso sia) e su come possa dilatarsi e restringersi in base a come lo percepiamo.

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Chi sarà il vincitore? Anche volendo azzardare delle ipotesi, mi rendo conto di quanto ognuno di questi romanzi abbia qualcosa di davvero speciale che potrebbe farlo emergere sugli altri. Abbiamo riflessioni su temi importanti (come pedofilia, immigrazione, cambiamenti politico-sociali), abbiamo innovazione stilistica e narrativa di altissima qualità, abbiamo viaggi introspettivi nelle profontità dell’animo umano: la shortlist di quest’anno presenta un ventaglio di romanzi da cui sarà stato davvero difficile prendere un solo vincitore.

Io questa sera incrocerò le dita per George Saunders e il suo Lincoln nel Bardo (anche se difficilmente verrà assegnato il premio nuovamente ad un autore americano, dopo la vittoria di Paul Beatty lo scorso anno). Voi avete qualche preferenza? Conoscevate i titoli in gara?

Vi aspetto domani mattina per commentare il libro vincitore delle £50.000!

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W…W…W… Wednesdays (in ritardo) #11

Buongiorno miei dolci Lettori!
Come procede la settimana? Io sono super impegnata come sempre, ma ci tenevo a riprendere con costanza la scrittura qui sul blog (quindi fate finta insieme a me che oggi sia ancora mercoledì eheheh) ♥

Ritorna dopo svariate settimane la rubrica degli aggiornamenti libreschi. Lo ammetto, il mio morale è abbastanza a terra ultimamente… i problemi avuti durante l’estate hanno praticamente distrutto ogni speranza di completare la challenge di quest’anno *bye bye 65 libri in in anno 👋🏻 eravate un bel sogno, chissà se nel 2018 diverrete realtà!*

Ma basta piangere sul latte versato e pensiamo a quanto riuscirò a fare nei prossimi mesi. Come negli altri episodi della rubrica, vi lascio le tre domande di rito:

∗ What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

∗ What did you recently finish reading? (Qual è il libro che hai appena finito?)

∗ What do you think you’ll read next? (Quale sarà la tua prossima lettura?)

Cosa stai leggendo?

Mi sto godendo in anteprima la lettura di Midnight Jewel, secondo capitolo della nuova trilogia di Richelle Mead The Glittering Court. Lo staff  della LSWR Edizioni è stato come sempre stra-gentile nell’inviarmi il romanzo, non vedo l’ora di potervene parlare 😍♥ in libreria uscirà ufficialmente per metà ottobre, manca pochissimo!!!

Qual è il libro che hai appena finito?

Spero vi siate già fermati a leggerla, ma nel caso vi rimando all’ultima recensione che ho scritto, dedicata a Mirror Mirror, romanzo d’esordio della famosissima Cara Delevigne (qui il link). Quello fra me e questo romanzo è stato un amore decisamente inaspettato, ma alla fine è scattata quella magica scintilla e ne consiglio caldamente la lettura 😉

Quale sarà la tua prossima lettura?

Vorrei finalmente recuperare una delle tantissime novità uscite di recente. E qui tocchiamo il solito tasto dolente della mia perenne indecisione. Ora, tenendo presente che molti romanzi non sono ancora in mio possesso, direi che l’ambarabà ciccì coccò saltellerà fra: Origin di Dan Brown, Tartarughe all’infinito di John Green (nella speranza che non mi deluda come Città di carta), E poi ci sono io di Kathleen Glasgow e Cuore Oscuro di Naomi Novik.

Mi raccomando, datemi un consiglio per l’ultimo punto e fatemi sapere cosa state leggendo voi in queste fresche sere autunnali 🍁🍂

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: Mirror, Mirror (C. Delevigne)

Buongiorno Lettori!
È con immenso piacere che vi porto oggi la recensione in anteprima del romanzo Mirror, Mirror scritto dalla famosissima modella e attrice Cara Delevigne. Ci tengo a ringraziare la DeA Planeta Libri per avermi permesso di leggere il romanzo con grande anticipo rispetto alla sua pubblicazione. Insieme a pochissime altre blogger, ho potuto immergermi nel debutto editoriale della celebre star, scoprendo un storia intensa e avvincente che non potete assolutamente perdere.

Il romanzo sarà disponibile in libreria a partire da domani 10 ottobre! Vi lascio alla mia recensione, buona lettura ❤

Mirror, Mirror

 

AMICI. AMANTI. VITTIME. TRADITORI.
QUANDO VI GUARDATE ALLO SPECCHIO CHE COSA VEDETE?

Niente è come sembra. La verità dello specchio è sempre capovolta.

Red, Leo, Naomi e Rose. Quattro ragazzi diversi ma uniti da un’unica passione: la musica. È stata la musica a renderli non solo una band, i Mirror Mirror, ma anche una famiglia. Inseparabili.
Almeno fino al giorno in cui Naomi è scomparsa nel nulla e la polizia l’ha ritrovata in condizioni disperate sulle rive del Tamigi.  Da quel momento niente è più stato come prima: uno specchio si è rotto e un pezzo si è perso per sempre nelle vite di Red, Leo e Rose. Perché Naomi era la più solare di tutti, l’amica migliore del mondo.
Ma in fondo al cuore nascondeva un segreto… Un segreto inconfessabile che nemmeno Red aveva fiutato e che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. E mentre Rose si abbandona agli eccessi e Leo si chiude in se stesso, Red non accetta il destino dell’amica: ha bisogno di sapere, di capire. Che cosa ha ridotto Naomi in quello stato? Può davvero trattarsi di un tentato suicidio come crede la polizia?
Per scoprire la verità Red dovrà trovare la forza di guardarsi allo specchio, conoscersi e imparare ad amarsi per quello che è. Perché, a volte, bisogna accettare che niente è ciò che sembra e che la realtà può essere capovolta.
L’esordio nella narrativa della top model e attrice di fama mondiale Cara Delevingne, un romanzo dal ritmo serrato e dal finale mozzafiato. Una storia potente, provocatoria e indimenticabile che parla di amicizia e identità, ma soprattutto dell’insolubile conflitto tra quello che si è e quello che si finge di essere.

Titolo: Mirror, Mirror
Autore: Cara Delevigne (con Rowan Coleman)
Prezzo: €16,90 cartaceo – 9,99 ebook
Pagine: 356
Pubblicazione: 10 ottobre 2017
Editore: DeA

la-mia-recensione

 Abbiamo continuato a cercarla noi, Naomi, a lungo, anche dopo che tutti avevano smesso. Abbiamo guardato ovunque.
Ma lei non era da nessuna parte.
L’unica cosa che abbiamo trovato erano i posti che frequentava.

Naomi è scomparsa.
Era già successo in passato, ma non come questa volta.
Mai così a lungo, mai senza poi tornare.
Red, Leo e Rose sono più preoccupati che mai. Loro, quel gruppo di amici che sfidava ogni regola e convenzione: così diversi, ma ormai legati e inseparabili. La musica come collante: la loro band, i Mirror Mirror, una vera famiglia su cui poter sempre contare.

Tutti credono che quella di Nai sia la solita bravata adolescenziale: andare via di casa senza dare notizie di sé non è cosa di cui preoccuparsi troppo per una come lei, abituata a farlo. Qualcosa finalmente cambia quando il corpo della ragazza, in fin di vita, viene trovato poco distante dal Westminster Bridge.

Qualcosa cambia, è vero, ma non quanto dovrebbe.
Saranno Red e la sorella di Naomi, Ashira, a sentir puzza di bruciato, più di chiunque altro.

La vita va avanti. Ma è una balla, perché la notte in cui Naomi è sparita ha premuto il tasto PAUSA per tutti noi. I giorni passano, e anche le settimane e le stagioni e qualsiasi altra cavolata, ma il resto no. Per niente. È come se vivessimo in apnea da otto settimane.

Per coloro che amiamo (o che crediamo di amare) siamo risposti a rischiare ogni cosa, a superare limiti che nessuno dovrebbe passare. Dove questo possa portarci, ma soprattutto dove porterà i protagonisti di questa storia lo lascio scoprire a voi.

Quando ho cominciato a leggere Mirror Mirror non ero sicura di cosa avrei trovato fra le sue pagine. Un YA come tanti altri? Uno psicodramma adolescenziale con poca profondità e tanti cliché? Un piatto tentativo della famosa Cara Delevigne di inserirsi nel panorama editoriale contemporaneo?

Avevo tanti dubbi, ma anche moltissime aspettative. E sono state proprio queste ultime a non rimanere deluse.

La Delevigne, in collaborazione con Rowan Coleman, tesse abilmente una storia intricata e complessa, che combina le più classiche problematiche adolescenziali ad un ben più difficile e doloroso mistero. Pagina dopo pagina, gli occhi di Red proiettano ogni istante nella mente del Lettore e le sue emozioni vanno lentamente a fondersi con le paure di chi, ormai rapito da Mirror Mirror, sente come proprie le vicende dei giovani protagonisti.

«Non mi importa da dove vengono le persone, di che colore hanno la pelle o quanti soldi hanno, se preferiscono i maschi o le femmine, o… o tutta quella merda. Perché le persone non possono essere persone e basta?»

Lo stile è asciutto, diretto e incisivo. Arriva con facilità e colpisce con veemenza, lasciandoci quasi tramortiti. È un libro che può affascinare tanto i giovani quanto gli adulti.

Mostra un quadro realistico (e, a tratti, molto difficile da digerire) di quanto l’adolescenza nell’oggi dei social, dell’apparenza prima di tutto e delle amicizie troppo spesso inconsistenti sia più complessa che mai. Crediamo di condividere la nostra persona sul web e di poter conoscere gli altri grazie a ciò che leggiamo online… ma in pochi colgono quanto sia filtrato e impoverito il reale quadro che rappresenta ognuno di noi.

Creare amicizie dovrebbe voler dire andare oltre quel velo digitale, approfondire e scoprire. E anche quando si è convinti di conoscere tutto dell’altra persona, allora quello è il momento di scavare ancora più a fondo, perché l’anima ha infinite camere ricche di tesori.

Imparare ad essere ciò che siamo davvero è la più ardua sfida dell’adolescenza. Crescere e maturare significa amarci nei nostri pregi e difetti, vivere in armonia con noi stessi (anche se il resto del mondo ci vede sbagliati) e scoprire che i sentimenti veri non hanno bisogno di sovrastrutture e respirano solo se lontani dalle catene dell’ipocrisia.

Specchio specchio delle mie brame, mostrami così come sono.
E lascia che tutti mi vedano. Solo io, senza maschere.
Perché è così che sono davvero la più bella di tutto il reame.

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