+11 — “Only if you really want it” #christmasiscoming

Sto imparando una cosa.
C’è tanto che vorrei.
Talmente tanto che fa quasi paura contarlo.

Non per forza oggetti. Non per forza doni.
Ma attimi, momenti, istanti.
Piccole gocce che insieme sono oceano.

Vorrei un secondo, lo vorrei davvero.
Un nuovo sorriso, uno sguardo che brilla.
Vorrei viverlo fino in fondo…

Ma solo se lo voglio davvero, sarà mio.

Sto imparando una cosa.
Non sempre volere è potere.
Ma provarci, quello sì.

Quale desiderio esprimerete per Natale?
#christmasiscoming

5 — “Everyone should love” #christmasiscoming

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Tutti dovrebbero avere qualcuno da abbracciare il giorno di Natale. Siamo nati per condividere, per donare, per ricevere. Per rendere più bello ogni giorno insieme a chi ci vuole bene.

Tutti dovrebbero avere qualcuno da baciare sotto il vischio. Un bacio d’amore, di gioia e d’affetto, da ricordare nel tempo e sognare a occhi aperti.

Tutti dovrebbero avere un sorriso da far sbocciare sul proprio volto, pronto a contagiarne un altro e un altro ancora. Una catena senza fine, senza tempo e senza spazio.

Tutti dovrebbero avere un desiderio. Un futuro meraviglioso da rendere reale, quando la mezzanotte scatta e una nuova strada si apre davanti ai propri occhi.

Tutti dovrebbero amare. Amare se stessi e non solo gli altri.
Tutti dovrebbero amare. Nessuno escluso, nessuno solo.
Tutti dovrebbero amare e essere amati ❤

#christmasiscoming

4 — “To be read, to be lived” #christmasiscoming

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Non c’è cosa più bella di svegliarsi al mattino con un piano per la giornata e arrivare a sera contenti di ciò che si è fatto. Poco o tanto non importa, conta fare e metterci impegno.

Per noi Lettori, infinitamente intrappolati in mondi vicini e lontani che profumano d’inchiostro, la questione è ahimè un po’ più complicata.

Noi ci alziamo ogni giorno con la voglia di fare tutto e anche di più, di lavorare, studiare, pulire, spuntare ogni casella della lunga lista di servizi in programma per le successive 18 ore non-stop, mantenere almeno una certa apparenza di vita sociale (se possibile) intrattenendo relazioni che non siano di natura esclusiva con il nostro cuscino e il fidato tazzone caffè fumante e, alla fine, coricarci stanchi morti per poi ricominciare al mattino dopo… il piano è davvero quello, lo giuro! Croce sul cuore!

Il problema è che siamo Lettori, ci piace tanto, ma davvero tanto tanto tanto leggere. Il semplice atto di aprire un libro è indispensabile per la sanità mentale del 99,9% degli esemplari aderenti alla nostra specie. E dato che nessun libro verrà mai solo aperto, ma sarà sempre (e sottolineo sempre) accompagnato da una sessione minima di lettura (un capitolo potrebbe apparire sufficiente, ma è preferibile – per la vostra sicurezza – non soffermarvi troppo sulla durata del succitato incontro di amorosi sensi fra il soggetto e la attuale “preda” letteraria) è ovvio e facilmente deducibile che una buona parte del tempo in origine programmato per altro verrà trascorso in compagnia di un romanzo.

Mi rendo conto sia molto difficile, per chi non appartiene al gruppo appena descritto, capire il discorso che sto facendo. Che senso può mai avere dedicare così tanto tempo a delle stupide parole buttate lì, una accanto all’altra, su un foglio bianco?

Beh, provare per credere. Leggiamo perché pensare unicamente alla nostra vita non ci è sufficiente: abbiamo bisogno di addormentarci preoccupati per la sorte del nostro protagonista, e di svegliarci al mattino sapendo che a breve potremo stargli accanto e condividere le sue avventure. È così per ogni lettura che intraprendiamo, per quelle che riescono a rubarci il cuore e sanno trattenerlo fra le loro pagine fino alla fatidica fine (che non vorremo mai leggere, fidatevi). Sarà così per sempre, finché ci saranno storie da raccontare e orecchie pronte ad ascoltarle ❤

Quali romanzi accompagneranno le vostre feste?
#christmasiscoming

3 — “Something from the Future” #christmasiscoming

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Cara me stessa,
Se stai leggendo questa lettera significa che una mente eccelsa è stata in grado di dare vita a un sogno, di creare la macchina del tempo.
So che hai appena riletto questa prima frase almeno dieci volte, quindi ora siediti e va avanti.
Bene, fammi il favore (se ti è possibile, ovvio) di respirare e soprattutto di non iniziare a sbraitare col mondo intero perché credi di essere la sfortunata vittima di uno scherzo. Sono proprio io, o meglio sono te… oh insomma, siamo noi due e stiamo parlando! Non ci credi? Pazienza, forse un domani lo farai.

D’altronde, mica ho fatto ogni cosa in mio potere per far giungere questa lettera nelle tue mani, assolutamente… quindi ora, che ti piaccia oppure no, mi ascolti. E non alzare gli occhi al cielo, signorinella. Non sarò lì, ma ti vedo benissimo 😜

L’importante è che tu legga queste parole e che ne tragga qualche buona lezione. Il fatto che le metterai in pratica probabilmente fra molti anni conta poco… sia chiaro, meglio prima che dopo, eh! Ma prenditi tutto il tempo necessario per sbagliare e sbattere la testa contro il muro (lo faccio ancora io, quindi figurati se posso giudicare eheheh) 😂

Non ti dirò in quale anno del tuo futuro sto vivendo, nè tantomeno a che punto della nostra vita mi trovo, figuriamoci se sto a raccontare per filo e per segno quello che mi è successo. Tuttavia ci sono dei principi che devi necessariamente capire.

Primo: le cose non vanno mai come vorresti. Hanno addirittura creato un hashtag appositamente per te, si scrive #maiunagioia, è parecchio in voga online. Lo so che non hai la più pallida idea di cosa sia un hashtag, ma tu sappi che sei famosa in tutto il globo per questo 😉 (ops, forse questo non dovevo dirlo…)

Secondo: la tua vita è nelle TUE mani, se desideri qualcosa e ti impegni per ottenerla sarà tua. Contraddittorio con il primo punto? Mah, forse… ma è la cosa più vera che ho imparato. Non importa quanto dura sia la scalata, quanto faranno male mani, piedi, braccia e gambe: tu puoi farcela!

Terzo (e questo è molto molto importante): tappati le orecchie e va’ avanti per la tua strada. Scegli ciò che ti piace, vivi secondo i tuoi gusti. Gli altri ti ridono dietro, ti allontanano e ti lasciano sola? Bene, fa un male cane (lo so, lo so), ma bene! È gente inconsistente, che trascorre ore e ore senza colore e spessore, mentre le tue giornate sono e saranno fuochi d’artificio senza fine.

Quarto e poi, giuro, la smetto: sii buona e gentile, non con tutti (come diceva la mamma di cenerentola, pace all’anima sua), ma con coloro che davvero meritano il tuo affetto. Capirai chi sono, non preoccuparti. Il resto è solo gente di passaggio.

Ora ti saluto, perché qui il Natale si avvicina e sai bene che in casa nostra è sempre festa grande. Ho una lista di cose da fare talmente lunga che perfino Babbo Natale mi guarda con ammirazione.
Comportati al meglio, mi raccomando.

Buona fortuna,
Gaia

#christmasiscoming

Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima di essere accaduto.
(Rainer Marie Rilke)

2 — “Something from the Present” #christmasiscoming

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Ho fatto un sogno alquanto bizzarro.
Non è certo una novità, sia chiaro, ma devo ammettere che questa notte è stata davvero insolita.

Ero sola, in una lunga distesa di buio e silenzio. Mi giravo da una parte all’altra, sperando di trovare qualcosa, qualunque cosa potesse rendere in qualche modo reale ciò che stavo vivendo. Per mia fortuna niente mostri in agguato, né tantomeno l’uomo nero pronto ad aggredirmi. Le premesse per un incubo coi fiocchi c’erano tutte in verità, ma qualcosa ha girato per il verso “giusto”, se così possiamo definirlo.

Un gigantesco specchio è spuntato alle mie spalle: così, dal nulla e senza fare alcun rumore. Era alto e imponente, intarsiato e decorato come quelli delle più dolci fiabe, ma non rifletteva nulla. Cercavo di guardare, di guardarmi, ma la superficie catturava solo il vuoto intorno a me, quell’infinito oscuro che iniziava piano piano a starmi stretto. Provavo e riprovavo a passarci davanti, a fare boccacce, a gesticolare nel più assurdo dei modi, ma niente. Il buio era l’unico a potersi osservare in quel magnificente splendore, a potersi studiare in ogni suo più piccolo atomo.
Ho pensato subito ad un messaggio del mio inconscio, del genere “Non hai il coraggio di guardarti dentro, cara mia!”, ma in realtà sono un libro aperto, una di quelle persone che non riesce a nascondere nulla al mondo, figuriamoci a se stessa.

A quel punto mi sono svegliata, ritrovando intorno a me lo stesso silenzio del sogno e quasi lo stesso buio. Ad occhi aperti però ne ho apprezzato il valore, la serenità. Ho assaporato quella pace, quella sensazione di libertà che nel sogno mi ero negata. A volte dimentichiamo quanto il rumore assordante della realtà nasconda tanta magia sopita negli angoli silenti del mondo. Nel freddo inverno che rende più caldo un abbraccio, negli occhi dei bambini incantati davanti a una bella vetrina, nelle rughe di un sorriso, nelle mani che lavorano o che si scaldano, sfregandosi fra loro. Nelle parole non dette, perché spesso sono quelle con maggior valore.

Forse era questo lo specchio. Un velo tra silenzio e rumore, e io ne ho goduto per un istante. Il vostro Natale come sarà? Ricco e chiassoso o sereno e rilassante? Magari, a cavallo fra i due estremi, potrebbe celarsi il miglior compromesso ❤🎄

Lo scopriremo nei giorni a venire.
#christmasiscoming

In un atteggiamento di silenzio l’anima trova il percorso in una luce più chiara, e ciò che è sfuggente e ingannevole si risolve in un cristallo di chiarezza.
(Gandhi)

1 — “Something from the Past” #christmasiscoming

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Mi hanno detto che il passato va ricordato. Chi saremmo senza la nostra storia, i nostri ricordi? Cosa ci renderebbe ontologicamente persone se non avessimo qualcosa a cui appigliarci per spiegarlo?

Mi hanno detto che il passato va dimenticato. Cosa potremmo mai diventare se rimanessimo attaccati a ciò che eravamo ieri? Cosa potrebbe spingerci a migliorare noi stessi, se non fossimo prima in grado di archiviare un vecchio io, per crearne uno tutto nuovo?

Forse passato, presente e futuro possono coesistere insieme, per quanto assurdo e forse impossibile sia in apparenza. Un secondo è appena trascorso, batti le palpebre e un altro vola via… ciò che eri in quell’istante non potrai più recuperarlo, ma stai già per diventare un altro ancora. Eccolo, un nuovo secondo è passato. Ecco un nuovo te, una nuova me. Un nuovo noi.
Tempo, spazio, evoluzione e emozione in un solo punto. Siamo questo, siamo magia e realtà, anime in viaggio in cerca di noi stessi. Quel noi stessi che già siamo, che basta scavare a fondo per trovare, per trovarci. Siamo perché siamo stati e saremo perché siamo. Molto più facile da vivere che da spiegare, questo è sicuro…

Natale è anche questo. Scoprire e riscoprirsi in un ciclo che ogni anno si ripete. Guardare ancora quel luccichio che a volte si nasconde dietro un velo di amarezza. Scaldare il cuore, farlo davvero. Provare a sentire ancora e ancora e ancora quel Natale che ieri è stato, che oggi è, che domani potrà essere.

Buona attesa 🎄
#christmasiscoming

Il presente non contiene altro che il passato; così, ciò che si scopre nell’effetto si trovava già nella causa.
(Henri Louis Bergson)

A CHRISTMAS CAROL [quarta parte]

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un racconto ad otto mani, scritto da

Lettrice Segreta
Vittorio Tatti ChiaraG
UmanoAlieno

Eccoci arrivati al gran finale! Ci tengo a ringraziate con tutto il cuore quei tre matti che hanno accettato di unirsi a me in questa magica esperienza!
Il mio spiritello del natale passato Chiara, il furetto che naviga nel presente Marco e il terrificante essere incappucciato che scoprirete oggi, ovvero Vittorio! Siete stati fantastici <3

Grazie a tutti VOI che avete letto e seguito con passione la nostra storia in questi giorni, grazie a chi l’ha pubblicata su facebook facendola leggere ai suoi amici, a chi l’ha ribloggata sulla propria piattaforma… se il nostro “Canto di Natale” è stato un piccolo grande successo è anche grazie a VOI!!!

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La storia che segue, nonostante numerosi riferimenti
a luoghi, persone e cose realmente esistenti,
è ovviamente una storia di fantasia,
e come tale va considerata.

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IV
L’ultimo degli spiriti

 Un’altra notte era passata. Un altro spirito aveva portato a termine il suo compito ed era poi scomparso nel nulla.
Esattamente come per le precedenti visite, alla fine del viaggio la nostra protagonista era crollata in un profondissimo sonno dal sapore magico, quasi fiabesco. Nessun bacio del vero amore, però, sarebbe stato lì pronto a spezzare l’incantesimo.

Mentre ancora Morfeo tratteneva Lettrice nel suo mondo, una folata gelida spostò la coperta dal corpo della ragazza, che subito si sentì come trafitta da centinaia di aghi.
Aperti gli occhi, non fu facile realizzare cosa le fosse successo attorno. Ogni angolo, ogni mobile ed ogni oggetto della sua stanza era totalmente ricoperto da uno spesso strato di lucidissimo ghiaccio. Sul soffitto centinaia di cristalli di neve galleggiavano sull’aria uno accanto all’alto, come se danzassero in un girotondo scoordinato.

Appena posati i piedi sul freddo pavimento, un brivido le percorse tutto il corpo, arrivando fino al volto, dove i denti cominciarono a battere. Infilò subito la vestaglia e le pantofole, mentre ogni caldo respiro si trasformava in una piccola nuvola biancastra a contatto con l’aria gelida.

La scena davanti agli occhi di Lettrice era impossibile da spiegare, soprattutto per una mente razionale come la sua. Eppure, potremmo dire con assoluta certezza che la ragazza non sembrava affatto sconvolta da tutto questo. Forse per rassegnazione a quel turbinio di eventi che le stavano sconvolgendo la vita, o magari perché una piccola breccia era stata finalmente aperta nell’enorme muro che la ragazza aveva costruito intorno a sé…

Spirito futuroDall’angolo più lontano della sua stanza un’ombra cominciò a scorrere lungo il pavimento. Più si avvicinava al letto di Lettrice, più si ingrandiva, prendendo forma e trasformandosi in un enorme essere incappucciato.
Ogni millimetro d’aria che entrava in contatto con lo spirito sembrava oscurato da un manto più buio della notte. Tutto scompariva al passaggio di quell’essere, come risucchiato in un buco nero senza via di scampo.

Solo alla vista dello Spirito i muscoli di Lettrice si contrassero in una smorfia di vero terrore.
«Voi siete il fantasma del Natale futuro, immagino…» si rivolse all’imponente figura tutta tremante, più per paura che per il freddo.

Il fantasma non disse una sola parola. Strappò una parte del proprio mantello e la gettò di fronte a sé.
Alzò il braccio con fare solenne e dall’ampia manica della veste scura spuntò una mano scheletrica. Col dito indicò alla ragazza la direzione verso cui il drappo del suo abito era finito.

«Mi mostrerete cosa mi accadrà in futuro se non cambierò il mio modo di vivere, esatto?»
Non ottenne nessuna risposta, al che Lettrice si alzò dal letto, proseguì verso quel varco, ignara della destinazione, e venne avvolta da una nebbia scura.

Il buio si dissolse in pochi attimi e di fronte ai due viaggiatori nel tempo apparve una scena gioiosa. Una tipica casetta di montagna dove un gruppo affiatato di persone si stava scambiando gli auguri di Natale.

«Buone Feste a tutti! Allora? Vi siete divertiti oggi?» chiese a gran voce Vittorio, il padrone di casa.
«Assolutamente sì, grazie per l’ospitalità», rispose Imma. «Non avrei mai immaginato che avresti invitato anche me», intervenne, sorpresa, Silvia.
«Beh, hai fatto parte anche tu della redazione. Invitarti era il minimo. Normalmente non festeggerei il Natale ma, dal momento che il giornale che proprio noi, tutti insieme tanti anni fa, abbiamo fondato ha finalmente venduto la sua milionesima copia, mi è sembrato il caso di festeggiare di persona» disse sorridendo alla compagnia.

Nella casa addobbata a festa c’erano tanti altri invitati. A un certo punto prese la parola la moglie di Vittorio.
«Sbaglio o manca un’altra persona?».
«Chi? No, non mi sembra. Ho invitato lo staff al completo, o almeno credo…» rispose dubbioso Vittorio.
Gli ospiti si guardano tra di loro, cercando di capire a chi si stesse riferendo Lucia.
«Ma certo! Manca lei!» esclamò Imma, colta da un’illuminazione.
«Scusate, ma… lei chi?», chiese Vittorio, stupito da quell’ultimo intervento.
Mentre tutti cercavano di ricordare chi fosse la misteriosa assente, Imma rispolverò la loro memoria: «Manca Lettrice! Ve la ricordate?».

Nessuno rispose affermativamente. Allora Vittorio andò nel suo studio e prese dall’archivio del giornale la prima copia dell’e-zine, per vedere se questa fantomatica “Lettrice” fosse presente nella redazione.
Non risultava in elenco.

brindisiProvò con il secondo numero ed ecco spuntare finalmente il suo nome: «Eccola qui. “Lettrice… Lettrice Segreta”. In effetti c’era una redattrice con questo nome».
«Ma che fine avrà fatto?» si chiese Simone, non ancora molto convinto di ricordarsi di lei.
«Veramente non lo so. Anche io ne ho un ricordo molto vago. Faceva sempre la misteriosa, non voleva mai parlare di sé. Alla fine ce la siamo dimenticata praticamente tutti», rispose Imma. «E anche se, parlando per ipotesi, fosse addirittura morta, non sapendo più nulla di lei da così tanti anni, come potremmo cercarla o pensare persino di ritrovarla?» disse con fare tragico Elena, annoiata da quei discorsi.
«Poco importa, si vede che non era davvero utile al nostro gruppo. Su! Oggi non dobbiamo essere tristi! Festeggiamo!» invitò Vittorio, stappando una bottiglia di champagne in onore dei suoi collaboratori.

Le lacrime rigavano il volto di Lettrice senza sosta. Come potevano i suoi colleghi essersi dimenticati di lei? Aveva fatto così tanto per quel giornale. Non poteva essere colpa solo del suo atteggiamento schivo se avevano cancellato ogni ricordo di lei…

Il fantasma strappò un’altra parte del suo mantello e la lanciò in direzione di Lettrice. Tutto intorno a lei si fece di nuovo buio, fino a quanto comparve una piccola luce in lontananza.
La ragazza, terrorizzata all’idea di scoprire cose ancora peggiori sul suo futuro, restò immobile. Ma di colpo ciò che la manteneva in piedi scomparve, lasciandola precipitare lungo un tunnel che sembrava non avere mai fine.

Cadde all’improvviso su un terreno ciottoloso e l’impatto fu talmente forte da farle sanguinare le mani, con cui aveva tentato di attutire il colpo.
Lettrice si guardò intorno. Era buio, ma alcune candele poste qua e là in quel tetro angolo di mondo lasciavano intravedere inquietanti contorni. Alte statue di angeli piangenti circondavano il luogo in cui lo Spirito aveva condotto la ragazza.
Lettrice provò ad alzarsi facendo leva su una grande pietra accanto a lei, ma dopo essersi appoggiata ad essa con tutto il suo corpo notò il lumino e i fiori postivi alla base e, schifata, si gettò indietro cadendo di nuovo per terra.

Era in un cimitero.

angelo«Spirito, ti imploro… risparmiami la sofferenza di vedere le persone a me care in questo luogo così triste» urlò all’imponente figura che nuovamente non la degnò di alcuna risposta.
Il suo scheletrico braccio ancora una volta si alzò per indicarle la direzione da seguire.

Lettrice, alzatasi da terra, si avviò verso la strada indicatale, mettendo lentamente un piede davanti all’altro.
Non le erano mai piaciuti i cimiteri. Non entrava in un posto del genere da quando sua nonna era venuta a mancare: ritrovarsi lì in quel momento era estremamente doloroso.

Nell’angolo più remoto di quel luogo dimenticato da Dio, accanto alle alte mura di recinzione, c’era una piccola croce in legno, abbandonata, senza fiori né lumini.
«Perché proprio qui, Spirito? Vuoi che raggiunga quella tomba lì infondo?».
Come ogni volta, l’unica risposta fu l’assoluto silenzio.

Quella piccola croce isolata faceva un’immensa tristezza: un’anima dimenticata da tutti, lasciata sola anche nel riposo eterno, il cui nome sarebbe stato cancellato per sempre da qualche pioggia e un po’ di vento.

«Sola e abbandonata… che possa essere la mia?» si domandò fra sé e sé la ragazza, fermatasi all’improvviso a pochi passi dalla tomba.
L’imponente figura le passò di fianco, scivolando accanto alla croce come trascinato dalla forza dell’aria.

«Avvicinati e guarda attentamente» disse finalmente lo Spirito, a gran voce.
Lettrice non se lo fece ripetere una seconda volta e, a piccoli passi, si avvicinò a lui. Inciso sul legno a caratteri semplici c’era proprio il suo nome.
Le gambe della ragazza cedettero e lei cadde a terra, piangendo.
«Non voglio finisca davvero così, queste sono solo ombre… il mio futuro può ancora cambiare, DEVE farlo!»

La terra intorno alla tomba cominciò a tremare, sgretolandosi sempre più e costringendo la ragazza ad indietreggiare. Non riuscì a spostarsi abbastanza in fretta, perché subito il terreno sotto il suo corpo franò, e con esso anche lei
«Spirito aiutami!» gridò verso quell’ombra nera che pian piano svaniva, mentre la gravità la attirava sempre più verso il basso.
«Ho già fatto tutto ciò che dovevo, ora tocca a te!» e con quelle parole ogni luce si spense e il volo di Lettrice si arrestò.

EPILOGO

Jingle bells, jingle bells, jingle all the way.
O, what fun it is to ride in a one-horse open sleigh.

La voce graziosa di una bambina riuscì a interrompere il sonno profondo di Lettrice. La ragazza aprì immediatamente gli occhi, e si mise a sedere sul suo letto.
Spontaneamente si guardò intorno: niente piccoli spiriti riccioluti, nessun animaletto dalle lunghe orecchie nei paraggi, di inquietanti figure incappucciate neppure l’ombra.

finestraSul viso della nostra protagonista si stampò all’istante un sorriso di vera gioia. Non perché quelle visite si fossero concluse, ma per la vita reale che da quel giorno avrebbe preso una piega tutta diversa!

Corse ad alzare le tapparelle e, non appena tutta la stanza fu colma di luce, si sporse all’esterno per godere della fresca brezza mattutina. Una donna anziana, tutta intenta a stendere le lenzuola sul suo balcone, non si era ancora accorta di quella ragazza che sul palazzo accanto al suo sembrava aver scoperto il sole per la prima volta.

«Buongiorno signora!» le urlò Lettrice.
«Ehm… Salve!» rispose incredula la vecchina.
«Saprebbe dirmi che giorno è oggi?»
«Oh santi numi! Si sente bene signorina?» chiese, in preda al panico.
«Io?! Mai stata meglio…» le rispose tutta sorridente.
«Ne è sicura?!»
«Certissima! Ora, vuol dirmi gentilmente che giorno è oggi?»

Dopo aver alzato gli occhi al cielo, l’anziana signora gridò: «E’ la mattina di Natale!»
Gli occhi di Lettrice si illuminarono. Gli spiriti l’avevano riportata indietro in tempo per godere di quella festa con le persone che amava!

Inutile dirvi che Lettrice colse l’occasione al volo per rimediare a molti degli errori fatti negli anni passati. Corse subito in strada, alla ricerca di ogni negozio rimasto aperto per comprare i regali alla sua famiglia.
Trovò solo una piccola bottega dell’artigianato. Varcata la porta, un suono di dolci campanelle riempì la stanza e un anziano signore uscì fuori dal retro per aiutare la cliente nella scelta.
«Regali dell’ultimo momento?» chiese, avvicinatosi a lei.
«Direi di sì!» gli rispose sorridente.

vecchinoIl negoziante le mostrò numerosi articoli realizzati a mano, in legno e ceramica, e Lettrice se ne innamorò. Ne acquistò una decina da dividere fra i parenti e qualche amica a cui avrebbe telefonato nel pomeriggio.
Stava per uscire dal negozio, quando il padrone la richiamò indietro.
«Venga, vorrei farle un omaggio!»
«Oh, ma… non ce n’è alcun bisogno! E’ stato fin troppo gentile con me»
«Non vorrà fare un torto ad un vecchietto come me… tenga!»
Le porse un piccolo pacchetto, con annesso un bigliettino con scritto “A Lettrice”.
«Grazie, ma… come conosce il mio nome?»
«L’hai detto tu proprio un minuto fa» ammiccò l’anziano negoziante e, dopo averle augurato buone feste, tornò nel retro bottega.

Lettrice uscì in fretta e furia, carica di pacchetti fra le braccia, girò l’angolo e corse verso casa di sua mamma. Appena arrivata, trovò il portone aperto, così salì al primo piano senza citofonare.

Suonò il campanello e nell’istante in cui la porta si aprì gridò: «SORPRESA!!!»
La madre non riusciva a credere ai suoi occhi che, alla vista della figlia così sorridente sulla porta di casa, si riempirono di lacrime.
«Buon Natale tesoro mio! Vieni, entra… quei pacchetti sembrano davvero pesanti»
«Non più di tanto! Ho scoperto un negozietto carinissimo qui vicino, ti ci devo portare assolutamente»
«Quando vuoi, piccolina mia!»
Lettrice le sorrise, posizionando i pacchetti sotto l’albero. Poi gli occhi caddero su quel piccolo omaggio che il negoziante le aveva fatto.
«Mamma, vengo subito a darti una mano, prima devo fare una cosa!»
«Si si, fai con calma! Ieri ti sei persa una gran bella serata, sai?» le urlò dalla cucina, tagliuzzando alcune verdure
«Davvero?!» rise, senza farsi sentire. Sapeva molto bene quanto quella serata fosse stata meravigliosa.

La madre le stava ancora parlando, ma in quel momento tutta l’attenzione di Lettrice era concentrata su quel piccolo e misterioso pacchetto.
Aprì per primo il bigliettino allegato:

Cara Lettrice,
spero ti piaccia il mio piccolo dono.
Non appena hai messo piede nel mio negozio,
ho sentito che questo era il regalo perfetto per te.
Buon Natale!

Non riuscì a resistere ulteriormente alla curiosità e strappò via la carta lucida che avvolgeva il regalo.
Era una piccola sfera di neve, quelle tipiche decorazioni che spesso troviamo nelle nostre case a Natale. Fu il soggetto all’interno a lasciare Lettrice senza parole. Una piccola bambina dai capelli dorati, un animaletto dalle grandi orecchie e un fantasma dal mantello nero stavano lì, uno accanto all’altro, con le bocce spalancate e uno spartito fra le mani.

«Tutto bene tesoro?!» entrò in sala la madre
«Si si! Guarda… il negoziante mi ha regalato questa palla con la neve» disse, mostrandole la sfera.
«E’ bellissima! Questi tre angioletti hanno uno sguardo talmente dolce»
«Questi tre… cosa?!»
sfera neveLettrice riprese in mano il dono ricevuto, e al posto delle statuine che prima aveva visto, ora c’erano tre angeli dalle ali dorate, in coro su una candida nuvoletta.
«Terra chiama Lettrice!»
«Scusa Mamma, mi era sembrato… oh nulla! Non ho dormito bene questa notte!» disse, cambiando discorso al volo!
«Su vieni con me, un buon caffè è quello che ti serve».

Non vogliamo svelarvi il segreto di quella piccola palla con la neve. Diremo soltanto che gli occhi di Lettrice, seppur stanchi per i tanti magici viaggi, non erano poi così mal funzionanti 😉

Il grande Dickens usa una frase speciale per concludere la sua storia e, per la seconda volta, ci permettiamo di emularlo, condividendo questo augurio con tutti voi che avete riso, pianto, tremato, viaggiato e gioito con Lettrice e i suoi quattro giovani cantori.

Che Dio ci benedica, tutti quanti!

FINE <3

A CHRISTMAS CAROL [terza parte]

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un racconto ad otto mani, scritto da

Lettrice Segreta
Vittorio Tatti ChiaraG
UmanoAlieno

Buongiorno Lettori e, soprattutto, Buona Vigilia!!!! <3
Pronti a scoprire cosa succederà questa notte alla nostra protagonista?

La storia che segue, nonostante numerosi riferimenti
a luoghi, persone e cose realmente esistenti,
è ovviamente una storia di fantasia,
e come tale va considerata.

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III
Il secondo dei tre spiriti

Lettrice era esausta, come se avesse lavorato per ore ed ore e non dormisse da giorni. In realtà era rimasta a letto, sin da quando il primo spirito era scomparso nel nulla.
Si era imposta di non muoversi da lì, qualunque cosa fosse accaduta, e con lei anche le normali funzioni fisiche si erano stranamente ed inspiegabilmente fermate. Niente fame, niente sete, neppure il bagno. Nulla.

Solo dormire e tenere gli occhi chiusi, pregando tutte le possibili divinità esistenti sulla faccia del pianeta affinché quell’incubo finisse.

Le tapparelle erano ancora abbassate, nessun indizio esterno riusciva a entrare fra le mura di quella camera. Lettrice aprì gli occhi e si girò di fianco, volgendo lo sguardo verso la porta. Quanto tempo poteva essere passato da quello strano primo incontro?
Le bastò un momento, dopo essersi svegliata, per capire quanto poco mancasse all’arrivo del secondo spirito. Esattamente come la sera prima, il telefono segnava le ore 00:59 e nel preciso istante in cui scoccò l’una, una tenue luce bluastra iniziò a filtrare da sotto la porta della sua camera. Ormai le danze erano state aperte e a Lettrice non restava altra scelta che mettersi a ballare. Si alzò dal letto, indossò la vestaglia e si avvicinò alla porta.

Non aveva fatto neppure in tempo a mettere la mano sul pomello, che subito la luce si fece più intensa. La paura per cosa potesse trovarsi dall’altra parte fece tentennare Lettrice per qualche istante, ma la sua mano, quasi fosse sotto ipnosi, cominciò a girare la maniglia. Spalancò la porta e, con gran stupore, si trovò davanti una stanza sconosciuta.

A prima occhiata poteva assomigliare ad un enorme studio, ma più passavano i secondi, più si rendeva conto di essere in una moderna sala dei giochi. Le pareti erano coperte da scaffali e mensole colme di fumetti, libri e giocattoli di ogni genere. La televisione (uno di quegli schermi talmente grandi dove puoi vedere anche i nei degli attori), era spenta, posta in un angolo in fondo alla stanza. Accanto ad essa, due pile di console. Proprio di fronte a lei, appena varcata la soglia, c’era una grande scrivania. Il monitor di un computer, posto sopra al tavolo, le impediva di vedere chi stesse battendo alla tastiera. Era un digitare strano e confuso.
Da dietro lo schermo spuntavano due enormi orecchie. «Dannati intrugli orientali! Adesso perfino un animale che gioca al computer mi dovevo sognare…» pensò Lettrice, osservando la scena!
Erano due grandissime orecchie, nere e pelose. Quale razza di animale poteva possedere tali estremità?

«C’è qualche spirito?» chiese Lettrice, a gran voce. Le orecchie si rizzarono sull’attenti ed il digitare si arrestò.
«Ehilà?» continuò, ridendo sotto i baffi per quelle buffe orecchie ed i loro movimenti.
«Non si bussa più?!» commentò una voce maschile, alquanto seccata. La ragazza fece un balzo al suono di quella voce, convinta non ci fosse anima viva lì. «Chiudi la porta alle tue spalle, altrimenti esce tutta l’aria calda!»
Lettrice tornò indietro e chiuse la porta con estrema lentezza, prendendosi qualche attimo per riflettere. Forse lo spirito era invisibile! Si girò in fretta e tornò dov’era, non volendo essere ulteriormente sgridata.
«Dove sei, spirito?» chiese, sperando in una risposta.
«Davanti a te» le rispose «non è che ti sei scordata gli occhiali in camera tua, vero?»
Davanti a Lettrice non c’era nulla: se era di fronte a lei, allora voleva dire che lo spirito non si era ancora materializzato ai suoi occhi.
«Renditi visibile, per favore» lo pregò.
Spirito presenteLo spirito sospirò, seriamente seccato. Due mani pelose afferrarono da dietro il monitor e lo spostarono di una decina di centimetri, affinché la ragazza potesse vedere cosa nascondeva. Lettrice rimase a bocca aperta. Sì, si aspettava di tutto… ma, di certo, non quel coso!
«Che c’è?» chiese l’essere davanti a lei, con sguardo interrogativo «Non hai mai visto un furry? Eppure ne ho parlato sul mio blog…» concluse, muovendo velocemente le orecchie, nettamente sproporzionate per il muso che aveva.

Lettrice non riuscì più a trattenere le risate
«Immagino tu non abbia mai visto un fennec» l’ammonì seccato. «Tzè! Razzisti, questi umani…» concluse, ritornando a guardare lo schermo. La ragazza continuava a ridere, senza contegno. Quel mostriciattolo era troppo buffo per riuscire a trattenere le risate!
«Lettrì, un poco di rispetto, ti ricordo di essere al cospetto dello spirito del Natale presente!» disse, poco convinto.
«TU, uno spirito!?» riuscì a dire, tra le varie risate.
«Lo dice il contratto, mica io!» le rispose, mostrandole un plico di fogli accatastati sulla scrivania. «Te hai il sonno pesante, lo sapevi?! Ti sto aspettando da ore» provò a cambiare argomento, dirottando l’attenzione sulla ragazza.
«Contr…?»
«Non importa, ok?» la interruppe «Vieni qua, ‘orso solitario’, ti faccio vedere Facebook»
Lettrice si avvicinò e, estremamente dubbiosa, cominciò a fissare lo schermo.
«Guarda: tutti, e sottolineo tutti, ti stanno cercando sul tuo profilo» commentò, mentre scorreva la pagina, permettendone la lettura. «E ti dirò di più! Dopo il tuo ultimo post, quello dove mandavi a quel paese ogni essere vivente nell’intero universo, nessuno ha smesso di scriverti, anzi! Guarda qua: ondate di amici sempre lì, a preoccuparsi per te e ad augurarti “Buon Natale”».

La ragazza era incredula: alcune settimane fa, in un raptus di rabbia, aveva scritto le peggior cose a tutti i suoi amici!
23
Nonostante questo tante persone avevano continuato a pensare a lei, a scriverle ogni giorno… Era convinta di aver allontanato chiunque, dopo tutto il fango che aveva gettato addosso al mondo intero!
«Bene, basta così» disse lo spirito, alzandosi all’improvviso. Da sotto il tavolo, tirò fuori due giacche. Una era proprio quella di Lettrice.
«Ma quella è mia!» protestò la ragazza
«Lo so. Di certo non ho l’abitudine di vestirmi da donna» le rispose, lanciandogliela. Mentre Lettrice indossava il soprabito, lo spirito si mise in posizione, attendendo che la ragazza lo prendesse a braccetto «Forza! Non abbiamo mica tutta la notte!»
Non sembrava particolarmente entusiasta all’idea di viaggiare così un’altra volta…
«Preferisci che ti trascini io per le orecchie!?» propose sarcasticamente lo spirito.
La ragazza si convinse. Appena sfioratogli il braccio, la scena davanti ai loro occhi cambiò. Si trovarono in una piazza affollata. Abeti, bancarelle, profumo di spezie e caldarroste… tutto parlava di festa. Lettrice si strinse allo spirito, come terrorizzata.
«Non ci vedono, tranquilla» commentò lo strano essere, liberandosi gentilmente da quella presa «Poi, scusa se te lo chiedo, ma di cosa hai paura? Dai, giriamo un po’» esclamò lui, sorridendo con gli occhi.

bancarelleCorse via, con la coda scodinzolante. A Lettrice non rimase che seguirlo, ma nel giro di un attimo lo perse di vista.
Cominciò a cercarlo tra la folla, ma il suo sguardo fu attirato, come per magia, da quel magnifico scenario intorno a lei: bancarelle, stelle di Natale, luci colorate, volti sorridenti ovunque, tanti bambini felici e le loro famiglie in festa… in quel momento tutti i cattivi pensieri erano volati via, e per una strana e inspiegabile ragione, Lettrice si sentiva più leggera.
«A quanto pare potrò fare domanda per il posto da ‘Grinch’ anche quest’anno!» commentò lo spirito, spuntato dietro di lei «Non sei credibile con quel sorrisetto, sai? Andiamo, ti porto in un altro posto!»
Non appena si sfiorarono furono catapultati in un salotto.

«Conosco questa stanza! E’ casa mia, o meglio… casa di mia madre. Sai, mi ci ha già portato Riccioli d’oro!» disse immediatamente la ragazza.
«Chi!?»
«Ehm… Il primo spirito!»
Stavano ancora parlando, quando un rumoroso abbaiare li interruppe. Pochi secondi e un piccolo cagnolino bianco spuntò ai piedi di Lettrice.
«Ci percepisce, ma non può vederci» le spiegò lo spirito con voce, ormai, non più severa «Del resto, sei e sarai sempre la sua padrona, no!?» La creaturina, infatti, rimase loro accanto, visibilmente felice.
«Non ti abbaia, strano…» commentò Lettrice, con un ritrovato senso dell’umorismo.
«Si vede che non sono così malvagio, alla fine! E poi, tra animali ci si capisce!» concluse, dirigendosi in un’altra stanza.
C’era molto brusio, oltre che un buon profumo. Sembrava esserci tanta gente. E, infatti, la cucina si rivelò piena di persone a tavola.

«Parenti ed amici, eh?» chiese lui, guardandola negli occhi.
«Già…» gli rispose, triste.
«Quello accanto a tua madre dev’essere il tuo posto» indicò una sedia vuota con accanto i soli piatti puliti in tutta la tavolata.

cena natale«È un vero peccato che non ci sia tua figlia; si sarebbe divertita» disse l’uomo seduto a capotavola.
«Non ha risposto, oggi» rispose amareggiata la madre «Volevo che fosse la prima a ricevere i miei auguri»
«Lo so cara, anche noi avremmo voluto farglieli» le disse una signora anziana dall’altra parte del tavolo.
«Ehi!» li interruppe un bambino nel bel mezzo della conversazione «perché non urliamo? Magari ci sente! »
«Amore di zia, non funziona cos…»
«AUGURI LETTRICE!!!!» e tutti a ruota lo seguirono, divertiti dalla dolcissima ingenuità del piccolo. Urlando a squarciagola, augurarono Buon Natale a quell’unico membro mancante della famiglia. Pure il cane abbaiò!

«Io direi che hai sentito… vero?» commentò sorridente lo spirito, mentre si teneva le grandi orecchie coperte per non diventare sordo.
La ragazza rimase in silenzio, facendosi cullare da quelle voci. La festa durò fino a sera, tra risate, tombolate, e brindisi vari. E Lettrice sembrava contenta, come non lo era da tanto tempo.

«Dobbiamo andare, non posso lasciarti qui, mi spiace…» disse lui improvvisamente, con il viso carico di tristezza.
«Non ti diverti ad osservarli di nascosto?» chiese dolcemente Lettrice.
«Non è quello, anzi… Ma dobbiamo andare!» concluse prendendola per mano.
Appena tornati nella camera da letto della giovane, Lettrice rabbrividì alla vista di quell’essere che a poco a poco svaniva davanti ai suoi occhi.
«Se ricordi la storia, capirai che è quasi scaduto il mio tempo a disposizione» disse lo spirito, con quel poco di forza rimastagli.
«Stai morendo, ma perché non me l’hai detto prima?»
«Non importa, sei tu quella importante! Non essere triste, ok? E, per favore, ricorda: la gente ti vuo…»

Lo spirito sparì, senza concludere quella frase così importante.

to be continued…

A CHRISTMAS CAROL [seconda parte]

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un racconto ad otto mani, scritto da

Lettrice Segreta
Vittorio Tatti ChiaraG
UmanoAlieno

Benvenuti alla seconda parte del nostro racconto ^_^ Siamo davvero felicissimi che la prima parte vi sia piaciuta! <3
Speriamo con tutto il cuore che anche le prossime siano altrettanto gradite. Buona Lettura 😀

La storia che segue, nonostante numerosi riferimenti
a luoghi, persone e cose realmente esistenti,
è ovviamente una storia di fantasia,
e come tale va considerata.

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II
Il primo dei tre spiriti

Erano passate alcune ore da quella strana apparizione, se così vogliamo definirla, e Lettrice non era ancora riuscita a trovare una spiegazione razionale a ciò che aveva appena vissuto. Le ipotesi erano molte, una meno probabile dell’altra.
Appena quella luce accecante era svanita, nel panico più totale e ben conscia di non poter lavorare con la mente in un tale subbuglio, Lettrice aveva chiamato il suo ufficio, chiedendo alla segretaria di disdire qualsiasi appuntamento preso fino a Natale: «Spostali tutti dopo il 25, ok? Non prima, neppure sotto tortura, chiaro?! Ho decisamente lavorato troppo negli ultimi tempi, necessito di una pausa!»

Troppo stanca anche solo per provare a formulare nuove ipotesi, la nostra protagonista decise di tornare in camera da letto. Abbassò le tapparelle e si sdraiò sotto le coperte, sperando che qualche ora di riposo potesse farle bene. Impostò la sveglia per le quattro e mezza del pomeriggio, con l’idea di fare una passeggiata intorno alle cinque, e poi chiuse gli occhi.
Ci volle un po’ prima che il sonno la raggiungesse. Sicura fra le soffici coperte, pensò che forse era il caso di smetterla con la tisana ai fiori orientali che le aveva consigliato una collega: era sicuramente stato quell’intruglio a provocarle sogni agitati e visioni alquanto bizzarre. Poteva riservarla magari per i momenti di scrittura, occasioni in cui c’è davvero bisogno di far galoppare la fantasia. Ignara di ciò che intorno a lei stesse per accadere, si fece cullare da quei rassicuranti pensieri e si addormentò.

Il tempo è un amico dal fare misterioso e, se tre spiriti ci mettono lo zampino, possiamo star certi che lo scorrere infinito di secondi giocherà di sicuro qualche scherzo a chi si affida a lui.
Il riposo di Lettrice, infatti, non durò quanto avrebbe sperato. Un fastidioso suono di campanelline la svegliò pochi minuti dopo aver chiuso gli occhi. Si rigirò sul cuscino e non fece in tempo a rimboccarsi le coperte che ecco di nuovo una musichetta, fatta di voci di bambini in festa e campane. Più cercava di non farci caso più quel suono incrementava il suo volume.
Si mise a sedere sul letto e aprì il cassetto del comodino per prendere e controllare il cellulare: magari era partita inavvertitamente una telefonata e quei rumori irritanti provenivano da lì.
«Mai che si possa riposare tranquilli… Ma che?!» il telefono segnava le ore 00:59 «Magnifico, ora si è anche rotto il cellulare!»
Si buttò all’indietro sul letto, in un gesto di teatrale sconfitta, quando… «Buuuuuuuu»
Lettrice saltò in aria alla vista di quell’esserino. Per dieci secondi si guardarono negli occhi. Poi la ragazza, sotto shock, corse in bagno. «Sonnambulismo! Si, è solo sonnambulismo» continuava a ripetere freneticamente mentre davanti al lavabo si gettava acqua sul viso.
Si asciugò e tornò in camera. Lo spirito era ancora lì.

spirito passato«Nonna mi aveva avvertita che non mi avresti accolta a braccia aperte, ma io ti abbraccio lo stesso» e con quella vocina corse a cingerle le gambe, piccolina com’era.
Tre anni, ricciolini d’oro, occhi chiari e profondi, labbra aristocratiche e sottili, quasi disegnate: il riflesso di Lettrice bambina.
«Non parli? Aspetta di vedere lo spirito del Natale presente. Lui si che fa paura» disse mentre giocava con una bambola che aveva fatto apparire dal nulla.
«Pur ammettendo che tutta questa storia sia vera, cosa potrebbe fare uno scricciolo come te? » disse spavalda Lettrice.
«Non farti ingannare dalle dimensioni, son piccola ma sono sempre uno spirito, lo Spirito del Natale passato» pronunciò orgogliosa muovendo quella testolina piena di riccioli.
«Ok, bene ti ho conosciuta. È stato un piacere. Sparisci. Ciao» tagliò spazientita Lettrice.
Lo spirito si voltò, posò la bambola, gli occhi si fecero lucidi, il labbrino tremulo e fu un attimo che scoppiò in un pianto fragoroso.
«Non vuoi stare con me» urlava fra un singhiozzo e l’altro.
«No no no, non fare così. Sveglierai tutto il vicinato. Starò con te. Te lo prometto» la rassicurò Lettrice. Asciugandosi le lacrime, il piccolo spirito si calmò e con un sorrisino malizioso disse: «Tieniti forte, ci sarà un po’ di turbolenza»
«In che sens…aaaaaa» Lettrice si sentì vorticare, le girava la testa e in men che non si dica si trovò su una soffice poltrona.
«Come diamine hai fatto?» disse riprendendosi.
«Facile, mi basta un battito di ciglia per andare dove voglio nel tempo e nello spazio. Ma ora…shhh» e le indicò la scena davanti a lei.
Era casa di sua nonna allestita a festa. C’erano tutti, allegri e spensierati. Si respirava aria di amore. Fra dolci tipici e regali, c’erano solo sguardi felici. Da quanto tempo non si sentiva così. Un lieve sorriso le si accennò sul volto. Un’espressione di gioia che sparì subito quando, voltandosi, vide suo padre.
Lo spirito riccioluto la prese per mano, aprendo il pugno di rabbia che Lettrice aveva stretto a quella vista. La portò via con sé, scostando una porticina. E lo scenario cambiò.

Un grande albero occupava gran parte della stanza dalle volte alte. Questa volta riconobbe subito il luogo: era nell’appartamento di sua mamma, quello che fino all’anno scorso aveva sempre chiamato “casa”.
AlberoUn dolcissimo ricordo, risalente a qualche anno prima. Lo spirito si era dissolto, forse per farglielo assaporare a pieno.
«Mamma, ci sono troppe palline qui!» Lettrice ammoniva dolcemente sua madre.
«A me piace carico e colorato, mette allegria» disse sorridendole.
«Ma è sbilanciato, sembra la torre di Pisa! Vedi, bisogna fare spazio qui». Aveva calcolato male la distanza fra la scala e le scatole piene di decorazioni. Finì a terra sommersa da stelle filanti e luci.
Risero come non facevano da tempo, in un’intimità tutta loro, imperturbabile e perfetta. Il loro primo Natale da sole. Bastavano l’una per l’altra. Vivevano l’una per l’altra.
E mentre una lacrima stava per scendere, una manina le si posò sulla spalla.
«Ora dobbiamo andare» le disse il piccolo spirito.

Non ebbe il tempo di riprendersi, che lo spirito riccioluto aprì un’altra porticina verso un ricordo differente. Un grande auditorium con poltrone imbottite era ben illuminato. Come poteva dimenticarlo. Si era iscritta a quel concorso di scrittura per gioco e si trovava lì per consegnare il manoscritto. Daniela, l’amica fidata di sempre, le aveva detto che non poteva accompagnarla a causa di un impegno del quale in realtà Lettrice aveva capito ben poco.
«Spacca tutto e tutti. Sei forte!» le aveva detto per telefono un’ora prima.
Quella mattina fu intensa e sul treno del ritorno non aspettava altro che raccontare tutto alla sua amica. Stranamente il telefono di Daniela non sembrava dare segni di vita. Decise di chiamarla a casa.
«Signora salve, cercavo Daniela»
Con la voce affaticata dal tempo, la madre rispose: «Ciao cara, Daniela è uscita da stamattina. Pensavo fossi con lei».
«Ehm…no. Oggi c’era il concorso in provincia. Dove posso trovarla?» chiese incuriosita.

«È con Stefano e gli altri in campagna, per preparare la serata natalizia che fate ogni anno. Le dico che la cerchi se vuoi?» disse angelicamente.
«Oh…capisco, non si preoccupi signora» e riattaccò.
Da mesi il gruppo non era più lo stesso. Erano freddi, lontani, soprattutto da quando il suo sito giornalistico era decollato sul web. Daniela però, non poteva essere come gli altri. Almeno non avrebbe dovuto esserlo.
L’amarezza nello sguardo di Lettrice raccontava molto del suo passato. La vita le aveva riservato nel corso tempo sorprese tutt’altro che piacevoli: se persino suo padre l’aveva ferita e delusa, un’amica poteva tranquillamente farlo.
lettrice solaAnche Daniela, la sua compagna di avventure da sempre, aveva scelto di voltarle le spalle, proprio nel momento in cui la vita aveva finalmente deciso di regalare a Lettrice qualche briciola di felicità. La rabbia e la delusione si fecero sentire.

«Portami a casa! Ora!» tuonò allo spirito.

Un battito di ciglia e tornarono nella sua camera.
«Ora che mi hai fatto ricordare tutto ciò sei più serena?» disse allo spettro.
«No, anzi. Era necessario per questa notte, peró!» le rispose.
Dopo una breve esitazione, continuó: «In passato hai conosciuto la cattiveria, ma hai dimenticato di aver conosciuto anche l’amore…».
«Che ne puoi sapere tu. Sparisci!» disse Lettrice con tutta la rabbia che aveva nel cuore.
Schivato il peluche che le aveva scagliato contro, lo spirito svanì.

to be continued…

A CHRISTMAS CAROL [prima parte]

Le Parole Segrete dei Libri

è orgogliosa di presentarvi

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un racconto ad otto mani, scritto da

Lettrice Segreta
Vittorio Tatti ChiaraG
UmanoAlieno

Eccoci finalmente al grande regalo di natale che insieme a quei tre matti di Vit, Chiara e Marco abbiamo preparato per voi! Spero con tutto il cuore vi piaccia!!! Leggerete il racconto diviso in quattro parti, oggi la prima e nei prossimi giorni le altre tre. Buon divertimento e buona lettura!

La storia che segue, nonostante numerosi riferimenti
a luoghi, persone e cose realmente esistenti,
è ovviamente una storia di fantasia,
e come tale va considerata.

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PROLOGO

La fiducia nell’amore era morta, tanto per incominciare, e su questo non c’è alcun dubbio.

Probabilmente vi suoneranno alquanto familiari tali parole: ebbene, la prima volta che sono state abilmente legate l’una all’altra avevano come soggetto Jacob Marley, defunto socio in affari del celeberrimo Ebenezer Scrooge.
Siamo certi perdonerete la nostra arroganza nell’emulare la penna del grande Charles Dickens, ma non potevamo trovar modo migliore per iniziare la nostra storia , se non con la morte di qualcuno. O, in questo caso, di qualcosa…

Perché, sapete, richieder l’intervento di tre spiriti come quelli corsi in aiuto del vecchio Scrooge, non è cosa facile. Pensate basti una storia che volge a un finale tutt’altro che lieto?

Le regole dall’alto sono chiarissime:

“Requisito imprescindibile, per tale domanda di intervento, dovrà esser la presenza di una speranza, anche piccola e ben nascosta, ma che possa lasciar immaginare una diversa conclusione di vita per l’individuo scelto”.

Ci è sembrato di impazzire fra incartamenti e ricerche, ma alla fine l’abbiamo trovata!
Ed è proprio da lì che la nostra storia comincia. Da un sogno di vita migliore, ricco di affetti e sorrisi sinceri.

I
Il sogno di Lettrice

Non fu il suono della sveglia, quella mattina di dicembre, a far aprire gli occhi alla giovane Lettrice, protagonista della nostra storia, ma una telefonata, di certo inattesa, che costrinse la ragazza ad abbandonare il caldo abbraccio delle coperte.

«Pronto?» sembrava avesse appena risposto un uomo delle caverne.
«Buongiorno tesoro mio! Che brutta voce, non dirmi che stavi ancora dormendo»
«In realtà sì… mamma» le rispose fra uno sbadiglio e un altro.
«Suvvia, oggi è il 21 dicembre: sono giornate impegnative queste, piccolina mia. Non puoi mica poltrire tutto il giorno! Tanto per la cronaca, sono le dieci e mezza, ti sembra questo l’orario di alzarsi? Se non ti avessi svegliata io, chissà a che ora..»
Lettrice al telefono«Frena, frena, frena – interruppe quel tornado di parole che, ancora intontita dal sonno, la stava trascinando via – punto primo: ormai non sono più la “piccolina tua”. Punto secondo: se sono andata a vivere da sola è anche per non dover più ascoltare questi infiniti bla bla bla sulle buone regole di vita che mi facevi quando avevo quindici anni!…»
«Non è passato poi così tanto tempo da allora»
«…e terzo: questi saranno giorni caotici per te forse, ma di certo non lo sono per la sottoscritta!»

Stava per mettere giù la cornetta, quando la voce squillante della madre risuonò all’improvviso attraverso l’apparecchio talmente forte, che alla ragazza sembrò quasi di averla lì accanto.
«Vuoi dire che hai già comprato tutti i regali di Natale? Ma che figlia meravigliosa che ho! Io, come ogni anno, sono in super ritardo e non so neppure cosa compr…»
«No, mamma» disse con voce fredda e stizzita «non ho comprato i tuoi amati regali di Natale, perché avrei dovuto?»
«Perché? Noi siamo la tua famiglia»
«Oh sì, certo! Una famiglia che spunta fuori solo alle feste comandate per incassare regali che, con i quattro soldi che ognuno di voi guadagna, non potrebbe mai permettersi!»
«Non è quello che intendevo» le disse con voce rotta dal pianto.
«Invece è esattamente quello che volevo dire io» e con queste parole sbatté la cornetta sul telefono.

La giornata era stata ufficialmente rovinata, al che Lettrice corse in cucina a preparare quella dose di caffè necessaria alla sua sopravvivenza per le prossime ventiquattr’ore.

Qualsiasi umana forma di affetto era bandita da tempo nella vita di questa ragazza. Niente famiglia, se non qualche sporadica telefonata della madre, niente amici, niente amore… il nulla, Lettrice era perennemente circondata dal nulla.
Quasi sicuramente vi starete chiedendo come sia possibile, in una persona come questa, trovare un briciolo di speranza atta al cambiamento.
Se si osserva con attenzione la casa del soggetto da noi scelto, è possibile notare la quasi totale assenza di fotografie: si dice che i ricordi più belli siano impressi nella memoria, ma quelli che ci piace rivivere ogni giorno sono stampati su carta e messi in bella mostra negli angoli più luminosi della nostra casa.
Considerando questa affermazione come vera per la nostra protagonista, ne avevamo dedotto che c’era un solo ricordo a cui Lettrice era davvero legata: sua nonna. Una donna piccola e dallo sguardo dolce, con capelli d’argento e abiti semplici ma raffinati.
Lei era la nostra speranza, quell’unico affetto in grado di sciogliere il ghiaccio che da troppo tempo ormai aveva congelato il cuore della ragazza. Lei era l’unica persona di cui Lettrice continuava a tenere una foto nella sua camera da letto, l’immagine di loro due teneramente abbracciate al suo undicesimo compleanno, l’ultimo trascorso insieme.

caffè specialeLettrice era tutta intenta a bere il suo caffè caldo, quando sia accorse che più i sorsi scendevano lungo la gola, più le sue palpebre subivano la forza incontrollabile della gravità. Come fosse possibile che la panacea di qualsiasi stanchezza stesse agendo come un sonnifero non sapremmo spiegarlo neppure noi, ma ci è sempre risultato chiaro come il sole che affidarsi alle vie infinite del Cielo era un ottimo modo per agire in questi casi.
Un ultimo sorso e Lettrice sprofondò in un sonno che solo una carezza “speciale” poteva interrompere: si era da poco accasciata in avanti sul tavolo della cucina, quando una voce delicata cominciò a risuonare per la stanza.

«Svegliati, Lettrice»
«Co… cosa?» tutta intontita cominciò ad aprire gli occhi
«Svegliati, ho poco tempo per parlarti»
Aperti gli occhi, l’immagine che si trovò davanti fu quasi insostenibile per la sua mente. «Aaaaaaahhh!»
Tanto fu l’impeto dell’urlo, che Lettrice cadde all’indietro scivolando dalla sedia e finendo di faccia a terra.
«Calmati tesoro, sono io»
«No, no, no, no, no… NO! Non sei tu, non sei reale: tu sei morta più di dieci anni fa» gridava e si dimenava come una bambina.
Si alzò da terra con un movimento al limite dell’umano e cominciò a camminare avanti e indietro per la casa: «Cosa diavolo mi hanno venduto al posto del caffè? Sono sotto effetto di stupefacenti, questo è sicuro» continuava ad urlare, dandosi adesso anche degli schiaffi in faccia, nella speranza che infliggersi dolore potesse riportarla alla normalità.

«Vuoi darti una calmata, neppure da bambina hai mai fatto tutti questi capricci!»
«Non starla a sentire, quella cosa non è reale» si ripeteva come un mantra, ma l’immagine della nonna continuava ad essere lì qualunque cosa facesse.
«Vuoi smetterla per favore? Ho un lasso di tempo estremamente limitato quaggiù!»
«Senti, immagine prodotta dalla mia testa, dato che non riesco a mandarti via in nessun modo possibile ti ascolto! Che vuoi?»
«Davvero non riesci a capire che grande fortuna stai avendo in questo momento? – le disse la donna con sguardo dolce e pieno d’amore – Comunque, veniamo a noi: è fondamentale che tu mi stia ad ascoltare, non mi importa il perché!»
Più la osservava, e più Lettrice si rendeva conto che la donna che aveva davanti assomigliava in tutto e per tutto alla persona che tanti anni prima aveva amato con tutta se stessa, nello sguardo, nel modo di fare, nel portamento, nel modo di parlare. Possibile che la sua mente fosse in grado di creare un’immagine così perfetta traendo spunto da ricordi vecchi oltre dieci anni?

«Lettrice, tu stai perdendo tutto quello che la vita può donarti! Non esci quasi mai, non frequenti un uomo da non so più quanto tempo, non vai a trovare tua madre da un secolo… Ti stai trasformando sempre di più in quella “Regina delle Nevi” che da bambina ti faceva paura! Amavi così tanto il Natale, e adesso? Sembra un giorno come tanti altri, anzi peggio… sembra il più triste dell’anno! E’ per questo che sono stata mandata qui ad avvisarti»
Christmas«Non so perché, ma sento che il seguito di questo bel discorso non porterà a nulla di buono»
«Ti sbagli di grosso! Potrei mai farti qualcosa di brutto?»
«Spero di no, ma non si sa mai… »
«Ora ascoltami bene. Riceverai la visita di tre spiriti. Aspetta il primo domani, quando l’orologio suonerà l’una. Il secondo la notte successiva alla stessa ora. Il terzo la notte seguente, quando cesserà di vibrare l’ultimo colpo delle dodici»
«Ah, ora ho capito… è uno scherzo televisivo questo! Dove sono le telecamere?»
«Smettila, nessuno scherzo! Loro ti aiuteranno a capire»
«Si si, certo… come nella storia di Dickens! Molto originale, devo ammetterlo» disse, mentre era sul punto di scoppiare a ridere.
«Ora devo andare, è stato meraviglioso rivederti di nuovo, mio piccolo pezzettino di donna» con queste parole un raggio accecante comparve alle spalle della donna. Il fantasma si girò solo dopo aver accarezzato il volto della ragazza e andò via, scomparendo per sempre in quell’arcobaleno di luce.

to be continued…