Review Party ~ “Dieci giorni per vivere” di Noemi Storzillo

 

Buongiorno (bis) miei cari Lettori!
Oggi grande attività sul blog 🙂 il secondo articolo è dedicato a Dieci giorni per vivere, romanzo d’esordio di Noemi Storzillo. Buona lettura 😉

IL ROMANZO

Bessie ha solo diciannove anni ma le resta ben poco da vivere, solo dieci giorni. Eppure la ragazza non è malata, anzi gode di ottima salute ma purtroppo il suo destino è già scritto; la clessidra, sul comodino accanto al letto, segna chiaramente quanto tempo le resta prima di morire e il suo incedere incessante le ricorda costantemente che il tempo vola e che niente e nessuno può fermarlo. Bessie trascorre ben diciannove anni della sua vita allontanandosi da tutti e rinchiudendosi in se stessa ma solo quando mancano pochissimi giorni al suo decesso, solo quando si rende realmente conto di quanto prezioso è il tempo che le resta, la ragazza decide che è giunta l’ora di vivere, di vivere per davvero.

LA MIA RECENSIONE

Facciamo un esperimento.
Immaginate di vivere in un mondo dove si conosce esattamente la data e l’ora della propria morte (una botta di ottimismo in questa fredda giornata invernale, lo so). Ora chiudete gli occhi: quanto vi sentireste condizionati da questa informazione? Quanto cambierebbe il vostro approccio alla quotidianità?
In fin dei conti, tutti sappiamo di dover concludere, prima o poi, il nostro viaggio ma l’imprevedibilità della vita è, per sua natura, qualcosa su cui non potremmo mai avere alcun potere.

Per Bessie è diverso. Lei sa che ha diciannove anni e le restano esattamente dieci giorni da vivere. La sua clessidra glielo ricorda ogni mattina da quando è nata. Dieci giorni: cosa fare adesso? Lasciare che queste giornate scorrano vuote come le ultime 365 (in cui ha troncato ogni legame per rendere la sua scomparsa meno dolorosa al mondo), oppure dare una svolta alla sua esistenza, affrontando grandi avventure per non lasciare questa vita carica di rimpianti?

Ho 19 anni e sto morendo. Insomma, io sono in perfetta salute, sono abbastanza alta e magra. Il mio scheletro funziona alla grande e anche i miei muscoli. I miei organi godono di ottima salute… Ma io sto morendo.

Forse è un caso o forse il destino, ma la mattina del primo dei suoi ultimi giorni Bessie conosce Chris e i suoi fratelli Jack e Benjamin, arrivati in città da poco. E questo incontro cambierà inevitabilmente le vite di tutti loro.

Siamo etichettati.
Abbiamo una data di scadenza esattamente come un prodotto alimentare.
Questo mi fa rabbrividire.
È tutto così ingiusto e crudele.

Noemi Storzillo sceglie di scrivere un romanzo d’esordio “importante”, dal messaggio profondo e ricco di emozioni. Nonostante un tema così delicato rischi di cadere nel “pesante” o nella morale esagerata, la storia che giunge ai lettori è molto piacevole, più leggera e dolce di quanto ci si aspetti. È un libro ahimè ancora acerbo dal punto di vista stilistico: la penna di Noemi ha bisogno di arricchirsi per donare al lettore dettagli e sfumature che questa volta mancano. L’autrice sceglie di dare molta più importanza a pensieri e sentimenti rispetto a ciò che li contorna e li porta a nascere, rendendoli forse troppo immediati o repentini. Sono difetti attribuibili alla sua poca esperienza, ma sono certa che andando avanti e continuando a scrivere potrà solo migliorare e crescere ♥
Il mio è un grande in bocca al lupo, perché Noemi lo merita davvero!


CALENDARIO

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Review Party ~ “Forse la felicità” di Egidio Mariella

Buongiorno Lettori!
Interrompiamo la serie dei #7daysofAutumn per parlare di un romanzo d’esordio molto particolare. Come tutti i primi figli d’inchiostro ha qualche pecca, ma nulla che non si possa perdonare… Egidio Mariella e il suo Forse la felicità ci fa interrogare su quale sia il miglior modo di affrontare la vita, senza però dare una risposta definitiva e inconfutabile. Perché la scelta, alla fine, è sempre nelle nostre mani.

“Non è il primo uomo che ha avuto paura di essere felice e non sarà l’ultimo”

Immaginate che un amico vi si avvicini e ammetta qualcosa di impensabile: «Ho paura di essere felice».

Non è cherofobico, non si fa prendere dall’ansia alla sola idea di divertirsi, né tantomeno si isola dal mondo per evitare che un’eventuale felicità possa fare del male a qualcuno… in quel caso non sarebbe neanche seduto lì davanti a voi, col cuore in mano a rivelarvi ciò che prova.

È solo intimorito all’idea di non riconoscere la vera felicità, di non saperla gestire, di rovinare un’occasione unica con un gesto fuori luogo o una parola sbagliata. Non per psicosi (fidatevi, può succedere, ma non è questo il caso). Per semplice umanità, per incertezza o per quella fragilità che fa parte di noi.

Forse la felicità, romanzo d’esordio di Egidio Mariella, ruota tutto intorno a questo. Ai modi in cui diverse persone possono approcciarsi alla vita, all’amore, a quella parola che è tanto difficile da descrivere, altrettanto complicata da afferrare, ma incredibile da sperimentare sulla propria pelle: la felicità.

Tutto si svolge a Milano, dove Alessio e Luca, amici da una vita, condividono un micro appartamento in zona Bovisa. Stessa casa, stessi sogni di un futuro felice e soddisfacente, ma modi di vivere questa attesa diametralmente opposti. Luca è il romantico per eccellenza, che nonostante le delusioni continua a credere nella possibilità di trovare la “principessa” perfetta per lui. Alessio è molto più cinico, vive le sue giornate certo che l’amore sia solo un’illusione passeggera nata per mascherare i bisogni primari dell’uomo, accoppiarsi e riprodursi.
Insieme alle loro amiche Chiara, Federica e Sara (quest’ultima ex fidanzata di Alessio), vivono la quotidianità e tutto ciò che essa comporta per dei trentenni: il lavoro, gli impegni, le serate in compagnia, le nuove conoscenze e la riscoperta di se stessi e degli altri in un mondo che ormai li riconosce come adulti.

“La persona giusta è quella con cui puoi esprimere tutte le tue debolezze, senza sentire il bisogno di dimostrarti forte. Senza dimostrarle nulla, senza paura di sbagliare”

Il romanzo alterna piccole scene d’azione a tanta riflessione. Le lunghe chiacchierate fra i vari personaggi occupano una fetta consistente del libro, lasciando spazio ridotto alla storia effettiva e al suo evolversi.  Qui si insidia il difetto maggiore del libro: questo stile narrativo può non piacere, risultando ripetitivo, noioso e a tratti forzato. I personaggi tendono a ribadire i medesimi concetti, esprimendoli semplicemente con parole o metafore diverse.
Alessio e Luca in particolare risultano molto fermi nelle loro opinioni: tutto è bianco o nero, senza possibilità di sfumature o riflessioni nuove. Questo dà vita a numerosi diverbi senza un punto d’incontro fra le due mentalità e troppo simili fra loro nei contenuti. Nel corso del libro si cambia idea solo prendendo uno scossone o un palo in faccia. È un modo di pensare (forse) troppo per estremi e che non tutti riuscirebbero a condividere.

Avere davanti una rosa di mentalità ben diversificate permette al lettore di trovare almeno un personaggio con cui immedesimarsi. Il problema è che nessuno di noi è solo luce o solo buio. Abbiamo tutti un Dark Side of the Moon (che gli appassionati di Pink Floyd ameranno ricordare)… questo aspetto viene, secondo me, tralasciato per una parte troppo ampia del romanzo.

Forse la felicità scorre molto bene. La penna di Egidio Mariella è fluida e piacevole, rende la lettura molto veloce. Probabilmente le riflessioni scaturite portano via più tempo di quello speso in compagnia del romanzo stesso. È un esordio che promette bei libri per il futuro, con un po’ di elasticità e qualche pagina di movimento in più 😉

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Blog Tour “Odisseo – La forza dell’Amore” di Leonardo Marini ~ REVIEW PARTY

Buongiorno Lettori e benvenuti alla tappa finale del tour, il REVIEW PARTY dedicato Odisseo – la forza dell’amore di Leonardo Marini.
Mi spiace un po’ dover essere la voce fuori dal coro rispetto alle mie colleghe, ma il parere che state per leggere non è positivo. Vi auguro comunque buona lettura ♥

Odisseo
La forza dell’amore

A tutti è stata narrata almeno una volta la storia di Odisseo, grande eroe Greco. Le sue gesta sono state simbolo di ingegno, d’intelligenza e di scaltrezza. Cantate da cantastorie, raccontate da narratori, sono giunte infine alle orecchie di Omero, il quale, secondo la tradizione, le ha riportate nero su bianco, facendo sì che l’eco di quelle avventure potesse arrivare fino ai giorni nostri. Ma siamo davvero sicuri che, quella che sappiamo, sia la vera storia di Odisseo? Possiamo affidarci completamente alle parole di Omero? E se la realtà fosse stata un’altra? Sapete cosa vi dico? È così. Odisseo era un diciassettenne scaltro e intelligente e, come tutti i giovani, sognava una vita ricca di gioie e successo. Egli, però, non aveva fatto i conti con il più crudele degli ostacoli: il Destino. Il labirinto di Cnosso ha scelto lui, e un combattente tale non può sottrarsi a una sfida del genere. Tra intrighi, profezie e rivelazioni, il prode Greco si ritroverà catapultato in una impresa ben più grande di lui.

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È sempre un peccato bocciare un romanzo. Vi assicuro che farlo in occasione di un percorso teoricamente promozionale per il libro in questione è ancora più difficile e complicato. Ma sarebbe stato ingiusto nei vostri confronti e nei miei se avessi alterato il mio parere perché condizionata dalla situazione.

Odisseo – la forza dell’amore è un romanzo scorrevole, che impegna poco tempo e lascia vagare la mente in un tempo lontano, fatto di eroi e divinità e avventura.
Peccato che questo sia rovinato da una lunga serie di errori, anacronismi e incongruenze col mito da cui prende origine. Decidere di affrontare storie così famose e importanti è una grande responsabilità, andrebbe fatto con immenso rispetto. E qui, mi spiace tanto dirlo, non ne ho visto…

Avevo già accennato ai molti cambiamenti nella precedente tappa del tour e non vorrei aggiungere altri dettagli sulla trama per coloro ancora interessati a leggere il romanzo. Vi rimando a quello per una più accurata descrizione di trama e personaggi.

Sarà che queste storie hanno fatto parte della mia vita durante tutti gli anni del liceo e le conosco molto molto bene (avendo anche affrontato studi specifici sui testi in lingua originale), ma durante la lettura del libro di Marini sono rimasta estremamente turbata dalle eccessive discordanze col mito. Era come se stessi seguendo personaggi mai incontrati prima d’ora, senza una tradizione alle spalle, senza quel manto di pura luce e aura epica che in realtà li contraddistingue da secoli e secoli nella letteratura globale.

Permettetemi un ultimo appunto, giusto per capire il perché del mio essere tanto contrariata: che senso logico ha scrivere un intero romanzo che si basa sulla tradizione greca epica (lasciando tutti i nomi e le località con le nomenclature originali tradotte o italianizzate) e concludere la storia con con un incisione sulle colonne d’Ercole IN LATINO (e tutti i personaggi la capiscono perfettamente, anche se parlano – almeno in teoria – il greco)?? 😱😒 mah… forse sono esagerata io, forse pretendo troppo. Forse, invece, no.


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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: Il profumo del mosto e dei ricordi (A. Coppola)

Bentornati Lettori!
Sono davvero emozionata nel presentarvi la recensione in anteprima del romanzo, uscito oggi per Newton Compton, Il profumo del mosto e dei ricordi di Alessia Coppola. I fedelissimi del blog conosceranno sicuramente Alessia, autrice (e amica) che seguo e leggo con piacere da molti anni. Un suo grande sogno si realizza oggi e non potrei essere più felice nel festeggiarlo con lei ❤ Buona lettura!

Il profumo del mosto
e dei ricordi


Lavinia vive a Firenze con la madre e lavora come restauratrice. È una ragazza schiva: poche parole e pochi legami. Quando un giorno un telegramma annuncia la morte del nonno, con il quale la madre aveva interrotto i rapporti da anni, sarà lei a doversi recare in Puglia a valutare l’entità dell’eredità ricevuta. Al suo arrivo trova un’antica masseria da ristrutturare, terre e vigneti. Ma trova anche una grande famiglia ad accoglierla: i dipendenti del nonno. Lavinia, ragazza di città, si sente a disagio in quell’ambiente rustico, mentre quegli uomini e quelle donne la accudiscono con grande affetto, convinti che Lavinia sia venuta per risollevare le sorti della tenuta. Invece lei è pronta a vendere, anche se non ha il coraggio di dirlo. E quel viaggio ha delle sorprese in serbo per lei. Alessandro, il giovane agronomo che lavorava al fianco del nonno, le fa conoscere ogni angolo della proprietà, per svelarle i segreti nascosti dietro i silenzi di sua madre. Ripercorrere quel passato avvolto dal mistero le farà cambiare idea su tante cose…

Titolo: Il profumo del mosto e dei ricordi
Autore: Alessia Coppola
Prezzo: ebook €5,99 – cartaceo €10,00
Pagine: 320
Pubblicazione: 29 marzo 2018
Editore: Newton Compton

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Affrontare il proprio passato non è mai facile.
Guardarsi indietro, rileggere pagine e pagine già scritte che ormai nessuno è in grado di cambiare, può rivelarsi più complicato di quanto si immagini.

E quando si crede di non avere alcun passato? Perchè nessuno te lo ha mai raccontato, rimasto da sempre avvolto in un manto di mistero e silenzio… e poi tutto insieme ti crolla sulle spalle. Perchè un passato c’è sempre, anche quando non si vede.
Questo accade a Lavinia, giovane restauratrice fiorentina dalle origini pugliesi, che scopre all’improvviso di avere nel tacco d’Italia molto più che parte di DNA.

«Prima che venda senza darti la possibilità di visitare la tenuta, fallo. Hai diritto di conoscere la nostra eredità», disse implorandomi con lo sguardo.
Averi, eredità, terra? Di che diamine parlava?
Non potevo credere a quanto mi stava dicendo.
«Non fai sul serio».
«Sono seria, Lavinia. Va’ a vedere ciò che ci ha lasciato. Sarà tuo, non lo voglio. Potrai bruciarlo, venderlo, farne ciò che vorrai».

Quando suo nonno Umberto viene a mancare, Lavinia decide di andare a Santa Cesarea, dove l’aspetta la tenuta che lei e sua madre hanno avuto in eredità. E lì, nella Masseria Rosa Bianca, ci sono Anna, Sergio, Amalia, Sabrina, Lorenzo e suo figlio Alessandro, pronti a mostrare alla giovane cosa le ha lasciato in dono quel nonno che non ha mai conosciuto.
Tutti a Santa Cesarea si aspettano che lei prenda il posto del tanto amato e rispettato Umberto e che possa riportare la tenuta al suo vecchio splendore. Peccato che i piani della ragazza siano totalmente diversi, almeno al suo arrivo in Salento. Una visita di ricognizione, poche foto prima della vendita, un luogo che non fa parte di lei pur essendo una sua proprietà.

«Prendi un respiro e non pensare a niente. Tanto ti conduco io. Ti fidi di me?»
Lo guardai accigliata. «Ma se nemmeno ti conosco!»
«Di quanto tempo hai bisogno per conoscere una persona?»
«Ah, boh… mesi, anni, decenni. Secoli!»
«Addirittura… Capisci all’istante quando puoi fidarti di qualcuno».

Eppure la vigna e il profumo di mare riescono ad accarezzare il cuore di Lavinia, insieme all’inaspettato e travolgente affetto di (quasi) tutti gli inquilini della masseria. A fare breccia nel suo cuore saranno i ricordi di una vita mai vissuta, il suo vino che aspetta solo di essere curato e amato e un ragazzo dagli “occhi d’inchiostro” che proverà in tutti i modi a farle cambiare idea sulla vendita.

Pian piano tutto acquistava un senso, i fili smarriti del mio passato e quello di mia madre si legavano di nuovo insieme, tramite le parole di Alessandro che mi restituivano l’immagine di mio nonno. Stavo imparando a conoscerlo come non mi sarei mai aspettata. Lui non c’era più, ma era quasi vivo attraverso il ragazzo che avevo di fronte.

Anche questa volta la penna di Alessia Coppola non delude… anzi, ci stupisce e affascina l’elasticità con cui la sua poesia si adatta perfettamente alla narrativa contemporanea. Con Alessia siamo abituati a leggere di magia e paranormale, ma chi conosce i suoi precedenti lavori sa bene quanto i sentimenti e le emozioni siano importanti nelle sue storie. Questa volta ci immergiamo nella nostra realtà e lasciamo che siano i rapporti familiari, i ricordi e i sentimenti a creare l’incantesimo più bello.
Quando l’anima è messa a nudo sul foglio bianco, le emozioni liberate dal tratto nero dell’inchiostro colpiscono dritti dove batte il cuore. La voce di Lavinia fa centro più e più volte, nonostante il suo iniziale distacco e la difficoltà a lasciarsi andare. È una protagonista vera, sincera nel bene e nel male, che fatica a dimenticare numerose cicatrici che porta sulla pelle, ma che per la prima volta nella vita prova a mettere radici dove si sente amata.

Che questo nuova storia possa portarti dove meriti, cara Alessia, e che le tue parole possano toccare tanti, tantissimi lettori.
Buon viaggio a te e a tutti coloro che sfoglieranno le pagine di questo romanzo

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: I Figli del Male (A. Lanzetta)

Ben ritrovati miei dolci Lettori!

Sono felicissima di portarvi sul blog la recensione del nuovo romanzo di Antonio Lanzetta, uscito oggi per La Corte Editore, I Figli del Male. Lo scrittore salernitano si immerge nuovamente nel mondo thriller, mettendo un nuovo tassello alle vicende cominciate con Il buio dentro.
Ringrazio di cuore la Casa Editrice per avermi mandato il romanzo in anteprima e Antonio per la fiducia ❤ è stato un piacere immmenso!

I Figli del Male


È ancora notte quando Damiano Valente viene svegliato da una telefonata e in pochi minuti si ritrova sulla scena di un crimine atroce e inspiegabile: davanti ai suoi occhi un uomo con la gola tagliata, riverso in un’auto su una spiaggia vicino Castellaccio. Sporco di sangue e conficcato nella ferita, un biglietto con un messaggio contenente solo due parole: Lui vede.
Damiano, lo Sciacallo, uno scrittore diventato famoso ricostruendo i casi di cronaca nera nei suoi libri, aveva promesso di non farsi più coinvolgere, di non scrivere più. Per dimenticare. Per sfuggire a un passato di morte e sangue che invece continua a tormentarlo.
Ma gli incubi non sono finiti e lui non può tirarsi indietro. Anche perché il suo amico Flavio viene inghiottito dal buio, mentre cerca di aiutare una paziente della clinica psichiatrica in cui lavora.
Quale può essere il collegamento?
Per scoprire la verità Damiano dovrà tornare indietro fino al 1950, nel suo Sud profondamente segnato dalla guerra e dal regime fascista.
Sono gli anni del giovane Mimì e del suo amore per Teresa. Gli anni del piccolo Tommaso e del pomeriggio in cui ritrova il corpo martoriato di un bambino sulla riva di un fiume.
Gli anni in cui tutto ebbe inizio

Titolo: I Figli del Male
Autore: Antonio Lanzetta
Prezzo: ebook €9,99 – cartaceo €17,90
Pagine: 356
Pubblicazione: 15 marzo 2018
Editore: La Corte Editore

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Cos’è il male?
Da dove nasce? Cosa lo scatena?
Come cresce nel cuore dell’uomo?
Può essere fermato?

Se per Darwin la natura di un individuo è scritta nel suo sangue, stampata quasi totalmente in ogni minuscolo filamento di DNA, per il filosofo seicentesco Locke sono le esperienze a determinare ciò che siamo, a formare la persona nel suo essere più profondo.
Una disputa che va avanti da secoli, sul bordo della quale Antonio Lanzetta sceglie di camminare per dare nuovamente vita ai suoi personaggi Damiano, Flavio e Stefano nel thriller fresco di pubblicazione I Figli del Male.

Aveva promesso a se stesso che non si sarebbe fatto trascinare in una nuova indagine, non più. Niente più libri, niente più morte. Il commissario però era suo amico e Damiano gli doveva un favore. Era riuscito a mettere le cose a posto anche grazie a lui.

Un mistero color sangue viene portato all’attenzione dello Sciacallo, lo scrittore Damiano Valente, di nuovo in gioco dopo silenzio editoriale sul caso dell’Uomo del Salice che lo aveva visto coinvolto tempo prima. Ancora una volta la polizia si rivolge al suo occhio attento e alla sua mente brillante per riuscire a sciogliere i nodi di questo omicidio. Un uomo con la gola tagliata e un biglietto lasciato in quella ferita mortale con sopra scritto due sole parole: “Lui vede“.

Anche quando le parole non ci sono, mangiate dal trauma e dal terrore, fanno rumore. Come per Fabio e la sua paziente numero 68 nella clinica La Quiete, chiusa in un mondo senza suoni e senza emozioni, una bolla da cui fatica ad uscire e che spinge il medico a fare il possibile per aiutarla.

È da qui che passato e presente si intrecciano, percorsi narrativi che convergono pagina dopo pagina in un solo destino che non farà sconti a nessuno: il 1987 quando Flavio viene preso in affido da una famiglia di Salerno dopo la morte del nonno, l’estate del ’50 a Castellaccio quando il piccolo Tommaso ritrova il corpo dilaniato di un bambino, e il presente che porta addosso le profonde cicatrici di domande a cui mai è stata data risposta.

Tornò a guardarsi allo specchio, gocce d’acqua impigliate alla barba screziata di grigio, poi abbassò gli occhi sulla mano e accarezzò quel vecchio taglio con un dito. Un movimento lento e cadenzato.
Il primo, si disse. Il primo di tutto.

Non ho ancora avuto il piacere di leggere i romanzi fantasy precedenti a Il buio dentro, ma con la sua penna noir Antonio Lanzetta mi ha conquistata. La trama complessa e mai scontata si poggia su uno stile narrativo di alto livello, senza nulla da invidiare ai grandi nomi del thriller internazionale. La punta di diamante sono i personaggi e la loro affascinante (e, a volte, inquietante) psicologia, che colpisce, coinvolge e sconvolge in quel gioco di luci e ombre che è insito nella natura umana, perfino nella più spezzata e lacerata.

Una lettura imperdibile per tutti gli amanti del genere e per chi vorrebbe scoprirsi tale.

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Blog Tour “L’inganno delle tenebre” di Jean-Christophe Grangé – Recensione

Buongiorno Lettori!
Come avevo annunciato qualche giorno fa, oggi parliamo ancora una volta di Jean-Christophe Grangé e della sua ultima pubblicazione qui in Italia, L’inganno delle tenebre.

Probabilmente lo avrete capito dalla precedente tappa che ho scritto, questa dualogia thriller mi totalmente stregato e non posso che consigliarla. Ma andiamo un po’ più nel dettaglio e vediamo cosa c’è da dire in proposito. Buona lettura ❤

L’inganno delle tenebre


Con fatica Erwan scende la scaletta dell’aereo che lo ha portato a Lubumbashi. Non riesce a respirare: la polvere gli si appiccica in gola. Rossa, come il sangue che impregna quella terra. Il sangue che l’Uomo Chiodo ha versato quarant’anni prima. E che ancora non ha smesso di scorrere.
Sulle tracce del diabolico serial killer, Erwan, comandante della prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, è ritornato in Congo, nel cuore della terra che ha fatto la fortuna della sua famiglia, i Morvan. Erwan e Grégoire, padre e figlio, sono determinati a mettere la parola fine alla spirale di tenebre che da decenni sembra perseguitarli e destinarli alla perdizione: ancora una volta passato e presente, lontano e vicino, si confondono in un incubo di macabri rituali e lugubri rivelazioni. Ma per Erwan scoprire la verità sull’Uomo Chiodo significa soprattutto fare luce sulla storia della propria famiglia e sulla sua stessa identità. Che cosa lega Grégoire alla morte della donna che per ultima, quarant’anni prima, ha conosciuto la follia omicida dell’Uomo Chiodo? Come ha fatto suo padre a fermarlo? Come si è arricchito? Chi è veramente? E mentre l’Africa rifiuta ostinatamente di appagare la sete di verità di Erwan, per la terza volta l’Uomo Chiodo ritorna a colpire, a migliaia di chilometri di distanza. In Francia. E questa volta il suo obiettivo è più chiaro che mai: sterminare i Morvan.

Dopo lo straordinario successo del Rituale del male, tradotto in trenta lingue e per settimane in testa alle classifiche dei bestseller, Jean-Christophe Grangé torna a ridare vita all’Uomo Chiodo, uno dei suoi personaggi insieme più inquietanti e avvincenti. E, questa volta, si tratta di una sfida senza via d’uscita. Dal cuore tenebroso dell’Africa fino alle piovose prospettive parigine, la lotta per la sopravvivenza dei Morvan è iniziata.

Titolo: Il Rituale del Male
Autore: Jean-Christophe Grangé
Prezzo: €19,90
Pagine: 704
Pubblicazione: 5 ottobre 2017
Editore: Garzanti

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Con sguardo febbrile, strinse istintivamente la borsa a sé con entrambe le mani. «Non le dirò altro», sibilò. «Per oggi può bastare.»
«Comunque il nostro tempo è finito.»
Sempre l’ultima parola. […] Avrebbe potuto aggiungere che la storia dell’Uomo Chiodo non era ancora finita del tutto, che la sua identità e i suoi moventi non erano stati completamente chiariti, che Erwan era andato in Africa per risolvere un mistero legato all’inchiesta. “Tieniti qualche colpo per il prossimo appuntamento.” Aveva già deciso di ricominciare la terapia.

Essere un membro della famiglia Morvan non è mai stato semplice.
Lo è ancora meno adesso, che Erwan è tornato in Africa in cerca di risposte.

Se qualche tempo prima la Francia era stata teatro delle atrocità del serial killer noto a tutti come l’Uomo Chiodo, ora è il Congo a fare da sfondo alla caccia del figlio maggiore di Grégoire Morvan. Una caccia alla verità, quella che per anni i suoi genitori gli hanno taciuto.
Un mistero avvolge la settima vittima di quarant’anni fa, Catherine Fontana: un’incongruenza temporale che scuote le certezze di Erwan sull’operato di suo padre, che all’epoca si occupava del caso. Se il principale sospettato (e successivamente condannato) Thierry Pharabot non era a Lontano la sera di quell’ennesimo brutale omicidio, chi aveva scelto di coprire le proprie tracce copiando il modus operandi del seriale?

Nessuno conosceva l’Uomo Chiodo come suo padre. Nessuno avrebbe potuto emulare quella folle mano meglio di lui. E se fosse stato proprio Grégoire Morvan? E perchè mai lo avrebbe fatto? Ecco i dubbi e le pericolose domande che si insinuano costantemente nei pensieri di Erwan.

Per qualche secondo si sforzò di ricordare il volto dell’Uomo Chiodo da quell’unica foto segnaletica: un viso angelico, l’aria timida, lo sguardo assente, troppo spento…

Grangé conclude la storia con un romanzo perfettamente all’altezza del primo. Intenso, crudo, disarmante, con la giusta carica di pathos e colpi di scena che catturano l’attenzione del lettore sin dalle primissime pagine. Così come Il rituale del male, anche L’inganno delle tenebre tocca le settecento pagine, ma in entrambi i casi si è talmente coinvolti nelle avventure dei Morvan che difficilmente si fa caso alla loro lunghezza. Lo stile di Grangè non appesantisce, nè stufa. Ogni pagina ha ragion d’essere, in un quadro complesso e brutale che a piccoli passi si compone sotto i nostri occhi vigili. La vita di tutti i personaggi compie un’interessante evoluzione dal primo al secondo volume, rendendo più varia e meno banale la lettura.

Questa dualogia sulla famiglia Morvan è sicuramente uno dei thriller più accattivanti che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni, perchè non si limita alla risoluzione di un mistero, ma scava a fondo in quello che è il più grande interrogativo dell’uomo, la vita stessa, che con le sue infinite ed intricate braccia ci pone davanti a situazioni inimmaginabili e ci lascia lì ad affrontarle, a volte disarmati e impreparati, altre con le giuste carte in mano da giocare.

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Review Party ~ “Dark Room – La camera oscura” di Jonathan Moore

Buongiorno Lettori!
Sono felicissima di prendere parte oggi al Review Party dedicato a Dark Room di Jonathan Moore. Non avevo mai letto nulla di questo autore e sono rimasta davvero colpita dal suo stile e dalle capacità narrative che ha dimostrato. Ci tengo a ringraziare di vero cuore la Leone Editore per avermi coinvolta in questa iniziativa ❤
Vi lascio alla recensione, buona lettura 💕

Dark Room
La camera oscura


L’ispettore Gavin Cain e il suo collega Grassley ricevono un video inquietante: un uomo, malato terminale di cancro, decide in punto di morte di confessare i suoi peccati e invita la polizia a esumare le spoglie di Christopher Hanley, un ragazzo morto nel 1985, per scoprire un terribile segreto. Quando il corpo sta per essere disseppellito, Cain viene riassegnato con la massima priorità a un altro caso: Harry Castelli, il sindaco di San Francisco, ha ricevuto una minacciosa lettera che lo invita a uccidersi per tenere celato uno scandalo legato al suo passato, con tanto di fotografie allegate che ritraggono una splendida ragazza incosciente e legata nuda a un letto. Il sindaco sostiene di ignorare chi sia la ragazza, ma Cain sospetta che gli stia nascondendo qualcosa e inizia a indagare sulla vita del primo cittadino. La caccia al ricattatore condurrà Cain in un intricato labirinto di segreti, che si dipana dietro l’apparente normalità dell’esistenza di Castelli e della sua famiglia.

Titolo: Dark Room – La camera oscura
Autore: Jonathan Moore
Prezzo: €14,90 cartaceo
Pagine: 416
Pubblicazione: 19 ottobre 2017
Editore: Leone Editore

la-mia-recensione

Il sindaco si sporse in avanti. Aveva l’aria esausta, ma quando parlò la sua voce risuonò profonda, ogni parola era come un affondo.
«Voglio essere assolutamente chiaro su un punto.»
«Sì.»
Castelli riprese di nuovo la busta, tenendola in mano senza aprirla.
«Io non so che cosa sia questo» disse Castelli. «E non ho nulla da nascondere.»
«Okay.»
«Siamo d’accordo?»
«Ho sentito» disse Cain.
Di norma, la prima cosa a uscire dalla bocca di un testimone era una bugia. Non era certo un buon inizio per il sindaco.

Click. Una fotografia.
Click. L’istante che si congela.
Click. Il momento che diventa eterno.
Click. Segreti silenti racchiusi in una mano.

Quattro foto, diapositive inquietanti, e in pochi istanti la vita del sindaco di San Francisco, Harry Castelli, sembra barcollare su un impalpabile filo sospeso senza alcuna protezione. È la paura a fare brutti scherzi: spinge la mente umana a cavallo fra presente e passato, in un turbinio di ricordi e tremori che non lascia scampo ad alcuna speranza sul futuro.

L’ispettore Gavin Cain, giunto finalmente a un punto di svolta per l’indagine su Chris Hanley che da molto tempo riempie le sue giornate, è costretto ad abbandonare il caso in favore di un personaggio di spicco, il Sindaco di San Francisco, coinvolto in un oscuro scherzo del destino.
Accusato da un anonimo “amico” di penna di aver ucciso la misteriosa ragazza protagonista delle diapositive allegate alla lettera, il primo cittadino viene invitato dall’autore al suicidio, come unica alternativa alla diffusione di altre fotografie e della verità sull’accaduto.

Sin dal loro primo incontro, le affermazioni del sindaco Castelli non convincono affatto Cain della sua innocenza. L’ispettore decide, quindi, di seguire il suo intuito, iniziando non solo a scoprire indizi e sconcertanti rivelazioni su Castelli e la sua famiglia, ma a collegare la storia della ragazza nelle fotografie con i corpi riesumati per il caso Hanley a cui stava precedentemente lavorando.

Jonathan Moore scrive un thriller classico, di stampo investigativo, e lo impreziosisce con una trama coinvolgente e mai noiosa, di grande impatto anche sui “divoratori seriali” del genere. Il ritmo è incalzante sin dalle prime pagine, e accompagna il lettore alla scoperta dei lati più instabili e pericolosi dell’animo umano. L’aspetto più affascinante è senza dubbio la molteplicità di trame e livelli di cui si compone Dark Room. L’autore sceglie non solo di presentarci due indagini parallele destinate ad incrociarsi in fase di ricerca, ma ne stratifica la lettura, affrontando con disinvoltura e naturalezza ogni aspetto della vita dei personaggi. Moore cede abilmente la lente d’ingrandimento al lettore, che di capitolo in capitolo coglie piccoli indizi e scene (magari innocue all’apparenza) che solo alla fine daranno vita al quadro completo.

Se cercate una lettura che possa tenervi incollati alle sue pagine fino alla fine, Dark Room non è lì per deludervi.

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L’Angolo delle Recensioni: La ladra di neve (D. Paige)

Ben ritrovati miei cari Lettori!
Abbiamo vissuto insieme un brutto periodo in cui non pubblicavo per settimane, mentre adesso riesco a scrivervi anche due volte al giorno… non potete neanche lontanamente immaginare quanto questo mi riempia il cuore di gioia! Ritorno sul blog per parlarvi di un romanzo uscito ieri per la DeA Planeta Libri, La ladra di neve di Danielle Paige.
Già famosa a livello internazionale per la sua serie Dorothy Must Die, affascinante retelling del celeberrimo romanzo Il mago di Oz di Baum, l’autrice americana sbarca in Italia con una nuova fiaba rivisitata, tingendola di romanticismo e crescita personale. Vi lascio alla recensione ❤

La ladra di neve


Snow vive nell’istituto psichiatrico di massima sicurezza di Whittaker da quando è solo una bambina. Ora ha sedici anni e un’unica certezza: lei non è pazza. È prigioniera. Lo sente nel suo cuore, nei suoi sogni, e ne è più che sicura quando guarda negli occhi Bale, il miglior compagno di sventure che le potesse capitare. Nel momento in cui Snow lo bacia, però, accade qualcosa di terribile: Bale cade in stato catatonico e scompare all’interno di uno specchio stregato. Senza di lui Snow non ha più certezze, né motivi per restare. Aiutata da un’amica, fugge dalla sua prigione. Più veloce che può, più lontano che può, oltre i cancelli dell’ospedale. Qui incontra Jagger, un ragazzo misterioso che promette di aiutarla a salvare Bale. Snow accetta di seguirlo e in quell’istante il mondo attorno a lei cambia. Sotto i suoi piedi il terreno si trasforma in ghiaccio, e tutto diventa neve e magia. Jagger l’ha portata ad Algid, un regno incantato sul cui trono siede un tiranno sanguinario. Così, in un mondo condannato a un eterno inverno, Snow si troverà a combattere per l’amore e la giustizia. Diventerà ladra, strega e spia, disposta a tutto pur di trovare una risposta alla domanda che più la spaventa: chi è lei davvero?

Titolo: La ladra di neve
Autore: Danielle Paige
Prezzo: €6,99 ebook – €14,90 cartaceo
Pagine: 437
Pubblicazione: 17 ottobre 2017
Editore: DeA Planeta Libri

la-mia-recensione

“A volte i primi baci risvegliano le principesse addormentate, annullano incantesimi e introducono il lieto fine. Il mio spezzò Bale”

È difficile vivere come Snow. Se da bambina voleva a tutti i costi attraversare la “porta magica” nascosta in uno specchio, adesso è rinchiusa in un istituto psichiatrico proprio a causa di questo episodio. È difficile vivere non avendo la più pallida idea di chi si è veramente, costretti dalle pillole a sotterrare la propria natura.
Snow vive così. Lontana da sua madre, lontana dalla normalità, lontana da Bale, un altro paziente dell’istituto, il suo primo amore, il suo primo bacio. Eppure quel bacio non era stato magico come qualunque diciassettenne si aspetterebbe.

Gli diedi una spintarella affettuosa.
«Ora ho capito che cosa sei» continuò, poi mi afferrò la mano e la strinse con un po’ troppa forza.
«Bale…» Qualcosa mi schioccò nel palmo e un dolore acuto corse su per il polso e il braccio. Lanciai un grido, ma lui continuava a fissarmi, la presa e lo sguardo improvvisamente freddi e inflessibili.
Per niente da principe.
Ci vollero tre infermieri per costringerlo a lasciarmi andare il polso, che in seguito seppi essersi rotto in due punti.

Non importava cosa fosse successo o perché Bale avesse reagito in quel modo. Lui era importante per Snow. E sarà proprio per lui che la nostra protagonista riuscirà a superare il muro di paure e debolezze che anni di pillole le avevano costruito attorno.

Dopo una serie di suggestive e assurde nottate, governate da sogni di uno strano ragazzo che la chiama Principessa e le dice di fuggire per raggiungere “l’Albero” che da sempre vedeva nei suoi incubi, quando Bale inspiegabilmente scompare  attraverso una porta-specchio (proprio come quella in cui Snow aveva creduto di poter entrare da bambina e che l’aveva imprigionata nell’istituto Whittaker) la giovane riesce davvero a scappare e a raggiungere l’innevato e gelido regno di Algid.

Rialzai nuovamente la testa e a un tratto davanti a me vidi il bosco, luminoso come in pieno giorno. Il che era impossibile, visto che era notte fonda. O lo era stata. Quello però non sembrava il bosco in cui mi trovavo fino a un secondo prima, e gli alberi che mi circondavano non erano normali… Erano alti, così alti che anche allungando il collo non riuscivo a vederne la cima. Ed erano azzurri, dell’azzurro pallido delle pervinche. Nonostante quel colore insolito, sembravano fatti di vero legno. Quello fu per me il primo indizio che non mi trovavo più a New York.

Non voglio raccontarvi di più della trama, né citarvi i personaggi e le atmosfere che incontreremo nel mondo di Algid. Ma vorrei fare alcune riflessioni sulle scelte applicate dall’autrice.

Ho apprezzato moltissimo il voler mescolare la famosa fiaba di Andersen La Regina delle Nevi, filone fantasy principale del romanzo, con altri riferimenti sparsi a grandi classici della letteratura per ragazzi, come Le cronache di Narnia o Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Lo stile ricalca quello della letteratura per i più giovani: semplice, lineare e di facile comprensione, con descrizioni tutt’altro che prolisse, ridotte a ciò che serve per creare visivamente setting e impianto narrativo.

È una storia pubblicizzata come YA, ma personalmente credo sarebbe meglio indirizzarla verso un target ancora più giovane. Le avventure di Snow, soprattutto nella seconda parte del romanzo in cui la lettura prende una piega decisamente romance, si lasciano apprezzare  molto più facilmente da un lettore giovane e con poca “esperienza”. Gli appassionati di fantasy più grandicelli e con numerosi romanzi alle spalle potrebbero rimanere delusi, dopo le premesse di una prima parte ricca di azione.

Sono fortemente incuriosita dal vedere se nel secondo (e credo anche conclusivo) romanzo della serie ci sarà una ripresa e una più forte spinta a livello di pathos e colpi di scena. Sarebbe il gran finale che la giovane Snow sicuramente merita.

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SPECIALE: George Saunders trionfa al Man Booker Prize 2017 con “Lincoln nel Bardo”

Buongiorno miei cari Lettori
Il mio radar dei vincitori ha fatto di nuovo centro: proprio come avevo scritto (e sperato fortemente) nell’articolo di ieri, è stato proprio George Saunders a vincere l’ambito Man Booker per il 2017 con il suo capolavoro Lincoln nel Bardo!

Alla presenza di Camilla, Duchessa di Cornovaglia, e della giuria d’eccellenza presieduta dalla Baronessa Lola Young (già docente di Studi Culturali presso la Middlesex University e Presidente della Greater London Authority), Saunders è diventato il secondo autore di nazionalità americana a vincere il più importante premio britannico per la letteratura contemporanea.

La Baronessa Lola Young ha elogiato Lincoln nel Bardo con parole di grande peso: “The form and style of this utterly original novel, reveals a witty, intelligent, and deeply moving narrative” (La forma e lo stile di questo originale romanzo rivelano una narrazione spiritosa, intelligente e profondamente commovente). Il libro è spiccato sugli altri cinque finalisti per l’innovazione stilistica, che a primo impatto può quasi destabilizzare il lettore, e la sua incredibile forza emotiva.

In una precedente intervista al TIME Magazine, Saunders aveva affermato che scrivere di Lincoln (mostro sacro per il popolo americano) non era mai stato nei suoi piani, ma la leggenda secondo cui il Presidente avesse lasciato tutti i suoi impegni politici alle porte della guerra di secessione pur di entrare nella cripta di suo figlio Willie e abbracciarlo un’ultima volta, lo aveva affascinato a tal punto che “I thought of the book as a way of trying to instil the same reaction I’d had all those years ago” (Ho pensato a questo libro come il tentativo di instillare la stessa reazione che ebbi io tanti anni fa).

Pubblicato in originale da Bloomsbury e portato in Italia da Feltrinelli, Lincoln nel Bardo rappresenta sicuramente un coraggioso e affascinante “salto nel vuoto” per letteratura odierna: strutturato quasi come un testo teatrale, con alternanza di voci e sentimenti, difficilmente lascia indifferente chi legge. Il mio più grande consiglio è di correre in libreria e divorarlo in una notte, proprio come sotto la luce di una sola luna è ambientata la storia dei due Lincoln.

 

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: Mirror, Mirror (C. Delevigne)

Buongiorno Lettori!
È con immenso piacere che vi porto oggi la recensione in anteprima del romanzo Mirror, Mirror scritto dalla famosissima modella e attrice Cara Delevigne. Ci tengo a ringraziare la DeA Planeta Libri per avermi permesso di leggere il romanzo con grande anticipo rispetto alla sua pubblicazione. Insieme a pochissime altre blogger, ho potuto immergermi nel debutto editoriale della celebre star, scoprendo un storia intensa e avvincente che non potete assolutamente perdere.

Il romanzo sarà disponibile in libreria a partire da domani 10 ottobre! Vi lascio alla mia recensione, buona lettura ❤

Mirror, Mirror

 

AMICI. AMANTI. VITTIME. TRADITORI.
QUANDO VI GUARDATE ALLO SPECCHIO CHE COSA VEDETE?

Niente è come sembra. La verità dello specchio è sempre capovolta.

Red, Leo, Naomi e Rose. Quattro ragazzi diversi ma uniti da un’unica passione: la musica. È stata la musica a renderli non solo una band, i Mirror Mirror, ma anche una famiglia. Inseparabili.
Almeno fino al giorno in cui Naomi è scomparsa nel nulla e la polizia l’ha ritrovata in condizioni disperate sulle rive del Tamigi.  Da quel momento niente è più stato come prima: uno specchio si è rotto e un pezzo si è perso per sempre nelle vite di Red, Leo e Rose. Perché Naomi era la più solare di tutti, l’amica migliore del mondo.
Ma in fondo al cuore nascondeva un segreto… Un segreto inconfessabile che nemmeno Red aveva fiutato e che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. E mentre Rose si abbandona agli eccessi e Leo si chiude in se stesso, Red non accetta il destino dell’amica: ha bisogno di sapere, di capire. Che cosa ha ridotto Naomi in quello stato? Può davvero trattarsi di un tentato suicidio come crede la polizia?
Per scoprire la verità Red dovrà trovare la forza di guardarsi allo specchio, conoscersi e imparare ad amarsi per quello che è. Perché, a volte, bisogna accettare che niente è ciò che sembra e che la realtà può essere capovolta.
L’esordio nella narrativa della top model e attrice di fama mondiale Cara Delevingne, un romanzo dal ritmo serrato e dal finale mozzafiato. Una storia potente, provocatoria e indimenticabile che parla di amicizia e identità, ma soprattutto dell’insolubile conflitto tra quello che si è e quello che si finge di essere.

Titolo: Mirror, Mirror
Autore: Cara Delevigne (con Rowan Coleman)
Prezzo: €16,90 cartaceo – 9,99 ebook
Pagine: 356
Pubblicazione: 10 ottobre 2017
Editore: DeA

la-mia-recensione

 Abbiamo continuato a cercarla noi, Naomi, a lungo, anche dopo che tutti avevano smesso. Abbiamo guardato ovunque.
Ma lei non era da nessuna parte.
L’unica cosa che abbiamo trovato erano i posti che frequentava.

Naomi è scomparsa.
Era già successo in passato, ma non come questa volta.
Mai così a lungo, mai senza poi tornare.
Red, Leo e Rose sono più preoccupati che mai. Loro, quel gruppo di amici che sfidava ogni regola e convenzione: così diversi, ma ormai legati e inseparabili. La musica come collante: la loro band, i Mirror Mirror, una vera famiglia su cui poter sempre contare.

Tutti credono che quella di Nai sia la solita bravata adolescenziale: andare via di casa senza dare notizie di sé non è cosa di cui preoccuparsi troppo per una come lei, abituata a farlo. Qualcosa finalmente cambia quando il corpo della ragazza, in fin di vita, viene trovato poco distante dal Westminster Bridge.

Qualcosa cambia, è vero, ma non quanto dovrebbe.
Saranno Red e la sorella di Naomi, Ashira, a sentir puzza di bruciato, più di chiunque altro.

La vita va avanti. Ma è una balla, perché la notte in cui Naomi è sparita ha premuto il tasto PAUSA per tutti noi. I giorni passano, e anche le settimane e le stagioni e qualsiasi altra cavolata, ma il resto no. Per niente. È come se vivessimo in apnea da otto settimane.

Per coloro che amiamo (o che crediamo di amare) siamo risposti a rischiare ogni cosa, a superare limiti che nessuno dovrebbe passare. Dove questo possa portarci, ma soprattutto dove porterà i protagonisti di questa storia lo lascio scoprire a voi.

Quando ho cominciato a leggere Mirror Mirror non ero sicura di cosa avrei trovato fra le sue pagine. Un YA come tanti altri? Uno psicodramma adolescenziale con poca profondità e tanti cliché? Un piatto tentativo della famosa Cara Delevigne di inserirsi nel panorama editoriale contemporaneo?

Avevo tanti dubbi, ma anche moltissime aspettative. E sono state proprio queste ultime a non rimanere deluse.

La Delevigne, in collaborazione con Rowan Coleman, tesse abilmente una storia intricata e complessa, che combina le più classiche problematiche adolescenziali ad un ben più difficile e doloroso mistero. Pagina dopo pagina, gli occhi di Red proiettano ogni istante nella mente del Lettore e le sue emozioni vanno lentamente a fondersi con le paure di chi, ormai rapito da Mirror Mirror, sente come proprie le vicende dei giovani protagonisti.

«Non mi importa da dove vengono le persone, di che colore hanno la pelle o quanti soldi hanno, se preferiscono i maschi o le femmine, o… o tutta quella merda. Perché le persone non possono essere persone e basta?»

Lo stile è asciutto, diretto e incisivo. Arriva con facilità e colpisce con veemenza, lasciandoci quasi tramortiti. È un libro che può affascinare tanto i giovani quanto gli adulti.

Mostra un quadro realistico (e, a tratti, molto difficile da digerire) di quanto l’adolescenza nell’oggi dei social, dell’apparenza prima di tutto e delle amicizie troppo spesso inconsistenti sia più complessa che mai. Crediamo di condividere la nostra persona sul web e di poter conoscere gli altri grazie a ciò che leggiamo online… ma in pochi colgono quanto sia filtrato e impoverito il reale quadro che rappresenta ognuno di noi.

Creare amicizie dovrebbe voler dire andare oltre quel velo digitale, approfondire e scoprire. E anche quando si è convinti di conoscere tutto dell’altra persona, allora quello è il momento di scavare ancora più a fondo, perché l’anima ha infinite camere ricche di tesori.

Imparare ad essere ciò che siamo davvero è la più ardua sfida dell’adolescenza. Crescere e maturare significa amarci nei nostri pregi e difetti, vivere in armonia con noi stessi (anche se il resto del mondo ci vede sbagliati) e scoprire che i sentimenti veri non hanno bisogno di sovrastrutture e respirano solo se lontani dalle catene dell’ipocrisia.

Specchio specchio delle mie brame, mostrami così come sono.
E lascia che tutti mi vedano. Solo io, senza maschere.
Perché è così che sono davvero la più bella di tutto il reame.

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