Blog Tour “Dimmi chi sei” di D. M. Winters – 5ª Tappa – Intervista

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Buongiorno miei dolci Lettori!
Oggi concludiamo insieme il bellissimo percorso di presentazione del romanzo Dimmi chi sei di D.M. Winters! Quando si finisce un viaggio speciale, la cosa più importante è farlo in grande stile: per questo oggi chiacchiereremo a tu per tu proprio con l’Autrice e scopriremo qualche piccolo segreto racchiuso in Dimmi chi sei ❤ Buona lettura 😀

Dimmi chi sei

copertina

E-Book: in offerta per il blogtour a 0,49€
(prezzo intero 1,49€)
Editore: Lettere Animate
Genere: Romanzi Rosa, Libri per ragazzi

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Ginny ha appena terminato le prove di danza, quando lo incontra: incontra il ragazzo che le cambierà la vita. Lui è Max, all’apparenza misterioso, con un passato che ha voluto dimenticare e lasciarsi alle spalle, determinato a ricominciare da capo. Lavora alle scuderie del paese, ed è lì che tutto ha inizio: qualcosa, in entrambi, sta per cambiare. Gli occhi di Max la notte perseguitano prepotentemente lei; il volto di Ginny distrae in continuazione lui. Non sarà facile, però, per Max confessarle il suo segreto, proprio quando si rende conto che quella ragazza lo sta salvando: è grazie a lei se la sua vita sta tornando a splendere. Ma ha bisogno di tempo per riuscire a parlare del suo passato, che solo il pensiero rievoca in lui immagini che fanno male. Ginny si fida di lui, ma continuerà a farlo anche quando gli incubi peggiori del cupo passato di Max torneranno a farsi sentire, e a tormentare non solo lui, ma anche la sua ‘ancora’?

L’Autrice

Sotto lo pseudonimo D. M. Winters, si nasconde una ragazza che adora sognare. Nasce in un piccolo paesino in provincia di Treviso. Dimmi Chi Sei, pubblicato inizialmente a capitoli su una piattaforma online, è il primo volume di quella che sarà destinata a diventare la trilogia Do Love Me.

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A tu per tu con…
D.M. WINTERS

Ciao cara, benvenuta fra le Parole Segrete dei Libri. Sono davvero felice di averti come mia ospite 🙂 partiamo subito con una domanda, giusto per rompere il ghiaccio. Come descriveresti la scrittrice che è in te?

Ciao a tutti, e un grazie a te per avermi ospitata! D. M. Winters è prima di tutto una scrittrice sognatrice, a cui piace viaggiare serenamente in altri mondi che spesso si incrociano; una scrittrice testarda, che se si impunta su una scena che sa che è “sbagliata” e per la quale potrebbe venire “odiata”, la scrive lo stesso; una scrittrice col sorriso stampato sulle labbra, che gli è stato regalato in primis dai propri lettori; una scrittrice che ha ancora tanta voglia di imparare, crescere, migliorarsi. Perché questo è solo l’inizio 😉

“Dimmi chi sei” è il primo capitolo della trilogia Do Love Me. Com’è nata l’idea di questa serie?

In realtà, all’inizio Dimmi Chi Sei doveva essere un libro autoconclusivo, che termina semplicemente con quel finale che ho scelto (niente spoiler, stavolta). Nicholas Sparks è stato come autore un’ispirazione per me, in particolare il suo libro L’ultima Canzone. Mi piace talmente tanto quel libro (e film) che l’ho letto (e guardato) sia in italiano che in lingua originale – un’infinità di volte. Il modo di scrivere di Sparks mi trasmette ogni volta qualcosa in più, lo trovo unico. (PS.: il mio autore preferito, comunque, è Edgar Allan Poe 🙂 non sto scherzando!) Avendo pubblicato il libro inizialmente su Wattpad, è stata la richiesta lì dei miei lettori a spingermi a proseguire la storia tra Max e Ginny. Una curiosità sulla trilogia Do Love Me? Le iniziali (D, L, M) sono le stesse iniziali dei titoli dei tre libri 😉

Raccontaci qualcosa in più del romanzo. Qual è stato l’aspetto più bello della sua stesura?

La cosa, o il personaggio, del quale mi è piaciuto scrivere di più – e nel quale spesso mi sono potuta immedesimare – è stato Giò, il fratello di Ginny. Dopo i primi capitoli, dipendevo già da lui, al punto di creare due o tre capitoli dal suo punto di vista. È un personaggio che io stessa ho amato e odiato, che mi ha trasmesso tanto e che ha dato altrettanto anche ai miei lettori. Solitamente è il preferito della storia.

Max porta con sé il peso di un grande segreto che influenza tutta la storia della protagonista Ginny. Pensi che i segreti abbiano la capacità di unire o dividere le persone?

Dipende dal peso e dalla gravità di questi; dipende dal perché uno li voglia tenere dei segreti e non confidarsi invece con una persona che ama. Ginny a un certo punto della storia si stanca del mistero che avvolge Max e lo accusa di non aprirsi con lei, lo definisce uno sconosciuto; ma quando lui riesce a raccontarle tutto, lei vede in lui ancora quel ragazzo con tanta voglia di ricominciare, nonostante quel buio passato che lo ha travolto. Nel caso di Max, è un segreto che sembra alla fine averlo unito maggiormente alla ragazza che ama: lui l’ha tenuto nascosto anche per proteggerla…

Noi Lettori siamo curiosi di natura: cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi romanzi della trilogia?

Lacrime? Di gioia ma soprattutto lacrime amare 😉 sarebbe davvero un bel traguardo per me arrivare a farvi emozionare così tanto! Cerco sempre, ci provo almeno, di mantenere il più reale possibile le scene che si evolvono nel corso della storia, ispirandomi spesso a fatti che accadono a persone che conosco o a conversazioni di gente sconosciuta; il mio obiettivo, anche per i prossimi due volumi, è quello di creare una storia che possa essere “concreta” al punto di riuscire a farvi immedesimare nei personaggi, nelle loro scelte, a trasportare le parole scritte che scorrono tra le pagine nella nostra vita. Ci proverò, ovvio.

Descrivici il tuo processo di scrittura: hai dei rituali particolari o lasci che l’ispirazione ti pervada in qualunque momento della giornata?

Vado molto a ispirazione. Ci sono dei giorni che davvero non ce la faccio a scrivere: scrivo una riga, e l’attimo dopo la pagina è di nuovo già vuota. La mia ispirazione maggiore è la musica: ascolto di tutto, prima o anche durante la scrittura. Non vorrei essere criticata per le mie scelte musicali, ma mi sembra giusto citare chi mi “aiuta” molto senza saperlo: Miley Cyrus, Micheal Jackson, Avril Lavigne, Tokio Hotel, Queen, Il Volo, Demi Lovato, Sia, My Chemical Romance, The Pretty Reckless, Noemi, J-Ax, Linkin Park (qualcuno mi fermi!)… E comunque ascolto anche molta musica classica, in particolare Tchaikovskij. Capita, come credo anche a molti altri, che passino nella mia mente frasi da bestseller (okay, non esageriamo) – il fatto è che la maggior pare delle volte accade di notte e quindi, nonostante io sia fiduciosa sulla mia memoria e dica a me stessa che la mattina seguente sicuramente le ricorderò…così non accade. Continuo a non imparare dai miei errori.

Un’ultima domanda prima di salutarci. Sei già al lavoro sul prossimo romanzo della trilogia Do Love Me o hai qualche altro progetto in stesura?

Sto scrivendo il secondo libro della trilogia, si intitola La Nostra Canzone. Per chi è interessato, potete trovare al momento i primi capitoli già pubblicati su Wattpad!

Grazie mille per essere stata qui con me. Torna a trovarci quando vuoi! 😀

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Blog Tour “Beauty and the Cyborg” di Miriam Ciraolo – 3ª Tappa – Intervista

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Buongiorno Lettori!
Torna anche oggi a trovarci Beauty and the Cyborg! Sono sempre felice di poter dare spazio ad autori e autrici che lo meritano, e Miriam Ciraolo è sicuramente fra questi ♥ Per questo incantevole blog tour organizzato da Miriam, ho avuto il piacere di poter chiacchierare direttamente con lei (non che non lo faccia già quasi ogni giorno eheheh) sulla sua esperienza nel creare il mondo di Bellatrice e dare vita alla sua storia!

Alla fine della tappa troverete tutte le informazioni per partecipare al Giveaway legato al tour!!! Una copia cartacea e una digitale del romanzo in palio, io non me lo lascerei sfuggire, fossi in voi 😉

Beauty and the Cyborg

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E se questa storia iniziasse con: 
C’era una volta l’elettricità? 
Il Nido di Spine è una cittadina francese dove la corrente elettrica non scorre più come un tempo. Dopo una guerra chiamata “Nuova Notte” gli equilibri mondiali sono cambiati e i continenti sono stati messi in ginocchio dai Cyborg, esseri privi di anima che torturano innocenti. 
In un mondo dove la parola scritta è vietata e gli esperimenti elettrici sono punibili con la morte, si muove la ricercata Bellatrice Sparks. 
Lei sa leggere, sa scrivere e dal giorno in cui ha fatto funzionare una torcia elettrica nella sua città, è costretta a fuggire per salvaguardare la sua famiglia. 
Rapita dai trafficanti di schiave viene venduta ai sovrani di Elettra. Ma in un castello dove l’elettricità pulsa ancora un essere ignoto si aggira nell’ombra. Per fronteggiare l’enigmatica creatura e per riabbracciare la sua famiglia, Bellatrice dovrà sottrarsi agli inganni della proibita e misteriosa Ala Ovest del castello. 
Ma deve fare molta attenzione, cosa si cela dietro la maschera dell’odio? 
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Blog Tour “Destini Incrociati” Tappa #6 – Eredità Celata di Elena Bertani

Pageflex Persona [document: PRS0000038_00025]Buongiorno miei adorati Lettori!
Oggi per voi un nuovo appuntamento libresco, tutto per l’antologia DESTINI INCROCIATI, curata dalle dolcissime admin del blog Le Tazzine di Yoko. Questo tour, iniziato ad ottobre, si suddivide in numerose tappe, ognuna delle quali dedicata ad un racconto presente nel libro.
Mi posso ritenere senza dubbio fortunata, perchè questa nuova avventura libresca mi ha permesso di conoscere Elena Bertani, un’autrice emergente dall’animo dolce e sensibile, ma soprattutto di grande talento *ne sentirete parlare ancora, ne sono certa* ^_^

L’Antologia

cover-kindle-DESTINI-INCROCIATITredici racconti originali ed emozionanti, ciascuno con la sua particolarità e il suo fascino, riuniti in una unica raccolta, che esplora il lato fantasioso, romantico, misterioso, passionale, ironico e paranormale di promettenti autori italiani, vincitori alla prima edizione del concorso letterario Emozioni in Tazza. Lasciatevi conquistare dalle loro storie e godetevi il meglio dei generi fantasy, romance, fantascienza, urban e paranormal in un sola variegata antologia.

Pagine 266
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Dopo una lunga e forzata lontananza dal genere urban fantasy, dovuta a troppe delusioni libresche, ultimamente mi sono lasciata spesso coccolare dalla penna di Cassandra Clare, ma per riportarmi a una realtà tutta #MadeInItaly è arrivata in mio soccorso Elena Bertani e il suo racconto Eredità Celata.
Il cuore del discorso è questo: quando c’è una storia convincente e appassionante, quando ci sono pathos, emozioni, misteri e una catena di scene ben articolate, non conta che le pagine siano solo cinque o più di cinquecento… vorresti leggerne ancora e ancora senza fermarti mai! E’ questa la chiave di un prodotto di qualità, e la fantasia di Elena ci regala un piccolo spaccato di mondo, un angolo oscuro e ricco di paura, dove una fiammella sceglie di trasformarsi in puro fuoco per sconfiggere l’oscurità. Cosa potremmo chiedere di più?
Complimenti ad Elena e a tutto lo staff delle Tazzine ♥

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A tu per tu con… KSENIA ANSKE

Buongiorno Lettori!
Oggi ho per voi una vera chicca: internet regala tantissime possibilità, come conoscere persone che vivono in un qualsiasi angolo del mondo! Io ho avuto la fortuna di poter chiacchierare con Ksenia Ankse, una scrittrice selfpublished americana, di origini russe: simpaticissima e molto molto dolce, ecco l’intervista che abbiamo fatto.
L’articolo sarà in doppia lingua ^_^

 Goodmorning Readers!
Today I have a very special thing for you: Internet offers numerous opportunities, such as to know people who live in any place of the world! I had the fortune to chat with Ksenia Ankse, an American Indie writer, with Russian origins: likeable and very very sweet, here is the interview we did.

Vi presento Ksenia Anske
e il suo romanzo Rosehead.

⇒ Ciao Ksenia, benvenuta nel mio piccolo blog libroso. Partiamo con una domanda facile: cos’è per te la scrittura?
Tutto. E’ la mia sanità mentale. Porta via le mie preoccupazioni. Mi rende felice. E’ la mia terapia quotidiana. Mi risolleva l’umore e mi fa dimenticare tutto, tranne la storia che sto scrivendo.

Hello Ksenia, welcome to my little bookish blog! Let’s start with an easy question: what is writing for you?
Everything. It’s my sanity. It takes away my worries. It makes me happy. It’s my daily therapy. It lifts my mood and makes me forget everything but the story I’m writing.

⇒ C’è uno scrittore a cui ti ispiri per i tuoi romanzi?
Ogni libro che ho letto, mi ispira. Ultimamente è stato Cechov. L’ho letto in inglese per la prima volta. L’avevo letto in Russo numerose volte quando ero più giovane, quindi questo è stato un esercizio interessante per confrontarlo in due lingue diverse e per vedere la bellezza delle sue storie in entrambe le versioni.

There’s a writer who inspires you for your novels?
Any book I read, inspires me. Lately it’s been Chekhov. I have been reading him in English for the first time. I have read him in Russian multiple times when I was younger, so this was an interesting exercise to compare him in 2 different languages and to see the beauty of his stories in both.

⇒ Come nascono le tue storie?
Di solito l’immagine compare nella mia testa. Dal nulla. Mi è difficile dire da dove provenga. Sembra un fotogramma tratto da un film. Una scena. Forse poche righe di dialogo. Io lo metto giù nero su bianco, in fretta, prima di perderlo. Di solito diventa proprio l’inizio di un nuovo libro.

How do your stories come to life?
Usually an image pops into my head. Out of nowhere. I can hardly tell where it all comes from. It looks like a still from a movie. A scene. Perhaps a few lines of dialogue. I write it down, quickly, before I lose it. It usually becomes the very beginning of a new book.

⇒ Qual è solitamente il tuo personaggio preferito da scrivere? Perchè?
Qualcuno che è molto diverso da me. E ‘una sfida cercare di entrare nei panni di qualcun altro. Per esempio, in Rosehead il mio personaggio preferito da scrivere era il cane parlante Panther. Come ci si sente ad essere un cane? Un cane parlante? Mi ha affascinato. E la scrittura è stata sia un dolore e un piacere.

In your novels who is generally the favorite character to write? Why?
PrintSomeone who is very different from me. It’s a challenge to try and get into someone else’e shoes. For example, in Rosehead my favorite characters to write was the talking dog Panther. What’s it like to be a dog? A talking dog? It fascinated me. And writing is was both a pain and a pleasure.

⇒ Chi ti ha incoraggiata nei tuoi primi passi da scrittrice?
Stephen King e il suo libro On Writing. Sembrava come se mi tenesse la mano e mi dicesse che è una cosa buonascrivere. Mi ha fatto credere che ce la potessi fare anche io.

Who has encouraged you in your first steps as a writer?
Stephen King and his book On Writing. It felt as if he held my hand and told me it’s okay to write. He made me believe that I can do it too.

⇒ Cosa ami di più dell’essere una scrittrice self? Qual è la cosa peggiore?
La libertà di creare tutto quello che voglio e pubblicarlo io stessa in qualsiasi formato è ciò che amo di più. E l’interazione diretta con i lettori, il loro feedback immediato sui miei progetti e libri finiti. Mi aiutano a diventare una scrittrice migliore.
L’aspetto peggiore? Probabilmente la quantità di lavoro che devo fare. A volte sono così stanca che nessuna quantità di caffè può tenermi sveglia e crollo. Comunque, è una cosa che non cambierei. La adoro.

What do you love the most about being an Indie writer? And what’s the wrost thing about it?
Freedom to create anything I want and publish it myself in any shape or format I want is what I love most. And the direct interaction with readers, their immediate feedback on my drafts and finished books. They help me become a better writer.
Worst? Probably the amount of work that I have to do. Sometimes I get so tired that no amount of coffee can keep me up and I crash. Still, I wouldn’t change it. I love it.

⇒ Su cosa stai lavorando adesso?
Sto concludendo il mio progetto di ghostwriting e, a partire dalla prossima settimana inizierò la stesura di CORNERS. Si tratta di un romanzo incentrato su 4 bambini che saltano la scuola e scoprono (per caso, ovvio) che il mondo può essere girato come pagine di un libro. Naturalmente, essi finiscono per cadere in un mondo libro e devono capire come tornare indietro.

What are you working on now?
I’m wrapping up my ghostwriting project and starting on CORNERS next week. It’s a novel about 4 kids skipping school and discovering (by accident, of course) that the world can be turned like pages of a book. Naturally, they end up dropping into a book world and have to figure out how to get back.

⇒ Facciamo un gioco: si chiama “Brucia, Riscrivi e Rileggi”. Scegli un romanzo (non uno dei tuoi), per ognuna di queste azioni.
Questo mi mette in difficoltà. Non c’è un solo romanzo che vorrei bruciare. Ogni libro racchiude un pezzetto del cuore di uno scrittore. Come è possibile bruciarlo?
Rileggo romanzi continuamente. Il prossimo sulla mia lista è Guerra e Pace. L’ho letto al liceo in russo, e non ho mai letto in inglese.
Vorrei riscrivere Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie solo per aggiungere qualche unicorno, ma poi lo brucerei subito perché altrimenti il fantasma di Lewis Carroll verrebbe a perseguitarmi nei miei incubi.

Let’splay a game: it is called “Burn, Re-read and Re-write”. Choose a novel (not one of yours), for each of these actions
This stumped me. There isn’t a single novel that I would burn. Every book has a bit of a writer’s heart. How can you burn that?
I reread novels all the time. Next on my list is War and Peace. I have read it in high school in Russian, and have never read it in English.
I would rewrite The Adventures of Alice in Wonderland just to add some unicorns to it, but then I would burn it right away because otherwise the ghost of Lewis Carroll will keep hunting me in my nightmares.

⇒ Pensa ad un romanzo che ami molto e ai suoi personaggi. Quale ti piacerebbe essere e perchè?
Orlando dell’omonimo romanzo di Virginia Woolf. Arrivare a sperimentare entrambi i sessi e vivere attraverso vari secoli!

Think of a novel that you really love and all of its characters. Which would you like to be and why?
Orlando from Virginia Woolf’s Orlando. I get to experience both sexes and live through a span of centuries!

Il tuo sogno più grande?
Poter continuare a scrivere

Your biggest dream?
To be able to keep writing.

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Thank you very much for being here, even if only virtually. Come back every time you want.

You are welcome. You get a zebra cookie for inviting me. XOXO

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Spero che questa intervista vi sia piaciuta! Ksenia è stata gentilissima e molto dolce con me nelle mail che ci siamo scambiate! A breve leggerò Rosehead per le mie letture di Halloween, un romanzo perfetto per l’occasione! Ma non vi anticipo nulla e vi invito a controllare il blog nei prossimi giorni 🙂

I hope you enjoyed this interview! Ksenia was extremely kind and very sweet with me in the emails that we wrote to each other! Soon I will read Rosehead for my Halloween Reading Project, because this novel is perfect for the occasion! But I’ll not say anything more, and I invite you to check the blog in the coming days 🙂

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A tu per tu con… BRIDGET NELLAN

Buongiorno amici lettori!
Oggi sono molto felice di poter ospitare nel mio angolo web una scrittrice emergente! Sapete quanto sia legata al mondo dell’autopubblicazione, un oceano di squali dove non tutti riescono a farsi conoscere. Io, nel mio piccolo, vi propongo autori e autrici che ritengo all’altezza. In questo caso parliamo di un’autrice alla sua primissima pubblicazione, di cui non ho letto molto, se non estratti (più o meno corposi) del suo romanzo: piccole premesse che spero si trasformeranno in una bella recensione, una volta letto il libro per intero.

Vi presento Bridget Nellan
e il suo romanzo Accorgiti di me.

⇒ Ciao Bridget, benevnuta fra Le Parole Segrete dei Libri.
Ciao a te, e grazie mille per avermi invitato.

⇒ Innanzi tutto complimenti per l’imminente pubblicazione di “Accorgiti di me”. Com’è nata l’idea di questo romanzo?
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Grazie mille. Allora, tutto è nato in una calda giornata di settembre, quasi per caso. In quel periodo ero molto presa da alcune cose che stavano accadendo nel mio piccolo mondo e quasi senza rendermene conto sono stata ispirata da questi avvenimenti. All’inizio non ero convinta della storia, ma dopo vari indugi ho impugnato la penna ed ho creato la trama del romanzo. Sono rimasta davvero soddisfatta del risultato e così ho deciso di far nascere Accorgiti di me.

Leggendo la trama, sono stata molto colpita da una frase:

...non tutte le storie d’amore sono limpide come l’acqua. Alcune nascondono segreti oscuri, difficili da rivelare. Segreti che trasformano una carezza in uno schiaffo, un bacio in una lacrima!

Cosa significano per te queste parole e quanto sono importanti nella storia?
Questo stralcio della trama racchiude l’essenza stessa del romanzo. In sole quattro righe sono nascosti tutti gli avvenimenti che caratterizzano la storia e che sono fondamentali per il suo sviluppo.

Parliamo un po’ di te… Scrivere è sempre stato un sogno nel cassetto oppure è una scelta recente?
Direi un sogno nel cassetto che solo recentemente sono riuscita a prendere in mano.

Hai già qualche nuovo progetto in mente?
Accorgiti di Me è il primo romanzo di una trilogia, quindi dopo questo lavorerò ai due sequel. Al di fuori di essa invece nulla frulla nulla nella mia mente per ora.

Wow! Una trilogia… Io le adoro! Perchè non ci anticipi qualcosa sui protagonisti di questa storia?
I protagonisti principali sono Diana e Seth, due ragazzi diciannovenni molto particolari. Diana è fermamente convinta nell’amicizia fra uomo e donna, e farà di tutto per dimostrare la sua teoria. Ripudierà il suo amore verso quella persona che rende felici i suoi giorni e questo provocherà in lei molto dolore. Seth invece, è un ragazzo impulsivo ed estroverso, e non accetterà le idee di Diana. Si spingerà oltre i confini dell’amore per far sua quella donna che da tanto ossessiona i suoi pensieri.

“Ora puoi capire l’effetto che mi fai Diana.”
“Basta!” Appoggiando le mie mani sul suo petto lo spinsi via facendolo indietreggiare.
“Cosa fai?” domandò Seth con il fiato spezzato.
“Dobbiamo fermarci!”
“Perché?” Abbassai il volto, in quel momento non riuscivo a reggere il suo profondo sguardo.
“Io non mi sento ancora pronta.”
“Pronta? Ma se stavi andando così bene; tutto era perfetto.”
“Seth” pronunciare quel nome mi era diventato difficile “Io non voglio.”
“Non vuoi cosa?”
“Non voglio che la nostra amicizia sia compromessa.”

Estratto da Accorgiti di me
In esclusiva per Le Parole Segrete dei Libri

Bridget ti ringrazio per essere stata qui, e ti faccio i miei migliori auguri per questo e tutti i prossimi romanzi che scriverai. Ovviamente torna quando vuoi, sarai sempre una graditissima ospite delle Pagine Segrete dei Libri!
Grazie mille, davvero! Il blog è fantastico ed è stato bellissimo essere una tua ospite. Grazie ancora!

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Accorgiti di me sarà disponibile su Amazon a partire dall’8 GIUGNO!

DESCRIZIONE:

Un amore passionale, un amore di quelli rari. Elettricità li unisce, un filo impercettibile tiene uniti i loro destini.
Dove va uno, inevitabilmente va l’altro. Ogni bacio è una dolce sinfonia, ogni carezza è una nuova pagina della loro vita insieme. Solo loro devono capire quanto si amano, solo loro possono cambiare il proprio futuro.
Diana: ragazza che cerca in tutti i modi di ripudiare l’amore, quell’amore tanto cercato e desiderato.
Seth: estroverso e troppo impulsivo, cercherà di far sua quella donna che da tanto ossessiona i suoi pensieri.

Però, non tutte le storie d’amore sono limpide come l’acqua. Alcune nascondono segreti oscuri, difficili da rivelare. Segreti che trasformano una carezza in uno schiaffo, un bacio in una lacrima!

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Quanti di voi sono curiosi di scoprire cosa ha da raccontarci questa giovane scrittrice? 😀

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A tu per tu con… REBECCA E SOFIA DOMINO

Buongiorno Amici Lettori e buona domenica!
Oggi per me è un giorno davvero speciale, perchè per la prima volta fra Le Parole Segrete dei Libri ci sarà un incontro paricolare. Vi va di passare un po’ di tempo A tu per tu con uno scrittore? E se vi dicessi che questa prima volta saranno addirittura due scrittrici?

Vi presento Rebecca e Sofia Domino
e i loro romanzi Fino all’ultimo respiro
e Come lacrime nella pioggia.

⇒ Innanzi tutto benvenute nel mio piccolo angolo e complimenti per l’imminente pubblicazione dei vostri lavori. Partiamo con una domanda facile: come e quando nasce il vostro desiderio di scrivere?

Rebecca: Prima di tutto, grazie per ospitarmi sul tuo blog! La mia passione per la scrittura è nata con me. Ho cominciato a scrivere alle scuole elementari, ricordo che nel tempo libero scrivevo brevi racconti su quaderni e che, per tutto il periodo della scuola, mi piaceva moltissimo scrivere temi. A un certo punto ho lasciato perdere la scrittura per ritrovarla qualche anno fa quando, senza neanche sapere come, mi sono ritrovata nuovamente seduta di fronte al computer, con delle idee nella testa e la voglia di trasformarle in storie. Da allora ho scritto numerosi racconti e romanzi che non  pubblicherò mai, che considero una sorta di allenamento, sia per lo stile sia per capire quale genere preferisco scrivere. La scrittura è la mia unica, vera passione e adesso sono felicissima perché le dedico tutto il mio impegno e tutto il mio cuore, e sono sicura che continuerò a scrivere finché potrò.
 
Sofia: Grazie per il tuo supporto e per avermi ospitato nel tuo blog!
Ho cominciato a scrivere all’età di sette anni, cominciando con racconti brevi scritti su dei quaderni. Con il passare degli anni ho maturato la mia passione e a scuola ero molto contenta quando arrivava l’ora d’italiano e, di conseguenza, la possibilità di scrivere temi. Dai quaderni sono passata alla macchina per scrivere e adesso non potrei separarmi dal mio computer, ricco di idee e di appunti.
Scrivere è la mia più grande passione perché posso esprimermi e posso raccontare delle storie. Inoltre, come nel caso di “Come lacrime nella pioggia”, scrivere dei romanzi è anche importante per portare alla luce delle verità nascoste e per parlare delle iniziative benefiche collegate a essi.
 
 
Questa per entrambe è la seconda esperienza in ambito selfpublishing. Avete già pubblicato dei romanzi, per Sofia Quando dal cielo cadevano le stelle e per Rebecca La mia amica ebrea. Come vi sentite rispetto a qualche anno fa e quanto è cambiato il vostro rapporto con i lettori?
 
Sofia: Quando dal cielo cadevano le stelle è il mio romanzo d’esordio. Sono molto legata anche a quel romanzo, che tratta il tema della Shoah. L’ho pubblicato su Lulu il 27 gennaio 2014, per Il Giorno della Memoria, quindi non molto tempo fa.
Ho scritto sia Quando dal cielo cadevano le stelle sia Come lacrime nella pioggia per me, e solo in un secondo momento ho deciso di renderli pubblici, anche se ne ero molto dubbiosa. Pensavo che ai lettori non interessassero molto i libri di autori indipendenti, specialmente che trattano temi “pesi”. Invece, con mia grande meraviglia, non è stato così. Il modo in cui i lettori e i blogger hanno accolto Quando dal cielo cadevano le stelle è stato bellissimo, e lo stesso sta succedendo con Come lacrime nella pioggia. Il supporto dei lettori e dei blogger è molto importante, come sta avvenendo oggi, e ne sono davvero contenta.
Posso quindi dire che nell’arco di questi mesi il rapporto con i miei lettori è cresciuto, e con alcuni, dopo esserci inviati varie e-mail, si è anche instaurato un rapporto di amicizia.
Da quando ho pubblicato Quando dal cielo cadevano le stelle mi sento un po’ diversa, forse un po’ più esperta. Durante la promozione di Quando dal cielo cadevano le stelle il mondo dell’autopubblicazione per me era molto nuovo, adesso invece so come muovermi e come gestire al meglio la promozione e sono sempre contenta di dare consigli ai vari scrittori che muovono adesso i primi passi nel self-publishing.
 
Rebecca: Il mio romanzo d’esordio non è uscito anni fa ma il 27 gennaio di quest’anno, in occasione della Giornata della Memoria, quindi sono passati solamente quattro mesi da La mia amica ebrea a Fino all’ultimo respiro. Prima dell’uscita de La mia amica ebrea ammetto che ero piuttosto sfiduciata, perché le persone solitamente leggono altri tipi di romanzo e pensavo che non molti lettori si sarebbero avvicinati al mio lavoro; invece, con mia stessa sorpresa, ho trovato grande disponibilità sia da parte delle blogger sia da parte dei gestori dei siti Internet per promuovere La mia amica ebrea e ricordare i “giusti”, coloro che durante l’Olocausto aiutarono degli ebrei, spesso rischiando la vita. Con Fino all’ultimo respiro sapevo già che cosa aspettarmi, e infatti al momento sono felicissima di come stanno andando le cose. Adesso che rispondo a questa domanda, Fino all’ultimo respiro non è ancora ufficialmente uscito, pertanto l’hanno letto solo pochissime persone in anteprima, ma sia i blogger sia i siti mi stanno concedendo molto spazio. Penso che ciò sia fondamentale perché, se è importante ricordare gli orrori del passato perché non si ripetano più (come nel caso dell’Olocausto) e dar voce agli “eroi silenziosi” che nella Germania nazista salvarono degli ebrei, penso che sia altrettanto importante soffermarsi anche su temi attuali come, appunto, gli adolescenti che vivono con il cancro. In Italia non se ne parla mai abbastanza, quindi penso che ogni segnalazione sul mio romanzo, ogni articolo al riguardo, possa fare la differenza.
 
Parliamo delle vostre nuove pubblicazioni, disponibili sul web dal 19 maggio. Partiamo da Rebecca e dal suo romanzo FINO ALL’ULTIMO RESPIRO. Hai scelto un tema molto particolare, a me personalmente molto caro: ti va di raccontarci qualcosa?
 
beautiful smiling girl with dandelion in handCerto. Fino all’ultimo respiro è nato in maniera inaspettata. Quando non sono in un periodo particolarmente carico d’impegni dal punto di vista della promozione, il mattino cerco sempre di scrivere qualcosa, semplicemente perché scrivere è la mia passione. Stavo lavorando a un romanzo di quelli che scrivo per il solo piacere di farlo, quando mi è venuta in mente la trama di Fino all’ultimo respiro. Ho smesso di lavorare sull’altro romanzo e mi sono dedicata alla mia nuova idea. Ammetto che, prima di cominciare a fare le ricerche al riguardo, mi sono chiesta più di una volta se non avrei interrotto il romanzo a metà strada, perché per dargli lo sfondo necessario avrei dovuto informarmi sul cancro, leggere e ascoltare storie di adolescenti malati… e non ero sicura di voler passare così tanto tempo a sentir parlare di dolore e di morte, specialmente quando questi riguardano persone così giovani. Ebbene, non potevo sbagliarmi di più!
Come faccio prima di cominciare ogni romanzo, mi sono messa alla ricerca di testimonianze e mi sono ritrovata a leggere le storie degli adolescenti che vivono con il cancro, a guardare e ascoltare i loro video e, certo, a volte parlano di dolore, di tristezza, di preoccupazione e di morte, come penso che sia normale data la loro situazione, ma parlano principalmente di vita. E non solo! Parlano di altruismo, dell’importanza dell’aiutare gli altri.
Sono rimasta a bocca aperta di fronte a tantissime vicende che ho letto o ascoltato e a quel  punto ho capito non solo che avrei scritto tutto il romanzo, ma che, probabilmente, ci sono tante altre persone che, come credevo io, pensano che gli adolescenti con il cancro siano delle persone già mezze morte e che le loro storie parlano solo di dolore fisico ed emotivo e di morte. Non potrebbe essere più falso. Ho deciso di scrivere il romanzo dal punto di vista di Allyson, una diciassettenne scozzese come tante, perché ho la fortuna di non aver mai avuto il cancro e non conosco nessun adolescente che ha dovuto affrontare quella battaglia e Allyson si avvicina a quel mondo come ho fatto io, improvvisamente, senza saperne niente se non le piccole informazioni che sappiamo tutti (che la chemio fa cadere i capelli, che il cancro è potenzialmente letale…). Attraverso la protagonista del romanzo, ho dato voce ad alcune delle mie domande e dei miei pensieri, ma, caratterialmente, Allyson è molto diversa da me. Coleen, la co-protagonista del romanzo, è una diciassettenne che lotta da due anni e mezzo contro la leucemia. Noi la conosciamo insieme ad Allyson, quando Coleen si trova già piuttosto avanti nella sua lotta. Non sappiamo tutto, non abbiamo idea di cosa succedesse nella sua vita giorno per giorno, prima dell’arrivo di Allyson. Coleen rappresenta l’insieme di testimonianze che ho letto e sentito. A volte io stessa mi sono chiesta: “come? Com’è possibile avere cosi tanta fiducia nella vita quando questa ti ha pugnalata alle spalle?”. Coleen, come tutti, ha anche dei momenti “no”, e, soprattutto, li ha avuti in passato, nel periodo immediatamente successivo alla diagnosi. Leggendo le testimonianze dei ragazzi con il cancro ho visto che molti di loro pensano di essere cresciuti molto rispetto ai loro coetanei, e anche Coleen si sente così; è una cosa che non metto in dubbio, data l’esperienza che devono affrontare. Allyson è una diciassettenne comune, con i piccoli problemi in famiglia, con gli amici, con il ragazzo che le piace, deve decidere che cosa fare dopo le superiori, mentre Coleen ha già affrontato delle prove molto dure e deve prendere delle decisioni irreversibili. Eppure, entrambe impareranno qualcosa l’una dall’altra. Nonostante il mio romanzo parli anche di chemio, radiazioni, effetti collaterali e mostri la realtà di chi, a causa della chemio, non ce la fa neanche ad alzarsi dal letto, di chi a diciassettenne anni deve rinunciare a una vita normale, è essenzialmente un romanzo sulla vita, perché è questo il messaggio che io ho recepito dalle testimonianze degli adolescenti con il cancro.
Molte persone sane non fanno altro che lamentarsi per delle sciocchezze e non si rendono conto di cosa conta davvero. Questi ragazzi, come Coleen nel mio romanzo, vogliono vivere intensamente ogni attimo, e per intensamente non intendo dire necessariamente facendo chissà quale esperienza, ma principalmente godendosi ogni momento, passandolo con i loro cari e facendo qualcosa per aiutare gli altri.
Fino all’ultimo respiro è un romanzo che parla della paura di morire, ma anche di quella di vivere, la paura che blocca Allyson che, a diciassette anni, si sente sospesa fra l’adolescenza e l’età adulta, è un romanzo che parla dell’amicizia vera, del dolore che il cancro porta in una famiglia ma, lo ripeto, parla principalmente di quello che rende speciale la vita, di come la qualità del tempo che abbiamo sia più importante della quantità.
 
Anche Sofia ha fatto una scelta importante a livello di tematiche per il suo romanzo COME LACRIME NELLA PIOGGIA. Le tue protagoniste, Sarah e Asha, vivono una storia estremamente delicata e toccante. Cosa puoi dirci in proposito?
 
Come lacrime nella pioggiaScrivere Come lacrime nella pioggia mi ha regalato centinaia di emozioni, specialmente per la storia delicata e allo stesso tempo dolorosa in cui Sarah e Asha sono coinvolte. Sarah è una ventiduenne newyorkese, grande appassionata di fotografia e perdutamente innamorata di Abhai, venticinquenne indiano che da bambino si trasferì con suo padre a New York. Il giorno in cui Sarah prende la decisione di voler scoprire meglio l’India, e in questo modo le origini del suo fidanzato, è certa che vivrà una meravigliosa avventura, un viaggio indimenticabile. Ma non sa quello che la aspetta.
Quando Sarah arriva a Kailashpur, il villaggio remoto indiano in cui è nato Abhai, rimane affascinata da tutto ciò che la circonda, perché l’India è un paese misterioso, ma lentamente si renderà conto di molte altre verità. Una donna in India, specialmente nei villaggi rurali, non è nessuno. Non ha diritti, non ha voce, è picchiata, violentata, venduta in matrimoni combinati, costretta a smettere di studiare… Questa verità ha colpito anche la vita di Asha, abitante di Kailashpur, ma quando Sarah ha occasione di parlare con lei, di leggere la forza nel suo sguardo e di guardare il suo bellissimo sorriso, capisce che nonostante quelle leggi severe, Asha non vuole abbassare la testa. Asha vuole dire basta, vuole avere un futuro, vuole scegliere e Sarah, femminista, si schiera immediatamente dalla sua parte.
Sullo sfondo dell’India sboccia una meravigliosa amicizia tra una ragazza americana e una indiana. Sarah e Asha vivono numerose esperienze insieme, lottando per i diritti delle donne indiane, nonostante questo comporti andare contro gli uomini.
Il giorno in cui Sarah, allo scadere dei documenti che le permettono di rimanere in India, dovrà tornare a New York, saluterà Asha promettendole molte cose, tra cui che tornerà da lei per continuare a lottare al suo fianco. Al ritorno di Sarah in India, però, Asha è scomparsa.
Per Sarah comincia una corsa contro il tempo e si ritroverà a essere una pedina qualunque tra le mani degli uomini indiani, ma vuole salvare Asha, liberarla, abbracciarla di nuovo e confermarle che le donne hanno gli stessi diritti degli uomini.
Per non rischiare di svelare troppo non posso aggiungere altro, ma il personaggio di Asha è un insieme di testimonianze, perché le donne in India sono ancora vendute, picchiate, abusate, costrette a prostituirsi…
E la polizia, corrotta, non offre loro nessun sostegno.
Ho scritto Come lacrime nella pioggia per accendere i riflettori sull’India, definito il Paese peggiore in cui nascere donna, per mostrare la forza delle donne e per dare voce a una bellissima amicizia come quella tra Sarah e Asha, un’amicizia che, se pura, non ha limiti.
 
 
So che attraverso i vostri romanzi promuovete alcuni enti importanti a livello mondiale. Potete spiegare in maniera più dettagliata ai miei lettori di cosa si tratta?
 
Sofia: Certo, Come lacrime nella pioggia è leggibile gratuitamente (per riceverlo basta inviarmi un’email a sofiaromanzo@yahoo.it) e ho deciso di non venderlo perché in questo modo incoraggio i lettori a donare i soldi con i quali altrimenti avrebbero comprato il mio libro ad Amnesty International, che da cinquanta anni difende i diritti umani. Penso sia meglio aiutare chi ha davvero bisogno che ricavare io qualche soldo.
Inoltre, incoraggio i lettori a firmare la petizione che ho lanciato su Change.org, indirizzandola al governo indiano, per migliorare le condizioni di vita delle donne in India. Firmare la petizione è veloce e gratuito!
Come sostenere Amnesty?
Ci sono moltissimi modi per sostenere Amnesty, e sostenerlo vuol dire difendere i diritti e le libertà fondamentali di ogni essere umano!
Chiunque può sostenere Amnesty, un privato, un’associazione, una famiglia e anche uno studente.
Una persona può donare ad Amnesty una quota libera, oppure può attivarsi con Amnesty contattando il Gruppo Locale o l’ufficio regionale della sua zona. Può partecipare alle manifestazioni di Amnesty, firmare gli appelli dell’associazione, iscriversi alla Newsletter per tenersi aggiornata o fare shopping acquistando gli articoli a marchio Amnesty International, prodotti dal commercio equo e solidale.
 
Ho inoltre deciso di lanciare una petizione su Change.org (piattaforma online gratuita di campagne sociali) perché dopo aver appreso come sono costrette a vivere le donne in India ho voluto attivarmi meglio che potevo. Nella mia petizione ho scritto (sia in italiano sia in inglese) che cosa sono costrette a subire giornalmente le donne in India (abusi, diritti negati, stupri….) sperando davvero in un miglioramento. Quando la mia petizione avrà raggiunto un elevato numero di firme, allora la invierò non solo al governo indiano, ma a chiunque possa fare qualcosa per salvare le donne dell’India.
Per crescere, però, la mia petizione ha bisogno della firma di molte persone.
Ricordo che firmare è veloce e gratuito.
In India, specialmente nei villaggi rurali, bambine, ragazze, donne e madri vivono nascoste, ma non dobbiamo dimenticare le loro lacrime silenziose. Lacrime vere, lacrime versate da bambine abbandonate o uccise solo perché femmine, da ragazzine costrette a smettere di studiare e obbligate a lavorare, da bambine vendute in sposa, da ragazze e donne costrette a prostituirsi, da donne abusate… in India, per una bambina la persecuzione comincia ancora prima della nascita.
Per firmare la mia petizione: QUI
Grazie a nome mio e a nome di tutte le donne dell’India.
 
Rebecca: Sì, ho scelto di rendere leggibile gratuitamente Fino all’ultimo respiro per incitare i miei lettori a donare quanto possono a Teenage Cancer Trust, l’ente benefico inglese che si occupa dal 1990 degli adolescenti con il cancro. Teenage Cancer Trust è un ente unico nel suo genere, perché oltre a disporre di 27 reparti a misura di adolescente sparsi per tutto il Regno Unito (e ad averne altri 7 in programmazione) si occupa a tutto tondo dei giovani con il cancro. I pazienti hanno dai 13 ai 24 anni e sono tutti in una fase molto delicata della vita, dove una diagnosi di cancro ha ancora più impatto. Un giovane dovrebbe pensare solo a studiare o lavorare, uscire con gli amici e fare programmi per il futuro; la diagnosi invece pigia il tasto “pausa” nelle vite di questi ragazzi che, improvvisamente, si ritrovano a sospendere tutte le loro attività quotidiane (molti lasciano, anche se solo per un periodo, la scuola; a causa degli effetti collaterali delle cure, come la stanchezza, tanti ragazzi spesso non hanno neanche la forza di alzarsi dal letto o passano pomeriggi interi a dormire) e in generale si ritrovano a posporre a data da definire tutti i loro progetti per il futuro, sia quelli a breve sia quelli a lungo termine. Il cancro fa paura a tutti, ma gli adolescenti si ritrovano ad affrontare la propria mortalità, spesso per la prima volta. Eppure, nonostante Teenage Cancer Trust sia impegnato anche dal punto di vista della ricerca (per aumentare sempre di più la speranza di sopravvivenza) quello che conta è che l’adolescente malato di cancro è vivo, adesso, anche quando la sua malattia è considerata terminale. Teenage Cancer Trust considera i ragazzi prima come degli adolescenti, poi come dei pazienti di oncologia. Nei reparti di Teenage Cancer Trust lavora del personale specializzato in adolescenti e giovani adulti, i ragazzi hanno a disposizione film, musica, attivita’ ricreative e possono tenersi in contatto con i professori delle loro scuole, così da non rimanere indietro con il programma. Ma l’aspetto fondamentale di Teenage Cancer Trust è come, con un mondo completamente dedicato ai giovani con il cancro, questi non si sentano soli. Nei reparti gestiti dall’ente benefico ragazzi e ragazze passano il tempo insieme e possono condividere con dei coetanei le loro paure e i loro successi.
Un altro esempio molto importante di questa necessità di unire gli adolescenti con il cancro è “Find your sense of tumour”, un evento organizzato da Teenage Cancer Trust in cui gli adolescenti che hanno sconfitto il cancro o che sono in remissione possono incontrarsi, divertirsi e fare nuove amicizie con chi si trova nella loro stessa situazione. Teenage Cancer Trust organizza anche eventi per raccogliere fondi, i più famosi sono i concerti alla Royal Albert Hall, uno dei luoghi artistici più famosi e belli di Londra, dove celebrità musicali si esibiscono a favore dell’ente benefico.
Teenage Cancer Trust, infatti, fa affidamento solamente sulle donazioni di aziende e di privati. L’ente si occupa di molti altri aspetti del cancro nei giovani, incluso il supporto a famigliari e amici, l’organizzare conferenze per l’aggiornamento di medici e infermiere che lavorano a contatto con gli adolescenti, la creazione del sito Jimmyteens, dove gli adolescenti che hanno o hanno avuto il cancro possono caricare i loro video e condividere con gli altri le loro esperienze e molto altro. Teenage Cancer Trust si avvale di ventiquattro anni di esperienza e passione a beneficio degli adolescenti con il cancro, e fa davvero la differenza nelle esistenze di coloro che, a causa delle malattie e degli effetti collaterali delle cure, sono obbligati ad avere delle vite diverse rispetto a quelle dei loro coetanei.
Teenage Cancer Trust s’impegna perché ogni adolescente con il cancro viva una vita il più normale possibile.
Purtroppo in Italia manca un ente benefico del genere e, nonostante ci siano delle realtà dedicate agli adolescenti con il cancro, secondo me manca proprio il nucleo centrale, ovvero un ente benefico così ben organizzato che si occupa in toto degli adolescenti con dei tumori. Con il mio romanzo, e portando l’esempio di Teenage Cancer Trust, spero di spronare la gente a fare qualcosa di più attivo anche qui in Italia e a cominciare a parlare di più dei bisogni e dei desideri degli adolescenti con il cancro, una fascia che spesso, qui da noi, è in una sorta di “terra di nessuno”.
Per chi volesse aiutarmi nella mia raccolta fondi a favore di Teenage Cancer Trust (potete donare quanto volete, anche solo 1 Euro) vi lascio direttamente il link alla mia pagina su Justgiving (la piattaforma ospita solo enti benefici regolarmente registrati e le donazioni, tramite il link di cui sotto, vanno direttamente a Teenage Cancer Trust): 
Ringrazio in anticipo tutti quelli che vorranno unirsi a me per dare una mano a questi ragazzi che, credetemi, con le loro storie, i loro sorrisi e la loro forza, ci danno tantissimo.
 
Un’ultima domanda prima di concludere questo nostro piacevole incontro virtuale.
Quanto vi influenza il fatto di essere sorelle scrittrici? Quanto riuscite a ritrovare di voi stesse nei vostri lavori e nei romanzi dell’altra?
 
Rebecca: Sicuramente essere sorelle scrittrici è bellissimo, perché possiamo condividere la stessa passione e possiamo aiutarci reciprocamente, ad esempio con suggerimenti oppure nelle varie fasi dell’editing. Nei romanzi di Sofia trovo degli aspetti che sono presenti anche nei miei, come delle protagoniste forti, dei temi toccanti (sia passati sia attuali) e il voler lanciare dei messaggi ai lettori. Nei miei romanzi, naturalmente, ci sono degli aspetti di me, di quello che penso e che provo, anche se solitamente le mie protagoniste ed io non potremmo essere più diverse.
Sofia ed io siamo sicuramente molto fortunate a condividere questa passione senza alcuna gelosia o invidia per l’altra; siamo entrambe felici dei successi dell’altra e continueremo a lungo su questa strada.
 
Sofia: Condividere la mia passione per la scrittura con Rebecca è bellissimo! Ci unisce un legame profondo e ci supportiamo sempre a vicenda, senza però mentirci. Se a una delle due non piace il romanzo dell’altra, allora ce lo diciamo, e solo in questo modo possiamo aiutarci davvero.
Sicuramente il lato che più mi rende vicina ai personaggi creati da Rebecca è la forza che dà a ognuno di essi. Se un personaggio è forte, e crede nel giusto, allora mi sento molto vicina a quest’ultimo. Inoltre, i personaggi principali di Rebecca sono, anche nel suo caso, prevalentemente femmine, e questo è sicuramente un punto a suo vantaggio.
 
Vi ringrazio per essere state qui e aver condiviso un piccolo pezzetto di voi con me e i miei lettori.

Rebecca e Sofia: Siamo noi a ringraziare te per averci ospitato. Mandiamo un caro saluto anche ai tuoi lettori invitandoli a visitare i nostri blog per rimanere sempre in contatto!

sidebardividerCome fatto in passato per altri autori, vi lascio alcuni link utili 🙂

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