Lucinda e i suoi pensieri: Cosa significa essere donna

Eccoci giunti al secondo appuntamento con la rubrica “Lucinda e i suoi pensieri”. L’argomento di questa settimana è la donna.

Non so dire con esattezza se essere Donna oggi sia più semplice di quanto non fosse tre o magari quattro secoli fa. A quei tempi, se da un lato i maschi erano destinati alla carriera militare e, in seguito, a ereditare i beni ed i titoli nobiliari, dall’altro la donna veniva educata in collegio, per poi intraprendere quella che potremmo chiamare la “carriera casalinga”: stare a casa, fare i lavori/doveri che le competevano e accudire i bambini con l’aiuto delle balie. L’autrice che ha saputo rendere meglio la condizione femminile nel secolo scorso è stata indubbiamente Jane Austen, di cui abbiamo parlato nella prima puntata di questa rubrica.

Essere donna oggi è una grande responsabilità. Nel tempo, la figura femminile ha guadagnato importanza nella società, facendo valere i propri diritti, primo fra tutti quello di voto, privilegio inizialmente di pertinenza maschile; e poi il diritto ad un’occupazione degna e di pari valore all’altro sesso.

Ma cosa significa essere Donna? Cosa comporta?
Molti sono i testi che ne parlano diffusamente; io stessa, ignorando le radici in cui affonda l’Essere Donna, mi sono fatta suggerire dei testi per poter capire a fondo. Finora ne ho letti solo una parte e ve li riporto di seguito:

Jane Austen — Orgoglio e Pregiudizio
Sibilla Aleramo — Una donna
Oriana Fallaci — Il sesso inutile
Oriana Fallaci — Lettera a un bambino mai nato
Oriana Fallaci — Penelope alla Guerra
Clarissa Pinkola Estés — Donne che corrono con i lupi
Robin Norwood — Donne che amano troppo
Elena Gianini Belotti — Dalla parte delle bambine
Loredana Lipperini — Ancora dalla parte delle bambine
Lorella Zanardo — Il corpo delle donne

La maggior parte dei testi qui elencati sono dei saggi, anche se non mancano dei romanzi (pochi, per la vertà). In effetti, penso che un romanzo difficilmente potrebbe contenere tutte le tematiche che ruotano attorno al complesso, ma emozionante Universo Donna!

In ciascuno dei testi qui presentati il tema centrale affrontato è sempre diverso: si parte con Lorella Zanardo che affronta la mercificazione del corpo femminile, per poi arrivare quasi alle soglie del femminicidio con il libro di Robin Norwood, passando poi per un figlio mai stretto fra le proprie braccia fino all’analisi della situazioni delle donne nel mondo, con Oriana Fallaci.
Per capire infine le dinamiche che si muovono attorno alla donna di oggi, la figura forte e indipendente del XXI Secolo, occorre andare indietro e tuffarsi nel mare del tempo. Proprio di questo parla Clarissa Pinkola Estés nel suo Donne che corrono con i lupi, un testo di pregio inestimabile.
Prendendo spunto dagli studi che ha compiuto, a contatto con persone autoctone dei luoghi che ha visitato, o prendendo in esame numerose storie che le erano state raccontare da piccola, in questo saggio l’Autrice tratteggia le linee della “Urfrau”, quella Donna originaria da cui è nata la Donna moderna.

Non ricordo l’ordine in cui ho letto i testi la prima volta però, se dovessi rileggerli un giorno, inizierei proprio dal libro della Pinkola Estés, in quanto è (a mio avviso, naturalmente) il motore dal quale può partire un meraviglioso percorso letterario alla scoperta della femminilità moderna e al quale poi si ritorna per riscoprire ciò che siamo oggi.

Ma siamo arrivati davvero ad un punto definitivo? Oppure è ancora molto lontano il suo raggiungimento?
Visto quello che è successo negli ultimi giorni, cronache di lacrime e morte, sono propensa a credere che quel mondo migliore, un tempo in cui la donna non dovrà più subire soprusi ed angherie da parte dell’uomo è ancora molto, molto lontano.Torniamo indietro, come i gamberi, piuttosto che migliorare. Bruciamo la donna, la strega, piuttosto che innalzarla ad angelo della vita.

Lord Baden-Powell of Gilwell, il fondatore dello scautismo, diceva: «Procurate di lasciare il mondo un po’ migliore di cui l’avete trovato.» Per fare questo occorre che tutti diano una mano e contribuiscano a rendere quello in cui viviamo un mondo migliore per le generazioni di domani.

Lucinda e i suoi pensieri: Jane Austen

Capita spesso di dedicarsi a certe letture piuttosto che ad altre e, nel farlo, quasi dimentichiamo che determinati romanzi sono alla base della letteratura odierna. Mi riferisco ai classici.

A partire da grandi nomi come Erodoto, Epicuro ed Apuleio (tanto per citare alcuni degli autori a noi più lontani sulla linea del tempo), fino ad arrivare a personaggi un po’ più recenti, come Victor Hugo o le autrici dell’Ottocento inglese, la grande Letteratura del passato ci ha fornito storie indimenticabili. Ed è proprio di una incredibile figura femminile inglese e dei suoi romanzi che voglio parlarvi. Sto parlando di Jane Austen.

received_10208300727827904Non che non li conoscessi, ho avuto una formazione umanistica, a scuola ho studiato Inglese e Francese, con relativa letteratura; quindi ho avuto modo di studiare questa scrittrice, ma (come spesso succede a scuola) avevo letto solo alcuni brani tratti dai suoi romanzi. Ma da qui a leggere degli interi romanzi ce ne corre!
Così, a distanza di tanti anni (mi sono diplomata nel lontano 1994) , ho deciso di colmare questa lacuna. Risultato: me ne sono innamorata! Anche se non nego di averne trovato uno, tra i sei letti finora, un po’ più ostico: sto parlando di Orgoglio e pregiudizio.
Ma non voglio soffermarmi su questo romanzo in particolare, che forse – tra tutti – è il più conosciuto: quello vorrei  consigliarvi è la lettura di questa autrice.
Giusto per dare un senso di completezza a quanto sto scrivendo, si potrebbe iniziare a dire quali siano i romanzi di Jane Austen, posto che – come è stato già detto – sono sei:

 Ragione e sentimento (1811)
Orgoglio e pregiudizio (1813)
Mansfield Park (1814)
Emma (1815)
L’abbazia di Northanger (1818 – postumo)
Persuasione (1818 – postumo)

È stato seguendo le date di pubblicazione che ho sistemato i romanzi in libreria, piuttosto che (come avevo fatto all’inizio) seguendo l’ordine di acquisto. In ciascuno di quelli che ho letto finora (mi manca solo L’abbazia di Northanger), la Austen, usando uno stile molto descrittivo, sa fornire molta emozione. Trovo che siano molto belle le descrizioni naturalistiche che, se da un punto di vista possono sembrare talvolta lugubri, in realtà denotano lo stato d’animo del tempo. Non dimentichiamoci, infatti, che siamo in pieno Romanticismo, un periodo in cui, dopo molto oscurantismo, i sentimenti hanno la meglio sull’animo umano e trionfano nella letteratura dell’epoca. È probabile che per capire queste lunghe descrizioni occorra essere predisposti, ed avere un animo romantico, questo non so dirlo; resta il fatto, comunque che zia Jane non delude i lettori; anzi, li rende parte della storia che narra.

Nessun incanto è pari
alla tenerezza del cuore
(Emma – Jane Austen)