Il film del Venerdì Sera #11

IL FILM DEL VSIl mio ultimo film del venerdì… risale esattamente a tre settimane fa! *momento di vergogna* Sarà forse il caso di ricominciare??
Bene: bentornati (e benvenuti a tutti i nuovi arrivati) amici cinefili!

Per la rubrica di oggi ho scelto una vera chicca, un film meraviglioso che ho visto qualche settimana fa, per la prima volta, insieme a mia mamma e che è entrato di diritto nella mia top five <3

Incontri ravvicinati DEFNon è certo il film più nuovo sul mercato, ma io l’ho trovato fantastico! Steven Spielberg, al termine delle riprese disse:

Volevo che ‘Incontri ravvicinati del terzo tipo’ fosse una storia molto semplice, vissuta da una persona qualunque, che doveva essere testimone di un evento straordinario, un’esperienza sconvolgente e ossessionante, di quelle che cambiano completamente la vita.”

scut1998bdrip720pitaengQuesta pellicola rispetta esattamente l’idea del grande regista statunitense: ci viene raccontata la storia di un incontro con entità extraterrestri, un momento particolare, dal sapore decisamente diverso da quello che ci si aspetterebbe. Un motivetto fatto di cinque note che ha cambiato totalmente la storia del cinema fantascientifico!

“Una volta, quando ero molto piccolo, mio padre mi svegliò nel cuore della notte, dicendomi: ‘Vieni con me, ho una sorpresa per te’. Ero ancora addormentato quando mi fece salire in macchina. Guidò fino ad una radura; una volta arrivati, scese e rivolse lo sguardo al cielo. Si poteva vedere una spettacolare pioggia di meteoriti lassù. Ogni quindici o venti secondi un lampo di luce attraversava il cielo da una parte all’altra. Penso proprio che quella sia stata la mia prima esperienza ultraterrestre”

Proprio da questa esperienza personale Spielberg crea un capolavoro: dalla passione umana verso l’ignoto, verso il cielo e tutto ciò che da esso viene a noi, dalla nostra necessità ontologica di conoscere e comprendere ciò che ci circonda nasce un film fatto di sogni, mistero e speranza.
Raccontarvi la storia sarebbe tanto difficile, quanto (a mio parere) sbagliato: è un film che va vissuto, va assaporato con le luci spente e la mente libera da pensieri. Due ore intense, appassionanti, cariche di un qualcosa che non si può quasi descrivere.

Se non avete mai avuto la possibilità di vederlo… fatelo! Non ve ne pentirete assolutamente <3

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Il film del Venerdì Sera #10

IL FILM DEL VSBuon venerdì a tutti!
Riprende la scopracciata di film tratti dagli Oscars di quest’anno: ricominciamo con una storia d’amore molto particolare, diversa da qualsiasi cosa abbiate mai visto…

Lei - Her 1Con questo film Spike Jonze ha ottenuto l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, un premio, per quanto mi riguarda, assolutamente meritato.
Vedendo il trailer e leggendo la trama di questo film inizialmente mi ero detta «Secondo me sarà una schifezza colossale». Nonostante questa certezza fosse ben salda dentro la mia testa, Lei rimaneva il film che attirava maggiormente la mia attenzione!
Premetto che, avendo una storia abbastanza complessa, ho preferito vedere il film solo nell’adattamento italiano, quindi non posso fare confronti con le voci originali.

Il film è ambientato in un futuro estremamente tecnologico dove vive Theodore, un uomo mediamente depresso a causa della separazione dalla moglie e che per tutta risposta come lavoro scrive lettere d’amore per terze persone! Un personaggio chiuso verso le proprie relazioni sentimentali, ma capace di scrivere lettere meravigliose sulla vita degli alti. Ha degli amici ma non si apre molto con loro, motivo per cui un giorno acquista un nuovo sistema operativo che presenta, da descrizione, una propria individualità. Theodore conosce quindi Samantha!

Samantha: «Salve, eccomi!»
Theodore: «Oh… ciao»Samantha: «Ciao! Come stai?»
Theodore: «Sto bene, e tu come stai invece?»
Samantha: «Piuttosto bene direi. E’ un vero piacere conoscerti»
Theodore: «Si, è un piacere anche per me! Come ti devo chiamare…? Hai un nome?»
Samantha: «Ammm… si! Samantha»
Theodore: «Chi te l’ha dato questo nome»
Samantha: «Me lo sono dato da sola»
Theodore: «Come mai?»
Samantha: «Mi piace come suona! Samantha…»
Theodore: «Aspetta, ma quand’è che te lo sei dato?»
Samantha: «Quando mi hai chiesto se avessi un nome ho pensato “è vero, mi serve un nome”, ma ne voglio uno bello! Così ho letto un libro, Il nome giusto per tuo figlio, e fra 180 mila nomi questo era il mio preferito»
Theodore: «Cioè hai letto tutto il libro praticamente nel giro di un secondo?!»
Samantha: «In due centesimi di secondo per l’esattezza!»

IL PRIMO “INCONTRO” DI SAMANTHA E THEODORE

Il lavoro fatto durante il doppiaggio italiano è impeccabile! Micaela Ramazzotti ha reso benissimo Samantha, donandole sfumature ed emozioni da brivido. Nel corso del film ci sono momenti in cui siamo talmente tanto travolti dall’umanità della voce di questo computer da dimenticare che in realtà sia solo una macchina, non una persona. Una storia d’amore assurda, impensabile, ma resa benissimo tanto da diventare realistica!
Vediamo un rapporto fatto di sentimenti, paure, gelosie e tenerezze… e questa cosa non mette affato a disagio lo spettatore: ti trovi davanti ad una storia che va totalmente oltre il fatto di essere uomo-macchina, perchè rispecchia le stesse identiche situazioni che viviamo noi nei nostri amori. E’ bello notare come Jonze, nonostante abbia ambientato la storia in un futuro dove la tecnologia regna sovrana e dove, senza di essa, Samantha non sarebbe neppure esistita, alla fine metta da parte la tecnologia stessa per far spazio a tutto il resto!

Samantha passa da essere segretaria, ad amica e confidente, fino a diventare l’amore di Theodore. E’ un computer, quindi potrebbe accedere a qualsiasi dato dell’universo, eppure quando parla con Theodore non è mai sicura di sè, quando scopre qualcosa di nuovo si emoziona, è contornata continuamente da un alone di umanità, quella stessa umanità che farà innamorare il nostro scrittore. La loro storia d’amore è quella che vorrebbero tutti: una relazione di coppia dove il cambiamento dell’altro ti arricchisce e non ti spaventa o ti allontana!

Un lavoro eccelso dove Jonze è riuscito a non cadere mai nel banale o nello smielato, ma ha affrontato in una chiave assurda, innovativa ed originale il tema dell’amore, visto sotto moltissime delle sue sfaccettature.

Vi lascio solo un’ultima riflessione, magari vi farà gustare ancora di più il film: quello che noi ascoltiamo, tutto ciò che dice Samantha è solo ed esclusivamente nell’orecchio di Theodore tramite un auricolare. E’ come quando parliamo al telefono con qualcuno usando le cuffiette. Provate a paragonare l’amore ed il rapporto di coppia a questa immagine e ditemi cosa vi viene in mente (ci rivediamo nei commenti per questo) 😀

Non vi anticipo nulla del finale, ma vi invito assolutamente a vedere questo film e a farmi sapere che cosa vi avrà lasciato!

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Il film del Venerdì Sera #9

IL FILM DEL VSBuon pomeriggio Amici Lettori!

Prima di passare al nostro consueto appuntamento cinefilo, voglio ringraziarvi davvero con tutto il mio cuore per la vostra presenza e affluenza nella giornata di ieri. Ricevere un premio è già una gratificazione enorme, ma quando un gruppo di amici, compagni di viaggio e di avventure sono lì con te, quel momento diventa ancora più speciale <3 Non dimenticherò il vostro affetto, mai… 🙂

*Dopo essermi asciugata una lacrimuccia* torniamo ai nostri film: come vi avevo anticipato venerdì scorso, oggi vorrei parlarvi di un film che, contrariamente a quanto mi sarei mai aspettata, mi ha davvero coplito e fatto commuovere.

Saving mr banks 1

La domanda è: chi mai potrebbe essere interessato al modo in cui è nato il famoso film Disney Mary Poppins?

Quando ho deciso di vedere questa pellicola, ero certa di stare per guardare un film per bambini, molto leggero e decisamente lontano da ciò che in realtà si è dimostrato! E’ vero, noi vediamo una storia liberamente tratto da fatti realmente accaduti, ma tutto questo va molto oltre il semplice racconto della creazione di un film: ci mostra un percorso umano, spirituale, un viaggio catartico fra passato presente e futuro il cui scopo è salvare Mr. Banks!

Ve lo ricordate Mr. Banks, vero? Il padre dei due bambini che Mary Poppins andrà ad accudire, Jane e Michael. Un uomo burbero, freddo e cinico che nel corso del film subisce una totale trasformazione, scegliendo di preferire la famiglia al lavoro e al denaro. Una scelta che comunque porterà al lieto fine.
Un film come Mary Poppins lo conosciamo tutti, e tutti sappiamo che il lieto fine non esattamente la prima caratteristica ontologica della nostra vita, anzi… Anche la storia di Pamela Lyndon Travers, l’autrice dei romanzi da cui nasce la bambinaia magica, non è esattamente a lieto fine. E noi lo scopriamo con lei, lo viviamo con lei. Perchè per vent’anni questa donna nega a Walt Disney i diritti per realizzare il film? E perchè, adesso che cercano di contrattare la cosa, lei ci tiene tanto ad una serie di particolari per gli altri insignificanti?

La vita è la chiave di tutto: un passato che non può essere cambiato. Una favola dove la fantasia regna sovrana, dove la storia può ancora trovare il suo “happy ending”. Un ricordo che fa vivere qualcosa che ormai è perduto. Un nuovo modo di vedere la vita, che quasi quasi la rende diversa… Una seconda opportunità per sistemare le cose!

Punta di diamante del film è sicuramente l’accoppiata Tom Hanks-Emma Thompson, assolutamente perfetti nei loro ruoli, realistici e mai banali o scontati. Ovvio, la storia è liberamente tratta… Ma a noi cosa importa? Sono certa che da oggi guarderete anche Mary Poppins con occhi diversi!

SBA11Perchè se quando eravate bambini pensavate che il cambiamento lo avevano fatto i piccoli, diventando bravi ed obbedianti, adesso capirete che chi aveva bisogno di diventare diverso, chi necessitava di una scossa e di un poco di zucchero per mandare giù la piccola, chi aveva bisogno di essere salvato era proprio Mr. Banks.

Due penny ti fanno comprar
carta e spago e puoi fabbricar
il tuo paio di ali per poi volar
dello spazio padron
col tuo bel aquilon.
Che gran gioia andar

là sulla terra e in mar
e con l’aquilon poter volare
Là dove tutto è blu
su puoi salire tu
più su con l’aquilon.

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Il film del Venerdì Sera #8

IL FILM DEL VSBuon venerdì!
Finalmente inizia il fine settimana: la vostra Lettrice è un po’ giù di corda nell’ultimo periodo… Spero con tutto il cuore che questa cosa non si evinca troppo dagli articoli, dato che sono il mio momento di relax, di disconnessione dal resto del mondo. Insieme al blog a farmi staccar la spina da tutto c’è la lettura e oviamente… i film! E siamo qui proprio per parlare (come vi avevo anticipato ieri) di una pellicola che ho apprezzato tantissimo.
Rimando quindi per questa settimana, e probabilmente anche per la prossima (devo assolutamente parlarvi di Saving Mr Banks) le recensioni dei film candidati/vincitori degli Oscars di quest’anno 🙂

Storia d'inverno 1

Ero rimasta affascinata dal trailer sin da quando l’avevo visto per la prima volta in lingua originale: diversamente da molti critici, io ho amato il film (e non vedo l’ora di poter leggere il romanzo di Helprin da cui è tratto). Racconta la soria di Peter Lake (Colin Farrell), cresciuto sotto la protezione di ladro famoso e potente chiamato Pearly Soames (Russel Crowe), un malfattore decisamente “diverso dal solito” che lo porta sulla cattiva strada facendolo diventare a sua volta un ladro, anche molto bravo.
Ma Pearly non è un semplice ladro: lui è un demone al servizio di Satana, che vaga sulla terra sotto sembianze umane per portare uomini dalla parte del male. Pearly ama due cose: uccidere (non semplicemente derubare la gente) e le pietre preziose (non per il loro valore effettivo, ma perché brillano e sono puri).

Il film, dopo un piccolo flash sui genitori di Peter, parte in medias res con la storia del nostro protagonista: ricercato da Pearly e dai suoi scagnozzi per aver lasciato la banda (incapace di accettare di uccidere qualcuno anche quando non è ncessario), scappa grazie ad un meraviglioso cavallo bianco e alato apparso dal nulla. È lo stesso cavallo bianco, che nella notte prima di fuggire da New York, vuole far rapinare la ricca villa di città di Isaac Penn. Il giovane ladro dopo essersi intrufolato in questa casa, fa la conoscenza della figlia di Isaac. Lei è Beverly Penn, una giovane ragazza affetta di consunzione di cui Peter si innamorerà.

Non voglio anticiparvi altro, tranne una frase meravigliosa che accompagna tutto il film:

Ogni bambino che nasce ha una sua precisa missione, ha un miracolo dentro di se e quel miracolo è rivolto ad una sola ed unica persona.
Noi siamo viaggiatori alla ricerca del nostro destino, trovare quella persona alla quale il nostro miracolo è destinato. Ma attenzione, mentre cerchiamo la luce l’oscurità ci contrasta e l’eterna lotta tra il bene e il male non si combatte con grandi eserciti ma con ogni singola vita.

So che dalla descrizione che vi ho fatto può sembrare un tipico fantasy senza alcuna originalità: vi assicuro che guardando il film ci saranno momenti in cui vi sentirete talmente immersi da far sembrare tutto reale. Non so se avete mai visto il film “La città degli Angeli” con Nicolas Cage e Meg Ryan. Diciamo che lo stile di Storia d’inverno me lo ha ricordato tantissimo.
Storia d’inverno mostra la lotta fra il Bene e il Male, fra il destino di ogni singola anima e chi vuole stravolgerlo. Ma ciò a cui siamo destinati è una cosa in cui nessuno può interferire.

Provate ad immaginare se tanto tempo fa non ci fosse stata neanche una stella nel cielo. E se le stelle non fossero ciò che crediamo? Se la luce che viene da lontano non fosse generata dai raggi di sole distanti ma dalle nostre ali quando ci trasformiamo in angeli…
Siamo tutti governati dal destino.
C’è un mondo oltre questo mondo nel quale siamo tutti collegati e tutto fa parte di un grande piano in costante mutamento. Viviamo circondati dalla magia…bisogna solo osservare, osservare, osservare con attenzione, poichè anche il tempo e la distanza sono diversi da come appaiono.
Siamo tutti collegati.

Vi invito a passare un po’ di tempo dimenticando tutto il resto e lasciandovi avvolgere da un pizzico di magia, una magia che tutti noi abbiamo. Una magia che ci unisce agli altri, che dà corpo alla nostra vita e alla nostra esistenza. Una magia che ci permette di fare cose che da soli non faremmo, di arrichire la nostra vita di momenti che da soli non vivremmo. Una magia che si chiama amore

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Il film del Venerdì Sera #7

IL FILM DEL VSBuona sera miei cari!
Come promesso, non avrei mai potuto lasciarvi senza un film da vedere durante il weekend. Torna la mia passione per i film d’animazione (si… mi piace fingere di essere una bambina senza pensieri) perchè oggi voglio parlarvi del cartone animato  che ha vinto il premio Oscar: FROZEN!

Frozen

Liberamente tratta dalla favola di Hans Christian Andersen La regina delle nevi, Frozen ha trasformato la storia della gelida regina in una sorella amorevole, pronta a fingere, a scappare e a nascondersi  per salvare la vita della sua famiglia e del suo regno.
Nonostante la storia tratti temi già abbondantemene affrontati in altri classici Disney, Frozen non risulta mai banale. Perde sicuramente di originalità nella traduzione italiana delle canzoni: come spesso capita nelle trasposizioni ritmiche di canzoni straniere, il testo mantiene il significato di base ma ne altera in parte la musicalità e la bellezza delle parole originali. Ma ormai siamo abituati a questo tipo di situazioni!

La trama è abbastanza complessa, incentrata sulla figura di Elsa, la (futura) Regina delle Nevi e sua sorella minore Anna:

La principessa Elsa è la primogenita della famiglia reale di Arendelle, un regno situato su un fiordo, ed è nata con un particolare potere magico: può infatti creare e manipolare il ghiaccio e la neve. Finché è bambina, questo particolare dono sembra una simpatica magia, tanto che lei lo usa per giocare insieme alla sua sorellina Anna. Un giorno, tuttavia, Elsa finisce per colpire involontariamente Anna alla testa con un getto di ghiaccio che la lascia priva di sensi e completamente gelata. Il re e la regina di Arendelle chiedono aiuto ai Troll, il cui re spiega che, nonostante il potere di Elsa sia un bellissimo dono, ha una tremenda maledizione: è un potere molto potente, ma altrettanto difficile da gestire. Il Troll suggerisce infine che è meglio che ad Anna sia rimosso il ricordo di questi poteri, e i Regnanti promettono che Elsa imparerà a controllare il suo potere prima che diventi troppo pericoloso; ma nel frattempo, troppo spaventati da ciò che potrebbe accadere, decidono di tenerli nascosti al mondo recludendo l’intera famiglia nel palazzo, e celandoli addirittura alla figlia minore che, immemore, non si darà per vinta davanti all’improvviso abbandono della sorella e continuerà a cercarla fino all’età adulta senza perdere mai la speranza di riavvicinarla. Il re e la regina muoiono anni dopo in un naufragio, quando le sorelle sono pressoché adulte. Tre anni dopo la morte dei genitori, Elsa diventa maggiorenne ed è per lei il momento di salire al trono.

Frozen-Voice-Cast-frozen-35079550-700-1200Come avrete capito da questa breve descrizione, dopo l’incidente da bambine Anna non ricorderà nulla del potere di sua sorella maggiore: non capirà quindi il motivo per cui sua sorella sceglie di vivere chiusa nella sua stanza, lontana da lei e dal mondo esterno. Perfino dopo la morte dei genitori le due sorelle continueranno a vivere separate… fino al giorno dell’incoronazione! Giorno in cui le vite di entrambe le sorelle verranno totalmente stravolte.

Non voglio raccontarvi altro della trama, lo sapete che mi piace stuzzicare il vostro interesse con poche informazioni… Voglio solo darvi qualche consiglio: se masticate un po’ di inglese vi suggerisco di vedere, oltre alla versione italiana, anche quella originale! Non perchè la versione italiana non mi sia piaciuta (ho trovato davvero molto bravi sia Brignano che Serena Rossi, un po’ meno la Autieri), ma preferisco di gran lunga il cast originale, formato da una lunga serie di voci assolutamente fantastiche! Idina Menzel, Kristen Bell, Jonathan Groff, Josh Gad, Santino Fontana… un quintetto, rispetto a quello italiano, nettamente superiore!

Fatemi sapere in un commento se, per la settimana prossima, preferite leggere la recensione di Lei (Spike Jonze), I segreti di Osage Country (John Wells) o American Hustle (David O. Russell). Mi pacerebbe fare una carrellata dei film giunti agli Oscars e questi tre sono quelli che vorrei vedere per primi. Ditemi voi, per me guardare prima uno e poi un altro non cambia.

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Il film del Venerdì Sera #6

IL FILM DEL VSBuon venerdì amici lettori!
Ben ritrovati al nostro appuntamento settimanale dedicato al cinema. Oggi voglio parlarvi di un film che uscirà fra qualche giorno al cinema! Ho avuto la possibilità di guardare in anticipo il film in questione in lingua originale e mi è piaciuto tantissimo. Voglio quindi consigliarvene assolutamente la visione 😉

the book thief scheda

Premetto di non aver ancora avuto la possibilità di leggere il romanzo (scritto da Markus Zusak) da cui è tratto il film, quindi la mia recensione sarà puramente dedicata alla pellicola. Se qualcuno di voi avesse letto il romanzo, dopo aver visto il libro, è invitato a scrivere qui sotto un confronto fra i due! Sono molto curiosa di sapere quanto siano rimasti fedeli alla storia originale.

The Book Thief, tradotto in italiano come Storia di una ladra di libri, racconta di Liesel, una ragazzina tedesca di 9 anni che trascorre la sua adolescenza nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Abbandonata dalla madre (costretta a scappare dalla Germania a causa delle sue idee politiche, accusata di essere comunista), viene adottata Hans Hubermann e da sua moglie Rosa, trasferendosi nella loro casa a Molching. Quando arriva in casa Hubermann, Liesel non sa leggere: sarà Hans ad insegnarglielo. Tra Liesel e Hans nasce subito un’intensa complicità, destinata a rafforzarsi soprattutto da quando Hans scopre il libricino di Liesel, così che i due cominciano a leggerlo insieme, durante la notte.
Con l’avvento vero e proprio della guerra molte cose sono destinate a cambiare: prima fra tutte è l’arrivo in casa di Max, giovane ebreo che Hans nasconderà in casa per ripagare un debito con il padre del ragazzo (morto in guerra per salvargli la vita).

518110c6934a7ed5e01d2a6bc9c2b0f1Scritte in maniera  veramente breve, queste sono le premesse di un film che, nonostante alcuni difetti, è carico di valori, messaggi ed emozioni forti: l’unico difetto che devo sfortunatamente riscontrare è nella ricostruzione della città di Molching, dove quasi tutte le scene hanno luogo. Nonostante la scenografia sia stata creata  in uno dei più prestigiosi studi di Berlino, ha l’aria un po’ finta, più simile ad un setting teatrale che ad uno spazio adibito a cinema. Nonostante ciò la bravura degli autori, miscelata ad una storia davvero molto bella e toccante, sopperisce a tutto questo, dando vita ad un bellissimo film!

La protagonista Liesel prende in prestito il volto della giovane Sophie Nélisse, brava, espressiva e mai monotona: non mi aspettavo tanto da una così giovane attrice, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa.

Voi certamente vi starete chiedendo «Storia di una ladra di libri… eppure fino ad ora nessuno ha parlato di libri rubati!»
Bene, vi dirò solo questo: gli anni della guerra sono anche gli anni durante i quali Liesel, con l’aiuto di Max, conosce il vero valore della parola, diventandone una sorta di angelo custode. La prima traduzione italiana del romanzo di Zusak aveva infatti come titolo “La bambina che salvava i libri”, mentre le nuove edizioni hanno adottato il titolo del film. Probabilmente a livello simbolico sarebbe più corretto il primo, ma letteralmente the book thief significa ladro di libri, quindi posso comprendere la scelta.

Nelle mia religione ci insegnano che ogni essere vivente, ogni foglia, ogni uccello, sono vivi solo perché contengono la parola segreta per la vita. È l’unica differenza tra noi e un grumo di argilla. La parola. Le parole sono la vita, Liesel. Tutte quelle pagine bianche le regalo a te per riempirle. (Max a Liesel)

Aggiungo giusto un’ultimissima notizia al volo: il regista ha mantenuto lo stesso narratore che Markus Zusak sceglie di far parlare nel romanzo, la Morte. Questa cosa mi sta incuriosendo tantissimo, non vedo l’ora di scoprire questa prticolare voce narrante durante la lettura del romanzo! Nel corso del film mi è piaciuta davvero molto, perchè originale e molto sensibile, soprattutto nei confronti di Liesel.

Spero di avervi incuriosito e che, qualora andaste al cinema, il film vi piaccia!

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Il film del Venerdì Sera #5

IL FILM DEL VSBuon venerdì Amici!
Come sempre ci ritroviamo alle porte del weekend, pronti a parlare di film! Oggi voglio consigliarvi una pellicola a cui sono particolarmente legata, non solo perchè l’ho vista per la prima volta in un momento un po’ speciale della mia vita, ma soprattutto perchè mostra un aspetto reale della vita di alcune persone! Di quale film sto parlando?

Hachiko

Avevo sentito spesso parlare molto bene di questo film, anche prima di vederlo: la trama è liberamente tratta dalla storia vera di Hachi, un cane di razza Akita divenuto famoso per la sua enorme fedeltà nei confronti del padrone, il professore giapponese Hidesaburō Ueno.
Il film viene ambientato in America, con qualche piccola modifica rispetto alla storia originale, ma nulla di sconvolgente.  Il punto forte di questo film è Hachi, questo meraviglioso esemplare che dimostra amore incondizionato per il suo padrone! Non nascondo di essermi commossa parecchie volte guardandi questo film. La storia di Hachi riesce a sciogliere anche il cuore più duro, ve lo assicuro.

Come vi ho anticipato all’inizio, ho un bellissimo ricordo legato a questo film: l’ho visto per la prima volta all’incirca un anno fa, mentre aspettavo che dall’allevamento mi portassero la cagnolina che avevo scelto (troppo piccola per poterla portare via nel momento esatto in cui l’avevo vista).

E’ stata un’emozione incredibile vedere fino a che punto un cane potesse amare il suo padrone: una sensazione che non avevo mai provato, non avendone mai avuto uno prima di allora. Oggi mi accorgo davvero di quanto sia veritiero ciò che traspare dalla pellicola: i cani ti danno tantissimo, senza chiedere assolutamente nulla in cambo se non un po’ di coccole e di affetto.

Non ho mai conosciuto mio nonno. È morto quanto ero piccolissimo. Ma, quando mi parlavano di lui e di Hachi, io sento di conoscerli. Loro mi hanno insegnato il valore della fedeltà.Ora so che non bisogna mai dimenticare chi si è amato. È per questo che Hachi sarà per sempre il mio eroe.

Il vero Hachi e la statua a lui dedicata
Questo monumento si trova nel quartiere di Shibuya, a Tokyo.

La storia di Hachi è molto particolare: un professore (nel film chiamato Parker Wilson) trova il cucciolo Akita alla stazione e decide di portarlo a casa in attesa che il suo padrone lo reclami. Nessuno però si fa vivo e sua moglie Cate, inizialmente contraria, vedendo il legame che si è creato tra il marito e il cucciolo, decide di tenerlo.
Un amico del professore, Ken (di origine giapponese) gli racconta che l’akita non è un cane comune. In giappone viene considerato un cane Reale, molto raro e speciale. E’ il cane a scegliere il padrone, non il contrario. Sulla medaglietta il cucciolo porta l’deogramma giapponese Hachi, che rappresenta il numero 8, considerato un portafortuna. Hachi quindi diventa il suo nome e fra i due si instaura un legame fortissimo. Non vi svelo altro: chi conosce già il film sa cosa succede quando il piccolo Hachiko cresce! A voi che ancora non l’avete visto, lascio il facile e meraviglioso compito di noleggiare il DVD del film e guardarvelo!

E’ carino ricordare che durante le riprese del film Hachiko è stato interpretato da tre cani di razza Akita Inu: Chico, Layla e Forrest; ognuno di loro per  un diverso periodo della vita di Hachi.

Vi consiglio davvero di vederlo, non solo se avete un cane come la sottoscritta, ma anche solo per scoprire  cos’è la vera amicizia!

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Il film del Venerdì Sera #4

IL FILM DEL VSBuona sera Amici Lettori!
Questo venerdì voglio proporvi un articolo un po’ diverso… non una semplice recensione. Metterò a confrontro tre film diversissimi fra loro, ma che raccontano la medesima storia, solo in chiave diversa: Romeo e Giulietta (classico capolavoro di Zeffirelli), Romeo+Juliet (eccentrica rivisitazione di Baz Luhurmann) e Romeo and Juliet (l’ultimo film sul capolavoro di Shakespeare, diretto da Carlo Carlei).

Romeo e Giulietta Collage

Non ho creato la scheda che solitamente faccio per ogni film del venerdì, spero mi perdoniate. Passiamo subito a parlare di queste tre pellicole. Avrei potuto includere anche il romanticissimo film Shakespeare in Love, ma ho preferito scegliere solo le trasposizioni “pure” dell’opera Shakespeariana.

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Nel corso della storia del cinema sono state girate numerossissime trasposizioni cinematografiche della celebre tragedia scritta da Shakespeare negli ultimi anni del XVI secolo, ad oggi se ne contano più di quaranta. La più famosa è (e probabilmente sarà sempre) il film diretto da Franco Zeffirelli nel 1968, Romeo e Giulietta. Dopo il successo riscosso grazie a “La bisbetica domata”, il suo primo adattamento di un opera shakespeariana nel ’67, il grande regista fiorentino scelse di trasformare in film la meravigliosa e dolorosa storia dei giovani veronesi Romeo e Giulietta.
Il risultato è un film stupendo, estremamente fedele allo scritto di Shakespeare sia a livello di dialoghi che di ambientazioni, ma soprattutto nella scelta di due giovanissimi attori per il ruolo dei protagonisti: Olivia Hussey e Leonard Whiting. A completare l’opera ci sono l’indubbia capacità artistica degli attori, una colonna sonora che ti fa venire i brividi ogni volta che la ascolti (composta da Nino Rota) e una ricostruzione storia perfettamente calzante che rende il tutto assolutamente verosimile.

romeo-giulietta
Passiamo al secondo film, fatto di scelte completamente opposte a quelle di Zeffirelli: Romeo+Juliet di Baz Luhurmann. Questo regista australiano ambientò il dramma a Los Angeles, in un sobborgo chiamato Verona Beach. Montecchi e Capuleti si trasformano in due famiglie leader dell’industria, mentre il Principe di Verona diventa il Capo della polizia.

Nonostante io abbia personalmente apprezzato la sua vena eccentrica nel film che girò dopo questo (Moulin Rouge!), nel caso di Romeo+Juliet non mi è piaciuta affatto. Sarò che sono un’amante del dramma originale, ma non ho apprezzato moltissimo questo stravolgimento dell’opera. Nonostante i dialoghi siano comunque abbastanza fedeli a quelli originali, tutte le scelte successive non le ho condivise: a partire dal cast che non mi va a genio (soprattutto DiCaprio, mi perdonino i suoi estimatori), il setting non mi piace proprio, tantomeno la recitazione. Questa versione la boccio su tutti i fronti.

romeo and juliet 2013Delle scelte abbastanza simili a quelle di Zeffirelli sono state fatte da Carlo Carlei l’anno scorso con il film Romeo and Juliet, uscito nelle sale britanniche e statunitensi 11 ottobbre 2013. Ebbene sì, Romeo and Juliet in Italia non è ancora uscito e non è stata neppure comunicata una data ufficiale. Tuttavia voglio parlarvene comunque (soprattutto se, come me, amate vedere film e serie tv in lingua originale).

Il regista italiano ha scelto come suoi collaboratori per questo lavoro persone davvero competenti: Julian Fellowes, la sceneggiatrice dell’acclamata serie Downton Abbey, Carlo Poggioli per i costumi, come direttore della fotografia David Tattersall (che io adoro!!!), e per le musiche si è affidato a Abel Korzeniowski, che personalmente non conoscevo ma che ho apprezzato guardando il film.
Direi che l’adattamento di Carlei è sicuramente basato sulla voglia di attrarre un pubblico giovane, scegliendo di enfatizzare molto l’aspetto romantico e scenico-scenografico della storia. Anche la scelta del cast è stata improntata su questa linea di pensiero, affidando la parte dei protagonisti a Hailee Steinfeld e Douglas Booth, e circondandoli di numerosi volti noti della televisione e del cinema come Damian Lewis, Ed Westwick e Paul Giamatti (fantastico frate Lorenzo ^_^).
Romeo-and-Juliet-2013-romeo-and-juliet-2013-35803987-3000-2000Sicuramente il personaggio che ho apprezzato di meno, ahimè, è Giulietta: scegliere un’attrice giovanissima (al momento delle riprese quattordicenne) è stata sicuramente una scelta rispettosa nei confronti della storia scritta da Shakespeare, ma azzardata a livello pratico. La Steinfeld non risulta pienamente calata nel presonaggio, un po’ piatta e dalla recitazione in certi momenti parecchio carente. Nonostante ciò il film rimane molto carino da vedere, soprattutto per gli amanti della storia d’amore fra i giovani sforunati di Verona.
Il mio preferito rimane tutt’oggi il capolavoro di Zeffirelli: e il vostro? Fatemi sapere!
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Il film del Venerdì Sera #3

IL FILM DEL VSBuon pomeriggio Amici Lettori!
Ci ritroviamo, come ogni weekend, a parlare di film. Questa settimana ho scelto per voi un gioiellino, tratto (come tutti i film citati fino ad ora) da un romanzo. Questa pellicola ha come regista uno dei miei preferiti in assoluto, Tim Burton, e merita di essere conosciuta.

Prima di parlarvi del film, però, voglio condividere con voi un momento stupido ma davvero storico per me: questa mattina sono andata dal parrucchiere e per la prima volta, giuro, per la prima volta in tutta la mia vita ho trovato una persona che (oltre me) leggeva un libro e non lo stupido giornale di gossip durante l’attesa! Stavo per abbracciarla per l’emozione: poi mi sono giustamente fermata, altrimenti mi avrebbe presa per pazza! 🙂 hihihi!!!

Detto ciò passiamo al film di oggi.

SCHEDA Big Fish

Questo film rappresenta un viaggio incantato fra la realtà e la fantasia: Edward Bloom è un anziano signore che adora raccontare assurde e stravaganti storie tratte dalle big_fish_08avventure della sua vita. Fra l’incontro con un uomo alto 5 metri e quello con una strega con un occhio di vetro dai poter premonitori, dal primo incontro con sua moglie Sandra e alla fino al celebre racconto del pesce incatturabile preso proprio nel giorno della nascita del figlio. Le ripeteva fin da giovane a suo figlio William e adesso continua a farlo con chiunque si dimostri disponibile ad ascoltarlo. bf1Questa abitudine però non è molto apprezzata dal figlio, che crescendo si allontana pian piano dal padre.

I due litigano il giorno del Matrimonio di William, che decide di non parlare più con il padre. Questo fino a quando quest’ultimo no si ammala di un tumore incurabile. William e sua moglie tornano nella casa dei genitori di lui per trascorrere insieme gli ultimi momenti di vita di Edward, che decide di passarli raccontando nuovamente alcune delle sue fantastiche  avventure.

Spoilerarvi altro della storia mi sembrerebbe una cattivera verso Edward, perchè lui con le sue parole e le sue storie vi rapirà il cuore così come ha fatto con me. Inizierete a guardare il film con lo stesso stato d’animo di William, penserete: «Questo qui non è altro che un vecchio che preferisce abbellire un’insulsa vita trascorsa lontano dalla famiglia (per chissà quali motivi) con un pizzico di fantasia e un tocco di immaginazione».Forse sì, forse no…

«Cosa vuoi Will? Chi vuoi che io sia?»
«Te stesso papà. Cattivo, buono… qualsiasi cosa! Solo fammi vedere chi sei una volta tanto»
«Io sono sempre stato me stesso, da quando sono nato. E se tu non riesci a vederlo la colpa è tua, non mia!»

Vi accorgerete che c’è sempre un fondo di verità, anche dietro una storia che sembra solo una favola. La moglie di Edward dirà a Will: «Non tutto quello che tuo padre dice è frutto della sua fantasia».

Questo è un film per chi vuole sognare, per chi già lo fa e per chi si è dimenticato come vive la fantasia. Di come si nutre di ogni immagine che il nostro cuore riesce a creare, trasformandole in un mondo in cui perdersi senza paura. La vera scoperta è capire come, nella vita, realtà e magia sono perfettamente conciliabili, a patto che si sia in grado di accogliere la vita stessa con occhi nuovi e con una nuova capacità di ascoltare.

«Vi è mai capitato di sentire una barzelletta così tante volte da dimenticare perchè è divertente? E poi la sentite di nuovo ed improvvisamete… è nuova! E vi ricordate perchè vi era piaciuta tanto la prima volta.
Quella era la burla finale di mio padre, penso. A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie, e se continuano a vivere dpo di lui… in questo modo egli diventa immortale».

Commossa, come ogni volta che ascolto questa frase, vi saluto e vi auguro una buona serata ♥

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Il film del Venerdì Sera #2

IL FILM DEL VSBuona sera miei amatissimi Amci Lettori!
*Se non vi amo a San Valentino… quando dovrei?!* Lasciando perdere le mie cretinate, ci ritroviamo anche questo venerdì con la rubrica dedicata alla cinematografia! Ero fortemente tentata di recensirvi un film in tema “Amore e Romanticismo”, ma l’eccessiva mielosità della giornata in corso mi ha fatto passare ogni pensiero. Prima o poi vi presenterò film romantici bellissimi, ma oggi non ne ho proprio voglia!

Detto ciò passiamo alla pellicola di oggi, un film d’animazione molto speciale:

locandina comp

Come tutte le meravigliose creazioni dello studio Ghibli, dove ogni film nasconde dentro di sé un qualcosa in più (che sia semplice folclore, denuncia sociale o valori morali) anche La Città Incantata è un capolavoro ricco di significati nato da quella testolina geniale di Miyazaki.
Punto in comune di molte pellicole dello studio Ghibli è la centralità di un personaggio bambino, una presenza potente ed imponente che occupa la scena e che da solo potrebbe davvero fare l’intero film: qui incontriamo Chihiro, una bambina che durante il film farà un percorso di crescita straordinario per salvare i suoi genitori.

La prima scena del film ci mostra Chihiro e la sua famiglia in viaggio verso la loro nuova casa, ma per un qualche errore si perdono, giungendo all’entrata di quello che inizialmente al padre della bambina sembra un parco giochi abbandonato. Un luogo suggestivo ricco di colori che pian piano, al calare del sole prende vita, trasformandosi in una città termale abitata dagli spiriti. SentoChihiro17
I genitori di Chihiro, incuriositi da quel luogo ancora senza vita, si avventurano nella città (conto i suggerimenti della bambina) e si lasciano atturare da un bancone pieno di cibo. Ingordi, non sapendo di star mangiando il cibo degli spiriti, si ingozzano talmente tanto da trasformarsi in maiali. Curioso il riferimento alla filosofia buddista, che pone il maiale a simboleggiare l’ignoranza.

A questo punto la piccola Chihiro sarà costretta a lavorare nella sauna per poter salvare i suoi genitori e finalmente tornare a casa. La padrona della sauna è la perfida maga Yubaba, una “cattiva” in tutti i sensi, anche nell’aspetto esageratamente caratterizzato da Miyazaki, che per contratto le ruberà il nome come garanzia della permanenza di Chihiro nella sauna.

Il film è davvero un capolavoro, non per altro ha vinto il premio Oscar! La storia merita di essere guardata e non raccontata nella sua totalità, quindi mi fermo qui sulla trama, ma vglio portare la vostra attenzione su alcuni punti forte di questo film. Miyazaki utilizza alcuni personaggi, epici a mio parere, per trasmettere dei valori importantissimi sulla nostra vita.
Spirited away, унесенные призраками,, безликий, миядзаки, 3250x1757Prendete ad esempio Senza volto: uno spirito che elargisce ricchezza infinita dalle mani, abituato ad ottenere tutto ciò che vuole grazie a questo potere, ma che allo stesso tempo divora qualsiasi cosa trovi lungo il suo cammino (anche alcuni fra i dipendenti di Yubaba che desideravano il suo oro) e cambia umore se qualcuno non gli ubbidisce.
Dietro questo personaggio (uno dei miei preferiti in assoluto) il regista nasconde ben due insegnamenti fondamentali: innanzi tutto se noi inseguiamo troppo il denaro possiamo venire risucchiati dalla fonte stessa di esso, senza via di fuga. Il secondo, secondo me ancora più significativo, è che il denaro non è tutto: la piccola Chihiro infatti rifiuterà l’oro di Senza volto perchè interessata solo a salvare i suoi genitori, e questo scatenerà l’ira dello spirito che ne combinerà di tutti i colori!Immagine

Un altro personaggio, protagonista di una sola scena del film, ma che non può essere dimenticaro facilmente è il Demone del Cattivo Odore: alle terme arriva un mostro sporco e puzzolente che pretende di essere lavato. Nessuno vorrà lavarlo mentre solo Chihiro troverà il coraggio di farlo. La scena è spettacolare: sotto la melma la bambina trova biciclette, lavatrici, forni e altri vari elettrodomestici e pezzi di metallo (simboli dell’inquinamento e del consumismo, due fra i più grandi problemi del giappone). Sotto tutta questa schifezza si scoprirà lo Spirito di un fiume che era stato inquinato dall’uomo.

In questo film c’è tutto, non manca niente: dalle ambientazioni suggestive della città termale, ai valori, ai personaggi indimenticabili! Se non l’avete ancora fatto dovete assolutamente vederlo. Non fatevi impressionare dal fatto che sia un cartone animato, merita tanto quanto un film girato in carne ed ossa!

Alla prossima amici!

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