L’Angolo delle Recensioni: L’Accademia di Anjur – Il numero Trentuno (F. Petroni)

Buongiorno Lettori del mio cuore!
Come sopravvivete a questo caldo infernale? Io a fatica, ma non demordo mai ❤ Torno sul blog dopo una lunga (e spero definitivamente archiviata) assenza per raccontarvi la mia ultima lettura: L’Accademia di Anjur – Il numero Trentuno di Federica Petroni. Portato in libreria dal super team de La Corte Editore, questo romanzo ci trasporta in un mondo lontano, saturo di magia e intrighi, dove la strada verso la pace è più incerta che mai.

L’Accademia di Anjur
Il numero Trentuno


L’Accademia di Anjur, la più grande e antica istituzione dello Stato, è arrivata a fare le selezioni nel piccolo paese dove vive Shani. Entrare in Accademia è un sogno di molti, ma solo pochi eletti possono accedervi. Inizialmente esclusa, Shani riuscirà invece a conquistare il suo posto nell’Accademia dopo aver scoperto, a sorpresa, di avere il Dono e poter controllare l’Archean. Shani lascerà così il suo paesino per entrare nell’Accademia e iniziare l’avventura più grande della sua vita. Ma all’Accademia le regole sono ferree e i pericoli sono tanti e Shani, che rischia di essere espulsa, verrà coinvolta in un complotto che rischia di portare alla guerra civile.
Di chi potrà fidarsi? Ma soprattutto, riuscirà proprio lei, così derisa da tutti, a fermare la guerra prima che inizi e a riguadagnarsi il suo posto all’Accademia per l’anno successivo?

Titolo: L’Accademia di Anjur – Il numero Trentuno
Autore: Federica Petroni
Prezzo: €5,99 ebook – €16,90 cartaceo
Pagine: 397
Pubblicazione: 15 giugno 2017
Editore: La Corte Editore

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Quante volte ci viene detto che non siamo abbastanza o all’altezza? Quante altre ci ritroviamo i bastoni fra le ruote e la strada sbarrata da chi non vuole il nostro successo? E se cadiamo, se ci fermiamo, siamo abbastanza forti da rialzarci più consapevoli e determinati di prima?
Sono queste le domande che L’Accademia di Anjur – Il numero Trentuno ha fatto scaturire nella mia mente. Martellanti e incisive, mi accompagnavano pagina dopo pagina, mentre la giovane Shani cambiava a piccoli passi le sorti del suo regno.

«Allora? Che volevano?» le chiese?
Shani passò lo sguardo sulla sua mano e poi sul suo viso. Improvvisamente non aveva più fame.
«Shani che ti prende?» domandò Valentia, avvicinandosi e posandole una mano sul braccio.
«Mi… mi hanno presa» rispose in un sussurro.
«Cosa? Non ho capito.»
Shani balbettò qualcos’altro prima di riuscire a mettere insieme la frase completa.
«Sono stata ammessa all’Accademia» buttò fuori a mezza voce.

Shaniara Teville viene da Fainort, un piccolo villaggio nella remota provincia di Falund, eppure è grande il destino che porta sulle spalle. Lo capiamo dal primo momento, quando stupisce la commissione dell’Accademia con il suo inaspettato Dono. La “montanara” che alle prime prove aveva fatto un disastro dopo l’altro, la ragazza da cui nessuno si sarebbe aspettato nulla, proprio lei porta un così raro gioiello nel cuore: la capacità di manipolare l’Archean. Sarà questo Dono a farla accedere di diritto all’Accademia di Anjour, la scuola (per archenomisti e non solo) fondata per chiunque aspiri ad un grande futuro.

Per Shani non sarà un’esperienza facile, così lontana dalla sua famiglia quando tante forze avverse si scagliano contro di lei (siano esse il gruppo di ricchi bulletti senza scrupoli o i più oscuri intrighi di potere che il Regno abbia mai visto). Le prove da affrontare avranno un grnde peso per la giovane Archenomista, ma essere forti d’animo vuol dire non lasciarsi spezzare dalle intemperie. E se hai alle spalle amici che ti sostengono da vicino, fin quasi a rischiare la vita, allora tutte le carte per vincere sono nelle tue mani.

Il vento prese a soffiare con meno intensità e il mantello la strattonò con meno forza. Guardò in basso, sulla superficie dell’acqua a pochi metri sotto di loro. Immobile.
Un fiotto caldo le scivolò dal naso, scorrendo sulle labbra e sul collo. Poi le dita che la tenevano si allentarono, mentre la sua mente perdeva lucidità e precipitarono nell’acqua che si chiuse su di loro in un abbraccio gelido e scuro.

Suspance, colpi di scena, inaspettati incontri e sentimenti importanti: la storia di Shani regala al lettore un’avventura dal multiforme aspetto, adatta a chi cerca legami sinceri di affetto, respiri e battiti mancati, sguardi intensi e corse contro il tempo.

Ho apprezzato molto questo primo libro di Federica Petroni, dallo stile forse ancora un pelo acerbo, ma che di pagina in pagina respira e acquisisce maggiore scioltezza e magnetismo. Il cast di personaggi è senza dubbio il punto di forza del romanzo, perché dona alla protagonista, di conseguenza alla storia intera, un ampio spettro d’azione. Amicizia, avventura e un pizzico di romanticismo danzano nel teatro della guerra, dove giochi politici, sotterfugi e tradimenti si intrecciano lontano dal sole.

Il finale non lascia dubbio sul potenziale che la storia di Shani possa avere nei prossimi capitoli della saga. A noi lettori non resta che aspettare con occhi curiosi e dita incrociate.

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L’Angolo delle Recensioni: L’universo nei tuoi occhi (J. Niven)

Buongiorno miei dolci Lettori!
Oggi parliamo di un romanzo abbastanza chiacchierato online sin dalla sua pubblicazione in lingua originale: L’universo nei tuoi occhi di Jennifer Niven. Già conosciuta al pubblico per All the bright places (tradotto in italiano come Raccontami di un giorno perfetto), la Niven sceglie ancora una volta di addentrarsi in un oscuro angolo dell’esistenza umana, il bullismo.
Quando ho la possibilità di leggere romanzi su questo tema cerco sempre di farlo. È troppo importante capirne sempre di più, anche se solo da un libro di narrativa. Vi lascio ai miei pensieri in merito, buona lettura ❤

L’universo nei tuoi occhi


Affascinante. Divertente. Distaccato. Ecco le tre parole d’ordine di Jack Masselin, diciassette anni e un segreto ben custodito: Jack non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi genitori, o quello dei suoi fratelli. Per questo si è dovuto impegnare molto per diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni nell’impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. E finora è riuscito a cavarsela. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell’universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per poter essere accettata dai suoi compagni di scuola. Un giorno, per non sfigurare davanti agli amici, Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due caratteri più diversi dei loro. Eppure… più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.
Dopo il clamoroso successo di Raccontami di un giorno perfetto, Jennifer Niven torna con un nuovo, straordinario romanzo che parla del potere salvifico dell’amore e del momento magico in cui incontriamo qualcuno capace di vederci – e di accettarci – per come siamo: imperfetti, fragili, veri.

Titolo: Il fabbricante di giocattoli
Autore: Jennifer Niven
Prezzo: €6,99 ebook – €14,90 cartaceo
Pagine: 416
Pubblicazione: 21 marzo 2017
Editore: DEA

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A chiunque leggerà questo libro:
Tu non sei un mostro.
Sei desiderato.
Sei indispensabile.
Sei unico e irripetibile.
Non aver paura di uscire dal castello.
Il mondo è un posto meraviglioso.

Diversità.
Una parola che divide dal resto del mondo. Una di quelle che fa paura. C’è chi maschera la propria diversità, chi la zittisce per adeguarsi agli altri. Come Jack. C’è, invece, chi questo proprio non può farlo. Come Libby.

Jack Masselin senza ombra di dubbio è uno dei ragazzi più popolari della scuola, ma dietro il suo sguardo deciso e forte si nasconde un grande mistero che nessuno conosce, neppure la sua famiglia: è affetto da prosopagnosia, non riconosce i volti delle persone. Chiunque si trovi a passargli davanti è un perfetto sconosciuto, sempre.
Libby Strout è la nuova arrivata. Non ha messo piede in una scuola pubblica per anni. O meglio, non ha messo il naso fuori di casa per molto, moltissimo tempo. Non perché fosse costretta da qualche insensato genitore a restare imprigionata fra quattro mura. Lei si era imprigionata nel suo stesso corpo, tanto da non potersi più muovere per il troppo peso, tanto da finire in tv come fenomeno da baraccone mentre una gru la tirava fuori da un buco nel tetto.

Probabilmente le vite di questi due giovani non si sarebbero mai incrociate. Cosa potrebbero mai avere in comune la sfigata e il bello, la grassona e l’atletico? In verità sono queste sciocche e vuote definizioni ad unirli, quel velo di cattiveria che spesso tocca le labbra degli adolescenti e li trasforma in bulli senza cuore. Una scommessa, una “cavalcata in groppa alla cicciona di turno” ed ecco che i due ragazzi si ritrovano faccia a faccia. Se la reciproca diffidenza si trasformerà in una dolce conoscenza lo lascio scoprire a voi lettori.

E a tutte le altre dico: siete desiderate e desiderabili. Grasse e magre, alte e basse, carine o bruttine, estroverse o timide. Non permettete a nessuno di sostenere il contrario. Nemmeno a voi stesse. Soprattutto a voi stesse.

La narrazione con il doppio punto di vista permette al lettore di esplorare a pieno le vite dei protagonisti, addentrandosi nei loro segreti, in quei desideri mai espressi, nei meravigliosi sogni che vorrebbero realizzare. Ho preferito sicuramente la voce di Jack, più vera e in linea con il suo personaggio, a quella di Libby, a tratti troppo sopra le righe pur di passare a tutti i costi un messaggio che, per quanto mi riguarda, non necessitava di ulteriori sottolineature. Spesso, quando si scrive un romanzo con la volontà di lasciare una determinata traccia nel cuore del lettore, si tende ad esagerare: le carezze più belle sono quelle che arrivano fra una pagina e l’altra senza neppure accorgersi che ci siano.

Quella scritta da Jennifer Niven è una storia a tratti difficile da digerire perché profuma di speranza, ma anche di irrealtà. Da ragazza che non troppi anni fa passeggiava ogni mattina fra i corridoi del liceo, trovo alquanto difficile (forse per esperienza personale) pensare che i ragazzini sappiano andare oltre l’aspetto esteriore e riescano a cogliere la profondità dell’animo umano. Forse vorrebbero, ma a diciassette anni è nettamente più facile unirsi alla massa, stare dalla parte dei “forti” e ridere di chi non ha altrettanti amici o “non è abbastanza” per entrare nel loro giro.
Romanzi come L’universo nei tuoi occhi dovrebbero essere letti da qualunque studente (e non solo) perché mostrano ciò che tutti noi indistintamente siamo: DIVERSI. Ognuno ha qualcosa che lo rende speciale, che lo distingue dall’altro. Spesso tendiamo a vederla come una debolezza, ma questo è il più grande torto che potremmo mai farci. Se solo imparassimo ad apprezzarci davvero, riusciremmo certamente a vivere meglio, con noi stessi e con gli altri. Sorridiamo per noi, tutto il resto verrà da sè 😉

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#2017ReadingChallenge – Primo Recap

Buongiorno miei dolci Lettori!
Ebbene sì, finalmente è arrivato il tanto atteso recap dei primi tre mesi della Challenge! Ma davvero è già volato via così tanto tempo dall’inizio del 2017? Quasi faccio fatica a pensarci… ❤ Quest’anno si è già rivelato estremamente diverso da ciò che avevo in mente: non necessariamente più brutto (o più bello), sia chiaro, ma diverso quello è sicuro. Ma ora basta perdersi in chicchiere e passiamo ai libri, veri protagonisti della giornata di oggi 😀

In generale posso ritenermi abbastanza soddisfatta, anche se speravo di leggere un pelino in più. Il problema è che siamo sempre pronti a fare, a sorridere e a divertirci, ma alle sorprese (soprattutto a quelle non esattamente belle) dobbiamo, per norma ontologica, arrivare impreparati. Quindi – volgendo per un istante lo sguardo ai mesi passati – gennaio mi ha “regalato” un peso al cuore che ha faticato un po’ ad andare via, febbraio è stato ricco di novità e nuovi inizi, mentre marzo ha deciso di rompere un pochino le scatole con vari problemi (come, giusto per dirne uno, dover spedire in assistenza il mio ereader… una disperazione infinita!!!).

Arrivo quindi al primo recap con 8/40 challenge completate (più due romanzi fuori challenge e due attualmente in lettura). Forse poco rispetto ai piani iniziali, ma tanto se ripenso alle settimane che insieme a voi sto salutando. Passiamo a vedere quali punti ho completato e con che volumi:

#2017ReadingChallenge

Gennaio – Febbraio – Marzo

Throne of Glass
(Sarah J. Maas)

Challenge n°4 → Il primo libro acquistato quest’anno

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ /5*


L’universo nei tuoi occhi
(Jennifer Niven)

Challenge n°5 → Un libro con il colore rosso in copertina

Voto: ★ ★ ★  e mezzo /5*


Ritratto di dama
(Giorgia Penzo)

Challenge n°6→ Un libro lungo al massimo 150 pagine

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ /5*


Apostasia – Verità di vita e morte
(Sarah J. Maas)

Challenge n°8 → Un libro scritto da una autrice di sesso femminile

Voto: ★ ★ ★ ★  e mezzo/5*


Vampire Academy
(Richelle Mead)

Challenge n°12 → Un libro molto famoso che, però, non hai mai letto

Voto: ★ ★ ★ /5*


The Assassin’s Blade
(Sarah J. Maas)

Challenge n°27 → Una raccolta di racconti (o una raccolta di novelle)

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ /5*


Il fabbricante di giocattoli
(Liam Pieper)

Challenge n°36 → Ul libro ambientato durante una delle due guerre mondiali

Voto: ★ ★ ★  e mezzo /5*


The Invasion of the Tearling
(Erika Johansen)

Challenge n°37 → Un libro il cui titolo supera le 15 lettere

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ /5*


Nei prossimi giorni uscirà sul mio canale youtube (se ancora non vi siete iscritti, fatelo ❤) un video un po’ più dettagliato, dedicato ovviamente al primo trimestre della challenge. Vi aspetto anche lì per chiacchierare di libri 😉

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L’Angolo delle Recensioni: Il fabbricante di giocattoli (L. Pieper)

Buongiorno Lettori!
Sin da bambina ho imparato a non dimenticare ciò che mi viene insegnato. Costruire a piccoli passi la propria conoscenza non significa dimenticare il vecchio per dare spazio al nuovo, ma far crescere ciò che prima era solo un piccolo seme, guardando agli errori di ieri per non commetterli domani. L’uomo non è proprio famoso per la sua intelligenza, se dobbiamo dirla tutta… ha sbagliato, sbaglia e continua costantemente a sbagliare. Ma ci auguriamo che atrocità come quelle che ricordiamo oggi 27 gennaio, nella Giornata della Memoria, non si ripetano mai più.

La recensione di oggi si unisce ad un bellissimo percorso letterario e cinematografico che potrete seguire cliccando sui blog che trovate qui sotto. A me il piacere (un po’ particolare, a dirla tutta) di parlarvi di una delle ultime novità della BookMe DeAgostini, Il fabbricante di giocattoli dello scrittore australiano Liam Pieper. Vi auguro una buona lettura ❤


|| Bookish Girls || Diario di una Lettrice Sognatrice ||
|| A thousand lives || Un angelo caduto || Il Mondo Di Sopra ||
|| Every Book has its story || Il Mondo oltre un libro ||

Il fabbricante di giocattoli


“Lasciate che vi racconti una storia su mio nonno…” è la frase con cui Adam Kulakov, proprietario di una grande fabbrica di giocattoli a Melbourne, ama aprire i suoi discorsi ufficiali. E pazienza se il suo stile di vita di seduttore e bugiardo incallito non ricalca propriamente i valori incarnati dal nobile patriarca. Sì, perché suo nonno Arkady – eroe scampato ai campi di sterminio nazisti, fondatore dell’impresa di famiglia e colonna della società – ha davvero una storia eccezionale alle spalle: quella di un uomo che, sprofondato nel male più assoluto, scopre la sua vocazione costruendo giocattoli di fortuna per i bambini di Auschwitz, e così facendo trova la forza di non soccombere. Ma nulla è come sembra in questo romanzo fatto di ombre e colpi di scena. “Il fabbricante di gioccatoli” è la storia di un segreto inconfessabile…

Titolo: Il fabbricante di giocattoli
Autore: Liam Pieper
Prezzo: €7,99 ebook – €14,90 cartaceo
Pagine: 320
Pubblicazione: 17 gennaio 2017
Editore: BookMe

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Neppure la ricordo l’ultima volta in cui ho avuto così tante difficoltà nel buttar giù una recensione. La scrittura è fatta per trasmettere emozioni e mi ripropongo ogni volta di lasciarvi a parole almeno un briciolo di ciò che le pagine di un romanzo mi hanno dato.

Solo che oggi non ci riesco.

Sento un gigantesco macigno che mi porta sempre più in basso, che mi strappa via con forza l’ultima bolla d’ossigeno che ho in corpo… annegare nel buio di un’amara consapevolezza è difficile in un libro come nella vita reale. E di reale nel romanzo di Liam Pieper c’è così tanto da distruggerci dentro tassello dopo tassello, pagina dopo pagina.

Quando si parla di Shoah, di campi di concentramento, di quegli orrori che hanno marchiato a fuoco la storia dell’umanità, la desolazione che resta nell’anima è disarmante, in qualunque caso. Ma Il fabbricante di giocattoli sceglie di cancellare il sorriso del lettore ancora un po’ più a lungo, raccontando due vite parallele, indissolubilmente legate l’una all’altra, mentre il tempo scorre in rintocchi veloci, scandendo ogni istante di crudeltà possibile.

Non vi mentirò dicendo che è un brutto romanzo, perché non lo è. Pieper è un narratore eccellente, abile nel mostrare in modo vivido e senza filtri ciò che in apparenza è solo parole nere su carta bianca. Forse un tantino spietato per i miei gusti, ma (presupponendo che l’intento fosse esattamente quello) non posso biasimarlo o incolparlo per questo.

Arkady e Adam Kulakov sono nonno e nipote. A loro è affidato il timone della storia, insieme a Tess, la moglie del più giovane. Fra i ricordi del nonno, uscito vivo dalle porte di Auschwitz, e i continui errori del nipote nel suo presente in bilico, Pieper intesse una storia cruda, ruvida, che graffia e brucia sulla pelle.
Ci mostra il lato più oscuro dell’animo umano, ce lo sbatte in faccia a suon di schiaffi, ci ricorda quanto di orribile alberga in noi, latente, pronto a uscire fuori, a trasformarci in ciò che mai vorremmo vedere allo specchio.

E in quel minuscolo, infinitesimale momento in cui speri di vedere un briciolo di bellezza, di buono, ecco che il sogno crolla. Veniamo catapultati in mezzo a tutto ciò che ogni giorno ci circonda, come se non fosse già abbastanza reale: eccola lì, in bella mostra ancora una volta, la certezza che non vanno necessariamente avanti gli “eroi” e non sempre il Bene trionfa, ma spesso la vita erige templi d’oro in onore di ciò che è marcio e privo di valore, perchè troppo impegnata a fare, fare e fare prima di accorgersi di ciò che (con un po’ di attenzione) avrebbe chiaro davanti agli occhi.

Leggete Il fabbricante di giocattoli se volete capire fino in fondo quanto l’uomo sia stato capace di atrocità senza limiti e quanto la stupidità possa tutt’oggi fare male, nelle cose più piccole come nelle più grandi.
Leggetelo e ricordatevi che ahimè siamo anche questo, ma basta un attimo per cambiare le cose.
Basta aprire gli occhi e non dimenticare mai.

Blog Tour “Apostasia, Verità di vita e morte” di Marie Albes – Recensione

Buongiorno Lettori del mio cuore!
Oggi, come promesso, torna sul blog un tour che sono certa stuzzicherà la curiosità di molti. Parliamo infatti di Apostasia, Verità di vita e morte di Marie Albes, un nome che certamente non vi sarà nuovo se siete frequentatori assidui delle Parole Segrete dei Libri.
È, infatti, alquanto insolita la situazione in cui mi trovo ora, recensire un romanzo per la seconda volta (e di nuovo in occasione del suo blogtour). Non sono una patita delle riletture, ormai mi conoscete, ma quando Marie mi ha parlato della nuova veste con cui il suo Apostasia stava per mostrarsi a tutti voi ho deciso di accettare. In fondo, un romanzo che ti ha rubato il cuore al primo sguardo difficilmente deluderà ad un secondo incontro, non vi pare? 😉
Vi lascio quindi alla mia recensione, buona lettura ❤

Apostasia
Verità di vita e morte


Elena e Chiara: due donne, due destini diversi. Un comune amore. Elena è ribelle, incapace di accettare le regole che governano il mondo e soprattutto piena di passione per la vita. Chiara è invece una donna mite, piena di certezze e serenità, in grado di affrontare ogni cosa con un sorriso: sono ormai dieci anni che vive in un piccolo convento nelle campagne fiorentine, e la fede che l’ha spinta a prendere i voti sembra crescere come un fiore alla luce. Ma Elena non può capirla, non riesce proprio ad accettare quella restrizione monastica che piega le ali, per poi chiuderle in una scatola buia. Le due strade seguono il loro corso, finché un giorno l’arrivo di José Velasco – giovane spagnolo venuto in Italia per scoprire il segreto che tormenta la sua famiglia – incrocia la vita di Chiara portando turbamento. E così, attraverso indizi ormai persi nel tempo, insieme ripercorreranno il passato alla scoperta di una verità che potrebbe compromettere non solo i ricordi di José, ma soprattutto la certezza su cui radicava il mondo di Chiara. Nel frattempo l’estate scivola via, lasciando che i due giovani continuino a seguire il filo che li trascina, ormai incapaci di ignorare le rivelazioni che dovranno fronteggiare, ma allo stesso tempo impauriti da ciò che rappresenta qualcosa di più pericoloso di una semplice promessa religiosa. Ed Elena questo lo sa bene, però li osserva senza proferire parola: è convinta che il libero arbitrio esista, ma è di sicuro molto fragile.

Titolo: Apostasia, Verità di vita e morte
Autore: Marie Albes
Prezzo: €0,99 (fino al 31 gennaio) ebook – €11,44 cartaceo
Pagine: 473
Pubblicazione: 11 gennaio 2017
Editore: Self published

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L’amore è strano, difficile da capire, forse perché è così naturale, incontrollabile e soprattutto umano. E l’essere umano è strano di per sé.

Apostasia non è un romanzo facile. Parla d’amore, parla di famiglia, parla di scelte che ti cambiano la vita.
Parla di Chiara, una suora, e José, un viaggiatore dal bagaglio ricco di misteri. Parla del loro amore, proibito agli occhi del mondo, ma genuino e puro a quelli di Dio. Parla anche di Elena, alla ricerca disperata di libertà, e Miguel, un seminarista la cui gioia di vivere contagerebbe chiunque. Parla del loro amore, inaspettato come la neve in estate, disposto a fare qualunque cosa pur di non sciogliersi mai.
Parla di fede, di fiducia in ciò che dall’Alto dirige e influenza le nostre vite, e di quel conflitto che inevitabilmente si crea quando l’imperfezione della vita terrena si incontra e scontra con l’eterea purezza del divino e il Suo sguardo all’umanità.

«Cosa succede, Miguel?»
Lui tacque. «Allora?»
«Hai mai fatto un grosso errore, senza però esserne pentito?»
«Quanto grande?»
«Enorme, un errore gigante», si passò una mano tra i capelli.
«E non sei pentito.»
«Per niente, tutt’altro… vorrei ripeterlo non una, ma cento, mille volte.»
Michele arricciò il naso. «Questo non è buono.»
«Per niente. Sto impazzendo.»

Apostasia è tutto fuorché semplice. Ma è questa la cosa più bella: avventurarsi nelle dolci e spigolose venature della nostra esistenza attraverso le parole dell’autrice, senza preoccuparsi di quanto noioso, banale o ripetitivo il romanzo possa essere, perché non lo sarà mai, neppure un istante.
Ciò che il lettore fa è lasciarsi trasportare in uno spaccato di vita amaro, pieno di dolore, ma carico di speranze, per poi uscirne fuori rinato, più forte, pronto a cercare il bello della propria vita, anche quando è tutto buio e la luce sembra un ricordo sbiadito nel nulla.

Come potrebbe mai un sentimento meraviglioso come l’amore essere sgradito a Colui che di amore ci ha fatti? I giuramenti che facciamo e i voti a cui teniamo fede possono scioglersi in nome di questo sentimento? Quanto in là possiamo spingerci prima di cadere nel baratro? Tutti quesiti che l’autrice prova a risolvere attraverso le storie dei suoi protagonisti, ma l’unica risposta che conta può darla solo il lettore quando, girata l’ultima pagina, avrà vissuto quelle storie, ne sarà diventato parte.

Così appariva la giovane monaca, una figura nera in movimento, con il velo che ondeggiava dietro le spalle, indeciso se restare al suo posto o scivolare via, lasciando scoperti i morbidi capelli che si celavano sotto tutta quella stoffa. Correva innocente come una bambina, delicata come una farfalla che non aveva spiegato del tutto le ali, e soprattuto ignara di cosa l’aspettasse nel futuro imminente.

Apostasia mi aveva colpita già dalla sua prima edizione, per il delicato equilibrio con cui portava all’attenzione dei lettori delle tematiche importanti e complesse.
Le due storie che Marie Albes sceglie di intrecciare sono come micce pronte a esplodere da un momento all’altro. Eppure, per quanto ci si possa sforzare di “accendere un fiammifero”, le parole scelte con cura dall’autrice sono solo carezze, che fanno sorridere e asciugano lacrime. Ci ricordano che l’amore (quello vero) è più forte di qualunque cosa, del bigottismo, della cattiveria, del male, del silenzio, perfino della morte. La fede può rafforzarlo, così come ridurlo in briciole, se male indirizzata.
È l’amore, sia esso umano o divino, la vera forza e su quella dobbiamo fare affidamento per sopravvivere.

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Blog Tour “Fangirl” di Rainbow Rowell – Recensione

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Buongiorno miei dolci Lettori!
Spero abbiate fatto un’abbondante colazione questa mattina, perchè dopo aver letto la recensione di oggi non perderete un solo secondo prima di correre in libreria a recuperare la vostra copia di Fangirl! Sì sì, avete letto benissimo… Parlo proprio del dolcissimo romanzo di Rainbow Rowell, finalmente in Italia grazie alla Piemme (per acquistarlo, cliccate qui) *lo sentite il coro degli angeli, vero??*
Se avete per caso perso una delle tappe del nostro blog tour ufficiale, vi rimando ai simpaticissimi articoli dei miei colleghi sui blog Devilishly Stylish, Bookish Advisor, Reading at Tiffany, Oh ma che ansia e Everpop.

Fangirl


fangirl

Approdata all’università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fan fiction di cui migliaia di fan attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con un ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fan fiction siano solo un plagio e un compagno bellissimo che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita.

Titolo: Fangirl
Autore: Rainbow Rowell
Prezzo: €17,00
Pagine: 516
Pubblicazione: 18 ottobre 2016
Editore: Piemme

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“Perché scrivo?” Cath provò a pensare a una risposta profonda, sapendo che non avrebbe mai parlato, nemmeno se l’avesse trovata.
«Per esplorare nuovi mondi» disse qualcuno.
«Per esplorarne di vecchi» intervenne qualcun altro.
“Per essere altrove” pensò Cath.
[…] «Per condividere una verità» disse una ragazza. Un altro paio di Ray-Ban.
Cath scosse la testa.
«Perchè scriviamo narrativa?» chiese la professoressa Piper.
Cath abbassò lo sguardo sul quaderno.
“Per sparire.”

Quanto può essere difficile affrontare ciò che per noi è nuovo?
Tutti, presto o tardi, ci troviamo davanti alla soglia dell’oscura e inquietante novità: quella che da un lato inevitabilmente ci attira col suo manto di mistero e dall’altro ci allontana, ricordandoci quanto il nostro presente sia sicuro, senza alcuna necessità di essere modificato.
Ma se, come per Cath, il cambiamento proprio non si può evitare, eccoci lì, armati di (in)sano pessimismo e totale assenza di entusiasmo, non così tanto pronti a farci sconvolgere la vita… *aiuto!*

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Domino Letterario – GIUGNO ’16

Buongiorno Lettori!
Oggi, puntuale come (quasi) ogni mese, torna l’appuntamento con il Domino Letterario *_* questa volta non solo ho letto un romanzo stupendo, ma la fortuna mi ha baciata assegnandomi l’onore e onere di cominciare la catena. Quale miglior occasione se non questa per leggere finalmente Tiger Lily di Jody Lynn Anderson?
Probabilente per molti di voi questo sarà un titolo del tutto sconosciuto *perchè molti capolavori sono ahimè ancora inedito in Italia?? perchè??*. Voi ormai mi conoscete, sapete benissimo quanto mi piaccia leggere in lingua inglese, quindi ho colto la palla al balzo e mi sono tuffata in questa nuova storia. Il risultato? Un grande, grandissimo amore è sbocciato pagina dopo pagina per la perla rara che la Anderson ha saputo creare, partendo da un grande classico come Peter Pan per poi intessere un retelling imperdibile. Buona Lettura 😀

Tiger Lily

 

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In questa splendida rivisitazione del celebre classico di J.M. Barrie “Peter Pan”, l’autrice besteller Jodi Lynn Anderson tesse sapientemente una storia avvincente di amore, perdita, e avventura.
Prima di incontrare Wendy, Peter Pan era legato alla ragazza con la piuma di corvo tra i capelli… Giglio Tigrato. A quindici anni, Giglio Tigrato incontra l’affascinante adolescente Peter Pan nei boschi proibiti dell’Isola che non c’è: i due formano un legame impossibile da rompere, ma allo stesso tempo impossibile da custodire per sempre. In qualità di leader dei Bimbi Sperduti, il più temibile gruppo di abitanti dell’Isola che non c’è, Peter è una impensabile compagno per Giglio Tigrato. Tuttavia, quando Wendy Darling, una ragazza che è tutto ciò che Giglio Tigrato non è, arriva sull’isola, Giglio Tigrato scopre fin dove è disposta ad andare per stare Peter, e sull’Isola che non c’è.

Raccontato dal punto di vista della piccola fatina Campanellino, Giglio Tigrato è la storia mozzafiato dei giovani amori che sbocciano, dei momenti in cui ci si lascia andare e delle sofferenze della crescita.

Titolo: Tiger Lily
Autore: Jody Lynn Anderson
Prezzo: $9,99
Pagine: 304
Pubblicazione: 3 luglio 2012
Editore: HarperCollins Children’s Books

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Tik Tok, the shaman, had found her while he was out gathering wild lettuce for medicine, under a flower – either abandoned there or hidden from some peril by someone who didn’t survive to come back for her. He’d named her Tiger Lily, after the flower she was under, bundled her into his arms, and taken her home.

Tik Tok, lo sciamano, l’aveva trovata mentre era fuori alla ricerca di lattuga selvatica per una medicina, sotto un fiore – forse abbandonata lì o magari nascosta da un qualche pericolo da qualcuno che non era sopravvissuto per poter tornare indietro da lei. Lui la chiamò Giglio Tigrato, dal dome del fiore sotto cui era stata posata, la prese fra le sue braccia e la portò a casa.

Non tutto è perfetto. Difficoltà, sofferenze, insuccessi… la nostra vita è una strada tortuosa e impervia, piena di bivi, angoli oscuri, faticose salite e ripide discese. Perchè mai sull’Isola che non c’è dovrebbe essere diverso? Per quale assurdo motivo una storia per ragazzi deve per forza essere irreale, utopica, colma di felicità al limite dell’impossibile?

Se sperate di leggere una favola spensierata, una storiella dove tutti vivono felici e contenti, un po’ come se foste in procinto di guardare un film disney, allora Tiger Lily non fa per voi. La Anderson sceglie di raccontare una storia diversa, dove non sempre vincono i buoni e l’amore (nella sua accezione più romantica) fa davvero fatica a trionfare.
Ogni singolo personaggio che tocca le pagine di questa storia è infinitamente complesso, sfaccettato e affascinante. Giglio Tigrato arriva a noi attraverso la lente di una narratrice d’eccezione, la piccola Trilli, che con le sue ali curiose attraversa tutta l’isola e ci porta per mano alla scoperta delle più profonde emozioni dell’uomo, in quella fase della vita dove tutto è nuovo, tutto è scoperta e l’amore, come una rosa piena di spine, abbraccia il cuore in una morsa sempre più stretta, fino a farlo sanguinare.

Let me tell you something straight off. This is a love story, but not like any you’ve heard. The boy and the girl are far from innocent. Dear lives are lost. And good doesn’t win. In some places, there is something ultimately good about endings. In Neverland, that is not the case.

Lasciate che vi dica una cosa di getto. Questa è una storia d’amore, ma non come qualsiasi altra abbiate sentito prima d’ora. Il ragazzo e la ragazza sono tutt’altro che innocenti. Vite prezione vengono perse. E il bene non vince. In alcuni posti, c’è qualcosa di fondamentalmente buono nei finali. Sull’Isola che non c’è, questo non accade.

Sin dalle prime pagine l’autrice ci parla di una storia d’amore, ma c’è molto di più da scoprire sotto la superficie. Ogni parola è scelta ad arte per portare al lettore, su un letto di polvere di fata, emozioni forti. Parliamo del dolore della perdita, della solitudine, della paura paralizzante di dover cambiare: forza e debolezza danzano insieme sotto un cielo di stelle, accompagnando chi non cresce mai, chi non ha mai provato cosa vuol dire dover maturare e addattarsi al mondo in uno scenario dove solo il tempo e la sua carezza possono asciugare le lacrime del cuore.

Giglio Tigrato non ha veri amici, è considerata maledetta dalla sua tribù, è sola e lotta da sola per farsi accettare. Chi meglio di Peter Pan, un ragazzino solo come lei, potrebbe farle battere il cuore? Quello stesso Peter Pan da cui tutti si raccomandano di stare lontani, quello stesso ragazzo considerato pericoloso, proibito, da tenere a distanza… I pregiudizi e il sentito dire condiscono le menti di molti, le annebbiano, posano un velo sui loro occhi, alterando la vista della realtà. Tutto sarebbe diverso, se solo ci fosse la vogia di vederlo per ciò che realmente brilla sotto la luce del sole.

Sometimes I think that maybe we are just stories. Like we may as well just be words on a page, because we’re only what we’ve done and what we are going to do.

A volte penso che, forse, siamo solo storie. Come se potessimo essere solo parole su una pagina, perché siamo solo quello che abbiamo fatto e quello che ci accingiamo a fare.

Le parole di Trilli fanno convergere l’attenzione del lettore verso un viaggio profondo, introspettivo, alla ricerca del sè in quegli angoli dove ormai credevamo di aver visto tutto. Perchè forse Tik Tok è semplicemente così e se sembra una donna è nomale come il cielo è azzurro e i prati sono verdi. Perchè Capitan Uncino è solo un anziano e disperato uomo arrivato sull’Isola nella speranza di restare giovane per sempre e che, adesso, scarica la sua frustrazione sul quell’eterno ragazzino che ha tutto ciò che lui vorrebbe. Perchè Peter, Wendy, i Bimbi sperduti, Spugna, il Coccodrillo, Giglio Tigrato e la piccola Campanellino hanno ancora tanto da raccontare. Non tutto deve essere per forza perfetto per essere bello. E Tiger Lily è molto più che bello: nel suo realismo, in quel continuo affrontare i problemi della vita, è assolutamente magico.

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Blogtour “Baby Boomers” di Mario Pacchiarotti – 8ª TAPPA – Recensione & Giveaway

Buongiorno Lettori!
Oggi alteriamo un po’ le nostre solite attività per dare spazio ad un blogtour davvero imperdibile, dedicato al romanzo Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare di Mario Pacchiarotti. Sapete quanto mi piaccia dare spazio agli autori nostrani, soprattutto quando meritano davvero tutto il tempo che gli viene dedicato 🙂
Baby Boomers rappresenta un ottimo esempio di come la narrativa di qualità non debba necessariamente provenire da oltreoceano per essere tale. Le penne della nostra penisola sanno donare ai lettori storie incredibili e ricche di emozioni, basta solo avere il “coraggio” di scoprirle.

Grazie a Mario Pacchiarotti ci immergiamo in un romanzo distopico che prende a schiaffi la nostra società, la nostra politica e soprattutto la nostra incapacità di affermare un’opinione con fermezza e di trasformarla in azioni. Noi italiani sono bravissimi a lamentarci. E se facessimo davvero qualcosa? Chissà, potremmo ottenere grandi risultati 😉

In calce all’articolo, dopo la recensione, troverete tutte le precedenti tappe del tour e il form per partecipare al giveaway e vincere una copia in edizione speciale del romanzo!!! Buona lettura ❤

Baby Boomers
Siamo la goccia che diventa mare


index

Anni Venti del terzo millennio.
L’Italia è dominata dalla Fratellanza, un partito con pericolose tendenze assolutiste che ha ottenuto incredibili risultati elettorali. Vengono approvati provvedimenti iniqui, eppure popolari, come la legge che priva gli ultraottantenni del diritto di voto.
In questo clima autoritario e distopico, dove la corruzione è ormai pervasiva, c’è qualcuno che decide di ribellarsi. Si tratta dei Baby Boomers, sei affiatati vegliardi che decidono di sferrare un colpo al sistema di governo. Congegnando un piano minuzioso e audace, i rivoltosi organizzano un attacco terroristico contro il Nuovo Palazzo del Parlamento, centro nevralgico di un potere arrogante e insaziabile.
I Baby Boomers sono l’ultimo afflato di coraggio in una società assuefatta alla corruzione, l’emblema di una generazione che rischia tutto nel tentativo di risvegliare le coscienze, il gesto estremo e simbolico di un’età non avvezza al consenso: sono la goccia che diventa mare.

Titolo: Baby Boomers
Autore: Mario Pacchiarotti
Prezzo: €9,99 cartaceo – 2,99 ebook
Pagine: 387
Pubblicazione: 28 maggio 2016
Editore: Sad Dog Project

la-mia-recensione

Agli anziani togliamo già la possibilità di guidare, persino i cardinali a quell’età non sono più considerati idonei, non si capisce quindi perché viene sollevata eccezione per la nostra decisione di non farli votare. È una naturale conseguenza dell’invecchiamento. Anche i giovani prima dei diciotto anni non hanno diritto di voto, perché considerati immaturi. Cosa c’è mai di sbagliato nell’applicare lo stesso principio anche ai vecchi, le cui menti ormai regredite e ottenebrate dagli anni sono incapaci di scelte razionali?

Un futuro che fa tremare le ginocchia, che annienta ogni forma di vera libertà e democrazia. Un futuro che fa così paura perchè sembra reale in ogni pagina che scorre sotto le dita, in ogni parola letta. Un futuro che potrebbe essere tanto vicino quanto impossibile, se la mente di chi vive nel nostro paese riuscisse a raddrizzare ciò che è storto.
Ecco cosa ci mostra il romanzo di Mario Pacchiarotti, Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare.

Siamo negli anni venti del ventunesimo secolo. In Italia silenziosamente viene messa a tacere la democraza in favore della Fratellanza, un partito che, anno dopo anno, pone un numero sempre più alto dei suoi al potere, portando ad una maggioranza così forte da non lasciare possibilità alcuna all’opposizione di far sentire la propria voce. Le leggi vengono piegate al volere dei membri della Fratellanza, mettendo in un angolo tutti coloro che possono rappresentare un ostacolo alla loro supremazia. In particolare chi ha vividi ricordi di un periodo, anche se non il migliore per il nostro paese, in cui c’era ancora un vago ideale di libertà e vita democratica: gli anziani.

Si fermò un attimo indeciso, poi riprese con tono più determinato: «C’è una cosa che potremmo fare, una cosa che nessuno potrebbe ignorare, una cosa enorme. Ma dovremo intraprendere una strada senza ritorno.»
Non disse altro e rimase in attesa delle reazioni dei suoi amici. Dopo un lungo silenzio fu Adele a parlare: «Tra non troppi anni saremo tutti morti, caro mio, quindi dicci quello che ci devi dire e poi decideremo.»

Cosa potrebbe mai fare un gruppetto di sei persone, ormai non più nel fiore degli anni, se spinte ad agire da un senso inarrestabile di rivincita, libertà e giustizia? Loro sono i Baby Boomers, accaniti giocatori di Ironearth, un gioco fantasy di simulazione virtuale grazie al quale si sono conosciuti, definiti così perchè tutti “classe 1960” o giù di lì, nati mentre il boom economico faceva fiorire come mai prima la nostra penisola.
Sono proprio loro ad architettare un piano per dare definitivamente una scossa all’Italia della Fratellanza, con l’intento di mettere sotto scacco politici, forze dell’ordine e l’intera nazione, pur di far passare il giusto messaggio a chi la abita.

Non è poi così tanto difficile immaginare il destino di una nazione sulle spalle di sei vecchietti. Personalmente ho visto e vedo tutt’oggi la generazione dei miei nonni dare il massimo fino all’ultimo giorno, mettere anima e corpo in ogni cosa e avere energia da vendere, probabilmente molta più di quante ne abbia io adesso nei miei giovani vent’anni *eheheheheh, non ci sono più le persone di una volta* 😀
I sei protagonisti hanno tanto da insegnare ai lettori. Ognuno di loro ha un passato da raccontare e con cui fare i conti, una vita da sistemare prima che il piano vada in porto, un bagaglio di esperienze ed emozioni che difficilmente non lasciano il segno. Con loro il lettore fa un salto nel vuoto, nella speranza che solo quelle azioni, forti e rumorose, possano capovolgere una situazione di stallo che non potrerebbe a nulla di buono.

Se i Baby Boomers riusciranno nella loro grande impresa è un mistero che lascerò a voi scoprire. Una cosa però è certa: Mario Pacchiarotti ha creato un romanzo prezioso, che diverte, coinvolge e fa riflettere. Una storia che insegna tanto, ma senza avere l’ardore di porsi come un libro dalla morale rigida e pressante. Baby Boomers racconta un mondo che spero nessuno vorrà mai vedere con i propri occhi, un futuro orribile dove il rispetto e la libertà di opinione vengono calpestate in favore del potere, un ipotetico scenario così catastrofico da riuscire finalmente a risvegliare la fiamma della rivolta. Abbiamo bisogno che si arrivi a tanto per far risuonare la nostra voce?


Blogtour & Giveaway

1 TAPPA | 18 giugno
Lancio e inizio giveaway su Pagine Sporche
2 TAPPA | 20 giugno
I Personaggi su Aratakblog
3 TAPPA | 21 giugno ore 22:00
Video intervista Youtube di Leonardo Vannucci
4 TAPPA | 22 giugno
Nascita di una copertina, anzi due su Le Tazzine di Yoko
5 TAPPA | 23 giugno
Intervista all’autore su Il Piacere di Scrivere
6 TAPPA | 24 giugno
Scrittura ed editing di Baby Boomers” su La bella e il cavaliere
7 TAPPA | 26 giugno
Quella sottile distopia su GiuseppeMonea.com
8 TAPPA | 27 giugno
Recensione su Le Parole Segrete dei libri
9 TAPPA | 29 giugno
Chiusura giveaway su Pagine Sporche

Giveaway Baby Boomers

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L’Angolo delle Recensioni: The Queen of the Tearling (E. Johansen)

Buonasera Lettori!
Dopo mesi e mesi ritorna finalmente una recensione per il Domino Letterario *_* Quanto è carino questo gioco?? Mi dispiaceva aver “abbandonato” la ciurma di amici booklovers sin da gennaio, quindi rieccoci in grande stile e, soprattutto, con un Signor Romanzo che ho riletto per l’occasione. In vista della pubblicazione del secondo volume della serie, questo mese mi sono concessa una full immersion nel regno del Tearling e… che meraviglia!!! Avevo amato alla follia The Queen of the Tearling di Erika Johansen già la prima volta, ma questa seconda lettura è stata ancora più bella e appassionante! Ovvio che a breve (non appena lo avrò letto) troverete qui sul blog la recensione del suo sequel, The Invasion of the Tearling!

The Queen of the Tearling


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Il giorno del suo diciannovesimo compleanno, la principessa Kelsea Raleigh Glynn, cresciuta in esilio, intraprende un pericoloso viaggio verso il castello in cui è nata, per riprendersi il trono che le spetta di diritto. Determinata e coraggiosa, Kelsea adora leggere e non somiglia affatto a sua madre, la fatua e frivola regina Elyssa. Protetta dal gioiello del Tearling uno zaffiro blu dagli straordinari poteri magici – e difesa dalla Guardia della Regina – un gruppo scelto di cavalieri guidato dall’enigmatico e fedele Lazarus – Kelsea ha bisogno di tutto l’aiuto possibile per sopravvivere alle cospirazioni dei nemici, che proveranno a impedire la sua incoronazione con agguati, tradimenti e incantesimi di sangue. Una volta diventata regina, e nonostante il nobile lignaggio, Kelsea si dimostra troppo giovane per un popolo e un regno dei quali sa ben poco, oltre che per gli orrori inimmaginabili che infestano la capitale. Kelsea deve scoprire di quale tra i suoi servitori fidarsi, perché rabbia e desiderio di vendetta si annidano fra i nobili di corte e perfino fra le sue stesse guardie del corpo. La sua missione per salvare il regno e compiere il suo destino è appena cominciata: Kelsea sarà chiamata ad affrontare un viaggio alla scoperta di se stessa e una prova del fuoco che la farà diventare una leggenda… se solo riuscirà a sopravvivere!

Titolo: The Queen of the Tearling
Autore: Erika Johansen
Prezzo: €19,00 cartaceo – 9,99 ebook
Pagine: 387
Pubblicazione: 9 luglio 2015
Editore: Multiplayer Edizioni

la-mia-recensione

Kelsea Glynn sedeva immobile, guardando i soldati che si avvicinavano alla fattoria. Avanzavano in formazione militare con gli accompagnatori ai lati. Indossavano le uniformi grigie della guardia reale del Tearling.
{…} Quel cupo incedere verso la casa rendeva chiaro un fatto: non avrebero voluto essere là.

Il nostro tempo è solo una memoria tramandata e ormai svanita agli occhi della giovane Kelsea. La legittima erede al trono del Tearling vive in un mondo che di futuro ha ben poco, perchè crollato in un nuovo medioevo dove la Storia è un’amica sconosciuta e il Destino sceglie la guerra e i conflitti come pedine principali della sua scacchiera.

Compiuti diciannove anni, arriva per Kelsea il momenti di reclamare il suo posto nel mondo come sovrana del Tearling. La Principessa ha trascorso ogni istante dalla morte di sua madre, la regina Elyssa, al sicuro da occhi indiscreti, nascosta in un cottage lontano dalla corte: un tempo quasi infinito da vivere senza l’affetto materno, ma incredibilmente prezioso se accompagnato da una famiglia adottiva pronta a proteggerla e a istruirla per il grande ruolo che un domani dovrà ricoprire.

Lo zaffiro aveva iniziato a bruciare. Lo sollevò, gocciolante, e vide che stava anche brillando di una luce azzurra che si rifletteva dul bordo della vasca. Certo era magico, ma a cosa serviva?

Quando uno stuolo di soldati, guidato dal comandante Lazarus, la prende in custodia per riportarla a Nuova Londra, la capitale del Tearling, è quello il momento in cui la vita di Kelsea viene totalmente stravolta. Catapultata in un mondo spietato e crudele, dove denaro e potere sono le principali ambizioni dell’uomo, perfino di coloro che dovrebbero proteggerla e amarla perchè suoi familiari, la futura Regina dovrà imparare a tirare fuori gli artigli per proteggere dalla famigerata Regina Rossa quel regno che per diritto di nascita le spetta.

«Nessuno andrà da nessuna parte», ringhiò Mazza Chiodata. La prese rudemente per un braccio. «È stato solo un brutto sogno, maestà».
«Ha ragione, mia signora», lo assecondò Pen. «Perchè non tornate a letto? Quando vi sveglierete avrete dimenticato tutto».
Mazza chiodata annuiva in segno di assenso, sul volto aveva un’espressione preoccupata che fece venire a Kelsea voglia di schiaffeggiarlo. Digrignò i denti. «Lazarus, questo è un ordine da parte della tua regina: partiamo».

Il romanzo d’esordio di Erika Johansen è un vero gioiello della moderna letteratura per ragazzi, e non solo. Un perfetto ibrido, a cavallo fra il distopico e il fanstasy, dove i giochi politici la fanno da padrone e una rosa di personaggi abilmente orchestrata dà vita a un intreccio accattivante e coinvolgente. The Queen of the Tearling appartiene a quella rara e preziosa categoria di romanzi che fanno innamorare il lettore a piccoli passi, senza fretta o voglia di strafare. Costruisce un universo unico tassello dopo tassello, pagina dopo pagina, accompagnando il lettore in un’avventura senza precedenti che lascia tanto ancora da raccontare e da dire nei prossimi capitoli della trilogia.
Sono rimasta perdutamente affascinata dalla penna della Johansen, ricca di dettagli, sensazioni, profumi e colori: una narrazione che ti trasporta nella vita dei protagonisti senza lasciare nulla in sospeso, che trasforma i bordi delle pagine in polvere di fata e l’aria che ci circonda in immagini vivide e reali. Il Lettore è insieme a Kelsea in ogni attimo della narrazione, condivide le sue paure e la sua forza, le stringe la mano mentre viene incoronata, piange con lei quando i suoi affetti scivolano via come sabbia al vento, spalanca gli occhi al buio quando un incubo le scuote il cuore.
Il lettore è lì, nel Tearling e vorrà tornarci per sempre ❤

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Le Recensioni di Cristina: Potrei morire di te (Malia Delrai)

Buongiorno a tutti!
Ammetto di essere emozionata nel rilasciare questa mia prima recensione sul carinissimo spazietto di Gaia, che ringrazio ancora una volta, l’ennesima lo so, per l’opportunità.
Leggo e scrivo da sempre, interpretare a parole le sensazioni che un romanzo suscita in me non è mai semplice, però ci proverò in modo costante perché è qualcosa che amo davvero fare. Buona lettura a voi e buona fortuna a me! 😀

Potrei morire di te


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Quando Selene viene venduta a un uomo bellissimo e affascinante, non può credere che sarà lui a iniziarla ai piaceri del sesso, che ancora non conosce. Roman è russo, esponente di una potente mafia del Paese, e non è un uomo come gli altri. Lei l’ha capito al primo sguardo, capace di soggiogarla e schiacciarla con la sua forza. Il fascino potente che emana da lui la fa fremere e ricercare qualcosa di diverso nella vita; l’abitudine del passato non le appartiene più, non la soddisfa. Ritrovarsi nelle spire di un traffico di prostituzione non la abbatte, Selene si rialza, e per farlo si deve fidare di lui, Roman Aleksandrovic Nevskij, un carnefice che parla la sua lingua perfettamente e i cui occhi verdi la trapassano da parte a parte per sedurla.

Un romanzo dalle tinte erotiche che vi inizierà a una dimensione d’amore tra una vittima e il suo salvatore, dove la morale è nascosta nel sentimento più profondo che esista. L’amore vince su tutto, anche quando non ci crediamo.

Titolo: Potrei morire di te
Piacere Russo #1
Autore: Malia Delrai
Prezzo: €1,50 ebook – €8,50 cartaceo
Pagine: 275
Pubblicazione: 24 aprile 2014
Editore: Self Publishing

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Russia, mafia, sesso e amore.
Sono questi gli argomenti che accompagnano il primo romanzo Potrei morire di te della trilogia (Piacere Russo) di Malia Delrai. Ci ritroviamo catapultati in un mondo losco e torbido, dove non mancano i colpi di scena e i personaggi che, con le loro mille sfaccettature, rendono la lettura intrigante e gradevole.

Ti sembrerò un mostro, ammetto di esserlo

Ma veniamo in breve alla trama, forse un cliché quando si tratta di mafia, ma niente è scontato. La storia si apre con la nostra protagonista, Selene, una ragazza italiana che viene venduta insieme ad altre che hanno subìto la stessa sorte come prostituta, e poi scelta dall’unico uomo del quale, in fondo, sembra attratta tra i molti presenti nella stanza dove viene umiliata e studiata come carne al macello. Immediata è la reazione dello sconosciuto da Selene ribattezzato “Mr. Ghiaccio”, perché lui la desidera per la sua bellezza acqua e sapone, per l’innocenza che da lei traspare e perché, dal preciso momento in cui l’ha vista, non può farne a meno. Lui è Roman, un mafioso, facente parte di una delle famiglie più potenti della Russia, bello, schivo, taciturno e ricco.

Il colore delle iridi la fece rabbrividire, non ricordava di aver mai visto un verde così gelido.

Non amo anticipare troppo sulla trama, perciò voglio soffermarmi su alcune osservazioni che potrebbero incuriosirvi nella lettura e, perché no, spingervi all’acquisto di una delle trilogie più sensuali lette, da me, lo scorso anno.
Ben studiata e particolareggiante, traspare la ricerca e l’attenzione al dettaglio per rendere il contenuto abbastanza veritiero, rimandando a uno spaccato sociale della vita, soprattutto nei paesi dell’Europa dell’Est, dove le donne vengono rapite o adescate con la promessa di grandi fortune nei paesi economicamente più sviluppati, anche a causa di alcune agiate classi russe dedite ad affari illeciti e che poco si curano del futuro altrui. Tutto questo senza marcare troppo la mano su argomenti così importanti, perché quel che conta è leggere per evadere e per un romanzo del genere credo sarebbe risultato troppo pesante soffermarsi su tematiche così forti, perciò ho apprezzato moltissimo. Malia ha preso spunto per ricreare un riquadro conturbante, sensuale e abbastanza realistico. Non mancheranno personaggi di contorno che vi faranno sorridere, come i “nonnini” che gestiscono casa di Roman o l’affascinante, sensuale e gelosissima Tatia.
Il Roman che avrete modo di conoscere vi farà arrabbiare, sorridere, emozionare e molto altro. Selene vi farà interrogare sulla natura umana, soprattutto quella di una donna, fino a quanto per amore ci si può spingere e quali limiti possiamo raggiungere. Sono questi i personaggi dai quali difficilmente ci si potrà staccare, interrogandosi sul loro futuro a più riprese, sospirando, commuovendosi o arrabbiandosi tifando per loro.

Lo amava perdutamente e spaventosamente. Non c’era limite al sentimento che stava provando. Per lui avrebbe dannato la sua anima, superando i limite del bene e del male. E in fondo quello era il vero amore, anche contro le dicerie comuni, contro ogni realtà preconcetta.

L’happy ending, devo dire, ci lascia un sapore dolce amaro in bocca: la sua conclusione (ben inteso trattandosi di una trilogia) vi farà scappare una lacrimuccia e battere il cuoricino.

Strinse i pugni e cercò di respirare, cosa non facile mentre osservava quelle lettere scritte in italiano dall’unica donna che aveva mai desiderato avere vicino.

Credo che Malia Delrai abbia integrato molti spunti di riflessione che il lettore non si aspetta di trovare in un romanzo erotico. Lo stile di scrittura è calzante, esente da buchi nella trama, veicolato da un linguaggio molto semplice e curato. Per me è un toccasana. Nella lettura amo immergermi senza dover ricercare paroloni sul dizionario, senza staccarmi dalle pagine e perdere quindi la concentrazione tra una scena e l’altra. Potreste però imbattervi in parole di chiaro stampo russo, che l’autrice ha prontamente riportato con la dovuta traduzione a fine romanzo.
Il punto di forza di Malia Delrai è l’immedesimazione: riesce, almeno con me ci è sempre riuscita, di far immergere completamente i propri lettori nelle vicende dei suoi protagonisti.
Vi consiglio di avvicinarvi a questo romanzo per sfuggire alla routine, viaggiare e sognare… sono certa vi sorprenderà.

La serie Piacere Russo:

1. Potrei morire di te
2. Vorrei vivere di te
3. Tutto di te

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