Cantami, o Diva #5

Buongiorno Cuori Vibranti!
Chi è appassionato di cinema come me, probabilmente, oggi riuscirà a cogliere ancor di più l’essenza di ciò che sta leggendo.
Ci sono film che puoi vedere mille volte, ma che trovi sempre avvincenti come la prima e, forse, ancora di più. Ne impari perfino le battute a memoria, eppure ogni volta c’è sempre una nuova scoperta, un brivido in più che ti scorre sulla schiena, guardando una sequenza, ascoltando una musica, seguendo un dialogo…
E’ questo il caso (almeno per me) di Blade Runner, un “cult” della fantascienza, diretto da Ridley Scott e interpretato da un giovane Harrison Ford e dall’affascinante Rutger Hauer.
Questa pellicola di ambientazione distopica, a cui fa da cornice la meravigliosa musica elettronica di Vangelis, contiene una delle frasi più celebri del cinema moderno, di quelle che si conservano indissolubili nei cassetti della memoria, per poi saltar fuori quando meno te l’aspetti!

 I’ve seen things you people wouldn’t believe
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi

Ora, ne sono certa, vi starete chiedendo cosa c’entra la fantascienza con Calliope? Ed ecco in soccorso arrivare a risolvere il quesito una bellissima poesia di Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998…

 La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro

“Non è vero. Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:”Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.

 

La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.
Bisogna vedere quel che non si è visto,
vedere di nuovo quel che si è già visto,
vedere in Primavera quel che si era visto in Estate,
vedere di giorno quel che si è visto di notte,
con il sole dove la prima volta pioveva,
vedere le messi verdi,
il frutto maturo,
la pietra che ha cambiato posto,
l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati,
per ripeterli,
e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

Josè Saramago (da Viaggio in Portogallo)

Ogni viaggio è dunque un’esperienza diversa, ricca di emozioni, di quelle che trapassano la pelle ed entrano nel cuore, fino a farlo battere forte. Non hai bisogno di fotografare le emozioni, perché resteranno impresse nella mente e potrai rispolverarle ogni volta che vorrai, riaprendo l’album della memoria… E anche in un luogo già visto, i sensi riusciranno a cogliere un particolare mutato o sfuggito che ti lascerà nuovamente stupito!
A presto, Cuori Vibranti!

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Cantami, o Diva #4

Ben ritrovati Cuori Vibranti!
Eccoci ancora una volta a parlare di poesia, a raccontare di come ognuno di noi potrebbe trasformarsi in un poeta, se solo riuscisse a tradurre in versi una sensazione vissuta con passione.

A volte, davanti a un posto conosciuto riaffiorano i ricordi… Basta un profumo, una musica, una luce e, in un attimo, si torna indietro nel tempo a rivivere situazioni che inebriano l’anima e fanno nuovamente fremere i sensi… E lì, all’improvviso, è il silenzio a vincere!!!
È in quell’armonia di suoni invisibili, lontani dal resto del mondo, che sentiamo il nostro cuore vibrare più forte… un sorriso illumina il nostro viso, o una lacrima lo bagna, ma la sensazione alla fine, in un caso o nell’altro, sarà quella di aver rivissuto, con la stessa intensità di un giorno lontano, un’esperienza che il tempo aveva scolorito, ma che il cuore non aveva dimenticato.

Se, in quei momenti, ognuno di noi avesse davanti a sé un foglio bianco e riuscisse a scrivere ciò che sente, nascerebbe un poeta!

Urbino – Piazza del Duomo
Urbino - Piazza Duomo

LA STRADA SUONA

La strada suona.
Un passante frettoloso
continua il suo cammino.
Solo le pietre
consumate dal tempo
ascoltano indifferenti,
mentre la musica sale
verso il cielo!

(R. C.)

A presto, Cuori Vibranti!

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Cantami, o Diva #3

Buongiorno Cuori Vibranti!
Vi è mai capitato di svegliarvi fin dal mattino con una canzone in mente, un motivetto che vi accompagna per tutta la giornata e vi segue fino a quando, ormai stanchi, poggiate la testa sul cuscino, pronti a scivolare tra le dolci braccia di Morfeo?
A me succede spessissimo e proprio oggi, neanche fosse il mio cantante preferito (anzi tutt’altro direi…), c’è Vasco Rossi a martellare il mio cervello con una canzone che, in realtà, non è poi tanto male!

Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha…
… Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà…
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà…

Io sono convinta che nulla accade per caso ed ecco che, pensando alla poesia da proporvi quest’oggi, con ancora in testa le parole di Vasco, mi sono venute alla mente quelle molto più profonde di una delle penne più autorevoli del XX secolo, Jorge Luis Borges, scrittore, poeta, saggista e traduttore argentino, conosciuto però in tutto il mondo.

L’OROLOGIO DI SANGUE NEL MIO PETTO
BATTE IL PAUROSO TEMPO DELL’ATTESA

Ci sono momenti in cui si deve vivere la propria vita per capire se stessi. Perché si cambia, il nostro mondo cambia, cambiano le cose senza che te ne accorgi, un mattino è come se ti svegliassi dopo i cento anni della Bella Addormentata. E ti chiedi cos’è successo a te, nel frattempo: se tutto è cambiato così, dov’eri tu che non te ne accorgevi.
Chiedi, ma nessuno risponde.

Ci sono momenti in cui si deve vivere la vita attraverso la vita degli altri. Altri che soffrono, altri che ti hanno aspettata a lungo, altri che dopo anni di silenzio finalmente parlano. Altri che hanno bisogno di un compagno nell’attesa delle loro attese. E altri per i quali il tempo che passa nell’aspettare è già un dono.

Non sai bene se la vita è viaggio, se è sogno, se è attesa, se è un piano che si svolge giorno dopo giorno e non te ne accorgi se non guardando all’indietro. Non sai se ha senso. In certi momenti il senso non conta. Contano i legami.

Creare legami. È, dunque, questo il senso della vita? Che siano legami familiari, d’amicizia o amorosi, l’importante è che siano profondi, sinceri e persistenti nel tempo, perché solo attraverso il loro svolgersi ed evolversi ogni cuore troverà una ragion d’essere e di battere!

A presto, Cuori Vibranti!

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Cantami, o Diva #2

Ben ritrovati Cuori Vibranti!
Eccoci al nostro secondo appuntamento e anche oggi cercherò di entrare e di lasciare un piccolo segno nel vostro cuore!
Ancora una volta, parleremo d’amore… di un amore profondo ed infinito, come solo quello di una madre per il proprio figlio può essere. L’amore tra un uomo ed una donna un giorno potrà anche finire, quello di una donna per la creatura che ha portato in grembo per nove mesi MAI!!!

La nascita di un figlio ha del miracoloso… È l’alba di un nuovo giorno, la speranza nel futuro!!!

Sul legame tra madre e figlio sono stati scritti fiumi di pagine, gli psicologi ne hanno fatto argomento di studio, ma solo un poeta può coglierne l’essenza più profonda. Se poi il poeta è una donna e una madre, allora non ci sono limiti al “sentire” i palpiti del proprio cuore e a trasformarli in parole!!!
I versi di quest’oggi sono della scrittrice statunitense contemporanea Erna Bombeck, che ha vissuto la maternità non solo in modo naturale ma anche come madre adottiva e in essi si riesce a cogliere appieno il “tormento amoroso” che accompagnerà per tutta la vita il cuore di una madre nei confronti dei suoi figli.

I FIGLI SONO COME AQUILONI

I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.
Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.
Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.
Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito.

Il compito di una madre è dunque quello di insegnare al proprio figlio a volare, a vivere la vita, a sognare!!! E a questo punto, quasi con prepotenza, giungono alla mente i versi in musica di un altro poeta dei nostri tempi, Roberto Vecchioni.

Sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia,
puoi finirla tu

A presto Cuori Vibranti!

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Cantami, o Diva #1

Buongiorno cari Lettori,
Inizia oggi la mia “avventura letteraria” insieme a voi e qualche parola di presentazione non guasta…

Mi chiamo Calliope, un nome che, come salta agli occhi, sa di antico e di poesia… Sì, perchè le cose preziose acquistano valore nel tempo, proprio come i versi delle poesie che troverete in questo angolo del blog.
In corso d’opera riconoscerete tanti versi, forse nascosti nei cassetti della memoria, che ancora una volta vi emozioneranno… Ne scoprirete altri, sconosciuti, che faranno vibrare le corde più profonde del vostro cuore. Ecco il mio intento… Calliope, ogni volta che la incontrerete, cercherà di “ispirarvi passione”!!!
Proprio per questo motivo i versi di quest’oggi non potevano che essere versi d’amore, il motore “che move il sole e le altre stelle” (come non citare il sommo Dante). Sono andata a cercare lontano, molto lontano nel tempo, forse la più bella poesia d’amore che il mondo letterario abbia mai conosciuto: un carme di Catullo, direi anzi “IL CARME” di Catullo e l’ho accostato ai versi di un altro grande poeta, William Shakespeare, che all’amore ha dedicato molte volte il suo canto!!!

La psiche umana è strana e complicata… una donna e un uomo possono suscitare l’una nell’altro sentimenti contrastanti, che certamente non sono passati inosservati agli occhi e alla penna dei poeti, che dalle passioni più travolgenti dell’animo umano hanno tratto e continuano a trarre fonte di sublime ispirazione.

Carme 85

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

divider_zpsae4d5737Odio e amo. Per quale motivo io lo faccia, forse ti chiederai.
Non lo so, ma sento che accade, e mi tormento.

Catullo

Sonetto LXXV

Come il cibo alla vita sei per me,
come alla terra acquazzoni di maggio,
e per tuo amore così mi tormento
come per l’oro suo pena l’avaro

che del possesso ora esulta, ma già
teme che i suoi tesori involi il tempo:
e ora bramo di starti unico accanto
ora che il mondo ammiri il mio piacere,

sazio talor soltanto del vederti,
poi subito affamato di uno sguardo;
e non v’è gioia ch’io tenga o insegua,
se da te non l’attendo o non m’avanza.

Così divoro e languo ognor, vorace
tutto afferrando o morendo di fame.

William Shakespeare

A presto, Cuori Vibranti e mille volte grazie alla Lettrice Segreta per avermi coinvolta in questa meravigliosa avventura!!! ❤

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